La dolorosa ricerca di una madre naturale raccontata senza falsi buonismi da Miller padre e figlio
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Claude Miller, Nathan Miller
con Christine Citti, Vincent Rottiers, Yves Verhoeven, Sophie Cattani, Françoise Gazio.
Genere Drammatico
produzione Francia,
2009.
Durata 90 minuti circa.
"La nostra identità è un vestito le cui forme sono state disegnate dalla nostra infanzia". Così dice Claude Miller interrogandosi su cosa accada quando questa infanzia sia stata invece negata. Thomas è stato abbandonato dalla madre. Insofferente della famiglia adottiva, il ragazzo va alla ricerca della donna per anni e, quando la incontra, comincia una vita parallela al suo fianco senza prevederne il fatale epilogo. Esordio del figlio del regista, Nathan, il film rivela un giovane talento: Vincent Rottiers. Da un fatto di cronaca narrato da Emmanuel Carrère.
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L'amore e il sesso secondo Signe Baumane
Regia di Signe Baumane
Genere Animazione
produzione Lettonia, Italia,
2009.
Durata minuti circa.
La serie Teat Beat of Sex si compone di 15 fulminanti shorts sull’amore e il sesso e sarà presentata integralmente a Venezia: gli otto episodi inediti prima dei film, gli altri in una serata speciale sullo “schermo sotto le stelle”. Signe Baumane è una delle artiste più celebrate dell’animazione internazionale. Negli ultimi anni è stata protagonista in concorso al Sundance e alla Berlinale. Illustratrice di libri per l’infanzia, animatrice teatrale, autrice di oggetti e installazioni esposte in gallerie d’arte, compagna di lavoro di Bill Plympton, con sei film e innumerevoli shorts alle spalle, la regista ha vinto moltissimi premi nei maggiori festival.
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Un'opera seconda che riesce a sostenere brillantemente una doppia struttura narrativa
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Jesper Ganslandt
con Lennart Andersson, Lena Carlsson, Samuel Haus, Niclas Gillis, Thore Flygel, Anders Johannisson, Françoise Joyce, Sean Pietrulewicz, Eva Rexed, Olle Sarri.
Genere Drammatico
produzione Svezia,
2009.
Durata 70 minuti circa.
La seconda pellicola di Jesper Ganslandt è una disturbante e ansiosa discesa nell'inferno. Il film comincia con un uomo che si risveglia in un ambiente non famigliare, solo per scoprire che la vita che conosceva fino al giorno prima è scomparsa.
L'amore visto dagli occhi degli omosessuali per sottolineare l'universalità del sentimento
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Stefano Consiglio
Genere Documentario
produzione Italia,
2009.
Durata 75 minuti circa.
Cosa vuol dire vivere la normalità, la felicità scandalosa dell’amore sapendolo “diverso” solo agli occhi della consuetudine sociale? L’amore di coppia che Stefano Consiglio ha cercato in tutta Europa parla con la semplicità dei bambini, le colorate animazioni di Ursula Ferrara, la voce di Luca Zingaretti, l’evidenza di storie che tutti vorremmo vivere.
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Una solida produzione di genere carcerario che riesce bene a coniugare argomenti politici e logica di intrattenimento spettacolare
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Daniel Monzón
con Luis Tosar, Alberto Ammann, Antonio Resines, Marta Etura, Carlos Bardem, Manuel Morón, Luis Zahera, Vicente Romero, Fernando Soto, Jesús Carroza, Félix Cubero, Manolo Solo, Joxean Bengoetxea, Juan Carlos Mangas, David Selvas, Patxi Bisquert, Xosé Manuel Olveira 'Pico', Hilario Pino, Antonio Durán 'Morris', Jesus Del Caso, Suso Lista, Pedro Piqueras, Xavier Estévez.
Genere Azione
produzione Francia, Spagna,
2009.
Durata 110 minuti circa.
Per fare buona impressione nel carcere dove ha appena trovato lavoro come secondino, Juan Oliver si presenta con un giorno d'anticipo sul primo turno di guardia. Durante la visita al braccio di massima sicurezza, un frammento di intonaco cade dal soffitto e lo colpisce sulla testa. In attesa di poterlo soccorrere, gli altri guardiani lo distendono temporaneamente nell'unica cella libera, la numero 211. In quello stesso istante, ha però inizio una rivolta organizzata dal carismatico detenuto Malamadre, che costringe il giovane guardiano inesperto a improvvisarsi credibile galeotto per riuscire a sopravvivere alla situazione e riabbracciare la moglie al sesto mese di gravidanza.
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Uno sguardo privo di retorica sul tema dell'emigrazione
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Goran Paskaljevic
con Nebojsa Milovanovic, Jelena Trkulja, Josef Shiroka, Mirela Naska, Bujar Lako, Yllka Mujo, Fabrizio Buonpastore.
Genere Drammatico
produzione Albania, Serbia,
2009.
Durata 95 minuti circa.
Prima produzione firmata insieme da Albania e Serbia, è un film sulla "maledizione del Kosovo", su due coppie di giovani sposi in cerca di libertà, sul paradosso di frontiere che sembrano spalancate e sono invece trappole micidiali, che siano quella ungherese o il porto di Bari. Il grande regista di La Polveriera firma un ritratto corale dei nostri tempi che coinvolge il suo paese, le ataviche rivalità dei Balcani, l’Italia e l’Europa. L’opera più personale, emozionante, feroce di un ostinato e solitario maestro che crede agli uomini più che ai passaporti.
Le contraddizioni del nostro mondo e della società dell'immagine
Regia di Sherry Horman
con Liya Kebede, Sally Hawkins, Craig Parkinson, Meera Syal, Anthony Mackie, Juliet Stevenson.
Genere Biografico
produzione Gran Bretagna, Germania, Austria,
2009.
Durata 120 minuti circa.
La straordinaria vita di Waris Dirie, ragazza nomade nel deserto somalo, top model braccata dal successo, ambasciatrice all’Onu per i diritti delle donne. Il film costruisce intorno alla sua figura un colorato affresco delle contraddizioni del nostro mondo e della società dell’immagine, mescolando i modelli narrativi del dramma sociale e della commedia sofisticata. Per riassumersi in un intenso ritratto femminile grazie all’esordio sullo schermo della bellissima Liya Kebede. Oggi Waris Dirie è il simbolo della campagna contro l’infibulazione delle donne africane e della violenza contro di loro.
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Valerio Jalongo si interroga sulla crisi del cinema italiano ma non fornisce risposte convincenti
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Valerio Jalongo
Genere Documentario
produzione Italia,
2008.
Durata 78 minuti circa.
Come sta il cinema italiano? Male, ma perché? Dopo cinque anni di interviste, incontri, vicende esemplari, questo film mette in scena la tragicommedia del nostro tempo, della memoria perduta, della cultura svilita, della solitudine d’artista. Ne nasce un racconto erratico, libero, capace di affiancare l’inchiesta alle storie private. Lo sguardo è disincantato, il tono lieve, a tratti comico. La realtà meno…
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L'obesità come metafora delle cose che ingoiamo ogni giorno e ci appesantiscono l'esistenza
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Daniel Sánchez Arévalo
con Antonio de la Torre, Raul Arevalo, Fernando Albizu, Pilar Castro, Roberto Enrìquez, Leticia Herrero.
Genere Commedia
produzione Spagna,
2009.
Durata minuti circa.
Seconda prova dell'autore di Azuloscurocasinegro, autentico "caso" sul male dei nostri tempi: l'obesità. Una commedia trasgressiva ed "eccessiva" su un gruppo di XXL in cerca di redenzione. Un racconto di insicurezze, fobie, drammi, errori, vergogne, speranze, concessioni, amore, sesso, salute e famiglia. Insomma un film politicamente più che scorretto sulla sopravvivenza… nel senso più "ampio" del termine.
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Il racconto antiretorico di un gruppo di clandestini maghrebini all'inseguimento del 'sogno spagnolo'
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Merzak Allouache
con Nabil Asli, Seddik Benyagoub, Mohamed Takerret, Lamia Boussekine, Okacha Touita, Samir El Hakim.
Genere Drammatico
produzione Algeria, Francia,
2009.
Durata minuti circa.
Gli "harragas" (termine spagnolo d’origine araba) sono coloro che bruciano i documenti (e le frontiere). Sono i clandestini del mare che dalle coste del Maghreb cercano una vita migliore in Spagna. Il più grande regista algerino racconta l’odissea di un gruppo di giovani che tentano la sorte, da una parte all’altra del mare, segnati dal suicidio di uno di loro. Nel composito equipaggio si rintracciano le differenze e i volti dell’Algeria di oggi, un paese sospeso fra tradizione e trasformazione, tolleranza e conflittualità.
Sempre ben sopra le righe, l'horror dei due esordienti francesi declina l'assedio degli zombie in un divertimento autocompiaciuto
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Yannick Dahan, Benjamin Rocher
con Claude Perron, Jean-Pierre Martins, Eriq Ebouaney, Aurélien Recoing, Doudou Masta, Antoine Oppenheim, Jo Prestia, Yves Pignot, Alain Figlarz, Laurent Demianoff, Sébastien Peres, Adam Pengsawang, Stéphane Orsolani, Ali Karamoko, Maud Heywang.
Genere Horror
produzione Francia,
2009.
Durata 90 minuti circa.
Nella banlieue parigina, quattro poliziotti corrotti decidono di vendicare un amico assassinato da un gruppo di delinquenti che si rinchiudono in un edificio popolare abbandonato. Appena giunti sul posto, la vendetta personale dei poliziotti si trasforma in un incubo. Intrappolati dal nemico, si aspettano di venire uccisi da un momento all’altro, quando accade l’impensabile: orde di creature sanguinarie assediano il palazzo e li attaccano con rara violenza. Rifugiati sul tetto, i sopravvissuti scoprono sbigottiti che il mondo è piombato nel caos. Centinaia di cadaveri formano una massa informe nelle strade che si estende fino all’orizzonte, rivelando una capitale incendiata. Soli e feriti, nutriti da un odio reciproco, poliziotti e malviventi non hanno altra scelta che unire le forze e tentare di sopravvivere. Li attendono 13 piani devastati. 13 piani invasi da creature voraci.
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Intrecci di esistenze in prigione
Regia di Léa Fehner
con Reda Kateb, Farida Rahouadj, Julien Lucas, Vincent Rottiers, Pauline Etienne, Marc Barbè.
Genere Drammatico
produzione Francia,
2009.
Durata 119 minuti circa.
Nel parlatorio di una prigione francese le vite di un gruppo di uomini e donne si sfiorano fino ad influenzare i destini reciproci. La madre di un algerino ucciso, il sosia casuale di un pericoloso pregiudicato, la ragazza di un giovane ribelle, un medico dal finto cinismo, la sorella di un assassino: un’ora di tempo per saldare i conti con la vita, nelle mille facce della moderna società del malessere.
Alda Merini: ritratto senza filtro
Consigliato: No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Cosimo Damiano Damato
con Alda Merini, Mariangela Melato.
Genere Documentario
produzione ,
2009.
Durata 72 minuti circa.
Girato in presa diretta nella casa milanese di Alda Merini, in questo film la poetessa dei Navigli si abbandona ad un racconto che mette letteralmente a nudo la sua anima. Un dialogo privato che rivela gli angoli più segreti e nascosti, la sua sapienza antica e il suo candore. La Merini viene raccontata dal giovane regista Damato grazie ad un canovaccio che affronta i temi della poesia, del misticismo, della seduzione e della musica, una rivelazione che non censura il dolore familiare e l'esperienza del manicomio.
Commedia aspra e pungente di critica sociale
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Alex Van Warmerdam
con Marlies Heuer, Annet Malherbe, Eva van de Wijdeven, Gene Bervoets, Gijs Naber, Marwan Kenzari, Alex Van Warmerdam.
Genere Drammatico
produzione Paesi Bassi,
2009.
Durata 90 minuti circa.
Scene di lotta di classe in riva al Mare del Nord o attesa per un nuovo Angelo Sterminatore? Sul registro di un surrealismo personale e inconfondibile si snoda la nuova commedia, aspra e pungente, del regista di film molto amati dalla critica come Abel, Il vestito, Waiter che prosegue qui la sua ricerca di linguaggio e critica sociale. Nella sua grande casa dietro le dune la tirannica Emma aspetta la fine esasperando domestici e parenti per spingerli ad una paradossale rivolta. Nel teatro della crudeltà vince chi opprime o chi pensa di ribaltare le regole del gioco?
Presentato nella selezione ufficiale del Toronto Film Festival e "Miglior Film Europeo" alla Mostra del Cinema di Venezia (Giornate degli Autori), The Last Days of Emma Blank dell'olandese Alex Van Warmerdam è il nuovo appuntamento su MYMOVIESLIVE!. Il film, in programmazione fino al 19 febbraio tutte le sere alle ore 21.30, sarà presentato insieme ad altri due lavori precedenti dello stesso regista: The Dress (1996 - Premio Fipresci a Venezia) e Abel (1986 - Miglior regia al Dutch Film Critics Award). I tre film si alterneranno nel corso delle due settimane nelle sale multiple LIVE!CINEMAUNO e LIVE!CINEMADUE. Scopri i dettagli della programmazione e scegli il tuo posto su MYMOVIESLIVE!
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De Sica, che non aveva paura di passare da un personaggio all’altro ed è sempre rimasto fedele a se stesso
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Mario Canale, Annarosa Morri
Genere Documentario
produzione Italia,
2009.
