Una serie su due donne diverse: una appartiene ad una delle famiglie più influenti di Atlanta, mentre l'altra è una giovane spogliarellista. Espandi ▽
Kimmie ha dovuto imparare presto a cavarsela da sola dopo che la madre l'ha cacciata di casa. Mallory è invece alla guida dell'azienda di famiglia tra le più importanti nel settore del beauty. Ognuna delle due segue una traiettoria molto diversa per cui non dovrebbero incrociarsi. Eppure succede. Recensione ❯
Angelo Molina e Alfredo Castro sono anima e corpo con i loro personaggi, in un film che intreccia malattia, amore e musica. Drammatico, Spagna, Svizzera, Italia2024. Durata 106 Minuti.
Il dramma di una coppia di fronte a una scelta molto difficile. Espandi ▽
Claudia è un'acclamata attrice di teatro mentre il suo compagno Flavio è un affermato regista. Nel corso della rappresentazione di Medea, lei scopre di avere un male incurabile. Si rifiuta però di attendere passivamente la propria fine e decide di recarsi in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito. Flavio non riesce a immaginare la sua vita senza Claudia e così la segue in questa scelta. Quando Violeta, figlia di entrambi, scopre le loro intenzioni, resta prima scioccata e poi cerca di farli desistere.
Polvo serán - Polvere di stelle non è un film che vuole prendere posizione sul suicidio assistito. Neanche gli interessa. Piuttosto accompagna i due protagonisti nella loro scelta creando un continuo binomio tra vita e rappresentazione.
Carlos Marqués-Marcet affronta tutti i rischi di un film apertamente squilibrato ma proprio per questo capace di lasciar emergere autenticamente gli impulsi, il dolore e la determinazione di Claudia e Flavio, interpretati rispettivamente da Angela Molina e Alfredo Castro che non solo si calano in modo impeccabile nel ruolo ma diventano insieme 'anima e corpo' con i loro personaggi. Recensione ❯
In un mondo inospitale, una ginecologa pratica in maniera inflessibile il suo lavoro, facendo nascere bambini o praticamente aborti illegali. Espandi ▽
Ostetrica e ginecologa in un ospedale della Georgia, la cinquantenne Nina viene messa sotto inchiesta dopo la morte di un neonato subito dopo il parto di una giovane donna. In attesa dell’esito dell’inchiesta, Nina non interrompe la sua missione ma aiuta una povera donna sordomuta forse violentata, consapevole del pericolo non solo professionale che corre. April non è un film facile, nemmeno vuole esserlo: le inquadrature di Dea Kulumbegashvili sono spoglie e fisse; il ritmo del montaggio è piano e dilatato; i dialoghi sono artificiosamente laconici ed estenuanti; le azioni sono mostrate nella loro nettezza ed evidenza. Se la messinscena di Kulumbegashvili rimanda in modo fin troppo evidente al cinema d’autore europeo, la sua rappresentazione del rapporto fra femminilità e mondo è unica e potentissima. Recensione ❯
Misteriosi omicidi in cui si ripete sempre la stessa dinamica: tutte le vittime sono bruciate e accanto ai corpi compare un pupazzo di Curro, l'iconica mascotte dell'Expo '92 di Siviglia. Espandi ▽
Dopo la morte del marito in un'esplosione sospetta, Amparo (Marian Alvárez) inizia a cercare risposte con l'aiuto di Richi (Fernando Valdivielso), un ex poliziotto alcolizzato che lavora come guardia di sicurezza. Gli omicidi seguono tutti lo stesso schema: vicino ai cadaveri bruciati delle vittime c'è un pupazzo di Curro, l'iconica mascotte dell'Expo '92 di Siviglia. Recensione ❯
Un thriller indonesiano su una donna detective che deve fare i conti con il proprio passato. Espandi ▽
Una detective metropolitana indaga su una serie di cruenti omicidi lungo il confine tra Indonesia e Malaysia ed è così costretta ad affrontare fantasmi del passato. Recensione ❯
L'incontro con un vecchio amico mette a repentaglio la vita di un professore in pensione. Espandi ▽
Bruno è un professore in pensione rimasto vedovo che convive con il figlio trentenne e la sua compagna incinta. L'arrivo del nipotino lo costringe a liberare spazio nell'appartamento. Un giorno si presenta a casa sua un antiquario. Si tratta di Marcello, un suo vecchio amico che non vede dai tempi dell'università e che, da questo momento, cerca di aiutarlo in ogni modo. Bruno però si sente inizialmente a disagio e spesso non risponde alle sue telefonate. Da questo nuovo incontro, tornano a galla piacevoli ricordi ma anche conflitti irrisolti a cui il professore vuole sottrarsi. Marcello però gli offre anche la soluzione per risolvere i suoi problemi di spazio portandoli nella sua casa di campagna.
