2046

Film 2004 | Fantascienza 120 min.

Anno2004
GenereFantascienza
ProduzioneCina
Durata120 minuti
Regia diWong Kar-wai
AttoriChen Chang, Maggie Cheung, Kimura Takuya, Carina Lau, Tony Chiu-Wai Leung, Faye Wong Logan Bey, Ziyi Zhang, Li Gong.
Uscitavenerdì 29 ottobre 2004
TagDa vedere 2004
MYmonetro 3,77 su 45 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wong Kar-wai. Un film Da vedere 2004 con Chen Chang, Maggie Cheung, Kimura Takuya, Carina Lau, Tony Chiu-Wai Leung, Faye Wong. Cast completo Genere Fantascienza - Cina, 2004, durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2004 - MYmonetro 3,77 su 45 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Uno scrittore è autore di un misterioso romanzo in cui ci si reca al 2046 per trovare i ricordi perduti. Nessuno è mai tornato da questo luogo tranne lui. In Italia al Box Office 2046 ha incassato 823 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,77/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,78
CONSIGLIATO SÌ
Un film in cui un numero non è solo un numero.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

1966. Hong Kong è sull'orlo della guerra civile. Il signor Chow, un giornalista e autore di romanzi, torna in città dopo essere stato a Singapore. E' alla ricerca di Su Li-Zhen, un antico amore, e trova alloggio in un alberghetto non rinunciando a cercare compagnia femminile. Sta scrivendo un romanzo su un futuro in cui sarà possibile ritrovare i ricordi perduti. L'anno sarà il 2046, suggerito dal numero della stanza accanto alla sua. Mentre si trova nell'hotel ha una relazione con due donne in successione: la figlia del proprietario innamorata di un giapponese e Bai Ling, una prostituta che si innamora di lui. Nella sua vita entrerà anche una nuova Li-Zhen.
2046: una data, un titolo di romanzo, un numero. Nel 2046 Hong Kong, dopo l'amministrazione speciale iniziata nel 1997, tornerà a far parte definitivamente della Repubblica Popolare Cinese. Per Wong Kar-wai questo anno cruciale diventa rappresentazione di un futuro ipoteticamente felice ma dal quale si desidererà fuggire per tornare nella realtà. Una realtà che prende le mosse da una stanza inizialmente luogo inesplorato e poi spazio in cui poter entrare sapendo che c'è una via d'uscita. La quale si rivelerà però soltanto fisica perché i personaggi dei film del regista nato a Shanghai finiscono sempre con il rimanere prigionieri delle storie che hanno vissuto anche se apparentemente pretendono di liberarsene attraverso il sesso praticato con altri o, come in questo caso, con il gioco d'azzardo. Non è un caso che la donna cercata in 2046 abbia lo stesso nome di quella perduta in In the Mood for Love anche se qui si presenta come altre due figure femminili che portano lo stesso nome. Il mondo di Won Kar-wai è fatto di interni in cui la luce ha un ruolo predominante e la composizione dell'inquadratura si avvale di una definizione curata al millimetro. Ci sono spesso elementi della scenografia che sottolineano i rapporti tra i personaggi così come, altrettanto spesso, il buio domina occupando un terzo dello schermo, quasi assorbendo in sé il non detto dei personaggi. Perché la dimensione estetica nel suo cinema assoggetta l'intero processo creativo rischiando talvolta di raggelare la tensione emotiva che è sempre elevata.
Il signor Chow scrive romanzi concettuali che si ispirano alla vita così come Wong Kar-wai scrive sceneggiature complesse che diventano film. Entrambi pensano di difendersi in questo modo dal sentimento che invece prevarica il loro volere a dispetto di qualsiasi eccesso di estetismo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 26 marzo 2012
giovj

    I segni della vita vissuta sorreggono lo spettatore nella visione del film 2046 del regista Wong Kar Wai.     Lo stile rigorosamente e piacevolmente discontinuo, si veste di di immagini, colore,suoni e si fonde alle     asimmetrie delle inquadrature attente al dettaglio, al contrasto di luce, agli ambienti che emanano una     raffinata& [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 aprile 2012
Marmotta71

