Ai margini dell'Europa, un clan di passeurs afgani attende nell'ombra per guidare migranti oltre un confine metallico, tra fuochi, spari e una notte senza fine. Espandi ▽
Non lontano da una foresta nel buio, c’è un muro di metallo che segna l’inizio del confine con l’Europa. In lontananza intanto rimbombano le voci di altoparlante che sottolinea il divieto di avvicinarsi alla recinzione e dei colpi di arma da fuoco. Si intravedono poi a distanza delle sagome umane dalle luci di una tenda e vicino a fuoco. La loro presenza si percepisce anche dalle loro voci e dalla musica e i notiziari di una radio. Sono contrabbandieri afgani che aspettano di traghettare delle persone dall’altro lato del confine. Waking Hours, letteralmente ‘ore di veglia’, mostra un limbo spaziale e temporale. Un luogo che apre appena qualche squarcio nell’immagine per rivelare presenze e dettagli e il tempo dell’attesa, quello dei contrabbandieri che stanno aspettando. L’impronta autoriale dei due cineasti è subito evidente, forse fin troppo esibita. Il lavoro fotografico e sonoro è sicuramente notevole, ma la condizione esistenziale emerge con la stessa scansione dei lampi nell’oscurità. Per questo il vissuto rischia di essere sommerso dal rigore formale. Recensione ❯
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Ideato da Kurt Sutter, un progetto western che esplora il confine tra la legge e ciò che si deve fare per sopravvivere. Espandi ▽
La storia di due famiglie. Lena Headey e Gillian Anderson si scontrano in questo racconto crudo dallo stile cinematografico sulla lotta tra ricchi e poveri. Recensione ❯
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Star rischia di perdere la casa per mancanza di legami familiari. Una foto del passato riapre la ricerca della madre e la lotta per la sua terra. Espandi ▽
Star vive in un villaggio in cui sta per accadere una vera piccola rivoluzione. Le famiglie che lo abitano diventano legalmente proprietarie dei terreni su cui sorgono le loro abitazioni. Star però non ha una famiglia, non si sa chi siano i suoi genitori e non è sposata. Anche se abita in quel luogo da quando era piccola non ha alcun diritto. Scopre però casualmente di essere l'immagine di copertina di un libro fotografico sui nomadi nel mondo e, sfruttando un dettaglio, si mette alla ricerca della propria madre. Nel percorso entra in contatto con una ONG che la coinvolge in un progetto che può creare immagine: fare in modo che ogni donna abbia un reggiseno.
Vincho Nchogu realizza un film che sta dalla parte della donna senza per questo assumere tonalità manichee. Al centro c'è lei con il suo bisogno necessitato (rischia di perdere un diritto che sembrava acquisito mentre le altre lo conquistano) di risalire alle proprie origini. Intorno a lei ci sono le altre donne le quali non sono per nulla solidali nei suoi confronti pronte a pretendere più che a dare. Recensione ❯
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Quando un treno veloce diretto a Tokyo è destinato a esplodere se rallenta sotto i 100 chilometri all'ora, le autorità corrono contro il tempo per salvare i passeggeri nel panico. Recensione ❯
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La storia di un professore che crede che i ragazzi siano, ormai, più legati all'avere che all'essere. Espandi ▽
Un un professore che crede che i ragazzi siano, ormai, più legati all'avere che all'essere assegna ai suoi studenti un tema - che cosa sono per voi le emozioni? - che dovranno scrivere durante le vacanze di Pasqua, in modo che possano confrontarsi e parlare fra di loro, convinto che l'educazione non sia formazione, ma un conoscere sé stessi, perché tutti hanno dentro di sé le risposte, che purtroppo teniamo nascoste. Prende il via un confronto e uno scambio di opinioni che coinvolge ragazze e ragazzi della classe intera. Parallelamente, quegli stessi studenti si sfidano in una partita di pallavolo che dovrà stabilire chi sia il più forte: maschi o femmine? Anche qui, le strategie si confrontano e le diverse maniere in cui i ragazzi e le ragazze interpretano la partita porteranno verso un finale a sorpresa. Recensione ❯
