E se vivessimo tutti insieme?

Film 2011 | Commedia 96 min.

Regia di Stéphane Robelin. Un film Da vedere 2011 con Guy Bedos, Daniel Brühl, Geraldine Chaplin, Claude Rich, Jane Fonda, Pierre Richard. Cast completo Titolo originale: Et si On Vivait Tous Ensemble?. Genere Commedia - Francia, Germania, 2011, durata 96 minuti. Uscita cinema giovedì 29 novembre 2012 distribuito da Parthénos. - MYmonetro 3,00 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una commedia esilarante firmata da Stéphane Robelin. In Italia al Box Office E se vivessimo tutti insieme? ha incassato 72,3 mila euro .

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Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Una commedia pudica che affronta con realismo e leggerezza una condizione antropologica tutta contemporanea.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 22 novembre 2012
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 22 novembre 2012

Jean, Annie, Albert, Jeanne e Claude sono amici da quattro decenni. Due coppie sposate e un single impenitente, tutti ultrasettantenni, alle prese con le malattie del cuore, delle cellule o della memoria. Tutti silenziosamente occupati a cercare una soluzione finale per se stessi o l'amato, per non pesare sui figli ma nemmeno assecondarli nelle loro fantasie di case di riposo senza privacy e senza identità. Vivere sotto lo stesso tetto, nella grande casa di Annie, è un'idea che nasce quasi per scherzo, a tavola, ma si trasforma in fretta nella soluzione migliore per tutti. Specie perché con loro si trasferisce anche un baldo giovane, Dirk, studente di etnologia alle prese con una tesi di laurea sulla condizione degli anziani in Europa.
Se c'è un pensiero che sale subito alla mente, durante la visione del film di Robelin, è che solo qualche decennio fa un soggetto del genere non sarebbe mai stato concepito o, se fosse stato concepito, non sarebbe stato prodotto, e, se al limite fosse stato prodotto, nessuno avrebbe mai pensato di farlo passare come una commedia, per quanto agrodolce. Il film affronta, infatti, con realismo e leggerezza una condizione sociale e antropologica tutta contemporanea, qual è il numero crescente di anziani che vivono in buone condizioni di salute, desiderosi di dire e fare (anche sesso) il più possibile e contrari all'idea di starsene a poltrire in una deprimente attesa della fine: una condizione, esplicita Jane Fonda, per la quale siamo a dir poco impreparati.
Attraverso il facile espediente dello studente con la videocamera, è in realtà la macchina da presa di Robelin a documentare l'esperienza, finzionale ma percorribile, fotografando di fatto il target a cui si rivolge il film, esattamente come avviene da sempre con la prima e la seconda età dell'homo cinematograficus.
E se vivessimo tutti insieme? è pudico come il suo titolo ("E se non morissimo in solitudine?" sarebbe stato più veritiero, anche se meno commerciale), ma c'è da credere che aprirà la pista a prodotti meno trattenuti e superficiali, perché in fondo i vecchi sono più simili ai bambini che non agli adulti in cerca di rispetto e affermazione, e il film lo dice in apertura di discorso, inquadrando lo sguardo affamato di gioco del vecchio Albert, la cui finestra dà su un asilo. Se Claude Riche aspira al ruolo di protagonista, perché il copione lo mette al centro delle geometrie amorose e il suo carisma pure, è però proprio Pierre Richard il migliore della partita, colui che incarna la condizione tragicomica di una mente sempre più leggera dentro un corpo sempre più ingombrante.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 29 novembre 2012
renato volpone

Cinque "vecchi" amici vengono messi a dura prova dall'età, dalle malattie e dalla cocciutaggine. Da una battuta fatta per caso "...e se andassimo tutti a vivere insieme?" nasce l'idea di una comune di persone anziane. Per di più il loro esperimento viene  seguito e filmato passo passo da un giovane antropologo.

domenica 9 dicembre 2012
angelo umana

 In effetti, quando di anni se ne ha un discreto numero, che importanza ha che si pensi di essere nell’anno 1986 invece che nel 2011, cosa cambia? Anche se a dirlo è un anziano dell’allegra combriccola di “E se vivessimo tutti insieme?” affetto da una "normale" malattia di Alzheimer, l’importanza è del tutto relativa.

martedì 4 dicembre 2012
Siebenzwerg

È inevitabile il paragone con Marigold Hotel ma la somiglianza del soggetto è solo superficiale. Là c'erano gli anziani che vogliono lasciarsi alle spalle la loro vita ordinaria per qualcosa di diverso o per recuperare sentimenti perduti, qui questi vecchi sono saldamente radicati nella loro vita, che amano, che vivono e a cui si tengono stretti. Proprio per questo e in questo ha senso l'idea del soggetto, [...] Vai alla recensione »

martedì 4 dicembre 2012
donni romani

Mai come negli ultimi mesi abbiamo assistito, a livello cinematografico, ad un ritorno di interesse per storie che coinvolgono anziani, da "Amour" a "Marigold Hotel" a "Di nuovo in gioco" i registi mettono in campo, ognuno con il proprio calibro, protagonisti avviati verso la fine della vita. Robelin sceglie l'apparente via della leggerezza ma la pesantezza della senilit&ag [...] Vai alla recensione »

