Insospettabili sospetti

Film 2017 | Commedia +13 126 min.

Titolo originaleGoing in Style
Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata126 minuti
Regia diZach Braff
AttoriMorgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin, Ann Margret, Joey King, Matt Dillon Christopher Lloyd, John Ortiz, Peter Serafinowicz, Kenan Thompson, Katlyn Carlson, Richie Moriarty, Nancy Sun, Maria Dizzia, Josh Pais.
Uscitagiovedì 4 maggio 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,07 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Zach Braff. Un film Da vedere 2017 con Morgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin, Ann Margret, Joey King, Matt Dillon. Cast completo Titolo originale: Going in Style. Genere Commedia - USA, 2017, durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 4 maggio 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,07 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Insospettabili sospetti
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Nel film originale i tre vecchietti protagonisti sono interpretati da George Burns, Art Carney e Lee Strasberg. In Italia al Box Office Insospettabili sospetti ha incassato 444 mila euro .

Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,70
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un remake che innestando nell'idea di base tutte le problematiche contemporanee funziona perfettamente.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 26 aprile 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 26 aprile 2017

Tre amici di vecchia data - Willie, Joe ed Al - decidono di dare una scossa alle proprie vite da pensionati quando la banca utilizza il loro fondo pensione per coprire un'assicurazione aziendale. Disperati e pressati dal bisogno di pagare le bollette e sbarcare il lunario, i tre se la rischiano tutta, decidendo di rapinare proprio la banca che li ha defraudati.
C'era una volta Vivere alla grande di Martin Brest con George Burns, Art Carney e Lee Strasberg. C'è oggi questo film con tre grandi vecchi del cinema: Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin. I remake sono sempre un terreno scivoloso su cui avventurarsi perché implicano in chi ha visto l'originale inevitabili riferimenti e in chi non lo avesse visto la domanda implicita su dove sia finita la creatività se ci si deve rifare a ormai vecchi script.

Zach Braff aveva 4 anni quando il film di Brest raggiunse con successo il grande schermo. Non si può quindi dire che sia affetto da particolare nostalgia. Questo gli consente di evitare i rischi di cui sopra anche perché la sceneggiatura che gli offre Theodore Melfi è pienamente consapevole del tempo trascorso ed innesta nell'idea di base tutte le problematiche contemporanee.

Perché qui Wilie, Joe ed Al non sono più tre vecchietti che decidono di dare una svolta alla loro ormai monotona vita. Qui è una banca (e un sistema economico dietro di essa) che con lettere in buste di vario colore azzerano le loro vite truffandoli. Non è purtroppo una soluzione adatta solo per una buona sceneggiatura: si tratta di una realtà quotidiana negli Usa e non solo. Ecco allora che il buffo training in un supermercato messo in piedi dai nostri tre eroi per prepararsi al grande colpo non è più solo una sequela di gag ma diventa prologo ad un desiderio di rivalsa in cui tre Davide, a cui è stata sottratta la forma basilare di sussistenza, attaccano il loro Golia finanziario con la fionda della creatività. Non dev'essere stato semplice trovare gli attori giusti ma, anche da questo punto di vista, il film funziona.

Perché all'elegante ma talvolta impacciata presenza astuta di Joe/Michael Caine fa da contraltare il ruvido pessimismo di Al/Alan Arkin e nella posizione mediana diviene punto di equilibrio il sornione e sensibile nonno Willie/Morgan Freeman. Sono tre glorie del cinema che sanno come invecchiare senza svendersi a progetti dozzinali. Se poi a tutto ciò si aggiunge un Matt Dillon nei panni di un poliziotto non proprio furbissimo ci si può rendere conto di come il cinema americano, quando vuole, sappia valorizzare le risorse che ha ancora a disposizione. Senza doversi preoccupare ogni volta di essere un entertainment solo per giovani.

INSOSPETTABILI SOSPETTI
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 8 maggio 2017
Nanni

La chiave di volta di "Insospettabili sospetti", film impegnato e leggero, profondo e spiritoso allo stesso tempo è tutta qui:  "Prendersi cura dei più deboli è un dovere sociale". Così se la multinazionale scappa con la cassa della previdenza e la banca si accanisce  su correntisti insolventi, passare direttamente alla cassa con il mitra [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 maggio 2017
tmpsvita

 Sono andato a vederlo al cinema solo per poter vedere tre leggende (Michael Caine, Morgan Freeman e Alan Arkin) riunite in un solo film.  Ma, come mi aspettavo, è un enorme spreco: con degli attori come loro si poteva far un grande bel film e invece si sono accontentati di fare un remake banale, scontato e superficiale per famiglie e che potesse sicuramente andare bene al box [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 maggio 2017
Eugenio

Mettere insieme tre giganti del cinema come Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin non è cosa da poco. Se poi consideriamo che la pellicola in oggetto si rifà a un remake di un film diretto da Martin Brest e interpretato da George Burns, Art Carney eLee Strasberg, Vivere alla grande, allora la sensazione di un già visto contestualizzato alla figura del famoso terzetto poteva [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 maggio 2017
Flyanto

