Un thriller psicologico dai toni visionari che racconta la discesa in un'odissea esistenziale e psichedelica di un musicista insonne. Espandi ▽
The Weeknd scrive, canta e mette in scena, Abel Tesfaye beve, strippa e coltiva relazioni tossiche. The Weeknd e Abel Tesfaye sono la stessa persona, il primo è l'alias artistico del secondo, il secondo l'avatar del primo, ed entrambi si godono il successo come popstar planetaria sempre in movimento e creazione tra concerti, videoclip e film.
Durante l'ultima performance a Los Angeles, però, The Weeknd/Tesfaye perde la voce sul palco, e quando gli viene diagnostica una disfonia di natura nervosa, i traumi di cui nutre la sua musica esplodono definitivamente. Mentre il manager Lee cerca di preservarne la carriera, The Weeknd/Tesfayer si imbarca in un viaggio allucinato con una fan, la misteriosa Ani.
The Weeknd, la star globale da milioni di dischi, si fa accompagnare in questo ultimo (?) atto da Jenna Ortega e Barry Keoghan. Il film è vanity project, quarta prova di un regista indipendente, progetto musicale e uscita cinematografica. Troviamo quindi un mix di generi giustapposti eppure necessari l'uno all'altro. Recensione ❯
La storia è ambientata in un'antica valle dominata dalla giungla selvaggia, dove la natura regna incontrastata e ogni passo può nascondere un pericolo. Espandi ▽
In una foresta nell’età della pietra, Maracuda è il giovane figlio dell’autorevole capo tribù Rock e avverte il peso di non riuscire a soddisfare le aspettative del padre il quale sogna per lui un futuro di gloria come suo erede. Per mettersi alla prova e dimostrare di valere, Maracuda si avventura da solo nel cuore della giungla selvaggia dove incontra Tink, un uccello extraterrestre con lo strano e ingestibile potere di trasformare tutte le creature in qualcos’altro. Lo stesso Rock, per errore, viene tramutato in un bruco, dando il via a una rocambolesca avventura in cui Tink, Maracuda e sua sorella Spring dovranno trovare un rimedio e insieme un nuovo e migliore equilibrio familiare. In mezzo alla giungla, si ridefiniscono ruoli e legami, ed emerge — in maniera pedagogica ma non didascalica — un’idea di famiglia basata sull’ascolto reciproco e sull’empatia. In maniera leggera ma non banale, pedagogica senza risultare didascalica, emerge un’idea di famiglia nuova, non basata sull’autorità o sull’imposizione ma sull’ascolto reciproco e sul rispetto delle diversità. Il film riesce a parlare ai bambini come agli adulti, offrendo un modello di famiglia non ideale ma fondata su relazioni imperfette; una famiglia che cambia e che per questo forse può funzionare. Recensione ❯
Tre donne unite da una forte passione per la musica e da un ancor più grande desiderio di rivalsa, fanno il loro ingresso nel mondo dell'Opera. Espandi ▽
La storia di Maria (Vittoria Puccini) e delle sue figlie, Antonia (Caterina Ferioli) e Carolina (Adriana Savarese), e della loro fuga da Napoli per liberarsi dall'oppressione del violento marito di Maria, Iginio (Antonio Gerardi), e inseguire il sogno del canto a Milano.
Le tre donne sono destinate a entrare nel mondo dorato e spietato dell'Opera di metà '800, ma dovranno scontrarsi con inganni, tradimenti e passioni travolgenti. Maria, segnata da un misterioso segreto che nasconde alle figlie, spinge Antonia verso il successo, ma la ribelle Carolina sembra possedere una forza e un carisma che nessuno aveva previsto. Sospese tra sogni di fama, gelosie e lotte di potere, si troveranno a confrontarsi con la durezza del mondo che hanno scelto.
