La piccola boss

Film 2019 | Commedia 109 min.

Regia di Tina Gordon Chism, Joshua Aaron Stringer. Un film con Marsai Martin, Regina Hall, Issa Rae, Tone Bell, Mikey Day, Justin Hartley. Cast completo Titolo originale: Little. Genere Commedia - USA, 2019, durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 25 luglio 2019 distribuito da Universal Pictures. - MYmonetro 1,84 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una donna incontra se stessa 'da giovane' in un momento di svolta della sua vita. In Italia al Box Office La piccola boss ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 50,3 mila euro e 37,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
1,84/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,67
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NO
Una commedia fi formazione sullo scambio di corpi, ma la morale è la stessa di sempre.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 26 luglio 2019
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 26 luglio 2019

Bullizzata a scuola, Jordan Sanders è diventata da adulta un capo tremendo coi propri dipendenti. Colpita dalla sua cattiveria, una ragazzina le augura di tornare un giorno bambina, così da capire cosa si prova a essere maltrattati. Incredibilmente, il giorno dopo la donna si ritrova per davvero nei panni di sé stessa tredicenne, costretta a tornare a scuola e ad affidare l'azienda all'assistente April. Nuovamente vittima di vessazioni, Jordan si affeziona a un gruppo di compagni maltrattati come lei, mentre al lavoro April fa di tutto per trattenere il cliente più importante. Jordan tornerà adulta grazie a una nuova magia, non senza aver nel frattempo imparato a comportarsi da capo e da persona migliore.

Tipico caso di commedia "body swap", in cui un personaggio si ritrova dentro un corpo diverso dal proprio: qui siamo nei territori del racconto di formazione, con la donna adulta e di successo costretta a fare i conti con le insicurezze e, per sua fortuna, con gli entusiasmi dell'adolescenza.

Non esiste sottogenere più prolifico del "body swap": la madre nel corpo della figlia, e viceversa (Quel pazzo venerdì); il poliziotto nel corpo del criminale, e viceversa (Face/Off, Criminal); l'adulto nel corpo di un bambino o di un adolescente, e viceversa, come in 17 Again, o anche no, come in Da grande, con Pozzetto, e subito dopo nel suo non dichiarato remake Big.

La piccola boss prende in prestito da questi modelli la propria trama decisamente risaputa, ed essendo una commedia che respira l'aria dei tempi, appena sotto la superficie della parabola di rinsavimento della protagonista, nasconde una smaccata celebrazione del paternalismo all'americana.

Tornata adulta e rinsavita nella gestione dell'azienda, l'ex molestatrice Jordan Sanders, come primo atto del suo nuovo corso, celebra la vendita di una start-up ideata dalla povera April, ricompensata delle infinite vessazioni subite: l'anima è cambiata, ma non il sistema in cui opera, e come nella miglior tradizione del cinema hollywoodiano la commedia (o meglio, questo tipo di commedia, edulcorato e per palati non troppo fini) serve a confermare il mondo nelle sue strutture.

Poco importa che la regista Tina Gordon Chism (già sceneggiatrice di What Men Want, che sulla scia del nuovo Ghostbuster ribaltava i generi di What Women Want) metta nel film la sua anima black e femminista; che la star adolescente Marsai Martin (protagonista in Black-ish e più giovane produttrice esecutiva della storia di Hollywood) faccia sfoggio di doti istrioniche; o che Regina Hall e Issa Rae facciano di tutto per rendere anche solo vagamente divertente il rapporto fra la classica padrona carogna e l'altrettanto immancabile servitrice intelligente... A contare, in La piccola boss, è la morale, e la morale è la stessa di sempre: prima il successo e la realizzazione di sé, poi le modalità in cui viene raggiunto.

Questa, in soldoni, è la voce del padrone: per fortuna che in La piccola boss è così facile da notare che viene altrettanto normale non prenderla troppo sul serio.

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La produttrice più giovane di Hollywood sfida a tornare bambini.
Overview di Roberto Manassero
lunedì 12 novembre 2018

Bullizzata da bambina, Jordan Sanders è diventata da adulta un capo inflessibile, esigente e tremenda coi suoi dipendenti. Colpita dalla sua cattiveria, una ragazzina di nome Stevie augura a Jordan di tornare un giorno bambina, così da poterla rimettere al suo posto. Incredibilmente, il desiderio si avvera e Jordan si ritrova tredicenne, costretta a tornare a scuola e ad affidare l'azienda all'assistente April. Nuovamente bullizzata, la piccola Jordan si affeziona a un gruppo di compagni maltrattati come lei, mentre al lavoro April affronta il pericolo di perdere il cliente più importante. Jordan tornerà adulta grazie a un nuovo intervento di Stevie, non senza aver imparato nel frattempo a comportarsi da capo e da persona migliore.