Nardocci non ha la cattiveria di Risi ne Il punto di rugiada ma riesce a condividere con lui un sincero affetto per i suoi personaggi. Sicuramente, sotto questo aspetto, si avverte la sensibilità e il mestiere di un veterano come Maurizio Ponzi, autore del soggetto oltre che co-sceneggiatore.
Nella scena in cui i due protagonisti confrontano i risultati delle loro analisi mediche, La tartaruga trova quell'autoironia che è uno dei tratti più felici di questa commedia dolceamara instabile e vivace. Recensione ❯
Il documentario racconta dei Gaznevada, band fulcro di una scena musicale punk nell'anima, ancor prima che nelle sonorità. Espandi ▽
I Gaznevada sono stati il principale gruppo italiano punk e new wave. A quasi cinquant'anni dalla loro formazione, a Bologna, nell'irripetibile fermento culturale del '77, tra case occupate, factory di fumettisti, musicisti e cineasti, radio libere e droga a fiumi, i suoi componenti Billy Blade, Andy Nevada, Marco Nevada, Bat Matic e Robert Squibb, più altri amici e collaboratori avvicendatisi nel tempo, ne raccontano la storia. Dalla fine degli anni '70 ai primi '90 e poi oltre, il gruppo racconta la musica underground in Italia dal movimentismo al reflusso, dal punk all'italo disco, alla house.
Presentato in anteprima al Festival dei Popoli, il film di Lisa Bosi recupera lo spirito dei suoi protagonisti creando un dialogo tra materiale d'archivio e riprese ex novo, a testimoniare la resistenza di una carica creativa mai domata.
Going Underground cerca dunque di cogliere lo spirito dei Gaznevada più che loro storia. Forse pecca di didascalismo, ma rende il giusto merito sia alla nebbia dei ricordi, sia alla concretezza senza tempo della musica. Recensione ❯
Le indagini su un omicidio svelano un racket di casinò online gestito dalla gang di uno spietato e psicotico criminale. Espandi ▽
È il quarto capitolo della saga di Ma Seok-do, ormai talmente amata e attesa da godere di una prima mondiale alla Berlinale. Ma Dong-seuk, altrimenti detto Don Lee, è un mix di Sylvester Stallone e Bud Spencer, che da Train to Busan in avanti ha conquistato il pubblico con il suo carisma e i suoi cazzotti. In The Roundup: Punishment si alza nettamente il livello di sangue e violenza rispetto ai capitoli precedenti, grazie a un villain senza scrupoli. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole ma il film ha il merito di soddisfare le aspettative del pubblico, che si siede in sala a vedere un film di Don Lee essenzialmente per godere di una catartica scarica di pugni e di buoni sentimenti. Da questo punto di vista, che poco ha a che spartire con i meriti artistici ma molto con la natura più popolare e viscerale del cinema, The Roundup: Punishment rappresenta una garanzia e, con ogni probabilità, l’episodio migliore della saga, in cui i sottogeneri sono meglio bilanciati. Recensione ❯
Il dramma di una madre che non accetta un'umiliazione subita dalla figlia. Espandi ▽
Theresa inizia una relazione con Jimmy, il ragazzo più ambito della scuola. Quando lui la lascia all'improvviso, la madre della giovane non accetta l'umiliazione e decide di intervenire con ogni mezzo. La donna farà di tutto per costringere il ragazzo a rimediare al torto, in una spirale d'ossessione. Recensione ❯
Un amore folle durato poco ma che si riaccende 15 anni dopo. Espandi ▽
