La seconda guerra civile americana

Film 1997 | Comico +16 100 min.

Titolo originaleThe Second Civil War
Anno1997
GenereComico
ProduzioneUSA
Durata100 minuti
Regia diJoe Dante
AttoriJames Coburn, Elizabeth Peña, Beau Bridges, James Earl Jones, Joanna Cassidy, Phil Hartman Dan Hedaya, Denis Leary, Ron Perlman, Kevin Dunn, Shelley Malil, Brian Keith, Kevin McCarthy, Dick Miller, William Schallert, Catherine Lloyd Burns, Jerry Hardin, Larry Flash Jenkins, Ben Masters, Roger Corman, Rance Howard, Anthony Lee, Andrew Hill Newman, Robert Picardo, Neil Roberts, Hank Stratton, Alexandra Wilson, Melissa Chan, Diane Sainte-Marie, Darryl Van Leer, Mike Wu.
TagDa vedere 1997
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Regia di Joe Dante. Un film Da vedere 1997 con James Coburn, Elizabeth Peña, Beau Bridges, James Earl Jones, Joanna Cassidy, Phil Hartman. Cast completo Titolo originale: The Second Civil War. Genere Comico - USA, 1997, durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

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Comicità corrosiva con grandi mezzi se si considera che è prodotto dalla tv via cavo HBO. Futuro prossimo negli USA, con un miliardo di immigrati che ...

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
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Comicità corrosiva con grandi mezzi se si considera che è prodotto dalla tv via cavo HBO. Futuro prossimo negli USA, con un miliardo di immigrati che preoccupano il governatore dell'Idaho. Costui chiude le frontiere per avere l'indipendenza e il presidente degli USA gli dà un ultimatum. C'è il rischio di una guerra civile. La tv comincia a sfruttare il caso per fare interminabili dirette. Una satira che sembra far riferimento al caso italiano della Padania. Beau Bridges è all'altezza.

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Il governatore dell'Idaho annuncia la chiusura delle frontiere agli stranieri, proprio mentre un aereo di orfani pachistani, scampati a un'esplosione nucleare, chiede asilo. La Casa Bianca ordina la riapertura entro 67 ore e mezzo ma, per un piccolo equivoco - la parola successione scambiata per secessione - scoppia la seconda guerra civile americana. In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. Girato per la TV e proiettato in Europa nelle sale.

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Il crescente divario tra paesi ricchi e paesi poveri, gli ininterrotti flussi dell'emigrazione, il sovrappopolamento, i problemi di ordine interno, ridisegnano, in un prossimo futuro, gli equilibri politici internazionali chiamando le grandi democrazie a nuove e drammatiche responsabilità. All'arrivo di un folto gruppo di orfani pakistani sfuggiti alla guerra che infuria con l'India, il governatore dell'Idaho, dovendo rispondere all'elettorato conservatore che lo ha appena portato al successo, decide di chiudere le frontiere. Il presidente degli Stati Uniti, consigliato da Jack Buchan, addetto alle pubbliche relazioni, lancia un ultimatum contro l'amministratore ribelle aprendo una crisi dalle imprevedibili conseguenze. L'emittente televisiva NewsNet mobilita cameramen e reporter per seguire la cronaca in diretta ed il pubblico segue con trepidazione, da un lato, il rifiuto del governatore di correggere la propria politica e, dall'altro, il risveglio di svariati gruppi nazionalisti che sbandierano il diritto all'autonomia: la guardia nazionale si schiera sul confine dell'Idaho pronta a dar battaglia ed ovunque si profila lo spettro della secessione. Mentre la seconda guerra civile americana sta, forse, per scoppiare, il governatore si preoccupa soltanto di venire a capo della turbolenta relazione extraconiugale con Helena Newman, inviata della NewsNet, che, per colmo dell'ironia, è di origini messicane... Il governo deve decidere il da farsi al più presto poiché sa che la gente è incollata ai televisori e che allo scoccare dell'ultimatum deve andare in onda l'imperdibile puntata di un'avvincente soap opera.
Negli Stati Uniti, la politica è scaduta a furiosa propaganda elettorale, i militari seguono il prestigio della carriera primeggiando nell'insulto verbale, gli immigrati della prima ora si rivelano razzisti dell'ultima ora, i giornalisti inseguono l'effimera gloria quotidiana della diretta, l'opinione pubblica è instradata e sballottata sui binari di una informazione manipolata. L'identità nazionale non esiste, la bandiera è il simulacro di campanilismi che il tempo ha soltanto assopito, i governi locali e la Casa Bianca sono nelle mani di uomini privi di personalità, dignità morale e di buon senso. Parafrasando lo slogan del governatore dell'Idaho contro l'immigrazione, si potrebbe dire che il film è "come l'America potrebbe essere" per Joe Dante: una polveriera pronta ad esplodere al minimo pretesto, ma che (forse e per fortuna) per le sue stesse irrisolvibili contraddizioni, non esploderà mai.Sulla scorta di una buona sceneggiatura di Martyn Burke e con la collaborazione del produttore Barry Levinson (apprezzato regista di Rain Man e Wag the Dog), Joe Dante costruisce il suo sarcastico "Dottor Stranamore" giocando tra caricature e verità, situazioni paradossali e lucida analisi sociologica. Il risultato fa riflettere. Merito anche di un cast notevole nel quale Beau Bridges (il governatore), Phil Hartman (il presidente), James Coburn (il suo consigliere) non oscurano le prove degli altri comprimari. Originariamente prodotto per la TV via cavo e distribuito, successivamente, nelle sale, il film è stato presentato in Italia al Festival di Venezia del 1997.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 17 novembre 2010
barbarossa

ho visto questa piccola chicca della cinematografia americana graffiante e poco conosciuta. ho voglia di rivederlo per chiudere una mia personalissssssima compilescionnn :) scherzi a parte sto facendo la Top Five dei 5 film di guerra, chi ha visto Altà Fedeltà mi capirà, x tutti gli altri: Bhe ragazzi siete rimasti un po' indietro, qui c'è un'occasione pe recuperare ora si è fatto tardi e devo [...] Vai alla recensione »

sabato 7 aprile 2018
Emanuele 1968

Mah.... per essere stato girato nel 1997 ovvero ben 21 anni fa, devo dire che il contenuto e attualissimo, sicuramente in un cineforum e azzeccato, non lascia indifferenti. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Onnipotente e onnipresente tv, che cosa non si fa per te: perfino un conflitto armato, se questo può far bene all'audience! Il momento forse più (angosciantemente) divertente di La seconda guerra civile americana, di Joe Dante, coincide con l'ultimatum dato dal Presidente degli Stati Uniti ai ribelli secessionisti dell'Idaho. I quali si trovano ad avere non 72 ore di tempo per rispondere, come logica [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«I migliori affondano nel dubbio, mentre i peggiori sono pieni d'incrollabile fervore»: così dice la voce fuori campo di Jim Calla (James Earl Jones), il solo che non sia narrato con disprezzo feroce, tra gli innumerevoli protagonisti e comprimari di La seconda guerra civile americana (The Second Civil War, Usa, 1997). L'amara considerazione basterebbe, da sola, a confutare una lettura puramente critico-tel [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il presidente degli Stati Uniti è uno scemo che tenta di cavarsela chiacchierando molto e facendo nulla. Il governatore dell'Idaho è un irresponsabile parafascista sentimentale. La Statua della Libertà esplode e va in pezzi. Salta in aria a San Antonio nel Texas la venerata riproduzione dello storico forte di Alamo. Il massmediologo presidenziale sentenzia: "Gli americani votano più per il fumo che [...] Vai alla recensione »

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