Eva, arrestata per aver incendiato un campo di girasoli, sostiene di farlo per proteggere i bambini. Il suo gesto si lega a misteriose sparizioni e a una madre in Cina. Espandi ▽
Eva è una creatura boschiva che attira a sé i bambini degli altri, figli di genitori assenti e incuranti, e li conduce verso un destino che lei ritiene migliore. Nicola, inconsolabile per la perdita della madre, è immediatamente attratto da Eva, quasi stregato dalla sua apparente armonia con la natura e la sua totale mancanza di ipocrisia adulta. Giacomo invece ha verso di lei un atteggiamento ambivalente: da un lato la desidera, dall'altro la teme.
La fotografia di Luca Bigazzi regala spessore e profondità alle immagini, e Emanuela Rossi riesce a creare un'atmosfera misteriosa e magica intorno a una vicenda oscura e piena di incognite, sollevando temi perturbanti come la maternità conflittuale, la malattia fisica e mentale e l'assenza di attenzione e di cura del mondo contemporaneo, in particolare verso i più fragili e i più esposti, nonché verso la Madre Terra. Ma la sceneggiatura è confusa e a tratti retorica. Recensione ❯
A Santa Cecilia, due agnelli diventano il cuore di un antico rito: dalla loro lana il pallio papale, mentre nell'Anno Santo il Papa si ammala. Espandi ▽
Si segue il percorso compiuto da due agnelli che non debbono essere sacrificati, come accadeva nei riti dell'Antico testamento, ma, molto più semplicemente, accuditi per essere poi tosati. La loro lana servirà per tessere uno dei paramenti più simbolici ed antichi nella Chiesa Cattolica. Ad occuparsene sono le suore di clausura del convento romano di Santa Cecilia in Trastevere.
Il processo di preparazione dei pallio diviene occasione per assumere i tempi e i ritmi delle suore che li tessono e li cuciono.
Chi vuole abbandonare i ritmi frenetici della contemporaneità per lasciarsi andare ad un fluire diverso del tempo trova qui un'ottima possibilità di farlo grazie ad immagini che ci propongono una scelta di vita molto diversa dal consueto. Recensione ❯
La polarizzazione tra polizia e società civile in un film che mantiene la purezza narrativa rifiutando ogni faziosità. Thriller, Francia2025. Durata 115 Minuti.
Guillaume viene colpito da un poliziotto a una protesta. L'agente Stéphanie indaga, sfidando colleghi e sistema per ottenere giustizia. Espandi ▽
Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa. Il caso arriva sulla scrivania di Stephanie. Dossier 137 è una disamina della polarizzazione fra polizia e società civile che esamina le ragioni di tutti e racconta in modo originale il rapporto di sfiducia che si è instaurato fra i cittadini e le forze dell’ordine. La regia di Dominik Moll è asciutta e rigorosa, e mette in contrapposizione le opposte visioni senza sensazionalismi e senza scene madri, mostrando la quotidianità di certe dinamiche di sopraffazione. Al centro di un film che si potrebbe definire “di genere” c’è una monumentale Lèa Drucker che interpreta il ruolo di Stephanie in sottrazione. Recensione ❯
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare. Espandi ▽
Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l’affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese, La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l’ira degli eredi del marchio L’Oréal e la denuncia del fotografo seduttore. Il film non ha l’ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi. Per chi ignorasse questo feuilleton giudiziario, che ha riempito le pagine dei giornali e ingombrato il piccolo schermo al debutto di questo secolo, il film offre un compendio esuberante. Recensione ❯
Fiume, 1919. Intrighi politici, amori impossibili e vendette private si intrecciano sullo sfondo della rivoluzione visionaria guidata da D'Annunzio. Espandi ▽
L'impresa fiumana (1919-1920) coagulò una quantità di esperienze diverse, di ansie di ribellione, di velleità rivoluzionarie; fu come un lungo e febbrile carnevale all'insegna della festa e della provocazione, che si apparenta alle avanguardie del tempo, ma fu anche un momento «insurrezionale» come il Sessantotto. Il libro rivisita l'avventura fiumana raccontando una vita-festa fatta di bravate futuriste e di utopie, di trasgressione sessuale e di pirateria, di gioco e guerra. Sotto questa luce, Fiume è un capitolo significativo di quella cultura della rivolta che ha caratterizzato il Novecento. Recensione ❯
Un insegnante russo documenta la trasformazione della sua scuola cittadina in un centro di reclutamento di guerra durante l'invasione dell'Ucraina, rivelando i dilemmi etici che gli educatori affrontano tra propaganda e militarizzazione Espandi ▽
Pavel “Pasha” Talankin non è propriamente un insegnante. È colui che, in una scuola di una cittadina del Karabash, è addetto al coordinamento degli eventi scolastici nonché il responsabile della videoteca. Dopo l’inizio dell’”operazione militare speciale” in Ucraina del 22 febbraio 2022 assiste in tempi rapidi alla trasformazione del suo lavoro in un veicolo di propaganda militarista. Deve cioè documentare marce con bandiera, discorsi patriottici dei docenti, piccole parate militariste. Decide di trasformare questo suo dovere professionale in un ‘attività di controinformazione rivolta soprattutto a chi vive al di fuori dai confini. Ciò che risulta essere più interessante in questo film, realizzato con i materiali registrati dal giovane filmmaker che è riuscito a lasciare la Russia prima di essere prima o poi arrestato, è sicuramente la documentazione di come un regime provi ad insinuarsi a forza nelle coscienze dei meno culturalmente attrezzati, cioè dei più giovani in età scolastica. Recensione ❯
La cronaca di un incendio, tanto reale quanto metaforico, alimentato dall'egoismo umano e da una visione predatoria del mondo. Espandi ▽
Nella regione portoghese dell'Alentejo, una famiglia si riunisce nella villa che fu dei genitori per decidere cosa farne. Protagonisti del dibattito sono tre fratelli. C'è poi Susana, figlia della cameriera Alma che per tutta la vita ha lavorato nella villa. Preoccupata per le condizioni di salute della madre, Susana cerca di convincere i tre proprietari a riconoscere all'anziana donna una quota della vendita. Intanto un pericoloso incendio si staglia all'orizzonte.