Belcanto è una storia di lotta per la libertà, che spinge le protagoniste a sfidare non solo il destino, ma anche loro stesse. Recensione ❯
Il confronto tra una madre e scrittrice che ha perso il figlio e un affascinante imprenditore che potrebbe avere ucciso la moglie. Espandi ▽
Nile Jarvis, erede spregiudicato di un impero immobiliare e accusato in passato dell'omicidio della moglie, si trasferisce nei boschi di Oyster Bay con la seconda moglie Nina. Nella casa accanto, Aggie Wiggs, scrittrice premiata con il Pulitzer e ora bloccata dal lutto insuperato per la morte di suo figlio, osserva il nuovo vicino con un misto di repulsione e curiosità. Un banale conflitto di vicinato diventa la scintilla di una relazione pericolosa: Jarvis si offre come soggetto del prossimo libro di Aggie, promettendo accesso alla propria vita in cambio di una narrazione capace di riforgiare la sua immagine pubblica.
A differenza di altre declinazioni del genere, The Beast in Me ha il pregio di non fondarsi su capovolgimenti a effetto, ma di avanzare con lentezza calcolata. Siamo di fronte ad una serie molto patinata, ed è questo il suo tallone d'Achille: la forte personalizzazione del prodotto - caratterizzato da un cast importante e da un ancor più solida produzione esecutiva - ne mina le capacità di coinvolgimento.
Una serie che ricorda da vicino le migliori infrastrutture politiche democratiche americane: impeccabile negli intenti e nella missione dichiarata, ma incapace di produrre un impatto sociale o emotivo altrettanto incisivo. Recensione ❯
Una donna capace di intuire i pensieri delle persone viene ingaggiata a lavorare per i Servizi Segreti. Espandi ▽
Daria è una giovane donna con la preziosa abilità di "leggere" le persone: una competenza allenata dal padre attraverso il gioco del poker, sin da quando era una bambina. Proprio per questa capacità i Servizi Segreti le propongono una collaborazione sotto copertura affinché agganci Gemini, un esponente della criminalità internazionale appassionato del gioco d'azzardo. Recensione ❯
La prima serie italiana d'animazione Amazon Original, ambientata nel mondo della stand-up comedy. Espandi ▽
Maurizio è il burbero e disincantato titolare dello storico locale di comici Il Baracchino, che versa in una crisi nerissima ed è pronto a chiudere per essere trasformato in una kebabberia. La giovane Claudia, idealista e coraggiosa, non ci sta e recluta un gruppetto di comici per rilanciare il locale. Tutti improbabili: si va dalla Morte a un piccione tabagista, da Leonardo Da Vinci a un triceratopo punk, passando per la leggenda della comicità Larry Tucano. Tra gli spettatori, un'entusiasta ciambella con tutta la sua famiglia al seguito. Tra battute, fragilità condivise, ricordi e un lutto difficile da elaborare, proveranno a salvare insieme ciò che resta del Baracchino.
Una serie comica irriverente, brillante, disimpegnata e con un tocco di malinconia. È intrattenimento di ottimo livello quello che propone Il Baracchino, la prima serie creata e diretta da Nicolò Cuccì e Salvo Di Paola, tutta di animazione, tutta italiana e in bianco e nero. La scelta delle voci è un plus non da poco, sono tutte conosciute e riconoscibili, oltre che amate dal pubblico. Recensione ❯
Delbono costruisce un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico in un documentario commovente e intimo. Documentario, Italia2025. Durata 81 Minuti.