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Un poeta caduto nel dimenticatoio ha la possibilità di aiutare un'adolescente. Espandi ▽
L'ossessione di Oscar Restrepo per la poesia non gli ha portato alcuna gloria. Invecchiato ed eccentrico, è caduto nel cliché del poeta nell'ombra. L'incontro con Yurlady, un'umile adolescente, e l'aiuto nel coltivare il suo talento portano un po' di luce nelle sue giornate, ma trascinarla nel mondo dei poeti potrebbe non essere la strada giusta. Recensione ❯
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Dopo una notte di eccessi, Tommy, 19 anni, si ritrova prigioniero di una famiglia che vuole "rieducarlo": presto vittima e carnefice si confondono. Espandi ▽
Dopo una notte di eccessi, Tommy, diciannove anni e un passato segnato dalla violenza, si risveglia incatenato nel seminterrato di una villetta di periferia. I suoi rapitori, una famiglia apparentemente benestante e rispettabile, vogliono "rieducarlo" a diventare un bravo ragazzo. Ma ciò che inizia come una punizione si trasforma presto in un percorso ambiguo, in cui i confini tra vittima e carnefice si confondono. Recensione ❯
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Il documentario racconta l'audace femminilita` di cinque grandi donne del nostro tempo. Espandi ▽
Il terzo docu-film scritto e diretto dall'attrice e regista Yvonne Sciò, racconta l'audace femminilità di cinque grandi donne del nostro tempo. Dalla scrittrice italiana Dacia Maraini a Emma Bonino, politica e attivista per i diritti civili; Da Sussan Deyhim, compositrice e cantante iraniana, in esilio, a Tomaso Binga, artista verbo visiva che usa il proprio corpo per contestare il potere maschile, fino a Setsuko Klossowska de Rola, pittrice e scultrice giapponese, moglie del pittore Balthus. Recensione ❯
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j-hope, la star dei BTS, torna nei cinema con il suo primo tour mondiale da solista, con cui ha conquistato il pubblico di 15 Paesi con 31 concerti. Espandi ▽
j-hope, la star dei BTS, torna nei cinema con il suo primo tour mondiale da solista, con cui ha conquistato il pubblico di 15 Paesi con 31 concerti, per un evento in diretta via satellite in contemporanea mondiale.
Da Seul passando poi per Nord America e Asia, il tour ha raggiunto il suo apice: il gran finale di questa tournée di successo sarà trasmesso in diretta dal Kyocera Dome di Osaka, in Giappone, nei cinema di tutto il mondo proprio il 31 maggio alle ore 13:00 con il j-hope Tour 'HOPE ON THE STAGE' in JAPAN: LIVE VIEWING.
L'evento cinematografico in diretta offrirà agli spettatori l'opportunità unica di assistere al fenomeno j-hope sul grande schermo. Attraverso un racconto sincero, J-Hope condividerà con i fan speranze, sogni e aspirazioni, il tutto con l'energia esplosiva delle sue performance, passando dai brani più iconici dei suoi album da solista, come "MORE", "Arson" e "NEURON (con Gaeko, Yoonmirae)", ai nuovi successi presentati per la prima volta in tour, come "Sweet Dreams (feat. Miguel)" e "MONA LISA". Recensione ❯
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Un ritratto di Maurizio Nichetti, autore di un cinema artigianale, innovatore, ironicamente stralunato. Un cinema da riscoprire. Documentario, Italia2025. Durata 77 Minuti.
Un viaggio nel cuore di un cinema visionario, poetico e inconfondibile, tra fiaba, realtà e sperimentazione. Espandi ▽
Un documentario sull'animatore, mimo, attore e regista milanese Maurizio Nichetti, fra le figure più originali del cinema italiano dagli anni '70 in poi. Dagli inizi come autore nella factory di Bruno Bozzetto e come attore del Piccolo Teatro di Milano, dalle incursioni in "L'altra domenica" di Arbore all'esordio nella regia con Ratataplan, Nichetti ha costruito un percorso originale e ben riconoscibile, dando vita a un cinema sospeso tra comicità onirica, senso dell'assurdo e critica all'alienazione contemporanea, tra live action e animazione, narrazione episodica e affabulazione.
