Terra incognita

Film 2024 | Documentario, 90 min.

Anno2024
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia, Francia
Durata90 minuti
Regia diEnrico Masi
Uscitagiovedì 30 gennaio 2025
TagDa vedere 2024
DistribuzioneFilmotor
MYmonetro 3,42 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Enrico Masi. Un film Da vedere 2024 Genere Documentario, - Italia, Francia, 2024, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 30 gennaio 2025 distribuito da Filmotor. - MYmonetro 3,42 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Terra incognita tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento martedì 11 febbraio 2025

Il confronto a distanza fra due modi di stare al mondo: una comunità rurale che rifiuta la tecnologia, da un lato, la costruzione di una centrale nucleare dall'altro. In Italia al Box Office Terra incognita ha incassato 3,5 mila euro .

Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,33
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film di estrema, calibrata precisione. Un'opera razionale, sospesa sull'abisso dell'incertezza.
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 6 novembre 2024
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 6 novembre 2024

Sulle Alpi italiane una famiglia di origini tedesche vive senza elettricità e senza contatti con la società, lavorando il legno, pascolando gli animali, suonando strumenti costruiti a mano, pregando. Al di là della frontiera, in Francia, è invece in costruzione un gigantesco impianto industriale che ha l'obiettivo di produrre energia attraverso la fusione atomica. Dalle parole del filosofo Alexander von Humboldt, si passa al confronto fra questi due modi opposti di vivere e stare nel mondo, con i protagonisti filmati e intervista (da un lato i membri della famiglia, dall'altra gli scienziati impegnati nella costruzione) che danno voce ai loro pensieri e alla loro visione.

Un'opera dallo sguardo antropologico, in cui il regista italiano mette a confronto e in parallelo due esperienze utopiche e cerca di farne una sintesi attraverso le sue immagini.

Affascinato dal silenzio della natura, dai rumori di un macchinario, dalla cadenza magica di di una fiaba, dall'incedere di una preghiera o semplicemente dalla limpidezza di parole sincere, autentiche, mai oppositive, come tutte quelle che si ascoltano nel film, nonostante a parlare siano personaggi divisi da tutto, dalla posizione geografia, dall'idea di mondo e soprattutto di futuro, Enrico Masi ha realizzato un film di estrema, calibrata precisione. Un'opera razionale, sospesa sull'abisso dell'incertezza.

La scrittura di Terra incognita, film realizzato dopo anni di ricerche e incontri, è evidente, voluta; meglio ancora, esibita. Nel confronto a distanza fra i due mondi al centro del racconto, la comunità degli scienziati nucleari da un lato delle montagne e la famiglia volutamente fuori dalla modernità dall'altro c'è tutto ciò che unisce e al tempo stesso divide l'umanità. La tecnologia e la natura libera e liberata; la scienza e l'arte; la razionalità e la fede; il calcolo e la preghiera. Cose che non per forza di cose devono essere separate, ma che al regista interessa mettere a confronto.

Di fronte alle scene di vita che il film monta in sequenze alternate - il lavoro manuale della famiglia in montagna, le visite agli impianti, la costruzione di un oggetto, la grandiosità di una macchina, una riflessione filosofico, un canto o una preghiera... - Masi è come uno degli scienziati intervistati, che parlando della possibilità di trarre un'energia perfetta si dice cerco che il problema della vita non sarebbe risolto. A quel punto, dice, «resterebbe il problema della natura umana», e cioè il tentativo comune a ogni individuo (scienziato, artigiano, pastore, ricercatore) di «controllare la turbolenza», cioè la vita, l'energia che essa sprigiona.

Nella sua struttura duplice e alternata, Terra incognita dichiara fin da subito di essere un film sull'umanità, sui tentativi che gli uomini e le donne mettono in atto per controllare la natura, e sé stessi, per convogliare in un sistema chiuso, sia quello di una centrale nucleare o di una comunità rurale, molteplici fonti di energia: naturale, mentale, psichica, artistica, spirituale... L'ambizione di Masi è quella di convogliare nel suo film le stesse forze contrastanti di cui parla, provando a controllarne la potenza evocativa e forse distruttiva.

Il film è rigidamente diviso in due parti, controllato, compassato, silenzioso, a tratti poderoso (quando filma gli enormi macchinari della centrale, con il sonoro ovattato e inquadrature dilatate) e in altri momenti intimo, incerto, come quando riprende il lavoro artigianale immerso in una luce colorata e cangiante. La messinscena non è esente da un certo grado di estetizzazione, ma sono le immagini calibrate e controllate e l'uso delle voci fuori campo dei protagonisti a dare il senso dell'operazione, a offrire uno sguardo e un ritmo puramente cinematografici.

E se la contrapposizione fra due mondi e due modi di essere e affrontare l'incognita della Terra non viene risolta (alla fine è una ricercatrice che dice onestamente di «non vedere la mano di Dio» in tutto quello che si fa per creare energia, opponendosi all'idea di una scienza dotata di «aura mistica») tocca al film stesso, alla sua forma e alla sua aura, gettare un ponte di qua e di là delle Alpi e così creare una connessione, un legame fra chi è così lontano eppure così vicino. O viceversa.

Sei d'accordo con Roberto Manassero?

Tutti i film da € 1 al mese

Powered by  

Home Video

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 30 gennaio 2025
Giulia Massara
Cinematographe

Essere parte o far parte; l'"essere parte" implica una dimensione passiva, il "far parte" una partecipazione attiva nella società. Terra Incognita è la locuzione che, nel suo significato più intrinseco accompagna l'intera visione di un film che propone, da una parte, la cultura o, meglio ancora, il "culto" del silenzio in luoghi distanti dal frastuono della contemporaneità, attraverso una ricerca che [...] Vai alla recensione »

NEWS
[LINK] FESTIVAL
mercoledì 6 novembre 2024
Roberto Manassero

Un documentario che mette a confronto due mondi: una comunità che rifiuta la tecnologia, da un lato, la costruzione di una centrale nucleare dall'altro. Al Festival dei Popoli. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 29 ottobre 2024
 

L’energia nucleare e il futuro del pianeta: nelle storie contrapposte di una famiglia la sfida comune per la sopravvivenza. In anteprima al Festival dei Popoli. Guarda il trailer »

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Cookie Policy