Tratto dal primo romanzo fenomeno della serie di quattro libri "Love Me Love Me" di Stefania S. Espandi ▽
June White, studentessa brillante e riservata, si trasferisce in Italia, a Milano, insieme alla madre, artista che non si ferma mai troppo nello stesso posto. Fa subito amicizia con i nuovi compagni, provenienti da ogni parte del mondo. Tutti tranne uno: l'unico che sembra volerla tormentare fin dal primo istante è James Hunter, il bello e dannato del liceo. June inizialmente non lo sopporta, preferendogli Will, più gentile. Poi però scopre di avere molte più cose in comune con James di quanto non creda.
L'adattamento del romanzo young adult di Stefania S. punta a diventare una nuova saga romantica: cambia l'ambientazione, ma non i cliché. Peccato però che l'originalità abbia davvero ben poco a che fare con questo tipo di storie. Cambiano le ambientazioni, gli anni e la musica ascoltata, ma la struttura di base è sempre la stessa.
La sceneggiatura sembra scritta tenendo conto soltanto dell'algoritmo, con passaggi narrativi spesso bruschi o immotivati, che finiscono per non avere senso a meno che non abbiate letto il libro. Insomma: se avete più di 17 anni, fuggite. Recensione ❯
Una commedia romantica basata sull'omonimo romanzo di Alessia Gazzola. Espandi ▽
Emma De Tassent ha 28 anni e teme di essere destinata al ruolo di eterna stagista. Emma coltiva la segreta speranza di dare alla sua vita una svolta attraverso l'interminabile trattativa per ottenere la cessione dei diritti cinematografici del libro più famoso di Oscar Tessari, uno scrittore "controllante vorace". Quando perde il posto di stagista e non supera un colloquio di lavoro, Emma decide di andare a fare la commessa presso un'amabile creatrice di maglioni fatti a mano.
La commedia romantica è fresca e gentile, ma sconta proprio il difetto che Emma imputa agli altri: manca totalmente di profondità. Il film infatti riduce la storia di Emma a un romanzetto rosa come quelli che lei ama leggere.
Zanella ha una buona mano di regia e una certa tenerezza, ma ha bisogno di tenere i piedi nella realtà, soprattutto nel raccontare quello che è un problema reale, come il precariato dei giovani e in particolare delle giovani. Recensione ❯
Un anno di sogni e trionfi del King del rap italiano, a partire da un'impresa senza precedenti in Italia. Espandi ▽
Dopo anni trascorsi a costruire un'immagine di sé come figura divisiva, Marracash arriva al cinema con un'opera che tenta di trasformare il rapper in personaggio tragico, icona pop e corpo vulnerabile al tempo stesso. King Marracash non è semplicemente il documentario celebrativo di una carriera di successo, né soltanto il backstage di un tour monumentale: è piuttosto il tentativo di mettere in scena il conflitto tra l'uomo Fabio Bartolo Rizzo dalla periferia milanese di Barona e la maschera pubblica di Marracash, in un continuo gioco di sdoppiamenti che riflette perfettamente l'evoluzione artistica dell'autore di Persona e Noi, loro, gli altri.
Fin dall'incipit, il film insiste sull'idea della costruzione identitaria. Marracash viene osservato mentre si prepara, si trucca, entra in scena, ma soprattutto mentre riflette su sé stesso e sul prezzo pagato per il successo. Recensione ❯
Tre storie che, attraversando migliaia di anni, si intrecciano e riflettono sulla speranza, sulla connessione e sul ciclo della vita. Espandi ▽
In un lontano passato, una famiglia di Neanderthal (Jorge Vargas, Tanaya Beatty), costretta ad abbandonare la propria casa, lotta per sopravvivere, proteggendo i figli e imparando a usare strumenti primitivi in un mondo spietato. Nel presente, Claire (Rashida Jones), un'ambiziosa antropologa che dopo la laurea si dedica allo studio di antichi resti proto-umani, inizia una relazione incerta con un compagno di studi, Greg (Daveed Diggs). Due secoli più tardi, a bordo di un'astronave diretta verso un pianeta lontano, Coakley (Kate McKinnon) e un computer di bordo senziente affrontano una misteriosa malattia che minaccia le piante produttrici di ossigeno presenti a bordo. Recensione ❯
Una rilettura al contempo fedele e molto attuale del capolavoro di Cervantes. Espandi ▽
La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, come altre locations.
Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare. Recensione ❯
La storia di un'anziana signora napoletana che, per contrastare quella data così antica presente nella carta d'identità, si tiene sempre in moto perpetuo. Espandi ▽
Napoli, oggi. Lina è una vedova ottantenne con un carattere indomito e battagliero. Ha tre figli adulti: il prete Lucio, che vorrebbe mandarla in una casa di riposo; il laureato fuoricorso Sergio, che “non trova un lavoro adeguato” e neanche lo cerca, pensando persino di scendere in politica pur non doversi rimboccare le maniche; e la più giovane, Patrizia, ossessionata dal sospetto che il marito la tradisca. Insieme alla sorella Maria, Lina battibecca e gioca a scopa, ed è corteggiata dal dirimpettaio Eduardo, un ingegnere in pensione che vuole portarla in gita in Sicilia e invitarla a ballare, ma Lina ha ballato solo con la buonanima di suo marito. La donna ha un cuore debole ma non vuole saperne di muoversi da casa sua, e piuttosto che finire in un ospizio si rassegna ad accettare accanto a sé una badante. Dopo una serie di colloqui accoglie in casa Amilà, che ha una figlia a Napoli e un altro nel nativo Sri Lana, aprendosi ad una relazione nuova e a una cultura diversa. Per il suo esordio nella commedia Vincenzo Marra con Era sceglie la sua città natale e accetta l’eredità del grande teatro partenopeo, non solo scegliendo un cast avvezzo al palcoscenico ma dichiarando apertamente il suo desiderio di fare un film di “ambiente” fin dai titoli di coda, che appaiono sullo sfondo di una sfilata di statuette di porcellana emblematiche della napoletanità e col sottofondo di una canzone nel tipico stile melodico e sentimentale legato al capoluogo campano, cui si deve anche il titolo del film, ispirato alla sempreverde “Era di maggio” che compare invece nei titoli di coda. Recensione ❯
Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Espandi ▽
Dopo aver assistito a un raccapricciante incidente sull'autostrada, una giovane coppia riparte convinta di essersi lasciata tutto alle spalle. Ma qualcosa è salito a bordo con loro. Una presenza demoniaca, si annida nell'ombra, silenziosa e inesorabile. Non si fermerà finché non li avrà presi entrambi, trasformando il loro viaggio on the road in una discesa senza ritorno nell'incubo.
Ci sono horror che non se la tirano e cercano di stare nel loro classico perimetro per fare dignitosamente quello che sanno fare.
Passenger rientra proprio in questa categoria che non vuole far finta di innovare un genere che ha codici e topoi ben definiti. Recensione ❯
La strage di Pizzolungo nel tv movie del regista Graziano Diana. Espandi ▽
2 aprile 1985: due auto, una dietro l'altra, viaggiano sulla strada che collega Pizzolungo a Trapani. In una c'è Barbara Asta con i due figli gemelli di sette anni, nell'altra il giudice Carlo Palermo, trasferito alla procura di Trapani solo pochi giorni prima. Le auto si affiancano per un attimo e proprio in quel momento l'autobomba parcheggiata sul lato della strada esplode seminando morte: il giudice Palermo viene ferito, mentre Barbara e i suoi gemelli non sopravvivono all'attentato. Margherita Asta, 11 anni, si salva perché è a scuola, ma perde la madre e i fratellini in quella strage di mafia. Recensione ❯
Una nuova serie in sei episodi che racconterà l'ascesa criminale del giovane Pietro Savastano. Espandi ▽
Nel 1977, prima dell'inaugurazione delle "Vele", Secondigliano è un quartiere poverissimo, dove manca tutto. Qui vive il giovane Pietro Savastano, futuro boss della camorra, che cresce nella famiglia dei suoi amici, lontano dalla vita di sua madre prostituta verso la quale nutre rancore. La donna in realtà dice che fa quello che fa solo per lui e rivelerà di essere estremamente protettiva nei suoi riguardi. Il fulcro della vita di Pietro è la sua amicizia con Angelo detto 'a Sirena, un criminale in ascesa che lavora per i Villa ma sogna l'indipendenza.
