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venerdì 3 aprile 2020

Vittorio Gassman

Il Mattatore

Data nascita: 1 Settembre 1922 (Vergine), Genova (Italia)
Data morte: 29 Giugno 2000 (77 anni), Roma (Italia)
occhiello
Simba lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io.
dal film Il re Leone (1994) Vittorio Gassman  Mufasa (voce nella versione italiana)
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Vittorio Gassman
Nastri d'Argento 1999
Premio miglior attore non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1999
Nomination miglior attore non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1990
Premio miglior attore per il film Lo zio indegno di Franco Brusati

Nastri d'Argento 1990
Nomination miglior attore per il film Lo zio indegno di Franco Brusati

David di Donatello 1987
Nomination miglior attore per il film La famiglia di Ettore Scola

David di Donatello 1987
Premio miglior attore per il film La famiglia di Ettore Scola

David di Donatello 1979
Premio miglior attore per il film Caro papà di Dino Risi

David di Donatello 1979
Nomination miglior attore per il film Caro papà di Dino Risi

David di Donatello 1975
Nomination miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

David di Donatello 1975
Premio miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

Nastri d'Argento 1975
Nomination miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

Festival di Cannes 1975
Premio miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

Nastri d'Argento 1975
Premio miglior attore per il film Profumo di donna di Dino Risi

David di Donatello 1967
Premio miglior attore per il film Il tigre di Dino Risi

David di Donatello 1967
Nomination miglior attore per il film Il tigre di Dino Risi

David di Donatello 1965
Nomination miglior attore per il film La congiuntura di Ettore Scola

David di Donatello 1965
Premio miglior attore per il film La congiuntura di Ettore Scola

David di Donatello 1963
Premio miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

Nastri d'Argento 1963
Premio miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

Nastri d'Argento 1963
Nomination miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

David di Donatello 1963
Nomination miglior attore per il film Il sorpasso di Dino Risi

David di Donatello 1960
Nomination miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

David di Donatello 1960
Premio miglior attore per il film La grande guerra di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1959
Premio miglior attore per il film I soliti ignoti di Mario Monicelli

Nastri d'Argento 1959
Nomination miglior attore per il film I soliti ignoti di Mario Monicelli



Immaginare il mondo senza di me... che farete da soli?

Vittorio Gassman: dieci anni fa se ne andava il mattatore

martedì 29 giugno 2010 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Vittorio Gassman: dieci anni fa se ne andava il mattatore ROMA - È morto a 78 anni Vittorio Gassman, stamattina, nella sua casa di Roma. Il suo cuore non ha retto. Sono passati dieci anni da quando si leggeva su tutti i quotidiani della morte del mattatore. Con la scomparsa di Gassman se ne andava uno degli ultimi grandi attori della storia del cinema e del teatro italiano. Il mondo dello spettacolo era in lutto. Lui stesso una volta disse: “Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del padreterno. Non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me… che farete da soli?” Dieci anni sono passati da allora ma è come se Gassman fosse sempre stato presente attraverso la sua eredità che in occasione del decennale della sua scomparsa verrà messa a disposizione degli studiosi e degli appassionati. La Fondazione Vittorio Gassman e la famiglia dell’attore hanno deciso di rendere pubblici i materiali provenienti dall’archivio privato dell’attore. Manoscritti, copioni, lettere, interviste, appunti, fotografie e locandine che documentano la sua incredibile carriera saranno a portata di tutti presso il nuovo centro studi Casa Macchia. E mentre la Mostra del cinema di Venezia si prepara ad aprire i battenti il prossimo 1° settembre, giorno in cui l’attore avrebbe compiuto 88 anni, con il documentario di Giancarlo Scarchillli EVviva Gassman, noi celebriamo il mattatore con una selezione delle migliori battute tratte dai film di Monicelli, Risi e Scola.

Il re Leone

Il re Leone

* * * * -
(mymonetro: 4,20)
Un film di Roger Allers, Rob Minkoff. Con Jonathan Taylor Thomas, Matthew Broderick, Michele Kalamera, Moira Kelly, James Earl Jones.
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Genere Animazione, - USA 1994. Uscita 11/11/2011.
Vittorio racconta Gassman, una vita da mattatore

Vittorio racconta Gassman, una vita da mattatore

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,97)
Un film di Giancarlo Scarchilli. Con Vittorio Gassman, Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini.
continua»

Genere Documentario, Uscita 29/06/2011.

La vera vita di Antonio H.

