L'alba dell'Impressionismo. Parigi 1874

Film 2025 | Arte, 90 min.

Anno2025
GenereArte,
ProduzioneFrancia
Durata90 minuti
Regia diAli Ray
Uscitamartedì 8 aprile 2025
TagDa vedere 2025
DistribuzioneNexo Studios
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Ali Ray. Un film Da vedere 2025 Genere Arte, - Francia, 2025, durata 90 minuti. Uscita cinema martedì 8 aprile 2025 distribuito da Nexo Studios. Valutazione: 4 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Ultimo aggiornamento giovedì 3 aprile 2025

Un viaggio nel tempo nella ville lumière in cui Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley, Cézanne inventarono la pittura impressionista

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un bilanciato e raffinato racconto su come si può essere rivoluzionari facendo pittura.
Recensione di Rossella Farinotti
giovedì 3 aprile 2025
Recensione di Rossella Farinotti
giovedì 3 aprile 2025

L'arte e la cultura da sempre servono a fare uno sforzo di pensiero. Per entrare nelle opere d'arte e nei loro significati è necessario essere curiosi, osservare, comprendere. Quando, verso la fine del XIX secolo, un gruppo di pittori inizia a creare paesaggi, ritratti e narrazioni con uno stile nuovo e dei colori non aderenti alla realtà, il pubblico e la critica sono spiazzati. Hanno davanti ai loro occhi qualcosa che non conoscono, e dunque, all'inizio, non lo accettano. Questo gruppo di artisti, che viveva e lavorava a Parigi, si riuniva negli atelier e frequentava il caffè La Nouvelle Athène, dopo qualche anno dalle prime coraggiose e indipendenti esposizioni, iniziò a farsi chiamare "impressionista". Il nome proviene da un dipinto iconico (forse, ai tempi, il più odiato dalla critica) di Claude Monet, dal titolo Impressione, levar del sole (1872).

Il documentario di Ali Ray L'alba dell'impressionismo racconta proprio le difficoltà iniziali di questo gruppo affascinante e innovativo di pittori, partendo dalla Parigi di fine secolo, luogo vivido dove tutto accadeva, passando per i commenti e i dialoghi con l'Accademia, le istituzioni, i critici e giornalisti accreditati, per poi concentrarsi sugli stili e le innovazioni in particolare di questi maestri: Claude Monet, Auguste Renoir, Camille Pissarro, Edgar Degas, Berthe Morisot, Paul Cezanne e Frederic Bazille.

Dai primi studi e viaggi fino alle esclusioni dal Salon ufficiale (quello organizzato dalla città di Parigi e dall'Accademia), l'evento mostra dove scultori e pittori francesi potevano esporre (vi erano esposti più di 5000 dipinti e opere ogni anno, con circa mezzo milione di visitatori da tutta Francia) all'interno del Palazzo dell'Industria, fino alla formazione di nuove idee e stili di dipingere. Questi protagonisti, qui analizzati secondo le loro evoluzioni e peculiarità, partendo da Monet, il più estremo, sperimentale e contemporaneo di tutti, passando per la talentuosa Berthe Morisot, pittrice incluse nel circuito degli impressionisti, e Cezanne, colui che, per primo, ha rotto con la figurazione pur rimanendo sempre narrativo e non astratto.

E poi Degas con i suoi tagli cinematografici nella maniera di comporre i soggetti nella tela, le sue ballerine e le sue corse di cavalli. O, ancora, Camille Pissarro, il "più educato", che dipingeva contadine e gente del popolo, con uno stile in cui i soggetti si mescolano via via col paesaggio, diventando forme uniche. Il documentario inizia con la grande esposizione presso la National Gallery di Washington, che ha dedicato una mostra celebrativa dei centocinquant'anni dalla prima esposizione degli Impressionisti della storia, passando poi alla storia di ognuno di loro.

Una storia che ha anche un'interruzione drammatica dovuta alla guerra: Monet e Pissarro scappano a Londra; gli altri rimangono. Bazille viene ucciso, come scopriamo dolorosamente dalle testimonianze degli altri colleghi, che intervallano le lettere che il pittore scriveva alla madre, per aggiornarla sulla sua pittura. Il documentario procede tra immagini tratte dai dipinti (sia quelli classici, quelli del Salon attorno a cui gira la narrazione del film, che quelli innovativi - e spesso scioccanti - degli impressionisti), una musica da pianoforte realizzata ad hoc e, a volte, intervallata da autori del tempo come Erik Satie, e diverse letture tratte sia da scambi epistolari tra gli artisti, gli amici, i critici e i giornalisti, sia da articoli di giornali del tempo e saggi. Tra i nomi naturalmente sbuca quello di Èmile Zola, lo scrittore amico di questo gruppo di eleganti, seppur squattrinati, pittori dalla barba rossa e lunga che della loro arte ne hanno fatto un modo per sovvertire le cose, per riguardare il mondo attraverso altri punti di vista e colori. Zola difendeva lo stile degli impressionisti. Gli altri, per la maggior parte, lo denigravano, spesso insultavano.

È notorio infatti che il termine "impressionismo" stesso venne utilizzato per la prima volta dal giornalista Louis Leroy, in maniera sprezzante e con accezione negativa, prendendo in giro il capolavoro di Monet dove quella sfera arancione (il sole che sta calando) si riflette sul mare attraverso pochi segni che si amalgamano tra loro.

La preziosità di questo documentario sta proprio in questa relazione tra le immagini lente, dense e descrittive dei dipinti e dei loro soggetti, e le parole che accompagnano i vari momenti. È grazie a questo bilanciato e raffinato racconto che scopriamo come si può essere rivoluzionari facendo pittura. Dal leggendario Salon des Refusés, voluto da Napoleone III fino alla prima mostra in studio di Eduard Manet nel 1967 (che non ebbe alcun successo), passo per passo si riscoprono le tappe e i pensieri che hanno portato gli impressionisti ad essere, ancora oggi, gli artisti che appartengono alla corrente più nota e di successo (anche di mercato) al mondo.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 1 aprile 2025
Alessandro Uccelli
Film TV

"Lasciamo parlare le immagini", diciamo spesso, ma le immagini non dicono tutto, non lo dicono ad alta voce. È per questo che si fanno le mostre, per ricreare contesti, dialoghi tra le opere e le personalità che le hanno create. L'alba dell'impressionismo di Ali Ray, specializzata nei "film da mostra", non esisterebbe senza l'esposizione Paris 1874 - Inventer l'impressionnisme del Musée d'Orsay, e [...] Vai alla recensione »

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giovedì 13 marzo 2025
 

Al cinema l’8 e 9 aprile il nuovo appuntamento della stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Studios. Guarda il trailer »

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