Basso budget ed alte ambizioni per un film diventato già un caso cinematografico senza però rivoluzionare il genere. Horror, Thriller - USA2025. Durata 72 Minuti.
Un'opera prima low budget e indipendente, nata come esperimento da un cortometraggio firmato dallo stesso regista. Espandi ▽
Dopo aver subito un lutto in famiglia, la stabilità mentale del giovane Todd torna a scricchiolare. In città può contare ormai solo sulla sorella Vera. Nonostante l'apprensione per la sua salute, il fratello fugge e si trasferisce a tempo indeterminato, insieme al cane Indy, in un'isolata casa di campagna. Un tempo ci viveva il nonno, ma è stato abbandonato perché infestato da un fantasma maligno. Se ne accorge ben presto solo il toller che prova a difendere il padrone rincorrendolo ogni giorno tra gli angoli di casa e il giardino. Mentre premonizioni, apparizioni e assalti si intensificano, Todd taglia i rapporti con la sorella, diventando sempre più fragile e vulnerabile, cosicché l'unico che può trovare una soluzione agli assalti soprannaturali è il cagnolino. Recensione ❯
Leonardo, cinico autore di necrologi, incontra fantasmi vivaci, incluso il padre giovane. Grazie a loro riscopre la gioia e supera la paura di vivere. Espandi ▽
L’esistenza di Leonardo, solitario e cinico autore di necrologi disilluso dalla vita, è sconvolta dallo straordinario e avventuroso incontro con un eccentrico gruppo di fantasmi, sorprendentemente vitali. Tra questi lo spettro di suo padre, che riappare a Leonardo giovane, estroverso e senza nessuna memoria della sua vita da genitore assente e anaffettivo. È un’insolita ghost story alla romana questo RIP che, nelle sue premesse narrative, costruisce perfettamente il suo mondo di riferimento che parte dal cimitero del Verano della Capitale. I due registi, Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, al loro primo lungometraggio dopo alcuni corti di successo, appaiono già molto solidi e capaci di ricreare dei mondi con un giusto budget a disposizione di 2,2 milioni di euro. La costruzione drammaturgica che, da un registro più spensierato con toni da commedia grottesca, ci conduce via via fino ai drammi esistenziali e filosofici, presupporrebbe però una scrittura più centrata tale da non disperdersi in troppe linee di racconto. Recensione ❯
Una prospettiva dal basso, quasi proletaria, lontana dai castelli e dalla nobiltà, sul mondo fantastico di George R.R. Martin. Fantasy, Azione, Drammatico - USA2025. Durata 60 Minuti.
L'adattamento della prima delle tre novelle pubblicate, "The Hedge Knight", ovvero la storia di come Dunk & Egg si sono incontrati per la prima volta durante un torneo ad Ashford Meadow. Espandi ▽
Un secolo prima degli eventi di Game Of Thrones, due improbabili eroi vagavano per Westeros... un giovane ingenuo ma coraggioso cavaliere, Ser Duncan l'Alto, e il suo minuscolo scudiero, Egg. Ambientato in un'epoca in cui la stirpe dei Targaryen detiene ancora il Trono di Spade e il ricordo dell'ultimo drago non è ancora passato dalla memoria vivente, grandi destini, potenti nemici e imprese pericolose attendono tutti questi amici improbabili e incomparabili. Recensione ❯
Uno sguardo inedito e dietro le quinte sulla vita di uno dei più grandi cantanti al mondo: Andrea Bocelli. Espandi ▽
Con un accesso senza precedenti alla vita del celebre tenore, la regista Cosima Spender ha seguito Andrea Bocelli oltre la ribalta, rivelando un artista rigoroso e un padre di famiglia devoto, con una passione per la vita senza compromessi. Per la prima volta, è Bocelli stesso a raccontare la sua storia con le sue stesse parole. Il film intreccia testimonianze toccanti di amici e familiari e dei più stretti collaboratori, offrendo un ritratto profondamente intimo e ispiratore, da condividere sul grande schermo con i fan di tutto il mondo. Recensione ❯
Antonio Schiattaro, un imprenditore caseario tradizionale di Caserta, vede il suo mondo capovolgersi quando la figlia più piccola si innamora di Albert, un ragazzo altoatesino. Tra Merano e Villa Literno, scontri culturali e legami familiari si scontrano in una storia toccante sull'amore, la tradizione e il coraggio di cambiare. Un racconto universale con forti radici italiane, pronto a conquistare il pubblico di tutto il mondo. Recensione ❯
Un giallo strampalato ambientato nei piani alti, in quelli bassi e nei corridoi della Casa Bianca, tra l'eclettico staff della residenza più famosa del mondo. Espandi ▽
Durante una sontuosa cena ufficiale alla Casa Bianca, organizzata per accogliere una delegazione straniera, un collaboratore dello staff presidenziale viene brutalmente assassinato. La scoperta del corpo, in una delle stanze private della residenza, fa esplodere il caos dietro le quinte dell'apparente perfezione cerimoniale. Viene così chiamata a indagare l'agente Cordelia Cupp, profiler dell'FBI nota per i suoi metodi eccentrici ma efficaci.
