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Ultimo aggiornamento lunedì 29 gennaio 2018
Una coppia di ottantenni decide di partire per un lungo viaggio alla ricerca di un nuovo modo di vivere. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Ella & John - The Leisure Seeker ha incassato 3,3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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The Leisure Seeker è il soprannome del vecchio camper con cui Ella e John Spencer andavano in vacanza coi figli negli anni Settanta. Una mattina d'estate, per sfuggire ad un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, la coppia sorprende i figli ormai adulti e invadenti e sale a bordo di quel veicolo anacronistico per scaraventarsi avventurosamente giù per la Old Route 1, destinazione Key West. John è svanito e smemorato ma forte, Ella è acciaccata e fragile ma lucidissima. Il loro sarà un viaggio pieno di sorprese.
Paolo Virzì torna on the road ma questa volta non ha intorno a sé i rassicuranti panorami toscani. Livorno è lontana e anche la Brianza è ormai un ricordo. La Route 1 sulla East Coast degli States che termina a Key West dove si trova la casa di Hemingway è la nuova via da percorrere insieme a Donald/John ed Helen/Ella.
Conservando intatto il proprio modo di fare cinema ma guardando l'America con lo sguardo di due attori che si calano nei loro personaggi (ognuno con la propria tecnica recitativa) al punto di farti dimenticare chi sono e quanto hanno dato al cinema e al teatro per consentirti di ammirarli ex novo. Virzì e i suoi co-sceneggiatori hanno avuto coraggio nel trattare un tema che potremmo definire usato ma anche abusato dal cinema in genere e da quello americano in modo particolare. L'invecchiamento, la demenza senile, le malattie invasive hanno costituito terreno di coltura per film belli ma anche per retoriche di calibro mediocre.
Virzì si dimostra invece ad ogni film sempre più in grado di equilibrare (apparentemente senza sforzo) il riso e la commozione, l'ironia e lo sconforto. Questo professore di letteratura che ricorda le studentesse ma dimentica i nomi dei figli ha lampi di tenerezza nello sguardo che si spengono all'improvviso lasciandolo solo e indifeso. Ha al fianco una moglie volitiva che si è fatta carico del suo e del proprio disagio e ha deciso che la loro storia possa concedersi (così come recita il nome del vecchio camper) una ricerca di quel tempo libero che cliniche e case di riposo vorrebbero loro togliere e che già i loro figli hanno iniziato a condizionare. Perché Virzì non dimentica di raccontarci come sia faticoso e anche doloroso divenire, a un certo punto della vita, genitori dei propri genitori. Avere cioè la sensazione che coloro che ti hanno tenuto per mano e ti hanno insegnato a muovere i primi passi nella vita debbano ora dipendere da te per compiere invece i loro ultimi.
Con tutte le apprensioni ma anche le invasioni di campo che ne conseguono. In un'America che sta per dimenticare se stessa e le proprie radici per eleggere un presidente che pretende di farla di nuovo grande a sua immagine e misura, Ella e John vivono un presente in cui l'oblio può trasformarsi in memoria improvvisa e non sempre piacevole. In attesa di sognare i leoni che Hemingway (lo scrittore più amato da John) offriva al Santiago di "Il vecchio e il mare". Perché, come dice con fervore l'anziano professore, la sua era prosa che si faceva poesia. The Leisure Seeker è cinema che si fa vita.
E' un buon film "Ella&John- The leisure seeker", ultima opera di Virzì. Procedo per punti per argomentare l'afferemazione. 1. Anche se la tematica non è nuova ed è stata più volte trattata, il viaggio che i protagonisti intraprendono sul loro camper, non ha il sapore del "già visto".
Il film di Paolo Virzì è solo l'ultimo di una lunga serie di progetti internazionali realizzati da registi italiani. Pochi sono abituati a pensarlo così, ma il cinema italiano è sempre stato cosmopolita, spesso attratto dall'estero e altrettanto di frequente interessato a un confronto di culture. Se Fellini è il regista che meglio ha espresso questa sospensione tra provincia e mondo, e non solo con La dolce vita, tanti altri cineasti si sono sentiti in dovere di provare la sfida della "trasferta" cinematografica. In particolare, a sollecitare l'impresa, è il confronto con la cultura americana, che per traslazione significa anche misurarsi con Hollywood: pensiamo a Bernardo Bertolucci, forse l'autore che meglio si è fuso con il sistema del grande spettacolo da Oscar, o Dario Argento, o Franco Zeffirelli (di cui forse abbiamo dimenticato la fama ottenuta oltreoceano) e di recente Giuseppe Tornatore e Paolo Sorrentino (per tacere del più internazionale di tutti, Luca Guadagnino).
Paolo Virzì è un autore particolare, poiché i suoi film - sebbene molto caratterizzati dalla sua firma, e riconosciuti dal pubblico come opere a lui collegate - sono anche racconti di genere, commedie per un pubblico medio-grande.
Virzì non è un regista che possiede l'ambizione visionaria e singolare di Garrone o Sorrentino, pur non rinunciando all'onore del "brand". Per Virzì, molto attento - e in modo giusto, sano - ai gusti degli spettatori, operare su immaginari di genere o costruire narrazioni popolari è motivo di vanto. Per cui Ella & John (guarda la video recensione) non può certo essere considerato una concessione ai gusti statunitensi o peggio un film su commissione, per il semplice fatto che Virzì non troverebbe offensiva nessuna delle due categorie.
Mi capita spesso di piangere, ai film di Virzì, anche quelli che tendono di più alla commedia. Capita anche in The Leisure Seeker, primo film in trasferta americana tratto dal romanzo di Michael Zadoorian, che è più sbilanciato su toni amari. Racconta di due anziani, John (Donald Sutherland) e Ella (Helen Mirren), che partono in camper per un ultimo viaggio di piacere.