Quando la sua bisca viene rapinata, sarà Pietro a metterlo sulla strada giusta per recuperare il bottino, grazie a un'informazione ottenuta proprio tramite la madre. Da questo momento Pietro, con la sua banda di amici, diventa il braccio destro di Angelo, ma il ragazzo ha anche un sogno, una ragazza di buona famiglia che vuole studiare canto in America: Imma, la sua futura moglie. Infine, a fomentare l'aria di guerra che tira tra i clan, c'è Domenico Nunziante detto 'o Paisano, un carismatico malavitoso che ama parafrasare la Bibbia e, tramite la sorella, opera dal carcere di Poggioreale.
Torna la saga criminale italiana di maggior successo internazionale, ma Gomorra - Le origini, nonostante i soli sei episodi, non riesce a restare convincente nel racconto né a ritrovare il tono infernale dei primi capitoli della serie. Recensione ❯
Storia di una ragazza che compie un primo passo verso il cambiamento, scegliendo di voler guarire. Espandi ▽
La storia della quindicenne Nicole, interpretata da Federica Pala, è quella comune a molti adolescenti: Il dolore per i genitori separati, una passione per la matematica, la ricerca del peso giusto che non arriva mai. Nicole vive in periferia con la mamma Veronica (Raffaella Rea) che fa la personal trainer e con cui ha un rapporto conflittuale. La donna la vorrebbe più matura, mentre Nicole è ancora saldamente ancorata all'infanzia e ai ricordi felici, anche grazie al rapporto speciale col papà poliziotto, Cristiano, (Alessandro Tersigni) che vede ogni fine settimana. La sua vita cambia quando in classe arriva Luce, una nuova compagna, carismatica e travolgente che porta con sé tutto il disagio delle adolescenti di oggi. Recensione ❯
Un'avventura emozionante tra oceani sconfinati, isole segrete e creature straordinarie. Espandi ▽
Su un'isola nell'oceano abita il piccolo Rufus con altri serpenti marini. Vivono tutti in armonia con la Natura, ma temono costantemente di essere catturati dagli umani. A differenza dei suoi simili, però, il protagonista non sa nuotare. Per fortuna lo zio Ludvik, sangue di drago cinese e corpo da serpente marino, soffiando di continuo un fumo magico, nasconde il luogo a marinai e pescatori. Un giorno, però, perde la sua sciarpa e si ammala. Così Rufus si lancia in mare per raggiungere la zia fino al lago di Loch Ness, l'unica in grado di ricamarla di nuovo. Ma in Scozia ci saranno tanti imprevisti.
Endre Skandfer fa incontrare il mito del mostro di Loch Ness con la serie di libri per bambini di Tor Åge Bringsværd illustrati da Thore Hansen. Ne esce un romanzo di formazione tradizionale nell'impianto narrativo, ecologista e animalista nella morale.