The Residence è un prodotto molto elegante, anche ambizioso sotto certi punti di vista, e certamente molto riuscito da quello visivo, ma afflitto da una narrazione ipertrofica.
Rispetto ad altri prodotti dello stesso genere o affini, The Residence è poco centrata; non a caso si sbilancia verso l'howdunnit, ma sempre lungi dallo spingersi troppo oltre, verso quel whydunit (se non facendolo solo in calce alla serie), così da evitare di rispondere a una domanda che rimanda ad altre risposte complesse e reali. Ne deriva una serie molto ansiosa di dimostrare il proprio valore e, perciò, meno disposta a fidarsi della semplicità come veicolo di efficacia: un giallo che teme la verità, proprio mentre ne promette la rivelazione. Recensione ❯
I problemi della genitorialità e del rapporto di coppia in un horror psicologico
caratterizzato da un buon colpo di scena finale. Horror, Gran Bretagna2025. Durata 108 Minuti.
Dopo la morte della madre biologica, due bambini piccoli vengono affidati in prova alle cure dei loro potenziali futuri genitori adottivi. Espandi ▽
La coppia formata da Michelle e Cyrus riceve in adozione, dopo la morte della madre biologica per overdose, due bambini, Mia ed Elijah, ancora traumatizzati per la perdita. L'assistente sociale Sian, attenta alle necessità dei bambini, si rende disponibile per ogni necessità, ma Michelle è sicura ed entusiasta: saranno all'altezza del compito. Solo che Michelle è molto impegnata sul lavoro e quindi tutto il peso delle cure parentali ricade su Cyrus, allenatore di cricket attualmente disoccupato. Cyrus viene ben presto soverchiato dal compito di fare la "mamma" a tempo pieno e comincia ad avere incubi e visioni, arrivando a pensare che ci sia qualcosa che non va nei due bambini.
L'inversione dei ruoli tradizionali all'interno della famiglia è al centro della storia, con il marito che si vede costretto a occuparsi dei bambini e della casa e la moglie, sempre più autoritaria, che non manca di ricordargli, di fronte alle sue deboli proteste, chi è che porta a casa i soldi. Il tratteggio psicologico dei due protagonisti è ben delineato e sostiene l'interesse dello spettatore mostrando via via la deriva distruttiva che prende il loro rapporto. Recensione ❯
Il prequel basato sul celebre romanzo horror di Stephen King, dal quale sono stati tratti un adattamento cinematografico in due parti e, negli anni '90, una miniserie. Espandi ▽
Derry, inverno 1962: un dodicenne prova a scappare da una città che sembra respingerlo e, lungo la strada, una famiglia fin troppo gentile gli offre un passaggio. È l’innesco di una catena di sparizioni e visioni che travolge due fronti narrativi: da un lato un gruppo di ragazzini outsider decisi a capire perché i coetanei scompaiono; dall’altro l’arrivo in città di Leroy Hanlon (Jovan Adepo), maggiore dell’aeronautica trasferito alla base locale per un progetto segreto che lambisce un male più antico di qualunque protocollo. Il clown col palloncino rosso è lì, ma come un’ombra: la creatura preferisce manifestarsi in forme cangianti, insinuarsi nei dettagli – un sorriso, un riflesso, un oggetto fuori posto – e lasciare che sia la città a fare il resto del lavoro.
