Una famiglia negli anni '80 inizia a notare avvenimenti bizzarri nel loro quartiere. Espandi ▽
Quando un misterioso evento cosmico strappa Oak Street dalla periferia e trasporta l'intero quartiere in un luogo sconosciuto, la famiglia Platt si rende presto conto che la propria sopravvivenza dipende dalla capacità di restare uniti cercando di orientarsi in un ambiente ormai irriconoscibile. Recensione ❯
Una commedia che racconta con leggerezza l'arrivo di uno strano fidanzato della figlia. Espandi ▽
Il dottor Olivier Béranger è uno psicanalista che ha in cura Damien, un paziente affetto da mille patologie. Dopo cinque anni di analisi e l'ennesimo tentativo di Damien di gettarsi dal balcone del suo studio, il dottor Béranger decide di sospendere le sedute con il giovane e lo congeda dandogli un ultimo consiglio: trovare un'anima gemella nevrotica quanto lui e innamorarsene. Peccato che la scelta di Damien cada (inconsapevolmente) proprio su Alice, l'unica figlia di Olivier, e la ragazza decida di presentarlo a casa in occasione dell'anniversario di matrimonio dei suoi.
Terapia di famiglia, scritto e diretto da Arnaud Lemort è una commedia francese degli equivoci che fa leva soprattutto sulla popolarità dell'attore comico Christian Clavier, già notissimo oltralpe (e in parte anche in Italia).
La narrazione è esile, basata su gag infantili e sulle brevi caratterizzazioni comiche di una galleria di personaggi di contorno. Il risultato è una commedia tanto leggera da risultare inconsistente e già vista. Recensione ❯
Una donna è costretta a sfrattare un senzatetto. Questa azione le causerà una crisi. Espandi ▽
Orsolya è un'ufficiale giudiziario di Cluj, la città principale della Transilvania. Un giorno deve sfrattare un senzatetto da una cantina, un'azione dalle conseguenze tragiche che scatena una crisi morale che Orsolya deve superare come meglio può. Recensione ❯
Un uomo dal futuro arriva in una caffetteria di Los Angeles, e cerca di salvare il mondo dalla minaccia della maligna intelligenza artificiale. Espandi ▽
«Questa non è una rapina». Inizia così il discorso di un bizzarro sconosciuto che irrompe in un diner e sostiene di venire dal futuro per avvertire che bisogna assolutamente salvare l'umanità. Sono 117 volte che ci prova senza successo, non può farcela da solo, devono aiutarlo gli ignari e scioccati clienti del diner, per impedire a un genio di nove anni di creare l'AI che distruggerà tutto. Una squadra improvvisata accetterà di seguirlo nell'impresa e partirà una (dis)avventura che definire rocambolesca è poco, in cui fino alla fine proveranno a portare a termine l'ardua e letale missione.
È una satira sci-fi sui pericoli della tecnologia, un delirante disaster movie apocalittico su l'AI, il nuovo film firmato da Gore Verbinski.
Il film è una denuncia che non si limita alla sola tecnologia e alla dipendenza da essa, ma affronta anche temi come clonazione e stragi di bambini nelle scuole americane, con un umorismo graffiante e spesso scorretto che salva gran parte del film. Recensione ❯
In un quartiere povero e violento, il piccolo Felice sogna di fuggire. Grazie alla maestra e all'esempio di Armstrong, trova il coraggio di credere in sé. Espandi ▽
Felice è un bambino sensibile che cresce in una periferia di Napoli negli anni Ottanta. Ha dalla sua una forte immaginazione e un talento nel cantare, ma anche un cuore puro. Gli saranno utili per farcela, costruirsi una vita diversa e poi tornare lì, nel posto in cui è nato, per chiudere con gli spettri del passato. È un coming of age tormentato che sa di preghiera, Avemmaria. Il film segna il debutto alla regia cinematografica dell’attore Fortunato Cerlino, già regista teatrale, ed è tratto dal suo romanzo autobiografico “Se vuoi vivere felice”. Mira a essere una sorta di “altra faccia di Gomorra”, si parte dallo stesso contesto disperante in cui il piccolo protagonista cresce, tra disagi in strada e difficoltà in casa, ma il punto di arrivo è completamente diverso. Perché la scuola può salvare. Coltivare un sogno può salvare. Avere una maestra degna di questo nome può salvare. Quella di Cerlino si rivela un’opera prima molto sentita e ambiziosa, a cui si perdona volentieri qualche ingenuità, sbilanciamento e scena sopra le righe. Recensione ❯
Marguerite e Sofiane, coppia felice, vedono la loro vita sconvolta da un assurdo: dover "divorziare di nuovo" in Vaticano per annullare il matrimonio cattolico. Espandi ▽
