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Sky Cinema Oscar, il cinema più premiato in un unico grande canale

In attesa della Notte degli Oscar, Sky presenta dal 15 febbraio al 3 marzo oltre 90 titoli che hanno conquistato i cuori di pubblico e giurati.
di Marzia Gandolfi

Margot Robbie (Margot Elise Robbie) (28 anni) 2 luglio 1990, Gold Coast (Australia) - Cancro. Interpreta Tonya Harding nel film di Craig Gillespie Tonya.
venerdì 15 febbraio 2019 - Sky

Volete sapere come si fa a vincere l'Oscar per il miglior film? Esiste un metodo semplice, fare un'analisi statistica dei film che lo hanno già vinto e determinare gli ingredienti chiave per ottenere la ricompensa massima del cinema americano. Quali? Preferibilmente un dramma, una durata superiore a un film americano medio, la vittoria di uno o più Golden Globe e un numero considerevole di nomination. Se non ci credete, verificate su Sky Cinema Oscar a partire dal 15 febbraio. In attesa della Notte degli Oscar, in diretta e in esclusiva su Sky domenica 24 febbraio, potrete sfogliare la collezione Oscar disponibile on demand e scoprire se i film vincitori nelle ultime edizioni corrispondono ai criteri enunciati.

La La Land, 6 Oscar vinti, è 'campione' esemplare: è un dramma, dura più di due ore, ha vinto 7 Golden Globe ed è stato nominato 14 volte. Diretto da Damien Chazelle La La Land è un'utopia, un luogo magico che per definizione non esiste, è dove la fantasia dispiega un immaginario senza limiti, è anche l'appellativo ironico di Los Angeles, fabbrica dei sogni per eccellenza. La prima 'perfezione' del film, che ne rivelerà parecchie, è dunque il suo titolo che anticipa la ricerca di un luogo e il prezzo da pagare per metterci piede. Perfezione ancora del casting. Emma Stone e Ryan Gosling sono Mia, wannabe actress, e Sebastian, jazzman confidenziale, che si incrociano più volte e si ignorano in una L.A. chimerica, fuori dal tempo, prima di innamorarsi perdutamente e di provare a vivere insieme i propri sogni.

Dramma (appena) sopra le due ore, 2 Golden Globe vinti e 14 candidature ricevute, La forma dell'acqua conferma la regola e vince 4 Oscar nel 2018. Favola attraversata da sottintesi politici, il film di Guillermo del Toro accresce l'ammirazione per un autore che da più di vent'anni nuota nelle correnti hollywoodiane senza perdere la sua integrità.

Genio contemporaneo del cinema fantastico, grande affabulatore e inventore di forme, l'autore messicano prosegue la sua opera d'incantamento. Una creatura dell'Amazzonia, venerata come un dio, è studiata da una società americana paranoica che ne umilia la bellezza con accanimento. Una principessa muta, piena di fantasia e sogni d'altrove, la incontra in un bunker top secret dove fa le pulizie. Si innamorano con un uovo sodo, un disco e un po' di bonheur. Vorrebbero soltanto vivere felici ma non è così semplice perché separarli è la missione di un cattivissimo impermeabile a tutto tranne al suo "sogno americano" da incubo.


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In foto una scena del film La La Land.
In foto una scena del film La forma dell'acqua.

Se Guillermo del Toro fa leva sul nostro animo infantile, Martin McDonagh punta alla pancia mettendo in scena una figlia assassinata, una madre ostinata e dei poliziotti reazionari. Dramma, due ore, 4 Golden Globe e 7 candidature, Tre manifesti a Ebbing, Missouri (4 Oscar) non vince nella categoria 'miglior film' ma a suo modo soddisfa i parametri trionfanti e affonda nel cuore dell'America profonda tra violenza cruda e humour nero. Folle di rabbia ma di una rabbia fredda, Mildred Hayes (Frances McDormand) sa quello che vuole e lo dice, sa quello che vuole fare e lo fa, affittando tre cartelli sulla strada più frequentata per entrare in città e rivendicando l'incapacità della polizia locale di trovare l'assassino di sua figlia. Con un senso acuto dei dialoghi e dei personaggi, che finiscono tutti per rivelarsi magnificamente meno idioti di quello che appaiono al debutto, l'autore britannico di origine irlandese firma un dramma sul razzismo quotidiano in America, sposando il formalismo, i grandi temi e l'ironia caustica dei fratelli Coen.

