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Bridget Fonda

Bridget Fonda (Bridget Jane Fonda) è un'attrice statunitense, è nata il 27 gennaio 1964 a Los Angeles, California (USA). Bridget Fonda ha oggi 62 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

La Fonda ritirata

A cura di Fabio Secchi Frau

Bridget Fonda è stata una delle presenze più affascinanti e versatili del cinema americano tra la fine degli Anni Ottanta e i primi Anni Duemila.
Nata in una dinastia di attori leggendari, ha saputo trasformare un'eredità ingombrante in una carriera personale e distintiva, conquistando pubblico e critica con interpretazioni intense, ironiche e sempre credibili.
Cresciuta a Los Angeles, ha studiato recitazione con rigore e ha esordito giovanissima, dimostrando fin da subito una naturalezza scenica che le ha permesso di spaziare tra generi diversi, dal thriller alla commedia, dal dramma al cinema d'autore. La sua capacità di incarnare personaggi complessi, spesso sospesi tra vulnerabilità e forza, le ha valsa riconoscimenti prestigiosi e collaborazioni con registi di fama internazionale.
Pur avendo raggiunto una notorietà significativa, ha sempre mantenuto una vita privata riservata scegliendo, nel 2002, di ritirarsi dalle scene con discrezione, per dedicarsi alla famiglia, anche se il suo impatto sul cinema resta per certi versi ancora molto vivo.
La sua eleganza, il suo talento e la sua capacità di dare profondità emotiva ai ruoli che le si presentavano davanti, continuano a ispirare attrici e spettatori e rappresentano un'eredità non solo costituita da titoli cinematografici indie e non, ma anche da una presenza scenica briosa e intelligente, fondata su una professionalità innegabile e testimonianza di una maestria da fuoriclasse.

Studi
Nata nel 1964 a Los Angeles, figlia dall'attore e cantante Peter Fonda e dall'artista Susan Jane Brewer, Bridget Fonda ha avuto come nonni paterni Henry Fonda e la star dell'alta società Frances Ford Seymour. Coccolatissima dalla zia materna, il Premio Oscar Jane Fonda, ha avuto invece come nonno materno il ricco uomo d'affari Noah Dietrich.
Quando aveva solo dieci anni, i suoi genitori divorziarono e Peter Fonda si prese cura della piccola Bridget e dei suoi due fratelli assieme alla nuova moglie, Portia Rebecca Crockett (ex moglie dello scrittore Thomas McGuane), creando una famiglia allargata tra Los Angeles e il Montana.
Precocissima nella recitazione, seguì le orme paterne, studiando il Metodo presso il Lee Strasberg Theatre Institute e iscrivendosi poi alla Tisch School of the Arts della New York University, uscendone laureata nel 1986.

Il debutto a cinque anni
Aveva solo cinque anni quando debuttò accanto a suo padre in Easy Rider - Libertà e paura (1969) di Dennis Hopper (era la bambina nella comune hippie che i protagonisti visitano durante il loro viaggio attraverso gli Stati Uniti) e, dopo una muta apparizione nella commedia Lui è mio (1982), cominciò a imporsi all'attenzione del pubblico in You Can't Hurry Love (1988) e Le ragazze vogliono solo divertirsi (1989), emergendo con una freschezza che catturò immediatamente lo spettatore e la critica.
Ancora agli inizi della sua carriera, riuscì a incarnare con naturalezza e vitalità lo spirito ribelle e curioso di un'adolescente degli Anni Sessanta, contribuendo al tono nostalgico e leggero del film. La sua spontaneità, unita a una chimica palpabile con le altre protagoniste (Phoebe Cates, Annabeth Gish, Page Hannah) rese il racconto coinvolgente, e proprio questa autenticità giovanile fece sì che il film diventasse un piccolo cult nazionale, segnando il primo passo della Fonda verso una luminosa strada verso la celebrità.