Dopo aver riportato It nell’immaginario collettivo con due capitoli (It e It - Capitolo due) capaci di dominare il box office globale e di fissare un’estetica dell’orrore pop con palloncini rossi, fogne e amicizie spezzate, Andy Muschietti ha trasformato un classico di King in una saga intergenerazionale. Il successo del dittico 2017/2019, con un Pennywise già iconico grazie al formidabile Bill Skarsgård (che riprende anche qui i panni del clown) e un mix calibrato di nostalgia e brividi, ha aperto la strada naturale a un’espansione seriale: lo spazio ideale per esplorare ciò che le cinque ore di cinema non potevano contenere. Ne esce un prequel che non vive di riverenza né di iconoclastia gratuita, ma che sfrutta il formato seriale per fare ciò che il cinema non poteva: allargare la mappa, seguire i ritorni e dare tempo ai luoghi di respirare. Recensione ❯
Un racconto di avventura e di amore, in cui i protagonisti scopriranno se stessi e capiranno di appartenere a una storia molto più grande, fatto di rivoluzione, di amore per la natura e di lotta per la libertà. Espandi ▽
Borneo, 1841. Tra le violente incursioni coloniali inglesi, Sandokan è a capo di una ciurma di pirati affiancato dal fedele Yanez de Gomera. Dopo aver tratto in salvo il Dayak Lamai, Sandokan scopre l'orrore della schiavitù nelle miniere di antimonio gestite dal Console Guillonk a Labuan. Attratto dal possibile profitto, il pirata pianifica di infiltrarsi sull'isola con Lamai, ma lo spietato cacciatore di pirati Lord Brooke attacca la sua nave. Scampato all'assalto, Sandokan viene soccorso da Marianna, la ribelle figlia del console nota come "Perla di Labuan".
L'incontro cambierà entrambi, ma Brooke, innamorato della giovane, è pronto a tutto per averla. Intanto Lamai, approdato sull'isola ferito e affidato alle cure della serva indigena Sani, intuisce il vero destino del pirata: Sandokan è l'uomo legato a un'antica profezia del suo popolo, quella della Tigre della Malesia.
L'opera in questa versione assume un'importante chiave critica e di denuncia. Temi come l'invasione, lo sfruttamento delle risorse e lo sterminio delle popolazioni indigene - elementi drammaticamente attuali nel panorama geopolitico odierno - emergono con forza al pari di quelli romantici. Recensione ❯
Il racconto del movimento artistico che, più di cento anni fa, ha ribaltato l'arte, la scrittura, il modo di vivere: il Futurismo. Espandi ▽
Quando esce nel 1909, sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro, il Manifesto del Futurismo appare immediatamente come una rivoluzione, un vigoroso scossone al mondo della cultura e della società, una provocazione estetica che intende ridisegnare ogni aspetto della vita del nuovo secolo.
Per riaffermarne la portata e le intuizioni avverate, Caffeina del mondo, scritto da Giordano Bruno Guerri con Massimiliano Orfei e codiretto con Massimo Spanosi, propone con un approccio laico e non paludato un'introduzione prismatica a una tra le avanguardie più decisive e anche divisive (il tristemente noto inciso "guerra sola igiene del mondo", poi ridimensionato dagli stessi estensori, dopo l'esperienza del primo conflitto mondiale).
Una monografia ancorata con precisione a dichiarazioni e opere degli artisti indagati: Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Antonio Sant'Elia, Luigi Russolo, Gino Severini, Barbara (Olga Biglieri), Giannina Censi. Recensione ❯
Un film d'azione ad alta tensione e con molto cuore. Espandi ▽
Il film segue la storia del Presidente degli Stati Uniti Danielle Sutton, che diventa l'obiettivo numero uno dopo che il vertice del G20 finisce sotto assedio. Sfuggita alla cattura da parte dei suoi aggressori, Sutton dovrà superare in astuzia il nemico per proteggere la sua famiglia, difendere il suo Paese e salvaguardare gli altri leader mondiali. Recensione ❯
La storia della vita familiare in tutti i suoi momenti difficili e comici, e tutto ciò che sta nel mezzo. Espandi ▽
Da qualche parte nell'America del 2008 e alla vigilia della presidenza Obama, Ella McCay è la vice governatrice di un politico astuto che raggiunge rapidamente una posizione ministeriale. Col suo idealismo come solo principio, è determinata a portare avanti le questioni progressiste che le stanno a cuore. A sostenerla una vecchia segretaria e una zia che la ama oltremodo. A remarle contro un marito capriccioso e incapace che si nutre del suo successo. Una volta eletta, tutto andrà a rotoli.