Con la sua satira sulla disparità di classe che si intreccia a una parabola di angoscia sul cambiamento climatico, la terza regia del portoghese João Nuno Pinto non potrebbe essere più in sintonia con i temi del contemporaneo.
Un dramma familiare, che grazie al buon lavoro uniforme dell'ampio cast riesce comunque a trovare dei motivi di interesse. È un'opera che parla a noi e parla del presente; anche se lo fa urlando e in modo pedissequo, può servire a farci contemplare il nostro disagio. Recensione ❯
Sejko assembla in modo diligente testimonianze e materiale d'archivio per parlare dell'Albania e dei suoi cambiamenti. Documentario, Italia2025. Durata 78 Minuti.
Dalla fine della seconda guerra mondiale e per oltre quarant'anni, la storia dell'Albania si intreccia indissolubilmente con quella di un solo uomo, Enver Hoxha. Espandi ▽
La storia dell'Albania e della dittatura che ha guidato il paese per quasi mezzo secolo, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale fino ad arrivare agli anni novanta. Alla testa c'è stato per larga parte di quel periodo Enver Hoxha, salito al potere con il partito comunista e rimasto un convinto stalinista attraverso i decenni, isolando il paese anche rispetto all'Unione Sovietica. Attraverso il reperimento e la rielaborazione di materiali d'archivio e filmati di propaganda governativa locale, il film mostra il procedere della dittatura attraverso le immagini prodotte dallo stesso governo nelle occasioni formali.
Firma di lunga esperienza nel campo del documentario, Roland Sejko è albanese di nascita e ha già prodotto lavori sulla storia del suo paese, il più noto dei quali è forse Anija - La Nave, che vinse un David di Donatello e che copriva l'esodo della popolazione albanese per sbarcare con le navi nei porti italiani dopo la fine della dittatura.
Il lavoro è certosino e di sicuro richiamo, non solo per chi è interessato alla storia dell'Albania ma per chi vuole ragionare sull'estetica del potere che è abbastanza universale. Recensione ❯
Un doc discreto e attento dedicato a Stefano Rulli e al suo rapporto con il figlio più bello, quello più bisognoso di aiuto. Documentario, Italia2025. Durata 81 Minuti.
Stefano Rulli accompagna il figlio Matteo, affetto da autismo, nella ricerca di autonomia a Perugia, riflettendo sul passato, il futuro e la Fondazione "La Città del Sole". Espandi ▽
Stefano Rulli non è solo uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano contemporaneo. È anche il padre di Matteo, un uomo che soffre di un disturbo dello spettro autistico e ogni giorno percorre le strade di Perugia come se dovesse affrontare una piccola avventura sospesa tra negozi e vicoli medievali. Mentre tenta di riannodare i fili di un passato doloroso, Stefano accompagna il figlio nella ricerca di una nuova autonomia, interrogandosi contemporaneamente sul suo futuro e su quella della Fondazione "La Città del Sole", da lui creata insieme alla moglie Clara Sereni, scomparsa nel 2018. Sorta di seguito spirituale di Un silenzio particolare (2004), un film vitalissimo e struggente grazie all'indimenticabile presenza di Matteo e della sua costante ricerca di una libertà capace di accordarsi al suo tempo interiore. Recensione ❯
Un film dal deciso affondo politico. Un cinema vecchia scuola che è sempre un piacere da guardare. Commedia, Drammatico, Storico - Spagna, Francia2025. Durata 106 Minuti.