La candidatura ai Golden Globe
Nel 1989, Michael Caton-Jones la diresse in Scandal - Il caso Profumo, dove vestì i panni di una magnetica e provocatoria Mandy Rice-Davies, capace di restituire il fascino ambiguo di una figura femminile al centro di uno scandalo politico.
La Fonda non si limitò a essere "la bella ragazza", ma costruì un personaggio stratificato, consapevole e tagliente, che incarnò la tensione tra potere e sesso. La sua bravura nel muoversi tra seduzione e denuncia, tra leggerezza e dramma, le fece meritare una candidatura come miglior attrice non protagonista al Golden Globe, confermando la sua capacità di brillare anche in un contesto dominato da attori britannici di grande calibro (John Hurt, Joanne Whalley, Ian McKellen).
La aspettava poi un ruolo più contenuto in Spalle nude (1989), dove riuscì a lasciare il segno interpretando la sorella sregolata e impulsiva della protagonista, Blair Brown. Il suo personaggio, in contrasto con la nevrosi trattenuta della Blair, portò in scena una giovinezza inquieta e disordinata, che rifletteva le tensioni sociali e psicologiche del tempo. Anche se meno centrale rispetto ad altri suoi ruoli, la Fonda dimostrò una finezza interpretativa che arricchì il quadro emotivo del film, confermando la sua straordinarietà nel dare corpo a figure femminili complesse.
Inaspettatamente, accettò di recitare diretta dal re dei B-Movies, Roger Corman, in Frankenstein oltre le frontiere del tempo (1990) e fu una giornalista in Il padrino - Parte III (1990) per Francis Ford Coppola.
Sperimentando audacemente produzioni di diverso tipo, volle stare davanti alla cinepresa di Hiroaki Yoshida in Labirinto di ferro (1991), muovendosi in un contesto cupo e metallico, immersa in un degrado urbano, colmo di tensioni culturali e crisi industriali. Inquieta, perfettamente in sintonia con l'atmosfera claustrofobica del titolo, riuscì a presentare una femminilità sfuggente, contribuendo al senso di disorientamento e sospetto che permeava la trama.
Ottima anche in Voglia di vendetta (1991) e Va' all'inferno Fred (1991), si ritrovò in un ruolo secondario accanto a Michael J. Fox, diretta ancora una volta da Michael Caton-Jones in Doc Hollywood - Dottore in carriera (1991). Fu l'unico personaggio non banale in una commedia altrimenti prevedibile. La sua presenza portò una nota di autenticità alla trama e la sua recitazione, mai caricaturale, offrì un contrasto efficace al tono generale della pellicola. Anche in uno spazio ridotto limitato da poche battute, dimostrò insomma una rara capacità di rendere vivo e tridimensionale un personaggio, confermando la sua sensibilità nel cogliere ogni sfumatura emotiva.

Il cult Inserzione pericolosa
Dopo Giacche di cuoio (1992), colpì nel segno con Inserzione pericolosa (1992) di Barbet Schroeder, uno dei suoi migliori ruoli.
La Fonda interpretò Allie, una giovane donna che si trovava invischiata in un rapporto disturbante con una coinquilina ossessiva. Il film poggiava in gran parte sulla tensione tra le due protagoniste (l'altra era una superba Jennifer Jason Leigh) e l'attrice in particolare rese credibilissima la progressiva discesa nell'incubo con una recitazione sobria, controllata, ma emotivamente densa. Il suo successo in questo ruolo derivò dall'impersonare la "normalità minacciata", nel far percepire allo spettatore il peso della paura quotidiana, senza mai ricorrere a eccessi melodrammatici.
Dopo questa straordinaria performance, venne scelta da Cameron Crowe per la commedia Singles - L'amore è un gioco (1992) e si divertì ad apparire in un cameo nell'horror L'armata delle tenebre (1992) di Sam Raimi. Poi fu parte di un ensemble giovanile (di nuovo Phoebe Cates, Tim Roth, Eric Stoltz e Alicia Witt) nel racconto minimalista e disilluso del modesto Desideri smarriti (1993), imponendosi come la più grintosa del cast. La Fonda portò infatti un'energia di grande forza in una narrazione rarefatta, suggerendo l'inquietudine e il desiderio del suo personaggio in un contesto semplice, ma difficile. Un lavoro silenzioso, il suo, giocato tra gesti che indicavano la fuga e sguardi che invece ricercavano un motivo per restare.
Più action che mai nel remake americano del film francese del 1990 Nikita, Nome in codice: Nina (1993), fu diretta da Bernardo Bertolucci nel Piccolo Buddha (1993), inserendosi in un affresco spirituale e visivamente sontuoso, accanto a figure iconiche e simboliche. Pur non essendo al centro della narrazione, contribuì a radicare la parte occidentale del racconto, offrendo un contrappunto moderno e concreto alla dimensione mistica. Scelse di non sovraccaricare il ruolo, di misurarsi con estrema grazia dentro un personaggio materno, che richiedeva equilibrio e rispetto per il tono contemplativo del film.
Arricchì la sua filmografia con Può succedere anche a te (1994, affianco a Nicolas Cage) e con il film in costume di Alan Parker Morti di salute (1994), poi divise lo schermo con la veterana Jessica Tandy in Camilla (1994), per la regia di Deepa Mehta, dove fu la giovane amica di una donna anziana. Con delicatezza, non cercò mai di rubare la scena alla sua co-protagonista, ma riuscì comunque a tenerle testa davanti alla cinepresa, senza lasciarsi mettere da parte. Un risultato che fu dovuto, ancora una volta, alla sua abilità nel calibrare in maniera corretta le emozioni che la sua parte doveva gestire.