Il film racconta la storia straordinaria e reale di Bobò, un uomo sordomuto, analfabeta e microcefalo che ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa. Espandi ▽
Omaggio di Pippo Delbono all’amico e collaboratore Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò, che fu un artista presente in tanti dei suoi spettacoli teatrali. Dagli albori del loro rapporto, quando Delbono nel 1995 lo incontrò per la prima volta nel manicomio di Aversa dove aveva trascorso decenni, e attraversando poi un numero smisurato di esperienze condivise sul palco preziosamente catturate nei tanti materiali d’archivio, si delinea una comunicazione atipica ma profondamente affettuosa, e un riconoscimento delle qualità uniche di un performer come pochi altri: “sordomuto, microcefalo e analfabeta”, ma capace di incantare tra danza e recitazione. Commovente in modo essenziale, senza fronzoli, il documentario più recente della filmografia di Pippo Delbono va a costituire un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico che è stato parte integrante della prolifica produzione teatrale del regista. Recensione ❯
Due generazioni di gangster, i loro affari, le relazioni che intrecciano e l'uomo che chiamano per risolvere i loro problemi. Espandi ▽
Londra. Due famiglie criminali si spartiscono la città come imperi feudali: gli Harrigan e gli Stevenson. La tregua che tiene insieme questi mondi collassa in una notte soltanto, quando Eddie Harrigan, nipote viziato del boss, accoltella un ragazzo durante una serata di eccessi. Si tratta del figlio del rivale Richie Stevenson, e la sua scomparsa rischia di far esplodere una guerra mai davvero conclusa. Figura centrale sarà Harry Da Souza, fixer della famiglia Harrigan: un uomo esterno per sangue ma interno per funzione.
Nonostante il titolo possa suggerire una generica epopea criminale, MobLand costruisce fin da subito una grammatica visiva e narrativa molto precisa.
La scrittura di Ronan Bennett non indulge in battute memorabili o in moralismi da gangster d'altri tempi. Al contrario, lavora sul sottofondo, sul non esplicitato, con dialoghi spesso scarni, ma pieni di sottotesto. L'efficacia della serie sta proprio nella sua capacità di sottrazione: non c'è quasi mai un momento in cui venga detto chiaramente cosa si sta facendo o perché. Recensione ❯
Un film che trasporta gli spettatori nell'energia di Istanbul, nel caos della cucina e nella lotta interiore di uno chef, offrendo un'esperienza cinematografica avvincente. Espandi ▽
Sina Bora, chef e proprietario di un ristorante, vive sfide personali e professionali nella serata più impegnativa del suo locale. Il padre deve essere operato d'urgenza, mancano ingredienti, ci sono tensioni tra lo staff e il suo ex mentore Renzo punta a soffiargli il locale. Tutto ciò costringerà Sina a prendere decisioni difficili. Recensione ❯
La vera storia di Giulia Spizzichino interpretata da Elena Sofia Ricci. Espandi ▽
Il film ripercorre la storia esemplare di Giulia Spizzichino, ebrea romana segnata dallo sterminio nazista della sua famiglia. Mezzo secolo più tardi, quando Erich Priebke, esecutore materiale della strage delle Fosse Ardeatine, viene rintracciato in Argentina, Giulia si batterà per la sua estradizione e condanna, riaprendo le tante ferite del suo passato. Recensione ❯
Il viaggio dalla Francia alla Svizzera di una famiglia disfunzionale ma umanissima, tra la forza dei sentimenti e la necessità di accettare la morte. Drammatico, Francia2025. Durata 97 Minuti.
