L'angelo dei muri

Film 2021 | Thriller, Horror, +13 102 min.

Anno2021
GenereThriller, Horror,
ProduzioneItalia
Durata102 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diLorenzo Bianchini
AttoriPierre Richard, Iva Krajnc, Gioia Heinz, Arthur Defays, Paolo Fagiolo Zita Fusco, Franko Korosec, Alessandro Mizzi, Adriano Giraldi.
Uscitagiovedì 9 giugno 2022
TagDa vedere 2021
Distribuzionemo-net
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,57 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lorenzo Bianchini. Un film Da vedere 2021 con Pierre Richard, Iva Krajnc, Gioia Heinz, Arthur Defays, Paolo Fagiolo. Cast completo Genere Thriller, Horror, - Italia, 2021, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 9 giugno 2022 distribuito da mo-net. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,57 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi L'angelo dei muri tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.


oppure

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento martedì 10 maggio 2022

Costretto allo sfratto, Pietro mette a punto una strategia per continuare a vivere dentro casa sua. Un giorno, però, una madre disperata stravolgerà i suoi piani.

Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,63
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un thriller soprannaturale che esplora la natura artigianale del cinema e trova felici intuizioni visive.
Recensione di Simone Emiliani
sabato 4 dicembre 2021
Recensione di Simone Emiliani
sabato 4 dicembre 2021

Trieste. Pietro vive da solo in un vecchio appartamento all'ultimo piano di un vecchio edificio malmesso, ma la sua regolare monotonia viene interrotta dall'avviso di uno sfratto esecutivo. L'uomo però non vuole abbandonare la casa. Così, attraverso un muro del lungo corridoio, riesce a sparire e a non farsi trovare il giorno in cui arriva l'ufficiale giudiziario. Dal nascondiglio vede tutto quello che sta accadendo. Si rifugia lì ogni volta che c'è una minaccia esterna (il proprietario, i potenziali inquilini) e ha sempre l'ossessivo timore di essere scoperto. Un giorno però si trova davanti a due nuovi 'ospiti': Zala, una madre disperata e Sanya, la figlia che sta perdendo la vista.

La casa non è più un rifugio ma una minaccia. Come in Avati (La casa dalle finestre che ridono) e Argento (Profondo rosso), è lei la principale protagonista di L'angelo dei muri. Viene invasa da sconosciuti, diventa potenziale luogo di visioni (lo stesso passato del protagonista?), ma anche di contatti segreti come quello tra Pietro e la bambina.

Bianchini, più che un horror, firma un thriller soprannaturale dove, come nei suoi precedenti lungometraggi, mostra la materia del set (la polvere nell'appartamento) e utilizza in modo efficace la componente sonora come nel rumore del vento che apre le finestre.

L'angelo dei muri è l'esempio di un cinema di genere indipendente che, a prima vista, può anche apparire quasi silenzioso e sottratto perché non cerca il facile effetto sorpresa, ma alla fine riesce a portare a casa il risultato. La casa sembra muoversi, respirare autonomamente, attraverso il lungo corridoio che era anche al centro dell'istituto di Radice quadrata di tre e delle pareti dietro alle quali potrebbero esserci dei segreti nascosti come in quelli della villa seicentesca di Occhi.

L'angelo dei muri è una fiaba nera dove lo sguardo allucinato di Pierre Richard conduce in labirinti che sono, insieme, fisici e mentali. Trova delle felici intuizioni visive come la neve che entra nell'appartamento e l'immagine dell'ombra della madre e la figlia nascoste dietro a un lenzuolo rosso dove diventa determinante il lavoro sulla luce e il colore del direttore della fotografia Peter Zeitlinger, che dall'inizio degli anni Duemila ha costruito un duraturo sodalizio con Werner Herzog.

La casa viene infatti progressivamente sezionata, rivelata e scoperta con una sorpresa e una meraviglia che richiamano le pitture rupestri della grotta Chauvet in Cave of Forgotten Dreams. In realtà anche Bianchini è un costruttore di sogni dove oltre alla regia e alla sceneggiatura, si è occupato anche del montaggio e della scenografia.