Durante un incarico sotto copertura, l'agente della DEA John Lawlor si innamora di Josephine Joey Kwang, una delle migliori autiste di Taipei. Vivono una relazione focosa ma che dura poco. 15 anni dopo si ritrovano. Recensione ❯
Proseguono le avventure di Marta e dei suoi amici. Salvatasi dal rigetto dell'operazione ai polmoni, Marta decide che vuole prendere in mano la propria vita. Espandi ▽
Proseguono le avventure di Marta e dei suoi amici. Salvatasi dal rigetto dell'operazione ai polmoni, Marta decide che vuole prendere in mano la propria vita. Accanto a lei però, non c'è più Gabriele, che non l'ha mai lasciata nei momenti più difficili della malattia ma che alla fine si è rivelato essere solo un buon amico e non l'uomo della sua vita. Anche per Jacopo e Federica è ora di crescere e prendersi delle responsabilità. Dopo la delusione con Dario, il dottore che aveva in cura Marta, Jacopo deciderà di aprirgli di nuovo il suo cuore, mentre Federica, che sente maturare dentro di sé il desiderio di fare la differenza per qualcuno, trova il grande amore e comincia a fare progetti per il futuro, ma il destino non sempre è concorde con i nostri piani... Recensione ❯
Un thriller psicologico intenso e appassionante che fa battere il cuore a mille e venire l'acquolina in bocca. Espandi ▽
La storia di un'ambiziosa chef (Ariana DeBose), che apre il suo primo ristorante in una proprietà isolata, dove deve fare i conti con il caos in cucina, un ambiguo investitore, forti dubbi sulle proprie capacità... e con il potente spirito del precedente proprietario della tenuta che minaccia di sabotarla alla prima occasione. Recensione ❯
Una commedia politica che racconta di un G7 molto particolare. Espandi ▽
Ci sono volute sei mani per firmare la regia di una commedia che sceglie di mischiare la satira politica con la farsa, il mystery movie con l'horror e il genere catastrofico. Una commistione curiosa, con cui Guy Maddin, Evan e Galen Johnson portano sullo schermo un G7 mai così divertente, con Cate Blanchett nei panni di una cancelliera tedesca più sentimentale del previsto, e Rolando Ravello in quelli di un buffo primo ministro italiano simpatizzante con il fascismo. Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania, Canada e Giappone vengono messi a confronto attraverso i loro premier assolutamente antieroici, difettosi, vulnerabili, pieni di problemi emotivi, ma anche evidentemente impreparati, improvvisati, irresistibili. Una dark comedy che prova a graffiare in più occasioni, ma non va mai fino in fondo e sceglie escamotage narrativi talvolta superficiali, finendo per attestarsi al livello del puro intrattenimento. Resta una farsa ricca di allegorie divertenti, e talora demenziali. Resta un film reso godibile da un cast ben assortito. Recensione ❯
Un'avvincente inchiesta sull'industria degli adolescenti problematici: una documentarista e altri ex studenti ricordano le terribili esperienze vissute in una scuola disciplinare. Espandi ▽
Vietato parlare, vietato sorridere, vietato uscire. L'Academy Ivy Ridge sosteneva di utilizzare la terapia e le attività ricreative per aiutare gli adolescenti in difficoltà, che in realtà subivano maltrattamenti mentali e fisici secondo un programma che funzionava come una setta. Recensione ❯
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