A Rouen, Marguerite vive serena con il compagno e la figlia adolescente, mantenendo al tempo stesso un rapporto amichevole con Fred, suo primo marito da cui ha divorziato. Un giorno l’uomo le annuncia di volersi risposare, e le chiede aiuto per una semplice pratica di annullamento anche della loro unione religiosa. Marguerite si mostra disponibile, ma la burocrazia della Chiesa complica le cose e la costringe a rimettere in esame la natura del suo rapporto con Fred, nonché la storia trascorsa insieme e la figlia che condividono. Il caso finirà per coinvolgere tutti i membri di questa strana famiglia allargata, portando la comitiva fino a confrontarsi con i vertici del Vaticano. Classica commedia francese fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari, C'est quoi l'amour è girato con brio da Fabien Gorgeart, il quale saggiamente lascia che a farla da padrone siano Laure Calamy e Vincent Macaigne: due attori protagonisti che sono forse il simbolo di questo particolare genere nel panorama transalpino contemporaneo. Insieme danno vita a un particolare esempio di comédie de remariage che trova una chiave insolita per squarciare lo status quo relazionale e far (ri)partire la giostra. Recensione ❯
Dopo un incidente, un ingegnere sposa una principessa sirena: tra media, affari e ricordi perduti, l'amore unisce terra e mare. Espandi ▽
Dopo un bizzarro incidente in barca, l'ingegnere Stephan si risveglia fidanzato con ChaO, una principessa sirena che gli ha salvato la vita. Il matrimonio è perfetto per l'immagine pubblica della città e per il suo progetto tecnologico, ma c'è un problema: sua moglie è un pesce. Costretto a mantenere una promessa che non ricorda, Stephan affronta l'ossessione mediatica e le manovre di un avido magnate dei trasporti, mentre tra i due nasce un sentimento autentico e riaffiorano ricordi legati al mare e alle sue origini. Recensione ❯
Cécile, chef con aspirazioni stellate, torna al paese natale e rimette in discussione la sua vita. Espandi ▽
Cécile, dopo il successo ottenuto in televisione grazie a un cooking show sta per aprire il proprio ristorante insieme al suo compagno. Scopre di essere incinta e, al contempo, si sente in dovere di tornare al paese natio perché il padre, anch’egli ristoratore, ha avuto un infarto. Un film alla francese in cui canzoni e realtà riescono a convivere senza stridere. Uno di quei film che costituiscono una prerogativa del cinema francese. Saper cioè raccontare storie che potrebbero stare tranquillamente nella realtà grazie ai volti giusti unitamente a quel tanto di astrazione che permette di affrontare temi non proprio secondari. Qui Cécile deve decidere su una gravidanza che sente di non volere, lei e il padre si scontrano su due visioni opposte della ristorazione e per di più torna sulla scena un vecchio amore dell’adolescenza per cui la protagonista sente di provare ancora dei sentimenti che sembravano sopiti. Selezionato come film di apertura dell’edizione 2025 del Festival di Cannes si è rivelato come la giusta scelta di intrattenimento non avulso dalla realtà. Recensione ❯
Un remake altamente professionale a cui manca inevitabilmente il respiro dell'originale. Espandi ▽
Luis Molina viene gettato in una cella in cui si trova Valentin, un prigioniero politico. La ‘colpa’ di Molina è quella di essere gay. Valentin mal sopporta la presenza di questo compagno di detenzione per lui troppo invadente. Inizierà progressivamente a comprenderlo quando Molina, per sfuggire alla crudeltà che li circonda, inizierà a raccontargli il film più importante della sua diva preferita, la mitica Ingrid Luna. Il bacio della donna ragno così si intitola il musical cinematografico si materializzerà e vedrà i due diventarne i protagonisti. Il bacio della donna ragno arrivò sugli schermi nel 1985. All’epoca non si definiva, come invece si fa nel remake, lo stato in cui aveva luogo l’azione ma, trattandosi comunque di America Latina il pensiero correva inevitabilmente all’Argentina. Questo faceva sì che si sentisse l’urgenza di una narrazione che andasse oltre i pur importanti film di diretto impegno politico dell’epoca. Riprendere ora il plot di base assume inevitabilmente un altro significato. I due protagonisti sanno giostrarsi adeguatamente nel doppio ruolo, resta però l’impressione di una doppia ‘messa in scena’ seppur altamente professionale. Recensione ❯
Il film si inserisce nella tradizione della commedia francese contemporanea, capace di mescolare leggerezza e profondità con uno sguardo attento sulle fragilità del presente. Espandi ▽
Francia, 1958. Michel lavora in banca come consulente al credito per le imprese. Hélène, sua moglie, resta a casa a cucinare, passare l'aspirapolvere e lavare i panni a mano - finché tramite un concorso non vince una lavatrice "moderna" che creerà un corto circuito che spedirà Michel ed Hélène nel 2025, in una realtà parallela che vede tutto capovolto.
