Peter LorreNome: Peter Lorre - László LöwensteinData nascita: 26 Giugno 1904 (Cancro), Rosenberg (Slovacchia) Data morte: 23 Marzo 1964 (59 anni), Los Angeles (California - USA) |
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![]() Tempo... Tempo... Cos'è il tempo? In Svizzera si fabbrica, in Francia è fermo, in Italia lo sprecano, in America dicono che è denaro e in India non esiste. Sai che ti dico? Per me il tempo è una truffa.
dal film Il tesoro dell'Africa (1954)
Peter Lorre è O'Hara
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Di origine ceca come Bela Lugosi – con il quale, insieme a Boris Karloff, rappresenta l'horror in bianco e nero - Lorre nacque nel 1904 a Rosenberg, (all'epoca nel regno austro-ungarico, oggi nella Repubblica Ceca), e il suo vero nome era Laszlo Lowenstein. Divenne impiegato di banca, con davanti una rispettabile carriera a Vienna, ma mollò tutto e si avvicinò al teatro. Trovò facilmente spazio nella Svizzera tedesca, in Austria e in Germania, ma sempre in ruoli di comprimario. Nel 1924, a Berlino, ottenne la parte di protagonista, un maniaco sessuale, nell'opera intitolata Pioniere in Ingolstadt.
Nel 1931 Fritz Lang gli offrì il ruolo di protagonista nel film M - il mostro di Duesseldorf (M), un maniaco stupratore di bambine, e questa sua prima apparizione al cinema segnò per sempre il suo destino. Poco prima, curiosamente, aveva interpretato Un uomo è un uomo (Mann ist Mann, 1931) di Brecht.
Nel 1934, dopo una serie di film tedeschi che gli diedero il passaporto per Hollywood, Alfred Hitchcock lo chiamò in Inghilterra per interpretare il crudele assassino professionista nel film L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much, 1934) e la spia travestita da generale messicano pazzo nel film Amore e mistero (Secret agent, 1936). Peter Lorre non era un attore di film horror ma una maschera da ‘cattivo', come il dottore pazzo in Amore folle (Mad love, 1935) di Karl Freund o come Raskolnikov in Ho ucciso (Crime and punishment, 1935).
In seguito Hollywood lo calò nel personaggio di Mister Moto, detective giapponese acuto e ingegnoso sul genere di Charlie Chan, protagonista di otto film gialli di serie B. Registi intelligenti riscoprirono le sue doti di caratterista come John Huston in Il mistero del falco (The maltese falcon, 1941), in cui l'attore è uno sdolcinato gangster, come Michael Curtiz in Casablanca (id., 1942) che gli affida il ruolo di un modesto avventuriero e come Frank Capra in Arsenico e vecchi merletti (Arsenic and old lace, 1944), in cui Lorre è un medico satanico.
Dopo la guerra interpretò numerosi film mediocri, gialli e qualche horror. Fu lui stesso invece a interpretare e dirigere un film in cui le sue enormi potenzialità riemersero: Der Verlorene del 1951, storia di un criminale complice e vittima del nazismo, quasi l'ombra dell'incancellabile M. Lorre morì nel 1964 a Los Angeles per un attacco cardiaco.
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Casablanca
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Genere Drammatico, - USA 1942. |
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Arsenico e vecchi merletti
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Genere Commedia, - USA 1944. |
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M - Il mostro di Düsseldorf
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Genere Drammatico, - Germania 1931. |
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Il mistero del falco
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Genere Giallo, - USA 1941. |
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Il giro del mondo in 80 giorni
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Genere Avventura, - USA 1956. |
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Il pomeriggio domenicale si apre con un'apologia dell'intrigo e della tensione vecchio stampo firmata da quell'abile mano, che è un'assicurazione, di Alfred Hitchcock il quale in L'uomo che sapeva troppo (La7, 13.30) insieme a Leslie Banks e Peter Lorre ci porta fra rapimenti e studiati inseguimenti dentro alle trame di un complotto ai danni di un politico inglese. Appena il tempo di riprendere fiato con Guillermo del Toro e il suo fumettistico divertissement Hellboy (Italia 1, 19.00), con il quale ci si può rilassare e divertire in un classico pastone yankee di effetti speciali e buoni sentimenti, che già va riaccesa l'attenzione per godere appieno del nostro orgoglio nazionale Gomorra (Sky Mania 21.00) che con la mente di Garrone e il volto camaleontico di Toni Servillo riesce a renderci consapevoli e partecipi dei loschi meccanismi della malavita di casa nostra, attraverso cinque storie ritratte con stile raffinato e innovativo; una pellicola di importanza capitale per la nostra cinematografia recente. Il lunedì ci aspetta un palinsesto altrettanto ricco di stimoli che inizia e si conclude in compagnia di un Martin Scorsese in due diverse età: per gli anni '80, Toro Scatenato (Sky Cinema Mania, 13.50), la storia del pugile Jake LaMotta e della sua tormentata vicenda che ha valso l'Oscar a un De Niro in una delle sue più alte interpretazioni, fra monologhi ormai divenuti iconici e scene di lotta che hanno trasformato indelebilmente il genere. Più tardo, 2002, il crudo e vertiginoso Gangs of New York (Rete 4, 23.15) dove con sanguinarie lotte territoriali tra americani e irlandesi, Leonardo DiCaprio e il sempre in forma Daniel Day-Lewis ci trascinano con veemenza verso l'atavico concetto della violenza come fonte dei popoli. Fortuna che fra le due pellicole c'è il tempo di svagarsi con Non è mai troppo tardi (Premium Cinema, 21.00), una frizzante commedia dove Jack Nicholson e Morgan Freeman, entrambi malati terminali, fanno divertire con classe e spensieratezza tentando di realizzare tutti i sogni che in vita non hanno avuto il coraggio di realizzare.
| Casablanca (1942) | Arsenico e vecchi merletti (1944) |
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