domenica 9 dicembre 2012
Flyanto

 ommedia dolce-amara in cui si racconta la decisione di due coppie di anziani più uno scapolo "tombeur de femmes", tutti e cinque legati da profonda amicizia ed affetto, di vivere insieme gli ultimi giorni della loro esistenza condividendo la stessa casa. Ironico, divertente in alcuni momenti e malinconico in altri, sensibile e delicato (come tutte le opere cinematografiche francesi) [...] Vai alla recensione »

domenica 9 dicembre 2012
Flyanto

 Commedia dolce-amara in cui si racconta la decisione di due coppie di anziani più uno scapolo "tombeur de femmes", tutti e cinque legati da profonda amicizia ed affetto, di vivere insieme gli ultimi giorni della loro esistenza condividendo la stessa casa. Ironico, divertente in alcuni momenti e malinconico in altri, sensibile e delicato (come tutte le opere cinematografiche francesi) [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 marzo 2013
pier70

Un gruppo di anziani benestanti cerca di rendere più lieve la lunga notte che si avvicina, rinunciando al privilegio dell'individualismo per accedere ad una sorta di post-comune di mutuo aiuto. A parte la confezione 'radical chic', che stempera la sgradevolezza di un tema tanto rimosso, il film ha il coraggio di affrontare un tema pesantissimo. Tra battibecchi, cene, rinunce, slanci, silenzi, pesantezze [...] Vai alla recensione »

domenica 8 febbraio 2015
enzo70

 Una commedia francese di grande attualità sulle condizioni degli anziani nel sempre più vecchio continente. Con la leggerezza e la capacità del cinema d’oltralpe di analizzare i fenomeni sociali con grazia, Stéphane Robelin firma un buon esordio. Cinque amici, alle prese con gli acciacchi dell’età decidono di andare a vivere insieme, nella bella [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 dicembre 2012
CLAUDIO BOLOGNA

E' un film decisamente brutto. E' la sagra dei luoghi comuni, delle banalità. Non commuove, e non fa nemmeno ridere ! E la Jane Fonda, nei suoi incontri al parco con il giovane etnologo ? Patetica e imbarazzante. E' un film brutto, senza partecipazione emotiva, mal recitato.

Frasi
"Assicuriamo tutto ma non ci preoccupiamo di quello che faremo nei nostri ultimi anni!"
Jeanne (Jane Fonda)
dal film E se vivessimo tutti insieme? - a cura di angelo umana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Louis Guichard
Télérama

"A 74 anni, mi piace fare l'amore". Ci ricordiamo ancora della battuta di Jane Fonda, finita sulla copertina di Paris- Match a gennaio, che ha assicurato al film una certa pubblicità. La critica non è stata particolarmente calorosa nei confronti del film, tenuto in piedi da un manipolo di veterani del grande schermo, in particolare Jane Fonda, Pierre Richard, Geraldine Chaplin e Claude Rich.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Bizzarra, divertente eppure amarissima commedia sulla terza età, un riuscito mix di guasconate e malinconie. Nella periferia bene di Parigi due mature coppie decidono di passare insieme gli ultimi anni.Così Pierre Richard e Jane Fonda s'installano nella grande villa di Guy Bedos e Géraldine Chaplin. Quinto ospite il cardiopatico Claude Rich. Sesto, il giovane intruso (in tutti i sensi) Daniel Bruhl. [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il militante, lo smemorato, il libertino. E le loro bellissime mogli, una psicologa e una filosofa (il libertino ovviamente è scapolo). Sono le 5 pantere grigie, tutti caratteracci ma amici da una vita, che un po' per affetto un po' per sicurezza decidono di vivere tutti insieme in una casa di campagna. Fosse gente del popolo sarebbe un film di Guédiguian.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il cinema si adegua alla speranza di vita e va affermandosi un filone di "senior movie" da affiancare a quello, abusato, del "teen movie", storie di pantere grigie, insomma, o di vecchietti se preferite. Ne abbiamo appena visto un esempio al Festival di Torino con Quartet di Dustin Hoffman; in contemporanea arriva questo film di due anni fa, produzione francese che fece la chiusura a Locarno nel 2011. [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Dopo aver speso l'intera esistenza nell'impegno civile e umanitario, Guy Bedos si trova costretto a ritirarsi perché l'assicurazione non lo copre più. E, sulla spinta di uno spirito altruistico che deve pur indirizzare da qualche parte, propone ai tre più cari amici - tutti provati dai problemi dell'età che avanza - di riunirsi a vivere insieme a lui e alla moglie Geraldine Chaplin, nella loro confortevole [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
venerdì 16 novembre 2012
Nicoletta Dose

Cinque amici, cinque personaggi diversi: Claude, che ha sempre amato le donne, Annie e Jean, una coppia improbabile, lui un attivista politico, lei una borghese convenzionale, ed infine Jeanne ed Albert, lei femminista e lui un bon vivant.

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