Un viaggio inaspettato riunisce una famiglia disfunzionale per un ultimo viaggio con l'anziano, dando vita a momenti di connessione, gioia e riconciliazione Espandi ▽
.Marie, 80 anni, e` sfinita dalla sua malattia. Ha un piano: andare in Svizzera per porre fine alla sua vita. Ma quando deve dirlo a Bruno, suo figlio irresponsabile, e ad Anna, sua nipote in crisi adolescenziale, va nel panico e inventa una bugia enorme. Accampando la scusa di una misteriosa eredita` da riscattare in una banca svizzera, propone loro di fare un viaggio tutti insieme. Complice involontario di questa farsa e` Rudy, un assistente sanitario conosciuto solo il giorno prima, che si mettera` al volante del vecchio camper di famiglia e condurra` questa famiglia in un viaggio inaspettato. Recensione ❯
Una potente avventura animata che attraversa lo spazio e il tempo. Espandi ▽
La storia di Scarlet, una principessa medievale che combatte con la spada per vendicare la morte del padre. Dopo aver fallito la sua missione, ritrovandosi mortalmente ferita in un mondo surreale, incontra un giovane idealista dei nostri giorni che non solo la aiuta a guarire, ma le mostra la possibilità di un futuro libero da rancore e rabbia. Quando si confronta nuovamente con l'assassino di suo padre, Scarlet affronta la sua battaglia più ardua: riuscirà a spezzare il ciclo dell'odio e a trovare un significato nella vita che vada oltre la vendetta? Recensione ❯
Un coming of age sul delicato percorso di crescita di Donato, un ragazzo quasi diciottenne. Espandi ▽
Bari. Donato lavora in un garage ma la sua vita cambia quando una sera il suo destino s'incrocia con quello di Agust, un criminale di origini albanesi che lo costringe a fare da palo in macchina mentre lui sta compiendo una rapina. Per ricompensarlo, dopo gli regala una catenina che è parte della refurtiva. Ma Donato perde il lavoro per colpa di Agust e ora ha bisogno di soldi anche per pagare le costose cure della nonna malata di Alzheimer. Così il ragazzo torna da lui e gli chiede di essere coinvolto in altri colpi. Col tempo, dopo un giuramento, tra loro nasce un legame di amicizia.
Cattiva strada ha sicuramente delle interessanti intuizioni, a volte fin troppo sottolineate (l'orologio sfilato dal polso della nonna), ma non è sorretto da una scrittura agile. Quando il film ha il tempo di respirare, diventa più autentico e compie piccoli gesti di complicità quotidiana (lo smalto sulle dita della nonna, il flashback di un'amicizia). Restano le suggestioni di un debutto certamente ispirato ma con un passo ancora troppo incerto. Recensione ❯
Basso budget ed alte ambizioni per un film diventato già un caso cinematografico senza però rivoluzionare il genere. Horror, Thriller - USA2025. Durata 72 Minuti.
Un'opera prima low budget e indipendente, nata come esperimento da un cortometraggio firmato dallo stesso regista. Espandi ▽
Dopo aver subito un lutto in famiglia, la stabilità mentale del giovane Todd torna a scricchiolare. In città può contare ormai solo sulla sorella Vera. Nonostante l'apprensione per la sua salute, il fratello fugge e si trasferisce a tempo indeterminato, insieme al cane Indy, in un'isolata casa di campagna. Un tempo ci viveva il nonno, ma è stato abbandonato perché infestato da un fantasma maligno. Se ne accorge ben presto solo il toller che prova a difendere il padrone rincorrendolo ogni giorno tra gli angoli di casa e il giardino. Mentre premonizioni, apparizioni e assalti si intensificano, Todd taglia i rapporti con la sorella, diventando sempre più fragile e vulnerabile, cosicché l'unico che può trovare una soluzione agli assalti soprannaturali è il cagnolino. Recensione ❯
Leonardo, cinico autore di necrologi, incontra fantasmi vivaci, incluso il padre giovane. Grazie a loro riscopre la gioia e supera la paura di vivere. Espandi ▽
L’esistenza di Leonardo, solitario e cinico autore di necrologi disilluso dalla vita, è sconvolta dallo straordinario e avventuroso incontro con un eccentrico gruppo di fantasmi, sorprendentemente vitali. Tra questi lo spettro di suo padre, che riappare a Leonardo giovane, estroverso e senza nessuna memoria della sua vita da genitore assente e anaffettivo. È un’insolita ghost story alla romana questo RIP che, nelle sue premesse narrative, costruisce perfettamente il suo mondo di riferimento che parte dal cimitero del Verano della Capitale. I due registi, Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, al loro primo lungometraggio dopo alcuni corti di successo, appaiono già molto solidi e capaci di ricreare dei mondi con un giusto budget a disposizione di 2,2 milioni di euro. La costruzione drammaturgica che, da un registro più spensierato con toni da commedia grottesca, ci conduce via via fino ai drammi esistenziali e filosofici, presupporrebbe però una scrittura più centrata tale da non disperdersi in troppe linee di racconto. Recensione ❯