1939. Due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola, il generale Franco ordina una cena all'Hotel Palace. Ma l'hotel, riconvertito in ospedale da campo, non è pronto. Espandi ▽
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un'esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo).
Il merito principale di A cena con il dittatore è quello di dialogare spesso con la sua origine teatrale senza rimanerne imprigionato. In più l'affondo politico nella Storia della Spagna è più deciso di quanto appare.
Per questo i modelli cinematografici, non sono fini a se stessi ma diventano il punto di partenza per un'ulteriore variazione di un gioco di equivoci e malintesi mostrati attraverso un umorismo raffinato. Certo, un cinema vecchia scuola ma che nel caso di film come A cena con il dittatore è sempre un piacere da guardare. Recensione ❯
Da tempo non si vedeva un'adolescenza raccontata in questo modo. Un film pieno di consapevolezza e libertà. Drammatico, Italia, Francia2025. Durata 102 Minuti.
Settembre 2007, Trieste. Fred, unica ragazza in una classe maschile, rompe gli equilibri tra tre amici storici. Per essere accettata, dovrà fare scelte difficili. Espandi ▽
Fred, diciassettenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per spendere il suo ultimo anno di superiori. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione sarcastico. I tre si appartengono da sempre. L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno dei ragazzi la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro. Recensione ❯
In un'isola mediterranea, Ettore e Giovannino vivono un'estate felice. Ma con la partenza di Ettore, Giovannino affronta l'assenza grazie ai filmati di Pino. Espandi ▽
Ettore e Giovanni sono due ragazzini che vivono a Linosa uniti da una forte amicizia. Sull'isola vive anche Pino un anziano videoamatore che documenta i più diversi aspetti della vita locale. Un giorno Ettore apprende dai genitori che si trasferiranno in città per consentirgli di frequentare una scuola migliore. Sta per iniziare l'ultima estate insieme dei due amici.
Un mix di documentario e fiction che sa leggere nell'animo dei bambini ma lascia qualche perplessità sulla costruzione narrativa.
La riflessione sulla messa a fuoco della realtà in cui vive da parte di chi è rimasto si presenta comunque come occasione di meditazione sull'attrattiva che una vita lontana, nella giusta misura, da cellulari e social possa ancora rappresentare per una personalità in formazione. A patto che trovi la persona che sia in grado di motivarla anche se distante sul piano dell'età e dell'esperienza di vita. Recensione ❯
Un villaggio italiano abbandonato vive una silenziosa rinascita quando il regista Ruedi Gerber stringe amicizia con gli ultimi contadini. Espandi ▽
Nel corso di decenni di globalizzazione, innumerevoli comunità rurali in tutto il mondo si sono ritrovate abbandonate: dal Midwest americano ai villaggi di montagna italiani, luoghi come Tatti rischiano l'estinzione. In questo piccolo borgo della Maremma toscana, gli anziani residenti non hanno avuto la forza di reinventare il loro mondo in declino, fino all'arrivo degli stranieri, come il regista Ruedi Gerber. La sua amicizia con gli ultimi agricoltori locali, i gemelli Marco e Massimo, ha dato il via a una silenziosa rinascita: insieme ad altri nuovi abitanti hanno iniziato a ripristinare i terreni abbandonati, restituendo speranza alla piccola comunità. La rinascita del villaggio trova il suo apice emotivo nella crisi personale di Marco, costretto a fare i conti con radicali trasformazioni, onorando le sue radici e reinventando il suo futuro. Questo film è sia un ritratto intimo che una storia universale di resilienza e mostra come le comunità possano rinascere quando il vecchio e il nuovo uniscono le forze, preservando ciò che merita di essere tramandato, senza il timore di evolversi. Recensione ❯
Clementina rivive la dolorosa separazione dai genitori: col padre trasforma il ricordo in un gioco di fantasia per affrontare l'assenza della madre. Espandi ▽
Alessandro Abba Legnazzi e la figlia di nove anni Valentina si trovano nella casa di montagna da cui nel passato Giada, la madre, è partita un mattino sancendo definitivamente la separazione dal marito. Anche se il tempo è passato, la ferita è ancora aperta e Alessandro, valente disegnatore, realizza una storia in cui la mamma risulta rapita dalla perfida Regina delle acque. Padre e figlia dovranno entrare in azione per salvarla e salvarsi dai propositi della pericolosa nemica.
La documentazione di un percorso immaginario progettato da un padre per consentire alla figlia di superare le conseguenze della separazione dei genitori.
Va riconosciuta ad Alessandro Abba Legnazzi la creatività sia di disegnatore che di inventore di una storia che aiuti la figlia ad andare oltre la vicenda, avvenuta non recentissimamente ma che ancora non è stata del tutto assorbita. Recensione ❯
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Espandi ▽
Algeri, 1938. Meursault (Benjamin Voisin), un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d'ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès (Pierre Lottin) che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento... Recensione ❯
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