Il film si fa apprezzare, ma senza entusiasmare. C'è uno sguardo incentrato sulla denuncia ambientalista della trama: il draghetto marino invita gli spettatori più giovani a capovolgere lo sguardo per contemplare quella vecchia idea che la bestia più pericolosa sia sempre l'essere umano. Ora come ai tempi del mostro di Loch Ness. Recensione ❯
Una storia che parla di legami fraterni, famiglia, redenzione, mascolinità e del confronto con quegli aspetti del proprio passato che si è cercato di lasciarsi alle spalle. Espandi ▽
Due fratellastri che non si parlano da anni, Jonny (Jason Momoa) e James (Dave Bautista), sono costretti a riunirsi dopo la misteriosa morte del padre. Mentre cercano di scoprire la verità, riaffiorano segreti sepolti e la lealtà viene messa a dura prova, svelando una cospirazione che potrebbe distruggere la loro famiglia. Insieme, sono pronti a demolire qualsiasi cosa si metta sulla loro strada. Ambientato per le strade delle Hawaii, il film è diretto da Angel Manuel Soto (Blue Beetle) e vede la partecipazione anche di Claes Bang, Jacob Batalon, Stephen Root e Morena Baccarin. Recensione ❯
Adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo dell'autrice dei record Felicia Kingsley, scrittrice dell'anno ai TikTok Book Awards 2024. Espandi ▽
In un'idilliaca cittadina toscana, Belvedere in Chianti, tutti sono in coppia o in cerca dell'anima gemella, tranne Elisa (Matilde Gioli), madre single che gestisce la tenuta Le Giuggiole. Il ritorno in paese di Michele (Cristiano Caccamo), amico d'infanzia che aveva perso di vista da anni, sconvolge la sua vita e risveglia sentimenti che credeva ormai dissolti per sempre. Recensione ❯
L'incontro tra due mondi lontani che si attraggono, si respingono e si trasformano. Espandi ▽
Mia è una ginecologa 36enne che cambia partner tutte le sere pescando i candidati via Tinder, ma dopo una notte di sesso non si fa più ritrovare. Leo è un barman 26enne che osserva gli incontri di Mia e decide ad un certo punto di mettersi in mezzo, perché capisce che da parte di Mia non c'è interesse per il nuovo prescelto. È l'inizio di una storia d'amore travolgente che supera le barriere anagrafiche e sembra in grado di essere più forte di qualunque avversità. Ma quando Mia si scopre incinta - non di Leo ma di un incontro precedente - cominciano i problemi.
Io + te è la terza regia di Valentina De Amicis, ma è la prima da sola, dopo aver scisso il binomio artistico precedente con Riccardo Spinotti. La forza del film sono le interpretazioni intense di Ester Pantano, una delle giovani attrici migliori in circolazione, e Matteo Paolillo, che esce definitivamente dal personaggio di Edoardo Conte in Mare fuori.
Entrambi sono chiamati a rappresentare l'evoluzione dei rapporti uomo-donna, verso una maggiore autodeterminazione da parte della donna, e verso una maggiore capacità di ascolto e comprensione da parte dell'uomo. Recensione ❯
Onesto come solo una storia vera sa essere, un film originale e autentico. Capace di andare oltre, ancora "per un po'". Drammatico, Italia2026. Durata 100 Minuti.
Le dinamiche dell'affido familiare e il racconto dell'incontro tra due solitudini. Espandi ▽
Niccolò, paroliere musicale di successo con una bella casa e ampie possibilità economiche, voleva accogliere in affido un bambino in difficoltà: un progetto condiviso con la sua campagna Nadia, che purtroppo è venuta a mancare. I servizi sociali gli propongono di accogliere un 18enne rifiutato dalla precedente famiglia affidataria.
Il film è onesto come solo una storia vera sa essere, e non cede mai alla tentazione di intervenire sul dato reale per rendere la narrazione più "cinematografica". La forza della storia è proprio il suo procedere in modo naturale e conseguente, senza indugiare in scene madri.
Se Alessandro Tedeschi è una conferma, e regala la sua pacatezza e la sua apertura mentale ad un ruolo complesso e trattenuto, Isnaba Na Montche è una rivelazione. Recensione ❯