Durata minuti circa.
A 70 anni dal suo primo film (Rose scarlatte, 1939) e 35 dalla morte, Vittorio De Sica resta un gigante celebrato, talvolta dimenticato, forse paradossalmente sconosciuto del nostro cinema. In ombra è scolorata la sua prorompente umanità, la sua versatilità d’attore, la sua intransigenza d’autore. A raccontarlo in questo ritratto per tanti versi inedito e diverso, oltre ai figli Emy, Christian, Manuel, sono artisti come Allen, Eastwood, Landis, Loach, Monicelli.
Cronaca agrodolce di una famiglia argentina sull'orlo di una crisi di nervi
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Adrián Caetano
con Natalia Oreiro, Lautaro Delgado, Mex Urtizberea, Milagros Caetano, Mónica Ayos.
Genere Commedia
produzione Argentina,
2009.
Durata 80 minuti circa.
La storia di Mariana. Figlia di genitori separati che vivono però sotto lo stesso tetto. Il padre di Mariana (Carlos) paga regolarmente l’affitto alla sua ex moglie (Cristina). Essendo i due però separati, i litigi sono continui e costanti. Mariana ascolta e silenziosa protegge le sue orecchie con un paio di cuffie, al riparo da grida e dolori.
Dalla parte delle bambine nell’Italia dei tardi anni Sessanta
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Paola Sangiovanni
Genere Documentario
produzione Italia,
2009.
Durata 85 minuti circa.
Si chiamano Alessandra, Liliana, Marina e Maria Paola. Erano adolescenti negli anni ’60, ragazze nel decennio successivo quando il Movimento parlò al femminile. Le loro vite pubbliche e private - dal palcoscenico alle radio libere, dai collettivi femministi alle manifestazioni di piazza - si sono intrecciate con la Storia e l’utopia dell’Italia di allora. Che non è solo un ricordo in bianco e nero.
Un viaggio attraverso gli Stati Uniti tra misticismo indiano e noia
Consigliato: Assolutamente No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Sterlin Harjo
con Casey Camp-Horinek, Richard Ray Whitman, Jon Proudstar, Aaron Riggs, Marcus Frejo, Laura Spencer.
Genere Drammatico
produzione USA,
2009.
Durata 81 minuti circa.
L'orgoglio e la fine delle nazioni indiane Seminole e Crow così come dell’incontaminato Oklahoma, la Terra degli Uomini Rossi (in lingua Ponca). Frankie vuole lasciare l'ospedale - prima di morire – per ritrovare figlia e nipote e chiedere loro perdono. Ricorre all’aiuto di Irene, la donna che in passato lo ha amato. Un road movie nostalgico e sorprendente che scorre tra paure, speranze, rancori sopiti sotto gli occhi di una natura antica che assiste impassibile. Prodotto con il sostegno del Sundance Institute.
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Francesco Rosi
con Alberto Sordi, Belinda Lee, Renato Salvatori, Nino Vingelli, Aldo Giuffré, Pasquale Cennamo, Aldo Bufi Landi, Nino Di Napoli, Linda Vandal, Josef Dahmen, Else Knott, Salvatore Cafiero, Carmine Ippolito, Ubaldo Granata.
Genere Drammatico
produzione Italia,
1959.
Durata 107 minuti circa.
In Germania, un gruppo di napoletani tenta di instaurare il monopolio della vendita di stoffe. Un gruppo concorrente di esuli polacchi crea mille difficoltà obbligando gli italiani a fare e disfare alleanze e accordi con un ricco industriale tedesco. Tra tanti affari, una storia d'amore tra la bella moglie di Mayer e Mario, giovane operaio. I due, comunque, si lasciano quando Mario decide di abbandonare tutto e tornare in Italia.
Una ri-lettura dell'opera di Antonia Pozzi, poetessa che morì suicida, nel 1938, giovanissima
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Marina Spada
con Elena Ghiaurov, Carlo Bassetti, Enrica Chiurazzi, Marco Colombo Bolla.
Genere Drammatico
produzione Italia,
2009.
Durata 50 minuti circa.
Lo sguardo umbratile e moderno dell’autrice di Come l’ombra si ferma oggi sulla giovinezza della poetessa e fotografa Antonia Pozzi, che si lasciò morire il 3 dicembre del 1938, all’indomani delle leggi razziali in una Milano nevosa e gelida. La sua memoria perduta rivive oggi grazie ai poeti di strada che credono alla forza di un verso, di un pensiero capaci di segnare il mondo.
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