La premessa di Era meglio domani ha grandi potenzialità, tanto comiche quanto drammatiche, ma sfrutta solo le prime, e non sempre con la necessaria sagacia, ma la commedia fa sorridere, tanto nella parte iniziale quanto nello sviluppo successivo, in cui il presente viene raccontato come ricco di progressi ma non privo di lati negativi, come la dipendenza dei giovani dai device, la birra senza alcol e l'obsolescenza programmata.
Il film semplifica un po' troppo a scopo comico quelli che sono temi attuali e rilevanti: ma si lascia guardare volentieri, e immaginiamo già un remake italiano, visto il successo di cassetta oltralpe. Recensione ❯
Il legittimo erede di una famiglia molto ricca decide di mettere in atto un piano molto particolare per ottenere tutta l'eredità. Un complotto omicida sembra la via più facile... Espandi ▽
Becket Redfellow (Glen Powell) è un outsider cresciuto lontano dalla sua famiglia d'origine: una dinastia ricchissima che lo ha rinnegato alla nascita. Determinato a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, Becket mette in atto un piano tanto ambizioso quanto spietato: eliminare, uno dopo l'altro, tutti i parenti che lo separano dall'eredità miliardaria. Ma l'incontro e lo scontro con Julia Steinway (Margaret Qualley) rimetterà in discussione tutto, fino al confronto finale con il temuto capo famiglia, Whitelaw Redfellow (Ed Harris). Recensione ❯
In un cantiere nel centro di Londra viene rinvenuta una bomba inesplosa della Seconda guerra mondiale. Si scatena il caos mentre l'esercito e la polizia avviano un'evacuazione di massa. Recensione ❯
Marina, 18 anni, cerca una firma dai nonni mai conosciuti e scopre segreti di famiglia che la aiutano a ricostruire il ricordo dei suoi genitori. Espandi ▽
(Video)camera a mano e diario della madre in tasca, Marina parte alla volta della Galizia e della famiglia di suo padre, morto di AIDS molti anni prima. Adottata 'altrove', ha bisogno di un certificato anagrafico per ottenere una borsa di studio. Ma dietro alla ragione officiale, si nasconde il desiderio ardente di ricostruire la vita dei suoi genitori, su cui la famiglia mantiene un rigoroso riserbo. Negli stessi luoghi in cui sua madre e suo padre sono stati innamorati e felici, disperati e sconfitti, Marina troverà il suo posto e lo slancio per il futuro.
Il terzo film di Carla Simón è un poema di sole e iodio. Ambientato sulle coste galiziane, Romería esplora le ferite biografiche dell'autrice, che reclama costantemente le immagini mancanti.
Siamo di fronte ad un film riparatore che si allontana progressivamente dai toni realistici, perché la verità della memoria non si trova mai nella ricerca erudita, documentaristica, ma nella fuga romanzesca dell'inconscio, per mediazione della fiction. Recensione ❯
Un flusso di immagini ed emozioni che non teme l'indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart mostra di saper osare. Biografico, Drammatico - Francia, Lettonia, USA2025. Durata 128 Minuti.
Lidia cresce tra abusi e dolore. Nuoto e scrittura sono vie di fuga, ma tra lutti e dipendenze il percorso verso la salvezza sarà lungo e incerto. Espandi ▽
Lidia è una bambina che cresce tra il nuoto e una famiglia in frantumi. Una borsa di studio per il nuoto è la promessa di una vita migliore, ma Lidia dovrà imparare tutto da capo. Ad amare, a rapportarsi agli altri in modo non violento, a sopravvivere a un lutto grave e alle dipendenze multiple in cui finisce per gettarsi. Affamata di vita, intravede nella scrittura una forma di salvezza. È un film viscerale, carnale, appassionato e malato, The Chronology of Water di Kristen Stewart. Un film fuori dall’ordinario che osa portare in scena una storia “scandalosa”, raccontata nell’omonimo romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch. Un flusso amniotico di immagini ed emozioni che non teme l’indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart dimostra di avere maturato negli anni una sua chiara idea di cinema e uno stile nuovo con cui proporla sullo schermo, lontana dalla retorica e dal didascalismo. Un cinema che non deve e non vuole essere rassicurante, intento a raccontare i sentimenti estremi di chi ha subito traumi troppo grandi da elaborare. Recensione ