La vacanza di una ricca famiglia si trasforma in un incubo dopo l'incontro con una strana ragazza. Espandi ▽
Durante una vacanza nelle campagne francesi, una ricca famiglia tedesca rimane invischiata con una giovane dalle intenzioni inquietanti che lavora in un hotel. Recensione ❯
Love story all'insegna della fantasia e della sperimentazione. Villoresi mette in mostra un talento determinato. Fantasy, Italia2025. Durata 74 Minuti.
Un fantasy diretto da Virgilio Villoresi. Espandi ▽
Il giovane pianista Orfeo suona ogni sera in un locale, il Polypus, dove gli capita di incrociare lo sguardo di Eura Storm nel pubblico, e di venirne rapito. L'infatuazione sembra reciproca, ma la ragazza scompare, lasciando Orfeo nella disperazione. La rivedrà soltanto di sfuggita, mentre varca la soglia di un edificio non lontano da casa sua. Nel tentativo di inseguirla, scopre che la porta conduce a un mondo misterioso, presidiato dall'Uomo verde e popolato di creature immaginifiche come la Giacca, che è il diavolo custode dell'aldilà. Tra loro Orfeo si lancia, determinato a ricongiungersi alla sua Eura.
Tra il surreale e il fantasy, tra l'animazione e il reale, il primo lungometraggio di Virgilio Villoresi è una summa sorprendente e originale delle sue sensibilità artistiche, colte all'incrocio tra la rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice e l'eredità di Dino Buzzati, del cui "Poema a fumetti" il film è una trasposizione.
Love story all'insegna della fantasia e della sperimentazione, il film assale lo sguardo e la mente in egual misura, e rappresenta soprattutto un personalissimo tour de force per Villoresi, che mette in mostra un talento vasto e determinato. Recensione ❯
Una fotografia dell'Egitto di oggi che intreccia sapientemente commedia, intrigo politico e denuncia esplicita. Drammatico, Svezia, Francia2025. Durata 127 Minuti.
Il più famoso attore egiziano si trova costretto ad accettare un ruolo che detesta. Espandi ▽
George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita. Un regista di origini egiziane ma nato in Svezia ci racconta con coraggio e con conoscenza dei generi l’Egitto di oggi. Saleh sa come alternare la commedia a situazioni in cui dominano l’intrigo politico e la denuncia esplicita operando sul cinema nel cinema e mostrandoci come in un regime gli attori possano diventare pedine non intercambiabili ma sicuramente subornabili ai voleri del potere. La scritta finale classica che fa riferimento a fatti frutto della fantasia è una salvaguardia ma non cancella la messa al centro della narrazione di un presidente dittatore di cui si fa nome e cognome. Recensione ❯
Liberamente ispirato alla straordinaria storia di Pasquale Rotondi, una storia sull'uomo che sottrasse alla distruzione il patrimonio artistico italiano. Espandi ▽
19 ottobre, 1943. I nazisti vogliono raccogliere le opere dei musei italiani e spedirle a Berlino. In particolare, dalle Gallerie dell'Accademia veneziane proviene un dipinto che il Führer vuole per sé, e che gli italiani hanno nascosto. Salto indietro nel tempo al settembre 1939: su consiglio dello storico dell'arte Giulio Carlo Argan, il ministro Giuseppe Bottai ("che è fascista ma non è uno stupido") ha dato il via all'Operazione Salvataggio: vuole che sia messo al sicuro il patrimonio artistico italiano in ricoveri segreti al riparo dalle bombe (e dalle mire predatorie dei tedeschi), e affida il compito al Soprintendente ai beni culturali Pasquale Rotondi.
Il piglio è quello del racconto d'avventura, un po' alla Spielberg, con la Storia che si affaccia il necessario per dare un contesto alle vicende umane narrate, non sappiamo quanto romanzate, ma certamente basate su fatti e personaggi reali.
Il budget contenuto non sacrifica la cura delle ricostruzioni e il film si vede volentieri, nonostante qualche didascalismo: l'intento di divulgare questa storia di coraggio e abnegazione è encomiabile, e necessario in questi tempi di inadempienze istituzionali e qualunquismi individuali. Recensione ❯
Una commedia a tema matrimonio, con Reese Witherspoon e Will Ferrell. Espandi ▽
Jim è un vedovo con un'unica figlia adorata, Jenni, che vuole sposare lo storico fidanzato rapper. Il luogo del matrimonio sarà un resort di lusso nell'isola di Palmetto che può contenere un numero limitato di ospiti: dunque il resort è prenotabile per un solo matrimonio ogni weekend. Per Jim l'isola di Palmetto è legata al ricordo del suo matrimonio e dunque è l'unico luogo in cui può immaginare di celebrare quel rito che gli porterà via la figlia, con suo grande dispiacere.
Margot è una produttrice televisiva di successo ma priva di una vita sentimentale, che si è trasferita a Los Angeles anche per allontanarsi dalla famiglia di origine in Georgia. La donna ha un solo legame famigliare importante, quello con la sorella minore, che ha deciso di sposare uno spogliarellista dei Chippendales. E decide di occuparsi personalmente delle nozze prenotando un weekend proprio nel resort dell'isola di Palmetto. Ma per un disguido prenota lo stesso weekend già fissato da Jim. Le due famiglie dovranno dividersi la cerimonia, in un'escalation di rivalità e dispetti reciproci che non potrà che portare al disastro
Un matrimonio di troppo è una screwball comedy che sembra studiata a tavolino per inserire tutti gli elementi che hanno decretato il successo delle più recenti commedie romantiche americane da piattaforma. Ma è infarcito di banalità narrative e di svolte improbabili, retorica familista e gag puerili. Recensione ❯
Il thriller basato sul thriller tedesco best-seller di Sebastian Fitzek. Espandi ▽
Quando Jules (Sabin Tambrea) inizia il proprio turno ad una linea telefonica di supporto alle donne, per aiutarle a tornare a casa sane e salve, tutto lascia presagire un tranquillo sabato sera. Questo almeno, finché non riceve la telefonata di una giovane madre di nome Klara (Luise Heyer), che sostiene che morirà quella stessa notte per mano di un famigerato killer ossessionato dalle donne. Questi le ha dato un ultimatum: o Klara uccide il marito (Friedrich Mücke) oppure sarà lei a venire assassinata quella stessa notte. Inizia così la disperata fuga della donna dal cosiddetto "Calendar Killer", accompagnata da Jules al telefono, come unica speranza di salvezza. Recensione ❯
Un'avventura spettacolare dai registi di Avengers: Endgame ambientata in una versione alternativa e retro-futuristica degli anni '90. Espandi ▽
È il 1990 e gli automi che da quasi mezzo secolo svolgono i lavori più infimi e usuranti finalmente acquisiscono coscienza del loro posto nel mondo: la Robot Equality Coalition guidata da Mr. Peanut chiede il diritto all'esistenza, gli umani rispondono con la guerra. È il 1994 quando ritroviamo la giovane Michelle mentre si dà alla fuga assieme al robot Cosmo, in cerca del fratello creduto morto in un incidente stradale di qualche anno prima. I due hanno una meta, l'Exclusion Zone dove sono state rinchiuse le macchine dopo aver perso il conflitto, ma sulle loro tracce c'è Sentre, la multinazionale che controlla tutta la moderna tecnologia che tiene in piedi la società.
Bruciato qualcosa come 300 milioni di dollari, sfinito lo star power di Millie Bobby Brown e Chris Pratt, alienata la fanbase di partenza, The Electric State è l'epitome dell'attuale impossibilità del sistema-streaming di tirare su una (nuova?) forma compiuta di blockbuster, un prodotto-evento capace di massimizzare il capitale simbolico e commerciale, e questo nonostante il bicchiere sia mezzo pieno e non vuoto. Perché anche in questa ultima prova di Anthony e Joe Russo si tratta più di quello che è mancato e non di quello che non c'è stato. Recensione ❯
Una serie che vede una famiglia precipitare in un incubo quando il figlio tredicenne viene arrestato per l'omicidio di una sua compagna di scuola. Espandi ▽
È l'alba, e nella cittadina inglese dove vivono i Miller la polizia irrompe in casa, sconvolgendo la famiglia. Gli agenti non cercano il padre, Eddie, ma il figlio tredicenne Jamie, arrestato per omicidio. Portato in centrale, il ragazzo subisce un duro interrogatorio, via via scoprendo una serie di eventi impensabili, mentre una psicologa incaricata di valutarlo scopre i lati inquietanti della sua personalità e le influenze tossiche che ne hanno segnato la crescita, facendo emergere un quadro oscuro sull'adolescenza e sulle insidie digitali.
La serie affronta temi di grande rilevanza sociale e psicologica, ponendo interrogativi profondi sulla radicalizzazione maschile, sul potere pervasivo dei social media nella formazione dell'identità giovanile - a prescindere dal background e dalle stesse possibilità educative (buone di base) di una coppia di genitori allibiti - e sull'incapacità degli adulti di comprendere la nuova realtà generazionale.
