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Roger Corman

Roger Corman (Roger William Corman) è un attore statunitense, regista, produttore, è nato il 5 aprile 1926 a Detroit, Michigan (USA). Roger Corman ha oggi 96 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Il principe degli indipendenti e il Re dei B-Movies

A cura di Fabio Secchi Frau

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Regista e produttore che non si limitava a realizzare tanti film, li faceva decisamente suoi con la soddisfazione di essere diventato, con l'andare del tempo, un vero autore alternativo, poco elaborato, ma geniale. Incassi a non finire, fantastico dal punto di vista narrativo, ha completato il suo percorso artistico all'inizio degli Anni Novanta, decretando la sua uscita di scena. Roger Corman ha essenzialmente un tocco alla Re Mida: il suo intuito lo portava quasi sempre ad azzeccare il film con conseguente gratitudine di attori e collaboratori. In più, l'essere completamente indipendente gli ha regalato soddisfazioni enormi, anche se lo metteva sempre in posizioni di debolezza nei confronti della Major Usa. A volte un po' troppo ridicolo e a volte troppo prolisso, è il regista de fotogramma ripetuto infinite volte, del sangue finto che sgocciola dalle pareti, dei teschi ammassati gli uni sugli altri, della nebbia che si espande in un set di cartapesta, delle ragnatele e degli antichi velluti che coprivano il resto della location quando non c'erano più mobili. Erotico a modo suo, divorava fumetti sgualciti da piccolo e ha restituito al cinema quella vacua suspense contenuta in essi, dove anche un telo nero nasconde l'orrore... magari di un volto marcio. È il solo regista che abbia saputo riunire in un unico cast i veri volti del terrore del cinema: Boris Karloff, Peter Lorre e Vincent Price che si prestavano alla sua fantasia grottesca, alle sue suggestioni infantili e alle sue evocazioni culturali. Ma nonostante sia comunemente additato come il re dei B-Movies e quindi del cinema a bassissimo costo, è stato un regista di contenuto. Un autore che vedeva l'uomo come l'individuo senza più ideali, senza più amore... senza più vita. Ogni suo personaggio, se si segue quest'ottica segue questo percorso. Da sottolineare anche il suo fiuto da talent scout per attori e registi. Fra gli interpreti Jack Nicholson, George Hamilton, Charles Bronson, Sylvester Stallone e Robert De Niro, fra gli autori Peter Bogdanovich, Kershner, Hellman, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Jonathan Demme, Joe Dante e James Cameron. Senza di lui, insomma... metà del cinema Anni Settanta-Ottanta-Novanta non ci sarebbe! Mai sottovalutare il "Re dei Bs", che ha dato nuovi input alla settima arte statunitense e, culturalmente, è il più alto narratore delle storie di Edgar Allan Poe.

Il mestiere di produttore
Roger William Corman nasce il 5 aprile 1926 a Detroit, figlio di un ingegnere e di una casalinga. All'inizio cerca di seguire le orme paterne, laureandosi in ingegneria alla Stanford University e alla Oxford University, ma poi si arruola in Marina. Dopo aver viaggiato in lungo e in largo per il Ministero della Difesa, viene assunto come fattorino per la 20th Century Fox, che lo promuove a revisore di soggetti cinematografici. Nel medesimo tempo, trova anche un lavoro come impiegato in un'agenzia letteraria e appassionato di settima arte quale è, comincia lui stesso a scrivere di cinema e a pensare di inserirsi a tutto tondo nella realtà di questa industria. Trova un appoggio sicuro dal fratello Gene (che metterà alla luce suo nipote, l'aiuto regista Todd Corman), con il quale collabora spesso. Capisce da subito che se vuole sopravvivere in questa avventura deve applicare la parsimonia alle tecniche di mercato cinematografico e lo fa senza troppi problemi. Comincia con il produrre: il primo risultato è FBI Operazione Las Vegas (1954) di Nathan Juran con Joan Bennett. Discreto e buono, così continua per questa strada, finanziando registi come Bernard L. Kowalski, Eddie Romero ed Héctor Olivera, senza la notorietà che offrì ai suoi primi attori feticcio o comunque da lui amati: Mike Connors, Beverly Garland, Susan Cabot, Pam Grier e David Carradine. A lui dobbiamo i bei film di Francis Ford Coppola (Terrore alla 13 ora, 1963), Martin Scorsese (America 1929 - Sterminateli senza pietà, 1972), Jonathan Demme (Femmine in gabbia del 1974 e Fighting Mad del 1976), Robert Altman (Terapia di gruppo, 1987) e Paul W.S. Anderson (Death Race del 2008 con Jason Statham, Joan Allen e Tyrese Gibson), ma anche la presenza sul grande schermo di attori come Jack Nicholson (The Cry Baby Killer del 1958, Le colline blu del 1965 e La sparatoria del 1967), Dennis Hopper (Queen of Blood del 1966 e White Star del 1983); John Cassavetes (Facce senza Dio, 1967), Sylvester Stallone (Quella sporca ultima notte del 1975 e Anno 2000 - La corsa della morte del 1975), Barbara Steele (Piraña, 1978), Jamie Lee Curtis (Passione fatale del 1983), Rod Steiger (Captain Nuke and the Bomber Boys del 1995), per non parlare di telefilm come Black Scoprion (2001) e Splatter (2009).

