Grizzly Man

Film 2005 | Documentario 103 min.

Anno2005
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata103 minuti
Regia diWerner Herzog
Uscitavenerdì 24 novembre 2006
TagDa vedere 2005
MYmonetro 3,64 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Werner Herzog. Un film Da vedere 2005 Genere Documentario - USA, 2005, durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 24 novembre 2006 - MYmonetro 3,64 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Timothy Treadwell viveva in Alaska per documentare, vivere e studiare il famoso orso grigio del Nord America. Fu ucciso con la sua ragazza, Amie Huguenard da un orso nel 2003. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Grizzly Man ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 41,6 mila euro e 14,1 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,64/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,83
PUBBLICO 3,56
CONSIGLIATO SÌ
Straziante docu-dramma su una tragedia annunciata e sulla natura spietata.
Recensione di Chiara Renda
Recensione di Chiara Renda

"Una natura stupida, oscena e sbagliata". Questa è la conclusione cui si arriva di fronte alla toccante riflessione per immagini del regista tedesco, lacerante docu-dramma che ripercorre le tredici estati (dal 1990 al 2003) trascorse in Alaska dall'americano Timothy Treadwell, attivista/ecologista animato dall'ossessione di proteggere dai bracconieri una comunità di orsi grizzly.
Alternando estratti da quel "film di estasi umana e di cupo tumulto interiore" (come l'ha definito il regista) realizzato da Treadwell stesso, suggestive riprese naturalistiche e interviste realizzate a parenti e amici di Tim dallo stesso Herzog, la pellicola va a costruire una drammatica parabola esistenziale sull'utopico sogno dell'Uomo di poter dominare, seppur benevolmente, una Natura atavicamente spietata e violenta .
Riecheggiando quella di tanti travagliati eroi solitari del cinema di Herzog, la storia di Tim si conclude infatti tragicamente con il brutale attacco da parte di un grizzly all'uomo e alla fidanzata Amie Huguenard, quell'estate al suo fianco. Attacco registrato dal microfono della videocamera di Tim, testimone esclusivamente sonora di una tragedia annunciata. E dolorosamente ripercorsa nel film da Herzog che, mettendosi in campo in prima persona, in maniera toccante e discreta fa sua - ma fortunatamente non nostra - questa straziante e privata tragedia sonora.
Il regista tedesco ribadisce così la sua pessimistica visione del mondo della natura, restituendoci allo stesso tempo tutta l'innocenza e la spontaneità di uno spirito umano ingenuo e vitale. Ultimo amico della natura, oltre ogni limite.

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Se come documentario ha vinto 6 premi, lo si deve a 2 motivi principali: 1) è uno dei migliori film di Herzog che, entrato nell'alta età, continua a essere il più originale regista tedesco vivente; 2) è qualcosa di diverso da un documentario, genere che attraversa una fase di radicale metamorfosi. È la storia di Timothy Treadwell, naturalista, che nel 2003, dopo tredici estati nel Katai National Park dell'Alaska a contatto con i grizzly, fu sbranato, con la sua coraggiosa compagna Amie, da un vecchio orso affamato. La videocamera accesa registrò le loro urla. Queste due morti sono il nucleo di un film che ha un protagonista evocato in tutto il suo complesso carattere; una coprotagonista quasi invisibile, eroica nel condividere la morte del compagno; un gruppetto di personaggi minori tra cui spicca il medico legale Fallico. E un regista/narratore che al misticismo esibizionista di Treadwell oppone le sue idee sulla Natura che non è armonia, ma caos, cecità, quotidiana lotta per la sopravvivenza. Da 90 ore di materiale filmato da Treadwell e da A. Huguenard, Herzog ha tratto molta parte del film. Distribuito da Fandango in edizione originale con sottotitoli.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 24 aprile 2015
APropositodiCinema

GRIZZLY MAN è un documentario di Werner Herzog che racconta l'esperienza di Timothy Treadwell, un ecologista che ha studiato la vita degli orsi bruni in Alaska fino a quando è rimasto ucciso da uno di questi nel 2003 insieme alla sua ragazza. Il film alterna le riprese e le interviste realizzate da Herzog a familiari e parenti di Timothy con le riprese effettuate dallo stesso [...] Vai alla recensione »

domenica 28 settembre 2014
jacopo b98

È la storia di Timothy Treadwell (1957-2003) che per ben tredici anni, dal 1990 al 2003, trascorse le sue estati in Alaska a stretto contatto con gli orsi grizzly, dal 2000 al 2003 portò con sé anche una videocamera e realizzò oltre 100 ore di filmati. Il 5 ottobre 2003 venne sbranato da uno dei “suoi” orsi insieme alla fidanzata Amie Huguenard.

lunedì 12 dicembre 2011
fedeleto

la storia di Timothy Treadwell e' probabilmente bizzarra ed incredibile ,straordinaria ,ma inevitabilmente tragica .Nel 2003 ,quest'uomo veniva uccisa da un orso grizzly insieme alla sua compagna ,ma la cosa piu' assurda e' che quest'uomo dedico' 15 anni della sua vita a proteggere questi orsi ,vivendo con loro e difendendoli con ogni mezzo .