Nichetti racconta aneddoti, spiega l'approccio artigianale agli effetti speciali, rivela con innocenza la sua dolce inadeguatezza al successo, la sua presenza cartoonesca ancora prima di trasformarsi in cartoon (magico il suo personaggio muto in Ratataplan, che attraversava Milano come un folletto, o in Ho fatto Splash, che finiva per dire una parola soltanto alla fine). Recensione ❯
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Una rom-com che fa leva su uno dei meccanismi più funzionanti degli story-telling romantici, quello degli opposti che si attraggono e che al primo incontro si trovano perfettamente incompatibili. Espandi ▽
Connor è un noto fotografo di una rivista di New York, in Italia per lavoro, emotivamente chiuso, con una ex-moglie di cui fa fatica a liberarsi e un figlio adolescente che sta per raggiungerlo per le vacanze natalizie. Ma quando il figlio cambia programma, Connor decide di rimanere a Roma durante le festività per fotografare una Roma diversa, accompagnato da Scintilla, un'attraente e estroversa curatrice museale. Insieme scopriranno aspetti nascosti della città Eterna e forse troveranno anche qualcosa di più. Recensione ❯
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Perché sempre più persone trovano nella meditazione una via efficace per affrontare ansia e confusione? Espandi ▽
Il documentario raccoglie testimonianze di artisti, atleti e studiosi: dalla campionessa mondiale e olimpionica di volley Myriam Sylla, al cantautore Alberto Fortis, dal funambolo Andrea Loreni che pratica meditazione prima di camminare su un filo al Parco Dora di Torino, all'artista Michelangelo Pistoletto nel suo "Terzo Paradiso" a Biella, fino a Vicio dei Subsonica e Livio dei Bluvertigo che ideano un workshop basato su pratiche meditative ad Avigliana. Accanto a loro, neuroscienziati, psicologi e docenti universitari illustrano benefici e connessioni con i contemplative studies.
"Respiri" è un viaggi Recensione ❯
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Nel quartiere afroamericano di Sag Harbor, New York, Charles Blakey (interpretato da Corey Hawkins) è disoccupato, sfortunato e a un passo dal pignoramento della sua casa di famiglia. Un misterioso uomo d'affari, Anniston Bennet (Willem Dafoe), bussa alla sua porta con una bizzarra e vantaggiosa proposta: affittare il suo polveroso seminterrato per l'estate in cambio di una cifra sufficiente a estinguere per sempre i suoi debiti. Una volta accettato, Charles si ritrova su un cammino terrificante che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi della sua famiglia e che intrappola i due uomini in un agghiacciante enigma, al centro del quale c'è la questione razziale, origine dei loro traumi e radice di ogni male. Recensione ❯
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Da un servizio giornalistico nasce questo film che ha il merito di dare diffusione alle proteste nelle università. Documentario, USA, Palestina2025. Durata 81 Minuti.
Nel 2024, 50 studenti della Columbia guidano un'ondata di proteste per Gaza. Il film racconta la loro lotta, tra repressione e speranza. Espandi ▽
Ad aprile del 2024, per dodici giorni gli studenti della Columbia University occupano il prato esterno con le loro tende per rendere pubblica la loro protesta, finora inascoltata, contro il genocidio a Gaza e la politica di investimenti israeliani del loro stesso istituto, nel cui consiglio di amministrazione siede anche un consigliere della Lockeed Martin, nota multinazionale produttrice di armi e sistemi di difesa. A parlare e raccontare la protesta sono, in riprese a parte, esclusivamente gli studenti a capo del movimento. Il film degli esordienti Kei Prikster e Michael T Workman è scaturito da un servizio giornalistico del primo e poi si è sviluppato in lungometraggio con le aggiunte delle interviste “posate”: un’estemporaneità di concezione che ne è la forza, nella incompiutezza aiutata da didascalie esplicative finali. Evidentemente circoscritto all’arco temporale ristretto in cui si muove e condizionato dal brutale evolversi del conflitto, il film ha però il merito di dar conto anche della diffusione delle proteste anche in molte altre università statunitensi e non solo. Recensione ❯
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Tre storie di vite spezzate sul lavoro raccontano tragedie, lutti e resistenza, dando voce a chi resta e dignità a chi non c'è più. Espandi ▽
Tre storie di vite spezzate sul lavoro. Il documentario dà voce ai sopravvissuti, esplorando l’impatto umano delle tragedie e restituendo dignità alle vittime, trasformandole da numeri a persone. Ispirato agli articoli del giornalista Marco Patucchi e al libro “Operaicidio”, scritto insieme al magistrato Bruno Giordano, il documentario rende onore e memoria ai morti sul lavoro. Luca Bianchini, che ha scritto e montato (con Giovanni Cavallini anche direttrice della fotografia) il film, ha deciso di ridurre al minimo qualsiasi intervento esterno e di ‘finzione. È dunque un film fondato sul lavoro che non vuole essere solo un atto di accusa – ma lo è certamente – contro le istituzioni che dovrebbero impedire le morti bianche ma anche un momento di riflessione collettiva sul ruolo stesso dei lavoratori e su come, lo dice bene una testimonianza, loro stessi abbiano una responsabilità quando magari sottovalutano, per un giorno o per qualche minuto, l’utilizzo delle protezioni personali. Recensione ❯
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