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Li Gong

Li Gong è un attore, è nato il 31 dicembre 1965
Nel 1992 ha ricevuto il premio come coppa volpi migliore interpretazione femminile al Festival di Venezia per il film La storia di Qiu Ju. Li Gong ha oggi 56 anni ed è del segno zodiacale Capricorno.

Il fascino discreto della Cina

A cura di Fabio Secchi Frau

Forse è sbagliato considerare l'attrice cinese Gong Li una specie di ciò che Sophia Loren è per l'Italia, Catherine Deneuve è per la Francia e Penelope Cruz per la Spagna. Ma c'è da ammettere che siamo di fronte siamo a un'interprete il cui amore per il cinema e per l'arte della recitazione sembra esistere più che mai, come fuoco vivo dentro le sue vene. È lei la diva e il volto di quel cinema generazionale di registi orientali che hanno letteralmente conquistato l'Occidente negli anni Novanta. È lei l'icona di quei mutamenti cinematografici che hanno trasformato sotto i nostri occhi l'immagine del misterioso paese del Sol Levante, svelandone i segreti e la storia. Lei è l'oggetto della nostra passione: lei che disinnesca, con il suo fascino discreto, le nostre armi, senza mai perdere quell'essenza di celestialità che ne ha fatto un grande nome.
Nata a Shenyang, ma cresciuta a Jinan, figlia di un professore di economia, Gong Li aveva una propria e vera passione per la musica fin da bambina, sognando, infatti, per il suo futuro, la carriera di cantante e non tanto quella dell'attrice. Ma dopo essere stata rifiutata a una scuola di musica, nel 1985 viene ammessa alla Central Drama Academy a Beijing, dove si laurea nel 1989.
Fu durante i suoi ultimi anni da studentessa, e più esattamente nel 1987, che venne notata dall'ancora sconosciuto regista Zhang Yimou, il quale la inserì nel cast di Sorgo Rosso, nel ruolo della giovanissima e bella Nove Fiori. Da quel momento in poi il suo nome e quello del regista saranno inscindibili (anche perché legati da una relazione amorosa). Lei sarà infatti l'abituale protagonista delle sue pellicole e lui il suo pigmalione. Una lunghissima serie di film che vanno dall'inedito (almeno in Italia) Daihao meizhoubao all'intenso Ju Dou, dove l'attrice disegna il ritratto di una perdente umiliata e ferita, ma allo stesso tempo combattiva, fino al capolavoro per eccellenza, Lanterne Rosse.
Gong Li matura professionalmente e perfino l'Occidente si china di fronte alla sua bravura, consegnandole, nel 1992, la Coppa Volpi come miglior attrice al Festival di Venezia, per il suo ruolo nel film La storia di Qiu Ju. Un altro autore, che contribuirà alla sua grandezza, sarà Chen Kaige che la sceglie per uno dei suoi film più vivi e malinconici: Addio, mia concubina. Ma Gong Li non tradisce il suo primo amore e continua a essere la musa ispiratrice di Yimou recitando prima in Vivere! e poi ne La triade di Shangai dove interpreta Bijou, una capricciosa diva da cabaret. Ma la fine del loro idillio, nel 1995, segna anche la fine della loro collaborazione. Questa Galatea cinese sceglie un'altra strada e sposa, il 15 febbraio 1996, il suo attuale marito, l'imprenditore di tabacco Ooi Wei Ming.
Osannata da tutto il mondo per la sua bellezza, non sfugge all'occhio fulgido di L'Oreal che la sceglie come testimonial e nel 1996, ritorna davanti all'obiettivo di Chen Kaige in Le tentazioni della luna. Continua instancabile il suo lavoro, facendo la spola fra l'Europa, la Cina e l'America e, nel 1998, le viene conferito dal governo francese il titolo di "Officier des Arts et Lettres" per il suo contributo artistico dato al cinema, mentre i Red Hot Chili Peppers, in maniera molto meno ufficiosa, scrivono addirittura una canzone su di lei: "Gong Li".
L'anno dopo, è nel kolossal storico L'imperatore e l'assassino, sempre per la regia di Kaige, dove appare sfregiata da una ferita, ma ugualmente stupenda. E, dopo numerosi film in patria e in occidente, la ritroviamo in 2046, film di Wong Kar-Wai, ideale seguito di In the Mood for Love. Lo stesso anno, sempre per lo stesso regista, emerge nell'episodio "La mano" del film corale Eros, dove è Miss Hua, una raffinata prostituta di cui un sarto si innamora perdutamente.
Con il nuovo millennio, si delineano nella sua carriera una nuova fila di ruoli da interpretare, molti di questi connotati da un lato oscuro e malefico dell'animo umano: è la perfida geisha Hatsumomo (il personaggio migliore in tutto il film) ne Memorie di una geisha di Rob Marshall; il brivido caldo Isabella in Miami Vice di Michael Mann e anche sensuale zia, Lady Murasaki, di un giovane Hannibal Lecter in Hannibal Lecter - Le origini del male (2007). Poi un felice e nuovo ritrovarsi con Zhang Yimou che la sceglie per il ruolo dell'Imperatrice nel wuxia La città proibita (2007) e ancora per quello della protagonista del recente Lettere di uno sconosciuto (2014).
Fra i nuovi progetti, un film con il suo ex compagno, Yimou. È opinione comune che il cinema mondiale non possa fare a meno di Gong Li, di quel suo modo di confondere le tracce, di una recitazione dove la distinzione fra farsa e realtà sparisce, come cancellandosi o annullandosi. Soffrirebbero tutti la mancanza di quel suo modo di recitare, così differente e metodico, perfetto e ricercato, eppure così libero. Ecco, quello che è Gong Li, il volto libero dalla censura della Cina.

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