sabato 26 luglio 2014
tomdoniphon

Uno dei migliori film di Herzog. Non è soltanto un documentario: è una delle più agghiaccianti riflessioni sulla natura, vista come caos e lotta per la sopravvivenza, indifferente alla stupidità dell'uomo, e sui limiti del Cinema e sulla moralità della visione. Al centro del film, vi è la storia di Timothy Treadwell, ex surfista, con problemi di alcol e [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Davide Turrini
Liberazione

Werner Herzog è rinato. Il sessantaquattrenne cineasta tedesco si riappropria prepotentemente delle tematiche a lui più care (la follia del singolo, il superamento dei confini tra uomo e natura) e si concede un monumentale trittico che parte da The white diamond (2004), passa da The wild blue yonder (2005) e arriva, almeno a livello di distribuzione italiana, a Grizzly man.

Adriano De Carlo
Il Giornale

Prosegue la galleria di folli rappresentati dal folle Werner Herzog. Dopo Aguirre, Kaspar Hauser, Stroszek e Fitzcarraldo è la volta di Timothy Treadwell, operatore americano che per 13 anni ha passato le estati in Alaska a contatto dei ferocissimi orsi giganti grizzly, registrando immagini, girate in digitale, che pur se di scarso pregio tecnico costituiscono un documento emozionante.

Cristina Piccino
Il Manifesto

«Guardando gli orsi negli occhi non ho mai visto quell'universo interiore che ci vedeva Timothy. Solo il tipico disinteresse di un animale interrotto dall'occasionale stimolo del cibo.». La voce è di Werner Herzog, il film è Grizzly Man , la storia quella di Timothy Treadwell, ambientalista divenuto star proteggendo gli immensi orsi grizzly nel parco nazionale di Katmai in Alaska.

Massimo Lastrucci
Ciak

Una tragedia e un problema scientifico. Nel 2003, Timothy Treadwell, dopo 13 estati in Alaska a raccontare la vita dei grizzly, fu sbranato con la compagna da un orso maschio particolarmente feroce. Il personaggio era famoso proprio per i suoi estremi videoreportage in cui mostrava tentativi di familiarizzazione con gli animali della zona, non solo i grizzly.

Pier Maria Bocchi
Film TV

Dire che Timothy Treadwell è anche Fitzcarraldo che è anche Francisco Manoel Da Silva e pure Woyzeck e ancora Aguirre e di nuovo l'intagliatore Steiner, è un po' banale (ormai). Dire che Timothy Treadwell, al pari di tutti gli altri personaggi herzoghiani, è specchio e mitopoiesi dell'animo, degli ideali e della "tensione" di Herzog stesso, è altresì abbastanza scontato.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

L'uomo che ballava con gli orsi è così fuori di testa che pare uscito da un film di Herzog. E in effetti è davvero il protagonista di un film di Herzog. Solo che non l'ha mai saputo perché Treadwell era un personaggio reale, morto tragicamente dopo una vita così bizzarra, ossessiva e cinematografica che il regista di Aguirre , di Fitzcarraldo e di tanti grandi documentari su casi-limite, in certo modo [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Attenzione: capolavoro in arrivo. Grizzly Man, uscito in America nel 2005 e passato al Torino Film Festival dello stesso anno, arriva finalmente nelle sale italiane distribuito dalla Fandango. È un documentario, ma non fatevi fregare: andate a vederlo e rimarrete sconvolti. Perché è diretto da Werner Herzog, il grande regista tedesco che dopo aver firmato capolavori di finzione negli anni 70 e 80 (Aguirre, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Chi segue Werner Herzog dai suoi felicissimi esordi sa che nel suo cinema è possibile incontrare personaggi travolti da terribili ossessioni: come in «Aguirre furore di Dio» o come in «Fitzcarraldo». Da qualche tempo, però Herzog, anziché inventarseli, nell'ambito spesso della visionarietà, è andato a cercarli dal vero, tra le pagine di una certa cronaca.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

È opportuno tentare di attribuire agli animali, anche a quelli non domestici, gli usi, il cibo, il modo di vivere degli uomini, antropomorfizzarli il più possibile? L'animalismo ben intenzionato rischia di portare più danno che vantaggio agli animali. Il dubbio comportamentale o magari etico di Grizzly Man di Werner Herzog è questo; la storia del «documentario con immaginazione» è tragica.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Capiterà un giorno di leggere sul giornale che lei è stato sbranato da uno di questi orsi?" chiede David Letterman durante l'intervista. Sembrava una battuta, è successo davvero. Dopo tredici estati trascorse nel parco nazionale dell'Alaska, Timothy Treadwell fu ucciso da un grizzly affamato, assieme alla fidanzata Amie Huguenard. Era l'autunno del 2003.

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