Se a qualcuno, leggendo la trama di La piccola boss, venisse in mente il classico Big (1988), in cui un tredicenne scontento della proprio vita si ritrovava improvvisamente nei panni di se stesso trentenne, non sbaglierebbe intuizione.

Il soggetto di questa ennesima commedia hollywoodiana sullo scambio di età (variante del classico incrocio fra madre e figlia o fra uomo e donna) è venuto in mente alla giovanissima attrice Marsai Martin proprio dopo la visione a dieci anni del film di Penny Marshall, solo ribaltato nel passaggio dall'età adulta all'adolescenza. Proposto poi ai produttori Will Packer e Kenya Barris (che con Marsai Martin aveva lavorato nella serie Black-ish), il soggetto è diventato un film scritto da Tracy Oliver e diretto da Tina Gordon, con la quattordicenne Marsai presente anche come produttrice esecutiva, la più giovane nella storia di Hollywood.

Il film presenta una parabola inversa rispetto al canonico romanzo di formazione, dal momento che la Jordan adulta (interpretata da Regina Hall, anche lei produttrice esecutiva) si ritrova a cambiare grazie al confronto con la versione giovane di sé stessa, ritrovando nell'adolescenza il senso d'accoglienza e comprensione perduto in età adulta.

"La domanda del film è piuttosto semplice: cosa succederebbe se potessi rifare tutto daccapo e risolvere le cose nella tua vita attuale? La vecchia Jordan non sa di aver bisogno di cambiare la sua situazione, ed è divertente vedere come riesce a tornare se stessa, dovendo cambiare quanto a meno fisicamente il suo modo di essere..." ha dichiarato il produttore Will Packer.

Gli aspetti più comici del film giocano proprio sul confronto/scontro fra le due età e soprattutto sulla messa in crisi del sistema di valori degli adulti, come quando April, l'assistente di Jordan interpretata da Issa Rae, sculaccia la sua capa contando sul fatto di essere scambiata per la madre di una bambina disobbediente, o quando la stessa Jordan, nel corpo di una ragazzina ma con desideri da adulta, flirta con il suo insegnante... Un senso di disagio e insieme di divertimento, che nasce dalla sfacciata aggressività della stessa Martin, ideatrice e mattatrice di questo prodotto per famiglie che rinverdisce un modello che un precedente non solo in Big, ma anche in 17 Again - Ritorno al liceo (2009), 30 anni in 1 secondo (2004) e l'italiano Da grande (1987), con Renato Pozzetto.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 25 luglio 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Dopo i titoli di testa vediamo, in flashback, come Jordan sia stata vittima di bullismo ai tempi delle medie. Ora, arrivata a 38 anni, la ex ragazzina bullizzata è a capo di una fiorente azienda tecnologica e bullizza lei stessa il prossimo. A cominciare dai suoi dipendenti e, soprattutto, dalla sua assistente personale April? alla quale fa sfuriate se solo le lascia le pantofole troppo distanti dal [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 luglio 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Jordan, bullizzata da piccola a scuola, decide di vendicarsi crescendo e quando diventa una donna in carriera, alla guida di un'azienda di servizi, fa vedere i sorci verdi a collaboratori e assistente. Finché una bambina-maghetta, indispettita dalla maliarda, con un incantesimo la fa tornare bambina Ridicola commediola americana dalle battute scontate e il copione visto e rivisto.

martedì 23 luglio 2019
Fiaba Di Martino
Film TV

Dopo aver sceneggiato What Men Want (da noi per ora e per fortuna inedito), remake a generi invertiti di What Women Want, a pochi mesi di distanza Tina Gordon Chism rilancia e, piazzata stavolta anche alla regia, interseca il filone fantasy "adulti nel corpo di bambini/adolescenti e viceversa" (da Quel pazzo venerdì a 17 again) con una buddy comedy black e al femminile.

NEWS
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giovedì 16 maggio 2019
 

Una donna riceve la possibilità di rivivere la vita del suo io più giovane, in un momento della sua esistenza in cui le pressioni dell'età adulta diventano troppo pesanti per lei.

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