 Cosa possono fare tre persone anziane con problemi economici a cui la banca ha sottratto persino il proprio fondo pensione al fine di finanziare una compagnia di assicurazioni? Ovviamente rapinare la banca stessa ed è quello che prontamente mettono in atto i tre protagonisti di "Insospettabili Sospetti". Prendendo spunto da una rapina a cui uno di loro è stato costretto [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 maggio 2017
ANDREA GIOSTRA

“Avanti con stile”, sarebbe questa la traduzione letterale del titolo originale del bel film di Zach Braff. Ma che c’azzecca con “Insospettabili sospetti”? Boh? Comunque sia, il film del 2017 è un remake dello stesso titolo del 1979, “Going in Style” di Martin Brest, sceneggiato oggi dal bravo Theodore Melfi che riesce a rendere la narrazione contemporanea [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 maggio 2017
alberto

 Il soggetto del gruppetto di anziani tranquillo che decide di rapinare una banca per colmare le ingiustizie economiche è già scontato, se a questo si aggiunge una sceneggiatura priva di almeno una gag che funzioni, allora il risultato non può che essere insufficiente, anche con tre attoroni del calibro di Morgan Freeman, il giocherellone lontano dalla propria famiglia, Michael [...] Vai alla recensione »

martedì 9 maggio 2017
cardclau

Da sempre l'essere umano, per affrontare la dura vita e per mantenere accesa la fiaccola della speranza, si è servito del mondo fantastico delle favole. La costruzione delle vere favole è rigorosa, senza ambivalenze: l'eroe, che parte fortemente svantaggiato, in un ambiente forrtemente ostile, prendendo a quattro mani tutto il suo coraggio, affronta situazioni impossibili, e, [...] Vai alla recensione »

martedì 20 giugno 2017
pier delmonte

Il film si guarda sicuramente, per la simpatia dei protagonisti e la sceneggiatura senza tante pretese. Tre vecchietti che decidono di dare l’assalto ad una banca, ma chi ci crede! Quindi, niente catetere e forza nonnetti, siamo tutti con voi.

martedì 15 agosto 2017
Liuk!

Tre stelle del cinema messe insieme per sopperire ad una storia scontata e poco divertente. Un remake banale in cui si è puntato tutto sul cast, ma non basta. Lo consiglio solo per vedere gli ottimi attori ma complessivamente non è un prodotto sufficiente.

sabato 15 luglio 2017
hollyver07

Ciao. Nel panorama dei remakes questo film può accomodarsi tranquillo, tranquillo. Chiaramente non c'è da spellarsi le mani ma la pellicola è stata davvero ben realizzata e non si presta assolutamente a severe critiche (almeno nel mio piccolo...). Trama, scene e personaggi, scorrono ad un ritmo compassato ma lineare ed è un piacere osservare ed apprezzare tre big del [...] Vai alla recensione »

sabato 3 giugno 2017
Emanuele 1968

Sala discretamente piena, un caldo nella sala cinematografica, pensavo che fosse una mia impressione poi pero sentivo lamentele dietro le mie spalle, manca aria condizionata, fuori dalla sala si stava decisamente meglio, tra poco cominceranno le proiezioni all'aperto. Il film è molto dolce, strappa sorrisi, non risate, film per famiglia, equità sociale, amicizia, filosofia, e di buon [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 maggio 2017
elpiezo

 Vessati dal sistema monetario americano, tre arzilli vecchietti si improvviseranno rapinatori di banche. Una commedia agrodolce che punta tutto sulla verve dei suoi protagonisti, tra amicizia fraterna e voglia di rivalsa, un trio di vetuste glorie del cinema che reggono egregiamente il vivace ritmo tipico del prodotto entertainment.

domenica 7 maggio 2017
Lisa3

Uno spaccato di amara vita vera reso divertente e tenero dai tre magnifici protagonisti. Bravissimi anche i personaggi secondari che aggiungono una marcia in più alla storia. Sicuramente da vedere! 

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 8 maggio 2017
Marco Castelli, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

"Sono un eroe perché combatto per la pensione" cantava Caparezza, ed è su questo tema che il giovane regista Zach Braff declina la storia di tre simpatici vecchietti (interpretati da Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin) che provano, a causa del blocco delle loro pensioni, a sbarcare il lunario grazie ad una rapina in banca.
Insospettabili sospetti è un film che, senza particolari pretese autoriali ed anzi attingendo ai più vari stereotipi del genere (dal poliziotto stupido al criminale latinoamericano), lancia uno sguardo ironico e disincantato alla lotta che costringe le famiglie ad una resistenza quotidiana contro i numeri rossi sul conto corrente. I nemici principali sono i banchieri, visti come come persone pavide, essenzialmente incapaci, che - nuovi Azzeccagarbugli - giocano con i soldi dei clienti senza preoccupazioni etiche o morali. Loro alleati sono gli imprenditori, che esternalizzano e si dimenticano di pagare le pensioni e di pensare ai lavoratori, mentre i dirigenti aumentano i pagamenti agli azionisti. In mezzo restano i vessati uomini lamba, cittadini che pagano nella loro quotidianità l'ingordigia degli altri.

Si tratta di una storia che potrebbe essere ambientata in America come nel vecchio continente e nel resto del mondo, ma che in questo paese aumenta d'effettività per la ormai logora retorica del "sogno americano" fondamento delle prospettive della generazione degli oggi pensionati.

Declinato quell'orizzonte ideologico, questi ex-giovani si ritrovano quindi oggi a contare gli anni che li rimangono ed a recuperare le mitologie dei ladri buoni, che, Robin Hood contemporanei, provano a sopravvivere ad un sistema marcio, riprendendosi ciò che gli spetta e donando l'eccedenza in beneficenza ed al circolo delle bocce.

Emblema del declino delle libertà liberali americane è la "lotta per la casa" che viene rappresentata nel lungometraggio: se i protagonisti si trovano a dover condividere un appartamento o a rischiare di vedersi pignorata l'abitazione, al contrario la possibilità di una residenza di proprietà era parte integrante dell'ideale dell'autonomia del citizen. Simbolo di realizzazione personale, emblema d'indipendenza, la ricerca della casa di proprietà è stata così negli anni duemila il combustibile per la nascita della bolla economica dei derivati la cui esplosione ha messo in crisi per anni l'economia mondiale. I personaggi del film vivono in questo modo un dramma comune con infiniti loro concittadini, ma soprattutto soffrono quello che è un fallimento prima di tutto personale, più che economico: le "lettere rosse" della banca che annuncia il pignoramento diventano così facilmente confondibili con le "scarlet letter" segno d'infamia dell'America puritana.

Sarebbe interessante porsi una domanda (pur retorica): chi avrebbero votato i tre protagonisti del film, nelle elezioni americane (o nelle francesi)? Tra banchieri e imprenditori, nazionalisti e ripetitori di vecchi slogan, è questa classe operaia decaduta che, scegliendo il candidato per il quale ha la repulsione minore, ha fatto e farà ancora la differenza.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 4 maggio 2017
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Quasi 40 anni fa Martin Brest si era inventato una commedia singolare con tre pensionati del Queens che decidevano di darsi una botta di vita compiendo una rapina in banca. Tuttobene... fino a un certo punto. Ora i tempi sono cambiati. Zach Braff, autore di Insospettabili sospetti e più conosciuto come attore di serie tv che come regista, ha preso in mano la nuova sceneggiatura di Theodore Melfi (quello [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 maggio 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

1979: tre vecchietti rapinano una banca indossando maschere da Groucho Marx. Si intitola Vivere alla grande, alla regia Martin Brest, con George Burns, Art Carney e Lee Strasberg (ebbene sì: il mitico direttore dell'Actor's Studio). 2017: tre ottuagenari fanno la stessa cosa con le facce di gomma del Rat Pack (ma sembrano i Presidenti Usa di Point Break).

giovedì 4 maggio 2017
Claudio Trionfera
Panorama

Pensionati d'assalto con buoni motivi per azzannare la banca che, dopo il fallimento della fabbrica dove hanno lavorato 30 anni, s'appropria dei loro sudati risparmi. Tre pensionati intepretati dai premi Oscar Alan Arkin, Morgan Freeman e Michael Caine, che sono Albert, Willie e Joe nel film Insospettabili sospetti di Zach Braff. Come riuscire a sbarcare il lunario e al tempo stesso assaporare la vendetta? [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 maggio 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Willie (Morgan Freeman), Joe (Michael Caine) e Al (Alan Arkin) sono tre amici di vecchia data in pensione: qualche acciacco, ancora tanta ironia ma anche seri problemi economici. La situazione peggiora quando la loro banca ne utilizza il fondo pensione per coprire un'assicurazione aziendale: beffati e truffati, i tre non domi vecchietti progettano il colpo della vita.

giovedì 4 maggio 2017
Fulvia Caprara
La Stampa

Nel magnifico trio di attempati moschettieri che anima «Insospettabili sospetti», remake di «Vivere alla grande», girato da Martin Brest nel 1979, Michael Caine svetta per la grazia speciale con cui sa essere tenero e sprezzante, ironico e malinconico, elegante e strafottente. Caratteristiche che gli stanno attaccate alla pelle, e lo rendono, ancora adesso, un ragazzo irresistibile nato nel 1933 e [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 maggio 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Remake di Vivere alla grande, questo Insospettabili sospetti trova forza, principalmente, nella bravura dei tre protagonisti, capaci di cavarsela con dignità anche in situazioni di sceneggiatura non propriamente azzeccate. Qui, nei panni di tre anziani amici, privati della loro già misera pensione, decidono di rapinare una banca, per riprendersi ciò che spetta loro.

NEWS
TROVASTREAMING
venerdì 6 ottobre 2017
 

Tre amici di vecchia data - Willie, Joe ed Al - decidono di dare una scossa alle proprie vite da pensionati quando la banca utilizza il loro fondo pensione per coprire un'assicurazione aziendale. Disperati e pressati dal bisogno di pagare le bollette [...]

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