Debutto da regista
Sposato con Julie Corman, attrice e produttrice che è diventata sua moglie nel 1970 e lo rende padre di ben 4 figli, fra i quali l'attrice Catherine Corman, comincia a pensare che forse potrebbe avere un più completo controllo sulle sue opere se diventasse anche lui un regista. Detto fatto. Nel 1955 firma il suo primo film Le donne della palude, seguito da altri interessanti titoli.

I film tratti dai racconti di Edgar Allan Poe
Fortemente interessato alla letteratura d'orrore, pensa che potrebbe essere molto proficuo trasporre molti dei racconti di Edgar Allan Poe al cinema. L'idea non fa una grinza e il successo è assicurato con lodi. Ingaggia i vecchi attori della Hammer (Vincent Price, Peter Lorre, Basil Rathbon e Boris Karloff) e li immerge in atmosfere lugubri e grottesche, a volte affiancandoli a nuovi volti come quello di Nicholson o della già nota in Italia Barbara Steele o addirittura ancora più vecchi e risalenti al periodo del muto come Lon Chaney Jr., facendoli rivivere artisticamente in faccia a chi li aveva già dati per spacciati. Sono gli anni de: I vivi e i morti (1960), Il pozzo e il pendolo (1961), I racconti del terrore (1962), I maghi del terrore (1963), La torre di Londra (1962), La vergine di cera (1963), La città dei mostri (1963), La maschera della morte rossa (1964) e La tomba di Ligeia (1964).

Gli altri film degli Anni Sessanta
Con i soldi guadagnati, negli Anni Settanta fonda la New World Pictures che gli permette di produrre e distribuire lui stesso le pellicole. Da questo granello di sabbia, parte il futuro deserto di cui Corman è il proprietario e che comprenderà la Concorde Pictures e la New Horizons. Firma altre pellicole, il western The Broken Land (1962) ancora con Nicholson e, in due giorni e una notte, il cult La piccola bottega degli orrori (1960), che diventerà oggetto di remake di Frank Oz nell'omonimo film con Steve Martin. È il primo regista a parlare di LSD quando ultima lo strano Il serpente di fuoco (1967), viaggio allucinogeno di Dennis Hopper e Peter Fonda in un trip artistico, seguono Assalto finale (1967) con Harrison e Glenn Ford, Target - Harry (1969) con la magnifica Charlotte Rampling, De Sade (1969) con John Huston e Il clan dei Barker (1970) con Robert De Niro.

Il ritorno alle scene negli Anni Novanta
Poi una lunga pausa e il ritorno alle scene dopo 19 anni di assenza, con la messa in scena di una rilettura del mito di Mary Shelley in chiave moderna: Frankenstein oltre le frontiere del tempo (1990) con John Hurt, Raul Julia, Bridget Fonda e Jason Patric.

L'affetto di Jonathan Demme e degli altri autori
A Corman, come potete notare, si deve tutto. E i suoi allievi lo ringraziano ognuno inserendolo come attore nei loro film. Dopo un debutto nel film di Wyott Ordung Monster from the Ocean Floor (1954), Francis Ford Coppola lo vuole come senatore ne Il padrino - Parte seconda (1974) accanto ad Al Pacino, Robert Duvall e Robert De Niro, il suo fan Wim Wenders lo sceglie come avvocato per Lo stato delle cose (1982), ma l'affetto maggiore glielo riserva Jonathan Demme che lo inserisce quasi in tutte le sue pellicole, da Tempo di swing (1984) con Goldie Hawn a Il silenzio degli innocenti (1991) con Anthony Hopkins e Jodie Foster, da Philadelphia con Denzel Washington, Tom Hanks e Antonio Banderas a The Manchurian Candidate (2004) con Meryl Streep, fino a Rachel sta per sposarsi (2008).

L'Oscar alla carriera
E in ultimo, finalmente il riconoscimento maggiore che potesse sognare. L'Oscar alla carriera dato dall'Academy che sottolinea lo status di Signore incontrastato dei B-Movies di Roger Corman. L'uomo che in pochi giorni e in grande economia sorpassava i limiti di budget risicati usando la scaltrezza e le vecchie star in disarmo, ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo. Sfruttatore fino all'osso di filoni che facevano presa sul pubblico, coadiuvandosi con indagini di mercato e pensando solo a risparmiare per incassare, Corman ha dato luce a una nuova filosofia cinematografica che gli ha permesso di diventare il Principe degli Indipendenti. Poco importa che i suoi film sono stati meramente commerciali e fatti solo per un pubblico allora giovanile, l'importante è che sia riuscito a realizzare, passo dopo passo, dagli Anni Cinquanta a oggi un piccolo impero solidissimo che gli permetteva con rigide direttive economiche e uno stretto controllo creativo di sfondare nella settima arte e nel cuore del pubblico. Nessuno si scorderà più i suoi polverosi western in bianco e nero, l'orrore alla Poe o psichedelico legato alle droghe e al sesso promiscuo, i suoi angeli su due ruote, i voli dei suoi baroni rossi, le brutture degli hippie e dei rockettari, i suoi film di kung fu, quelli di fantascienza mal combinati e quelli di vichinghi usciti da guerre millenarie. Irritante per la facilità con la quale riusciva a far combaciare le sue trovate con dei dialoghi altissimi, è il papà dei thriller gotico-psicologici, del sottoprodotto cinematografico di mercato, della non banalità delle ambientazioni, del cinema baraccone, di personaggi contorti... Ave al re!

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