Attraverso il volto consumato dell'ottantasettenne attore francese, conduce in un territorio dove convivono paura e magia. Trieste è all'esterno, guardata esclusivamente da quelle finestre che possono aprirsi, sbattere a lungo e far entrare la pioggia e la neve. Ma potrebbe essere qualunque altra città. Un luogo fantastico, creato come in un cartoon, o un punto di partenza da cui partire e volare proprio come in "Cinque settimane in pallone", il romanzo d'avventura di Jules Verne che è dichiaratamente citato.

L'angelo dei muri si spaccia a prima vista per un film anche troppo dimesso. In realtà è l'inizio per un invito a un viaggio dove la destinazione è ignota, ma è proprio questo il suo fascino sotterraneo.

Sei d'accordo con Simone Emiliani?
FOCUS
FOCUS
giovedì 19 maggio 2022
Rudy Salvagnini

Uno dei luoghi comuni è che l’horror italiano, un tempo in auge, sia da anni morto e sepolto. In realtà, di horror italiani se ne fanno ancora molti, anche se restano per lo più sotto traccia e hanno poca visibilità. Ci sono comunque diversi autori italiani specializzati nel campo che proseguono con determinazione un cammino commercialmente non facile. Tra questi, Lorenzo Bianchini è di certo uno dei migliori, ma anche dei più appartati.

Film dopo film, segue un percorso assolutamente personale che lo porta a scandagliare l’animo umano in modo sempre più approfondito sino a questo suo ultimo film, L’angelo dei muri (al cinema da giovedì 9 giugno e in anteprima dal 19 maggio nelle sale del Friuli Venezia Giulia), che in realtà sfida l’attribuzione a un genere particolare.

La storia è molto semplice: a Trieste, un anziano, sfrattato dal suo appartamento nel quale vive da molto tempo, fa solo finta di andarsene, ma in realtà si rifugia in un piccolissimo locale ricavato nell’appartamento erigendo un muretto, in modo da poterci vivere di nascosto. Così, riesce a vedere i nuovi inquilini - una mamma preoccupata e sua figlia gravemente malata e già resa cieca dalla malattia - spiandone i movimenti e instaurando un contatto con la bambina, per la quale diventa l’angelo dei muri.

Come il precedente Across the River - Oltre il guado, anche L’angelo dei muri si concentra su un personaggio, sulla sua solitudine estrema, sul passato che ritorna. Un cinema rarefatto, quello di Bianchini, che concede poco allo spettacolo e richiede molta attenzione allo spettatore, ripagandolo però con una sottigliezza e una profondità non comuni. Diversamente da altri che privilegiano l’aspetto esteriore dell’horror, ricco di splatter e gore, Bianchini ha da sempre preferito le atmosfere inquietanti, un cinema austero e oscuro, macabro nei toni e nell’anima. In questo avvicinandosi alla lezione di Val Lewton, il poeta delle ombre, che, caso più unico che raro, non era neanche un regista, ma era il vero autore dei suoi film, della loro poetica. Il clima cupo e severo del film di Bianchini richiama forse il lewtoniano La settima vittima, mentre il rapporto tra la bambina e l’essere che lei crede soprannaturale fa pensare, con tutte le ovvie diversità, a Il giardino delle streghe.

La soluzione scelta dall’anziano sfrattato può richiamare, per certi versi, il recente Parasite (guarda la video recensione) di Bong Joon-ho, con spirito ed esiti narrativi peraltro diversissimi. O ricordare un vecchio thriller con Gary Busey, L’intruso. Ma per la bizzarria e la curiosa determinazione con cui il vecchio l’adotta contro ogni logica e per il suo spirito ossessivo e al tempo stesso iperrealistico, sembra piuttosto uscita dalla penna di Edogawa Rampo, scrittore giapponese specializzato in un macabro opprimente e tormentato. Con il protagonista quindi che, nascosto in modo pertinace in uno spazio angusto (anche se non dentro una poltrona, come in un famoso racconto di Rampo), è intento a osservare ciò che succede nell’appartamento che è stato suo. Ma in realtà il protagonista non osserva tanto gli altri quanto se stesso. Riscopre il dolore del proprio passato che non lo ha mai abbandonato in tutti questi anni e con cui giunge a fare i conti alla ricerca, se non di una redenzione, di un sollievo dalla colpa.