Considerato il film gemello di " In the mood for Love", meno lineare del primo ma più intenso nel racconto dei sentimenti. Andare nel 2046 a ritrovare un sentimento, un emozione o quell'amore mancato perchè troppo presto o troppo tardi, per "imprigionarlo" in un istante eterno, vorremmo farlo tutti, o tutti quelli che credono che in un tempo passato "un [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 settembre 2010
the deer hunter

Si può dire, a mio avviso a ragione, che 2046 costituisca un'opera d'arte: e attenzione, non si tratta di un luogo comune o di una banalità -tanto che la maggior parte dei film non può fregiarsi di questo vanto-, ma di una qualifica assolutamente peculiare e piacevolmente inaspettata. Opera d'arte a tutto campo, se si riconosce che compito precipuo dell'artista [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 marzo 2010
torakiki

Un ottimo film stile bei tempi...tutto sta in piedi senza bisogno di colpi ad effetto o effetti speciali, regia impeccabile per maniaci della perfezione.. buoni gli attori...nn bisogna farsi spaventare dall'introduzione "psico", seguono coinvolgenti strofe contornate da ritornelli femminili di cui impossibile nn innamorarsi...istruzioni per l'uso: bene la visione serale da lunedi al giovedi.

domenica 25 aprile 2010
paride86

Partendo dalla trama e dal protagonista di "In the mood for love", Kar-Wai continua il discorso sui sentimenti ampliando e calcando i temi e i modi del film precedente. Il suo è uno stile inconfondibile, fatto di inquadrature attentamente costruite, giochi di luci, seduzione calcolata e mai volgare. Ma 2046 è molto di più: si pone come ritratto psicologico di un personaggio sfortunato e sconsolato, [...] Vai alla recensione »

sabato 28 dicembre 2013
THEOPHILUS

2046   Molti sono andati nel 2046, ma nessuno è tornato, tranne me, afferma Chow Mo Wan (Tony Leung), il protagonista, nelle battute iniziali del film, mentre scorrono delle immagini che suggeriscono un rapido percorso attraverso il tempo e lo spazio. Con 2046 il regista Kar Wai Wong conferma la sua propensione ad una forma di ermetismo di cui aveva già fatto mostra nel precedente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 gennaio 2011
claudiorec

A me non ha lasciato niente, e mi ha annoiato per larghi tratti!

Frasi
Hai fatto chiasso stanotte?
Ah, l'hai notato. Tu ti porti le donne ed io i maschietti. Vediamo chi si stanca prima.
Una frase di Bai Ling (Ziyi Zhang)
dal film 2046
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

«Sono felice di essere qui a Cannes perché significa che il film è finito. Certo, mi dessero altre tre settimane, a tre mesi, lo cambierei ancora, Ma diciamo che questa è la versione momentaneamente definitiva. Se non altro, abbiamo sfatato lo scherzo clic girava sul set. C’era sempre qualcuno che chiedeva: ma quando finisce questo film?, e quaIcun altro rispondeva: speriamo prima del 2046.

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

Amare solo ciò che non si può avere. Detta così la frase può sembrare banale ma non per l’esteta del cinema Wong Kar-wai, il raffinato cantore della passione che cattura il cuore e il gusto di palati transgenerazionali. Oggi riprende il filo del dicorso lasciato aperto con In the mood for love e nell’ultimo 2046 (da domani nelle sale distribuito dall’Istituto Luce) ripesca il suo giornalista innamorato, [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