1 Golden Globe e 8 candidature anche per il dramma di Barry Jenkins (Moonlight), che vince tre Oscar e segna l'atto di nascita di un talento prodigioso. Romanzo di formazione di un ragazzino gay nel ghetto nero di Miami, Moonlight è diviso in tre atti che articolano tre momenti della vita del protagonista. Barry Jenkins non ha debiti coi modelli hollywoodiani, la sua maniera di sbilanciare le immagini verso l'astrazione (geometria della composizione, grazia dei movimenti, armonie cromatiche) lo avvicina indiscutibilmente agli autori europei ed asiatici. Ma la forza del film è soprattutto nell'idea di casting. Far incarnare lo stesso personaggio da tre attori dal corpo e le attitudini sensibilmente differenti riassume il progetto del regista, che racconta la nascita di un'identità fluttuante e ibrida, affrancata dalla pesantezza delle apparenze.


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In foto una scena del film Tonya.
In foto una scena del film Una donna fantastica.

Film spettacolari, anche senza la consacrazione a 'miglior film', sono quelli di Denis Villeneuve (Blade Runner 2049), requiem ipnotico per umani e replicanti trent'anni dopo il film culto di Ridley Scott, che per l'impressionante struttura teorica meritava qualcosa di più di due Oscar tecnici, e quello di Luca Guadagnino (Chiamami col tuo nome), sublime incontro e passione folgorante tra un adolescente e un giovane ricercatore di archeologia sotto il sole d'Italia. L'Italia del Nord in piena estate e nella villa della grande borghesia raffinata, non troppo lontana dal Giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica. James Ivory scrive la sceneggiatura e vince un Oscar, Luca Guadagnino traccia un percorso singolare, tra fedeltà italiana al neorealismo (verità del décor e dei corpi, durata dei piani) e tropismo hollywoodiano, e seduce il pubblico del mondo intero.

Risalendo indietro nel tempo, Sky Cinema Oscar offre la visione appassionante di oltre 90 titoli. Accanto ai grandi classici (Kramer contro Kramer, Salvate il soldato Ryan, Pulp Fiction, Marie Antoinette, Frida, Fargo, Philadelphia) propone due prime visioni d'eccezione, ricompensate lo scorso anno sul palcoscenico del Dolby Theatre. Oscar al miglior film straniero, Una donna fantastica di Sebastián Lelio è il ritratto di un'eroina che ha ancora la carta di identità dell'uomo che è stata. Al centro del racconto un lutto, la morte del compagno amato che l'ha lasciata senza fiato. Tra due sessi e due identità, la protagonista avanza nella vita e in faccia alla vita anche quando si arresta, va avanti sul filo di una traiettoria struggente, sull'onda lunga del new queer e di un'opera audace, intransigente, sensuale.

Ad Allison Janney, l'Academy consegna invece nel 2018 l'Oscar per la migliore interpretazione femminile nel film di Craig Gillespie (Tonya). Tra un triplo axel e triplo tolup, l'attrice americana interpreta la madre tossica e senza scrupoli di Tonya Harding, pattinatrice statunitense dal talento precoce, la tecnica eccezionale e la vita disgraziata, che si 'squalifica' con un'aggressione ai danni della sua rivale, Nancy Kerrigan, alle Olimpiadi di Lillehammer. Sul podio dei giochi invernali Tonya Harding non salirà mai, dimostrando che i drammi funzionano solo al cinema e sovente vincono un Oscar o due o tre o magari quattro...


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