Miss Magic
Si comprese definitivamente che nei ruoli di donne in cerca di se stesse, la Fonda offriva espressioni più intense, malinconiche o elettriche a seconda dello script che aveva in mano. Clare Peploe, con la quale aveva stretto amicizia ai tempi di Piccolo Buddha (essendo questa la moglie di Bertolucci) lo capì immediatamente e la volle come protagonista del suo Miss Magic (1995). Un ruolo eccelso e tristemente sottovalutato, all'interno del quale brillava per ironia e sensualità, lasciandosi trascinare da una trama che mescolava commedia romantica e suggestioni esoteriche. Attraverso una donna imprevedibile ed eccentrica, conquistò gli spettatori con disinvoltura, risultando persino più brava di Russell Crowe.
Malgrado questo, fu relegata a ruoli secondari, spesso all'ombra di attori maschili o nuovi volti che gli Studios volevano far emergere. Accadde con il thriller politico City Hall (1996), dove venne praticamente messa in un angolo da John Cusack e Al Pacino; in La grazia nel cuore (1996), dove fu praticamente invisibile dietro Illeana Douglas); in Touch (1997) di Paul Schrader dove ebbe un ruolo di supporto accanto a un mediocre Skeet Ulrich; e in Mister Jealousy (1997) di Noah Baumbach, dove dovette fare una passo indietro davanti ad Annabella Sciorra. Spesso, sceglieva di recitare in alcuni titoli solo perché nel cast c'era anche il suo compagno di allora, Eric Stoltz.
Diretta da Quentin Tarantino nella parte della fattona Melanie in Jackie Brown (1997), poco corteggiata da Hollywood, si divise tra titoli di vario genere (Break Up - Punto di rottura, Finding Graceland, l'horror Lake Placid, Vendetta finale, Guardo, ci penso e nasco), che la riportarono solo sporadicamente davanti all'attenzione del pubblico, nonostante i grandi sforzi e le bellissime performance, come nel caso di Soldi sporchi (1998) dell'amico Sam Raimi, dove offrì una delle sue interpretazioni più sottili e disturbanti nei panni di una moglie apparentemente dolce e devota, che percorrerà gli inquietanti sentieri di una metamorfosi morale assieme al marito (Bill Paxton). Evocando (più che mostrando) una freddezza calcolatrice che emergeva gradualmente, rese il personaggio sempre più perfido, trattenendosi nel lato oscuro della normalità e trasformando una figura domestica in una presenza manipolatrice e spiazzante, con una recitazione che non alzava mai il tono della voce. Si potrebbe dire lo stesso anche per il delirante Monkeybone (2001) di Henry Selick, dove mantenne una coerenza espressiva precisa e sempre perfettamente calibrata, anche quando il film si spingeva verso l'assurdo. In un contesto che mescolava animazione, commedia nera e fantasy, Bridget Fonda si confermò una presenza affidabile e magnetica, ma senza ottenere ciò che veramente le spettava.
Forse anche per questo, nel 2001, quando nessuno se lo aspettava, e dopo due pellicole in uscita (Kiss the Dragon con Jet Li e Scintille d'amore), rifiutò categoricamente qualsiasi altro script presentatole e si avviò, quarantunenne, verso il ritiro permanente dalle scene.

La carriera in tv

Anche attrice televisiva, apparve in vari telefilm e film tv, venendo diretta nel 1997 da Christopher Reeve in Prima del buio. Un ruolo delicato, nel quale è una delle figure familiari che si confrontano con il ritorno a casa di un giovane malato terminale di AIDS. Parte di un ensemble che esplora il dolore, la riconciliazione e la dignità (Robert Sean Leonard, Glenn Close, David Strathairn, Whoopi Goldberg), l'attrice contribuì sobriamente alla buona riuscita del prodotto televisivo, mostrando anche in questa dimensione una versatilità eccelsa e rappresentando l'umana compassione. Per questo sforzo, vinse il suo unico Emmy come miglior attrice in una miniserie.
In virtù di questo grande risultato, i produttori del futuro Ally McBeal le comunicarono di volerla per il ruolo principale della serie, ma la Fonda rifiutò la proposta, preferendo concentrarsi esclusivamente sulla sua carriera cinematografica, anche se nel 2001, accettò di recitare nel film tv sci-fi No Ordinary Baby (2001, ottenendo una candidatura ai Golden Globe come miglior attrice protagonista in una miniserie), nonché nel fiabesco La regina delle nevi (2002), che rimarrà la sua ultima performance recitativa, prima del ritiro.

Doppiaggio
Anche doppiatrice, ha prestato la sua voce a un personaggio secondario di Gandahar (1988) e alla Jenna di Balto (1995).

Vita privata
Dopo una lunga relazione con il collega Eric Stoltz e una brevissima con Dwight Yoakam, dopo il suo ritiro dalle scene, ebbe un grave incidente stradale che le fratturò una vertebra. Lo stesso anno, a distanza di pochi mesi, sposò il compositore di colonne sonore Danny Elfman, dal quale ebbe un figlio.

Ultimi film

Azione, (USA, Francia - 2001), 98 min.
Fantastico, (USA - 2001), 92 min.
Commedia, (USA, Canada - 1999), 115 min.
Drammatico, (USA - 1998), 119 min.
Thriller, (USA - 1997), 155 min.
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