Adolescence è una miniserie da vedere, forse da portare nelle scuole, ma non per gli studenti, bensì per i loro insegnanti. Così come il piano sequenza impedisce di distogliere lo sguardo dagli eventi, la miniserie costringe lo spettatore adulto (e soprattutto lo spettatore maschio) a confrontarsi con domande scomode e prive di risposte facili. Recensione ❯
Un film che porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura e il consueto gusto per l'assurdo. Commedia, Romania2025. Durata 109 Minuti.
Una donna è costretta a sfrattare un senzatetto. Questa azione le causerà una crisi. Espandi ▽
A Cluj, in Romania, si intrecciano le storie di un senzatetto che vaga per la città e di Orsolya, una donna di origini ungheresi che si è trasferita in Transilvania e qui ha messo su famiglia. Ora lavora per il comune come ufficiale giudiziario, e sarà lei a costringere il senzatetto a sgomberare l'alloggio che occupava irregolarmente. Per la donna sarà l'occasione di confrontarsi con il suo senso di colpa e di responsabilità, un processo grottesco, buffo e amaro al tempo stesso che la spingerà a cercare supporto nelle persone attorno a sé.
Pur meno caleidoscopico dei suoi capolavori recenti, Kontinental '25 porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura bipartita e il consueto gusto per l'assurdo che lascia nella memoria immagini tanto ridicole quanto risonanti, capaci di far collassare le nozioni di alto e basso.
Ma è soprattutto attraverso la conversazione - motore instancabile che però gira a vuoto - che Jude mette in scena l'insoddisfazione e la frustrazione, confermandosi come l'autore del cinema europeo più rilevante della nostra epoca. Recensione ❯
Una commedia che racconta la crisi esistenziale di Babbo Natale. E di come le donne riescono a trovare una soluzione. Espandi ▽
Lavora una volta l'anno, ma lo stress lo attanaglia. Babbo Natale, o meglio Claus XVI, è in crisi e va in terapia insieme a sua moglie Margaret, che è anche la sua vice tuttofare, colei che organizza il lavoro anche con gli elfi. La sua identità deve rimanere segreta secondo le regole del mondo magico, solo i loro figli conoscono la vera identità dei genitori. Tutto precipita quando Babbo Natale fugge in una spa, dove incontra un ex Babbo Natale elargitore di consigli. A Margaret non resterà che allearsi con la Befana e Santa Lucia per tentare di salvare, tutte insieme, il Natale.
La caratterizzazione dei personaggi è tra gli elementi che funzionano di più in questo family movie scritto da Michela Andreozzi e diretto da Stefano Cipani, che va giudicato per quello che è: una commedia ironica per tutta la famiglia, volutamente semplice e pop, inclusiva, simpatica, divertente e senza troppe pretese, che si concede qua e là spunti apprezzabili di ironia nelle battute. Recensione ❯
Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. Espandi ▽
Nagasaki, anni '60. Kikuo, dal viso efebico, recita come onnagata (attore maschile in un ruolo femminile) in una rappresentazione kabuki di fronte al grande attore Hanjiro, quando il padre - uno yakuza - viene trucidato davanti ai suoi occhi. Hanjiro sceglie di prendere Kikuo sotto la sua protezione e di avvicinarlo al figlio Shunsuke, anche lui aspirante attore.
Il film rifiuta ogni semplificazione. Kokuho non tenta di "spiegare" il kabuki né di renderlo accessibile a tutti i costi: ne preserva l'opacità, la complessità, persino una certa distanza.
Più che un racconto sul mondo del kabuki, Kokuho è una riflessione sul vedere e sull'essere visti, sulla costruzione dell'identità come performance continua. E, soprattutto, sul prezzo da pagare per trasformarsi in immagine, per diventare - e restare - un'icona. Recensione ❯
Il tema della fragilità dei legami e delle dinamiche familiari contemporanee fa da filo conduttore tra le vicende parallele di due coppie, tra equilibri instabili e nuovi inizi. Espandi ▽
Verona e dintorni. Marco e Giulia sono sposati da dieci anni (ma prima sono stati amanti per tre), lui è un rinomato chef, lei un'affermata designer di vestiti per bambini, pur "senza avere figli", come sottolinea la sua amica Veronica, social media manager. È proprio Veronica, che negli ultimi mesi era scomparsa dalla vita di Giulia, a chiederle di fissare una cena insieme a lei e a Marco. Alla cena però Giulia si presenta con il nuovo fidanzato Claudio, consulente aziendale, e annuncia che i due si sposeranno. Ma alla fatidica domanda: "Come vi siete incontrati?" emergerà che Veronica è stata l'amante di Marco, e Claudio quello di Giulia. Nasce una bagarre che sfocia nella decisione di Marco e Giulia di lasciarsi.