L’acqua che si insinua simbolicamente nella casa per ogni dove è, assieme al vento (non è un caso che il film sia ambientato a Trieste), un elemento della natura che richiama la presenza del soprannaturale, come avveniva in un famoso film di fantasmi giapponese, Dark Water di Hideo Nakata, che con questo film ha anche in comune la presenza di una mamma e di una bambina in situazione di difficoltà oltre all’ambientazione in un edificio fatiscente che necessita di ristrutturazioni. Non manca nemmeno qualche tocco polanskiano, con il protagonista che osserva un appartamento nel palazzo di fronte e viene a sua volta improvvisamente osservato.

Frasi
Sono solo gli angeli che volano, hanno le ali grandi...
Una frase di Zala (Iva Krajnc)
dal film L'angelo dei muri - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 5 maggio 2022
Davide Comotti
Nocturno

Il regista friulano Lorenzo Bianchini, vecchia conoscenza nocturniana, è un autore che possiede una precisa idea di cinema: sa dove mettere la macchina da presa, sa come si gira e come si dirigono gli attori, sa come si racconta una storia, e sa mettere paura allo spettatore. Perché il genere frequentato da Bianchini concerne sempre il fantastico, l'orrorifico, il mondo "altro", evitando però i jump-scares [...] Vai alla recensione »

martedì 7 dicembre 2021
Davide Di Giorgio
Duels.it

Un po' come il suo protagonista Pietro, nascosto in un'intercapedine creata per continuare a vivere in segreto nella casa da cui è stato sfrattato, così anche Lorenzo Bianchini sembrava essersi "nascosto" dal cinema dopo un lungo periodo di produzioni indipendenti e più costanti: nei sei anni trascorsi dal precedente Across the River - Oltre il guado, infatti, l'autore friulano aveva realizzato principalmen [...] Vai alla recensione »

domenica 5 dicembre 2021
Antonio Pettierre
TaxiDrivers

L'angelo dei muri di Lorenzo Bianchini chiude la sezione "Le stanze di Rol" del 39° Torino Film Festival tra gli applausi del pubblico. Un film di pura poesia visiva che ha incantato gli spettatori. Pietro (Pierre Richard) è un vecchio solo e ammalato che vive in un appartamento di un palazzo in ristrutturazione a Trieste. Dopo aver ricevuto l'ingiunzione allo sfratto, costruisce un rifugio innalzando [...] Vai alla recensione »

sabato 4 dicembre 2021
Gianluca Tana
Sentieri Selvaggi

La vita tranquilla di un uomo viene sconvolta da un avviso di sfratto. Troppo legato alla sua abitazione per poterla lasciare e senza un posto dove vivere, decide di costruire una nicchia tra le pareti dell'appartamento e di continuare a vivere qui, nascosto tra le mura. Quando una madre single con la figlia verranno a vivere nella casa, comincerà la sua strana vita nascosta.

NEWS
POSTER
martedì 10 maggio 2022
 

Il nuovo film di Lorenzo Bianchini è una favola nera interpretata dal grandissimo Pierre Richard. Dal 9 giugno al cinema. Guarda il poster»

NEWS
martedì 10 maggio 2022
 

Il ritorno alla regia di Lorenzo Bianchini sarà in anteprima nelle sale friulane a partire dal 19 maggio. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 10 maggio 2022
 

Una favola nera che porta con sè il respiro dell'Europa. Dal 19 maggio in anteprima in Friuli Venezia Giulia e dal 9 giugno in tutta Italia. Guarda il trailer »

Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2022 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati