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Non lasciarmi |
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Un film di Mark Romanek.
Con Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Isobel Meikle-Small, Ella Purnell.
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Titolo originale Never Let Me Go.
Drammatico,
durata 103 min.
- USA, Gran Bretagna 2010.
- 20th Century Fox
uscita venerdì 25 marzo 2011.
MYMONETRO
Non lasciarmi
valutazione media:
3,55
su
86
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Storia ambientata in una realtà in cui alcuni ragazzi sfortunati vengono messi al mondo ed allevati per fornire riserve di organi.
![]() Forte e colmo di speranza, il ritratto di un'umanità costretta all'aridità emotiva |
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Andreina Sirena
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Kathy H. è una badante che affianca i pazienti durante le donazioni degli organi. In un lungo flashback ricorda l'infanzia e l'adolescenza trascorse nel college inglese di Hailsham, l'amicizia con Ruth e l'amore per Tommy. Durante quegli anni i protagonisti vennero informati da una tutrice che il loro destino era già stato pianificato.
Kathy si presenta con l'iniziale del suo cognome: ‘H'. Questa mutilazione anagrafica (oltre che citazione kafkiana) prefigura già una privazione dell'identità. I tre protagonisti non accenneranno mai ad un'origine o ad un legame di parentela. Vivono questa condizione di orfani, assuefatti alla grigia e silente crudeltà di Hailsham, un college mengheliano che li riduce a polli da batteria per servire il progresso scientifico. Sono creature che non diranno mai ‘io'.
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Pietà per i cloni
venerdì 14 gennaio 2011
di Paola Di Giuseppe
Non lasciarmi (Never Let Me Go), diretto da Mark Romanek, nasce dal romanzo omonimo del 2005 di Kazuo Ishiguro, già autore di Quel che resta del giorno, diventato film nel ’93 per mano di Ivory. Presentato nell’ottobre 2010 al London Film Festival, uscirà nelle sale a marzo. I protagonisti Carey Mulligan, Keira Knightley e Andrew Garfield recitano in stato di grazia, soprattutto la Mulligan, guidati da una regia abile che traduce una materia così a rischio di enfasi e sovradosaggio emotivo in continua » |
Non lasciarmi (andare al cinema)
lunedì 28 marzo 2011
di critika.altervista.org
C’erano una volta un gruppo di esseri umani clonati a partire da altri, allevati in posti isolati per diventare riserve di organi freschi e pulsanti, pronti per essere sacrificati a vantaggio dei malati del mondo. Lo stesso spunto fu impiegato qualche anno fa in un film d’azione fantascientifico piuttosto riuscito nel genere: “the Island”. Quello stimolava il pensiero più di questo trhiller-dramma che in realtà non è né una cosa né l’altra. continua » |
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In attesa che il ciclo si compia...
lunedì 18 aprile 2011
di Writer58
"Quello di cui non sono sicura è che le nostre vite siano tanto diverse da quelle delle persone che salviamo...tutti completiamo un ciclo...forse nessuno ha compreso veramente la propria vita, né sente di aver vissuto abbastanza". Queste le parole finali della protagonista, questo è il senso del film. Un film potente e doloroso, la cui forza si esprime attraverso atmosfere minimali,una recitazione misurata e i volti precocemente invecchiati dei protagonisti. Al di là della storia narrata (in continua » |
Toccante
domenica 27 marzo 2011
di gumbus
Il film sposta di lato dolcemente e insesorabilmente lo spettatore, e mostra quegli angoli di realtà negati e trascurati dallo sforzo di affermazione. Non toglie, ma aggiunge grazia alla grazia, critica alla critica, sublime al sublime, tempo al tempo. La vera falsa vita e la falsa vera vita si cercano senza volersi. Una forma all'anima. Impossibile, grande. continua » |
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| Kathy | |
| "Sono passate due settimane da quando l'ho perduto...vengo quì e immagino il luogo dove sia raccolto tutto ciò che ho perso fin dagli anni dell'infanzia. Se fosse così, non faccio altro che ripeterlo, forse, in fondo al campo,all'orizzonte, apparirebbe una figura...dapprima minuscola e poi sempre piu grande...fino a che non riconoscerei Tommy...Tommy che mi saluta, che mi chiama...ma non voglio che la fantasia prenda il sopravvento, non posso permetterlo. Continuo a ripetermi che comunque sono stata fortunata a passare del tempo con lui, quello di cui non sono sicura che le nostre vite siano tanto diverse da quelle delle persone che salviamo...tutti completiamo un ciclo...forse nessuno ha compreso veramente la propria vita, nè sente di aver vissuto abbastanza". | |
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| Kathy H | |
| "Forse nessuno ha compreso la propria vita, nè sente di aver vissuto abbastanza." | |
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| Kathy (Carey Mulligan) | |
| "Non avrei mai immaginato che le nostre vite, fino ad allora così intrecciate, potessero distanziarsi tanto rapidamente. Se l'avessi saputo prima, le avrei tenute più strette, senza permettere a forze invisibili di separarci..." | |
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DVD | Non lasciarmiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 20 luglio 2011
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SOUNDTRACK | Non lasciarmiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da giovedì 28 ottobre 2010
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APPROFONDIMENTI | Non lasciarmi esplora i possibili turbamenti dei giovani corpi-involucro.Opinioni di un clone
mercoledì 23 marzo 2011 - Edoardo Becattini
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LIBRI | Il romanzo di Kazuo Ishiguro che ha ispirato il film omonimo con Keira Knightley.Il libro
sabato 26 marzo 2011 - Fabio Secchi Frau
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NEWS | Usciti i character poster di Ruth, Kathy e Tommy.Non ti vede in quel modo
sabato 4 settembre 2010 - Marlen Vazzoler
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GALLERY | Prime immagini del dramma diretto da Mark Romanek.Dovevamo vedere se possedete un'anima
venerdì 13 agosto 2010 - Marlen Vazzoler
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GALLERY | Il nuovo film di Kiera Knightley.Prime immagini dal set
lunedì 27 aprile 2009 - Marlen Vazzoler
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Nel collegio-lager ragazzi allevati come pezzi di ricambio
di Natalia Aspesi La Repubblica
Bambini come gli altri, ma non proprio: quelli che crescono chiusi nel cupo dickensiano collegio di Haisham, non hanno genitori ma non sono orfani, e al posto del cognome hanno solo una lettera dell' alfabeto come personaggi kafkiani: non sanno da chi e da dove vengono, i loro ricordi non hanno passato, il loro presente è chiuso tra le stanze e i campi e il giardino del grande vecchio collegio oltre alle cui siepi non si sono mai avventurati. Anche il futuro, come il mondo di fuori, è oscuro, forse non esiste e certo non appartiene a loro: altri l' hanno programmato, secondo i progressi della scienza, e loro non potranno cambiarlo ma solo subirlo. » |
Nati senza futuro
di Paola Casella Europa
È fondamentalmente un film di atmosfera, questo adattamento cinematografico del best seller di Kazuo Ishiguro Non lasciarmi: un’atmosfera rarefatta e sospesa che può incantare o esasperare lo spettatore, ma che corrisponde perfettamente al contenuto del film, non facile da assimilare né da digerire. Quel che infatti sembrerebbe nelle prime scene l’ennesima storia di formazione di tre ragazzini in un college inglese repressivo, con tanto di triangolo amoroso, si trasforma repentinamente in un horror fantascientifico ambientato in un presente parallelo e molto più vicino alla realtà di quanto avremmo potuto sospettare. » |
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Nel college dei cloni l'amore non basta
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
I bambini sono bellissimi, il coro impeccabile, la preside Charlotte Rampling, dritta e severa nel suo tailleur di tweed, emana autorità e insieme fiducia. E allora perché ci assale una tristezza che non ci lascia fino alla fine? Lo capiamo qualche scena dopo, quando una maestra coraggiosa spiega agli increduli allievi di Hailsham che cosa faranno da grandi. Faranno i “donatori”, ovvero inizieranno appena adulti a cedere i loro organi a qualcuno più bisognoso (e facoltoso, pare di capire) di loro. » |
“Non lasciarmi” questi cloni commuovono fino alle lacrime
di Gianni Rondolino
Tre sono le date, tre i luoghi, tre gli episodi, tre i personaggi: così è costruito narrativamente e drammaturgicamente il film di Mark Romanek Non lasciarmi, tratto dal romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro. Un film che inizia e si conclude con l’immagine triste e commovente di Kathy H, la giovane non ancora trentenne che, dopo aver assistito alla morte dell’amico e amante Tommy e dell’amica Ruth, avrà ancora poco tempo prima di morire anch’essa. È una storia, come si sa, a dir poco angosciante, dal momento che i personaggi hanno, e sanno di avere, una vita breve, essendo dei cloni fatti nascere e crescere al solo scopo di donare in età matura alcuni organi a persone malate di cancro o di altre malattie mortali. » |
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