All'indietro nel tempo fino al 2046, doppio sogno di Wong Kar-Wai, il prima e il dopo della sinfonia d'amore di In the Mood for Love, ma non il sequel, lo dice il regista di Hong Kong (nato a Shangai), tornata alla Cina nel 1997. Cinquant'anni dopo, o quasi, siamo nel futuro prossimo di 2046. Forse un deja vu, o meglio «il nome di un viaggio». All'indietro però, verso una congiunzione temporale che [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Di cosa parla Wong Karwai quando affronta l’amore? Nel suo cinema romantico e cibernetico, intriso di melodramma (In the mood for love) e capace di pedinare la generazione videorock (Hong Kong Express), il sentimento è sempre questione di un attimo, 2046 è un meraviglioso rebus, sospeso fra immaginazione letteraria, passato che viene dal cinema e futurismo della mente.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il film che potrebbe vincere la palma d’oro è arrivato in ritardo e sembra destinato a subire ritocchi forse sostanziosi visto che Wong Kar-Wai ha continuato a montare e perfino a girare fino a pochi giorni fa. Come ogni opera “in progress” è un oggetto fluido e inafferrabile, affascinante e labirintico almeno quanto la storia che racconta muovendosi fra passato e presente, realtà e immaginazione, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Quel 2046 ha tre significati diversi. È il numero di una stanza d’albergo, e l‘anno in cui Hong Kong finirà definitivamente sotto la sovranità della Cina, è il titolo di un romanzo di fantascienza in cui uno scrittore triste immagina un misterioso treno destinato a trasportare i suoi passeggeri dagli anni Sessanta dell’azione in tempo presente verso il 2046.

Emanuela Martini
Film TV

2046 non è il remake di In the mood for love (come wong kar-wai ha più volte sottolineato), anche se il protagonista si chiama come quello precedente, Chow Mowan, come lui è scrittore e come lui è interpretato dall’elegantissimo, sensuale Tony Leung. Quasi certamente, anzi, è lui, avvolto dal fumo della sua sigaretta, dalle pagine che si sgranano sotto la sua grafia (e, questa volta, si concretizzano [...] Vai alla recensione »

Stefano Solinas
Il Giornale

II film è arrivato in ritardo, provocando un piccolo caos nel programma ufficiale. L’autore è arrivato quasi fuori tempo massimo per la serata di gala tenendo gli organizzatori in ambasce sino all’ultimo. Gli altri registi in competizione hanno masticato amaro, sapendo che una tale pubblicità all’insegna del duplice mistero (lo vedremo veramente? E di che cosa tratterà?) loro non erano riusciti ad [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il tanto atteso “seguito” di In the Mood for Love , se di seguito si può parlare, è un film senza fine e senza centro come il suo soggetto, la memoria e i suoi labirinti. Un eterno work in progress, incompiuto per definizione, anche se Wong Kar-wai si è rimesso in moviola per darci un 2046 più ordinato e razionale ma forse meno affascinante di quello che si vide a Cannes (nella nuova versione, salvo [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Vi scervellerete, vedendo 2046, per sistemare le cose al loro posto. Passato e futuro. Le dorme. I legami con il precedente In the Mood forLove. Ma importa lino a un certo punto. Perché il cinema del regista nato a Shanghai nel 1958 ma trasferitosi a Hong Kong nel 1963 è, in modo principesco, un cinema di incantamento dei sensi-vista e udito, tatto, olfatto anche se il cinema non si odora e non si [...] Vai alla recensione »

Marco Borroni
Film Tv

Il 29 ottobre esce nelle sale italiane, distribuita dall’istituto luce, una delle pellicole più attese della stagione: 2046 di Wong Kar-wai, reduce dall’ultima edizione del Festival di Cannes. Dalle nostre parti, la cerchia di estimatori del regista hongkonghese, delle sue storie di solitudini e di amori metropolitani (con l’eccezione di Ashes of Time, che rimane l’unico film in costume finora realizzato [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Il film di Wong Kar-wai s'inscrive già nella mitologia del cinema, prima ancora di essere ri-montato, probabilmente. 2046 arriva quando il tempo è passato (la proiezione comincia in ritardo) coerente con il titolo «che per me è il nome di un viaggio». All'indietro però, verso una congiunzione temporale che ha fermato i ricordi. Il 2046 è anche un anno-luogo dove la memoria si è stratificata e convive, [...] Vai alla recensione »

Oscar Cosulich
Il Mattino

Con il regista hongkonghese Wong Kar-Wai, la cinefilia pura promuove i suoi culti, i suoi umori e i suoi modelli. Non a caso, quando fu presentato la primavera scorsa a Cannes, dicemmo che «2046» si sarebbe rivolto a un pubblico colto e sofisticato, agli aspiranti Antonioni o ai dipartimenti universitari di comunicazione e spettacolo. Rispetto al bellissimo «In the mood for love», il nuovo film, ancorché [...] Vai alla recensione »

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