L'arrivo di Olga nella vita di Claudia spingerà quest'ultima a riconsiderare la propria esistenza. Espandi ▽
Claudia è una giovane donna che lavora in un'agenzia di viaggi e la sera frequenta un corso di russo. Una sera si presenta Boris, il nuovo insegnante. Tra i due nasce una certa attrazione.
Una volta finita la scuola Boris va a trovare Claudia con lo scopo di sistemare Olga, una cugina ucraina venuta in Italia in cerca di fortuna.
Dopo una naturale diffidenza iniziale, tra le due donne si stabilisce una sorta di complicità. Ma un giorno, tornando a casa, Claudia non trova Olga. Recensione ❯
Tre episodi imperniati sul tema comune dell'inibizione sessuale. Il più riuscito è senz'altro quello di Ferreri, con un Tognazzi truccato in modo da s... Espandi ▽
Riflessione sul potere del cinema (o dell'arte in generale), quest'opera ricca di vitalità intellettuale non si dimentica di essere anche un musical in sé. Musical, Drammatico - Danimarca2000. Durata 140 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Dancer in the Dark era una canzone cantata, e ballata, da Fred Astaire in Spettacolo di varietà. Ed è la metafora della vita di Selma. Espandi ▽
Immigrata negli Stati Uniti dalla Cecoslovacchia, Selma lavora alacremente, senza badare alla stanchezza, per racimolare il denaro sufficiente a far operare agli occhi Gene, il figlio adolescente, affetto dalla sua stessa malattia. I due abitano in una casa mobile sistemata nei pressi di quella di Bill, loro locatore, un poliziotto in bancarotta che, dopo aver rubato i risparmi destinati all'operazione, sarà ucciso dalla donna. A questa ragazza madre, sull'orlo della cecità, allora, non rimarrà che rifugiarsi nel suo mondo di suoni e balli in attesa di essere giustiziata. Recensione ❯
Un capitano russo ricorda il vecchio Dersu, un cacciatore mongolo che gli fece da guida durante le sue esplorazione nella tundra. Durante una tormenta... Espandi ▽
Un capitano russo ricorda il vecchio Dersu, un cacciatore mongolo che gli fece da guida durante le sue esplorazione nella tundra. Durante una tormenta il piccolo uomo salva la vita all'ufficiale. Passano gli anni: Dersu diventa vecchio e quasi cieco. Il capitano lo prende con sé, ma Dersu non può invecchiare come un qualunque pensionato: prega il capitano di rimandarlo nella taiga dove verrà ucciso da un comune ladrone. Dersu Uzala segna il ritorno al cinema in grande stile del regista giapponese più prestigioso dei nostri giorni: Akira Kurosawa. Il successo non aveva impedito all'autore di entrare in una grossa crisi professionale all'inizio degli anni Sessanta, culminata con la messa al bando da parte dei produttori e il tentato suicidio nel 1971. Recensione ❯
Un letterato in crisi d'ispirazione s'innamora disperatamente di una bella donna, che lo tradisce vergognosamente. Ma neanche alla sorella dello scrit... Espandi ▽
Doc ed Earp sono sulla pista di un pericoloso fuorilegge, autore di una sensazionale rapina. I due però non vanno troppo d'accordo. Espandi ▽
Doc ed Earp sono sulla pista di un pericoloso fuorilegge, autore di una sensazionale rapina. I due però non vanno troppo d'accordo e si danneggiano a vicenda. Doc è il primo ad arrivare al bandito e vorrebbe ucciderlo, Earp lo impedisce e viene ferito, ma prontamente Doc con la pistola lo fulmina. Recensione ❯
Il film narra alcune storie ambientate in una bidonville alla periferia di Tokyo. Un barbone lascia morire il figlio, rifiutando l'aiuto dei vicini. Espandi ▽
Il film narra alcune storie ambientate in una bidonville alla periferia di Tokyo. Un barbone lascia morire il figlio, rifiutando l'aiuto dei vicini. Due operai passano il tempo a sbronzarsi e a scambiarsi le donne. Un uomo tradito dalla moglie si prende cura di tutti i figli avuti dalla donna con altri uomini. Un vecchio vende saggezza. Una fanciulla viene violentata dallo zio. Un impiegato ha una moglie arpia che gli rende la vita un inferno. Tra un episodio e l'altro, appare un ragazzo ritardato che imita continuamente lo sferragliare del tram: "Dodes' ka-den, dodes' ka-den". È il film più angoscioso di Kurosawa. Recensione ❯
Ciò che rimane di Francesco, una lettura di una vita evangelicamente 'sine glossa' che può far riflettere. Biografico, Italia1989. Durata 150 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La vita di San Francesco d'Assisi raccontata in un Medioevo di fango, sangue e sporcizia, dall'inquieta cattolica Liliana Cavani. Espandi ▽
Nel 1226, morto Francesco, le sue vicende sono raccontate a turno da alcuni suoi compagni tra cui c'è Chiara. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. Recensione ❯
Un film profondo, un road movie dell'anima pervaso di poesia, di sentimento, di rabbia repressa che non trova pace. Drammatico, USA2005. Durata 97 Minuti.
Amos Gitai dirige un film profondo, un road movie dell'anima pervaso di poesia, di sentimento, di rabbia repressa che non trova pace. Espandi ▽
Le vite e i destini di tre donne si incontrano. Rebecca è americana ma vive da un po' di tempo a Gerusalemme con il fidanzato che deve sposare. Il rapporto va male e la donna sale sul taxi di Hanna, un 'israeliana, che deve arrivare in Giordania per prendere dei soldi da un americano che li deve a suo marito. Rebecca e Hanna, arrivate a destinazione, incontrano Leila, una palestinese, che spiega alle donne che l'americano non è più là e che i soldi non ci sono più. Recensione ❯
Dramma e melodramma si fondono in un pastiche non privo di emozioni e convenzioni, un film che incalza lo spettatore con sfrontato autolesionismo. Drammatico, USA, Gran Bretagna, Spagna, Canada2004. Durata 120 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
In una notte tempestosa del 1933, il diciannovenne irlandese Guy Malyon sta lavorando alla sua scrivania nel St. John's College di Cambridge, quando, bagnata fradicia, fa irruzione nella sua stanza una donna - la più bella che lui abbia mai visto. Espandi ▽
Gioco di donna, segna il ritorno del melodramma più classico, attualizzato dall'esplicita rappresentazione delle passioni e del sesso estremi. Il regista e sceneggiatore John Duigan sa di cosa parla e senza alcuna inibizione mette in scena i miti letterari e mondani che hanno fatto dell'Europa a cavallo tra gli anni 30 e 40 un centro mondiale di sperimentazioni belliche, esistenziali e artistiche. Le ombre di Gertrude Stein, di Jean-Paul Sartre, di Scott Fitzgerald, di William Somerset Maugham, fino a Frederick Forsyth, sono una presenza palpabile, talvolta indigesta, ma non priva di fascino. Si potrebbero elencare all'infinito le fonti di ispirazione di Duigan, non escludendo Douglas Sirk, per quel dolcemente atroce e convenzionale ritratto di donna, ma non di signora. Recensione ❯
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