Lo sviluppo della vicenda diventa una progressione geometrica di scelte e situazioni a dir poco implausibili. Quel che ha funzionato molto bene probabilmente è invece il massiccio product placement che riguarda la location del matrimonio e dell'addio al celibato di Veronica.
I dialoghi fra i personaggi risultano innaturali e illogici e il cast, su cui domina Francesca Inaudi, deve fare una bella fatica per interpretare in modo minimamente realistico questi ruoli. Recensione ❯
L'adattamento di un'opera di George R.R. Martin, l'autore dei romanzi da cui è stata tratta la serie della HBO Il trono di spade. Espandi ▽
Una coproduzione canadese-tedesca che adatta per la prima volta per il grande schermo un'opera di George R.R. Martin, l'autore dei romanzi da cui è stata tratta la serie della HBO Il trono di spade. Il film adatterà tre racconti: in uno, la disperata regina di una città costruita in una montagna imponente ingaggia una maga (Jovovich) per viaggiare nello spettrale deserto delle Terre Perdute per ottenere il dono dei mutaforma e potersi trasformare in un lupo mannaro. In un'altra storia seguiamo una ragazza guerriera che deve combattere un drago, il custode dei sette mondi, per riunirsi al suo amante perduto. Il futuristico racconto "Bitterblooms" è incentrato su una giovane ragazza barbara che è affascinata da una strega solitaria in un veicolo spaziale. Recensione ❯
Una serie che riflette sull'uso dell'intelligenza artificiale nella nostra quotidianità. Espandi ▽
La famiglia Prill cerca di lasciarsi alle spalle un evento traumatico trasferendosi in una casa isolata nella foresta tedesca. Samira (Mina Tander), un'artista, e suo marito David (Michael Klammer), scrittore di romanzi polizieschi, si stabiliscono nella nuova dimora con i figli. L'abitazione, rimasta in stato di abbandono per cinquant'anni, nasconde un segreto inquietante nel suo seminterrato: un avanzato sistema di smart home gestito da un'intelligenza artificiale chiamata Cassandra (Lavinia Wilson).
Questa assistente domestica, creata negli anni '70 dallo scienziato Horst, si risveglia con l'arrivo della famiglia e si dimostra da subito straordinariamente efficiente nel controllo della casa e delle mansioni quotidiane. Tuttavia, dietro la sua apparenza rassicurante, si cela un'ombra sinistra: Cassandra non è solo un sistema automatizzato, ma incorpora la personalità della moglie di Horst, una donna devota alla sua famiglia fino al punto di annullarsi.
La serie combina thriller psicologico, horror e riflessione socioculturale, ma l'equilibrio tra questi elementi risulta instabile. Nonostante ciò, la serie offre uno spunto stimolante su come le dinamiche sociali si riflettano nelle tecnologie che creiamo e conferma l'attualità delle ansie legate all'automazione e all'intelligenza artificiale. Recensione ❯
Un doc di finzione sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Tante esperienze raccontate, un po' troppa confusione. Documentario, Francia2025. Durata 95 Minuti.
Tra storia e testimonianze, il film racconta la devozione al Sacro Cuore, simbolo di amore misericordioso che attraversa i secoli e i cuori. Espandi ▽
In occasione del 350esimo anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque (tra il 1673 e il 1675) a Paray-le-Monial, in Borgogna, il film intreccia ricostruzioni storiche, testimonianze dirette e riflessioni teologiche offrendo uno sguardo intimo su come il Sacro Cuore sia diventato un simbolo di amore misericordioso per milioni di fedeli. Queste voci diversificate mostrano come la devozione al Sacro Cuore tocchi ogni strato sociale, incontrando persone anche molto lontane dalla Chiesa.
Per raccontare la devozione al Sacro Cuore di Gesù, il documentario di finzione lavora sull'accumulazione di testimonianze eterogenee che rischiano di allargare troppo un discorso che aveva bisogno di una maggiore e più intima concentrazione.
Vediamo incontri quasi oceanici, soprattutto di giovani, ma ci mancano le coordinate spazio-temporali con una sensazione di affastellamento di esperienze e di testimonianze che rende il tutto un po' confuso e non così centrato, finendo per non colpire al cuore anche se i più di 400mila spettatori in Francia, e il successo anche in Italia, dimostrerebbero il contrario. Recensione ❯
Il riesame e il controllo editoriale dei contenuti del presente sito sono affidati al team di MYmovies e al direttore responsabile.
Per contatti, scrivere al seguente indirizzo email: live@mymovies.it