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,75)
Un film di Enzo Monteleone. Con Giuliana De Sio, Ennio Fantastichini, Alessandro Haber, Federico Fellini, Vittorio Gassman.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1994. Uscita 02/09/1994.
Sleepers

Sleepers

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Barry Levinson. Con Kevin Bacon, Brad Pitt, Vittorio Gassman, Dustin Hoffman, Robert De Niro.
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Genere Drammatico, - USA 1996.
I soliti ignoti

I soliti ignoti

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,91)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Carla Gravina.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1958.
Filmografia di Vittorio Gassman »

giovedì 20 febbraio 2020 - Il film di Muccino ricorda molto C'eravamo tanto amati di Scola. Ma non è per forza una cattiva notizia.

Gli anni più belli: imitazione o ispirazione? È solo discrezione

Pino Farinotti cinemanews

Gli anni più belli: imitazione o ispirazione? È solo discrezione È importante l’approccio critico quando devi raccontare un’opera. Recensire un film è un’azione complicata, l’ho detto più volte: occorrerebbero tre interventi, uno secondo la cultura personale del recensore, che certo si suppone competente, l’altro mediando fra le trasformazioni del cinema nelle epoche, il terzo secondo il gradimento contemporaneo che privilegia certi contenuti e il target giovane. E non dimentico l’attenzione che, doverosamente, merita il mercato. 

Poi ci sono... chiamiamole predilezioni, o simpatie. Io detesto Von Trier e non amo Tarantino, ma c’è una larga fascia di pubblico e di specialisti che li apprezzano. Sul cinema italiano mi esprimo da tanto tempo con una didascalia: “Eravamo i più bravi del mondo, mentre adesso...”. 

Di fronte a un brutto film, estremo per volgarità e violenza, mi astengo dall’attribuire un voto: zero stellette. Però, nelle stagioni recenti ho rilevato una positiva evoluzione del nostro movimento che si esprime in titoli, nomi e riconoscimenti oltreconfine. 

Ho visto Gli anni più belli (guarda la video recensione), di Gabriele Muccino e l’ho trovato un bel film.

La mia attribuzione è di 3 stelle e mezzo. E mi capita davvero raramente per un film italiano. Sono andato a vedere le altre valutazioni, sempre in stellette: la media del pubblico è 2,63, quella della rassegna stampa 2,49, quella di MYmovies 3,5. Allineata dunque con la mia e… non succede sempre. Ho comunque rilevato che la forbice è stata molto larga. Da un gradimento molto alto e quello minimo di una stella. 

Da sempre affermo che niente è più discrezionale del cinema ma quella di una stella è una strana discrezione. Significa che guardi un’opera da una prospettiva particolare. “Particolare” significa con un’impostazione critica nel senso più rigoroso e severo, magari negativo. Ci deve essere qualcosa di personale. Uno specialista può scrivere 100 pagine a beatificare un film e un altro può scriverne altrettante a demolirlo. Ed entrambi saranno in grado di produrre argomenti credibili. Trattasi di discrezione, trattasi di cinema, appunto. 

E dunque puoi speculare: le ispirazioni possono diventare imitazioni, le riproposte, mancanza di idee nuove. Muccino si rifà a modelli accreditati e storicizzati, che hanno dettato, ai loro tempi, evasione, esempio e anche qualità. È vero che i tre protagonisti, Giulio (Favino), Paolo (Rossi Stuart) e Riccardo (Santamaria) li abbiamo già visti e rivisti e certo ricordano i loro omologhi Gianni (Gassman) Antonio (Manfredi) e Nicola (Satta Flores) di C’eravamo tanto amati di Ettore Scola. Ed è vero che la Gemma che fa Micaela Ramazzotti assomiglia alla Luciana di Stefania Sandrelli di quel film. Ma ... cosa c’è di male? 

Ed è anche vero che Muccino rifà la scena della fontana di Trevi. Ma a me non è parsa lesa maestà, ma un richiamo di estetica e di sentimento nostalgico e gradevole. E qui vale un’altra categoria di discrezione. In negativo ciò che ho detto sopra: “Muccino, imiti un grande bella forza...” In positivo: “Ma bravo Gabriele che ci hai fatto ricordare Scola.”

Un dato accreditato è che questa epoca fatica nelle idee e nella qualità. Sappiamo. E allora ecco certi artisti del passato in soccorso. Del resto cos’ha fatto il super valorizzato Sorrentino? Ha rifatto Fellini e ci ha persino vinto un Oscar, aggiungendolo ai 5 del maestro magico.  

   

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