A 85 anni James L. Brooks. monta di nuovo in sella e firma un piccolo gioiello di un'altra epoca, scacco commerciale in America. Ella McCay ci offre allora una versione old school della vita, diversa da quella che stiamo attualmente vivendo nelle nostre democrazie sotto tiro. Esalta la gioiosa rinuncia al potere per il bene comune, facendoci ridere fino alle lacrime e piangere fino al sorriso.
Impossibile non amare Ella McCay, impossibile non amare Ella, incondizionatamente, come fa zia Hellen, Jamie Lee Curtis in versione scream queen impertinente. Recensione ❯
In una New York contemporanea, una serie che mostra un lato della città che mescola il successo dell'alta società con la criminalità urbana. Espandi ▽
La storia si apre con un brindisi che si incrina all'improvviso: la notte inaugurale di un ristorante-culto a Manhattan, un discorso di Jake Friedken e, subito dopo, un'irruzione armata che congela tutti sul posto. Da lì la serie torna indietro di un mese: Jake, ex musicista diventato imprenditore, sta preparando l'espansione del locale mentre suo fratello Vince riappare con addosso debiti, ricadute e vecchie dipendenze. Il loro ricongiungimento mette in moto una catena di favori, menzogne e accordi opachi.
La miniserie Netflix firmata dagli sceneggiatori di The Order, Zach Baylin e Kate Susman, punta a un crime da vetrina festivaliera, dichiaratamente prestigioso, e restringe il fuoco su una fratellanza interrotta, ostinata, che non trova valvole di sfogo fuori dal proprio perimetro.
Un racconto sull'attrito quotidiano di vite che si riparano alla meglio finché il meccanismo cede: per questo, e formalmente, Black Rabbit è una serie magnetica, grazie ai suoni curatissimi, a una fotografia pensata e una regia attenta alla psicologia dei personaggi. Recensione ❯
Un viaggio nel tempo nella ville lumière in cui Monet, Renoir, Degas, Morisot,
Pissarro, Sisley, Cézanne inventarono la pittura impressionista Espandi ▽
Quando, verso la fine del XIX secolo, un gruppo di pittori inizia a creare paesaggi, ritratti e narrazioni con uno stile nuovo e dei colori non aderenti alla realtà, il pubblico e la critica sono spiazzati. Hanno davanti ai loro occhi qualcosa che non conoscono, e dunque, all'inizio, non lo accettano. Questo gruppo di artisti, che viveva e lavorava a Parigi, si riuniva negli atelier e frequentava il caffè La Nouvelle Athène, dopo qualche anno dalle prime coraggiose e indipendenti esposizioni, iniziò a farsi chiamare "impressionista".
La preziosità di questo documentario sta proprio in questa relazione tra le immagini lente, dense e descrittive dei dipinti e dei loro soggetti, e le parole che accompagnano i vari momenti. È grazie a questo bilanciato e raffinato racconto che scopriamo come si può essere rivoluzionari facendo pittura.
Dal leggendario Salon des Refusés, voluto da Napoleone III fino alla prima mostra in studio di Eduard Manet nel 1967 (che non ebbe alcun successo), passo per passo si riscoprono le tappe e i pensieri che hanno portato gli impressionisti ad essere, ancora oggi, gli artisti che appartengono alla corrente più nota e di successo (anche di mercato) al mondo. Recensione ❯
Claudia, una venticinquenne con gravi insicurezze, affitta il piano superiore di una casa isolata. Lì conosce Letizia, la proprietaria, un'affascinante donna dal passato oscuro. Espandi ▽
Claudia è una ragazza che, a causa di una madre piuttosto apprensiva e invadente, ha perso fiducia in sé stessa. Si fida solo di Lodovico il quale la invita a misurarsi con un corso di sopravvivenza. Per fare ciò affitta una stanza in una casa ai margini del bosco dove si terrà la prova. La proprietaria si dimostra tanto gentile quanto 'strana' invitandola a sperimentare la metafonia, cioè la comunicazione con i trapassati.
Davide Montecchi conferma la sua versatilità nei confronti dell'horror. Montecchi porta sullo schermo un horror leggibile sul versante psicanalitico attraverso queste due figure femminili, una desiderosa di liberarsi e l'altra prigioniera delle proprie ossessioni e al contempo castratrice subdola delle potenzialità altrui.
Resta l'esito di un'opera seconda realizzata con mano sicura, competenza e visionarietà. Recensione ❯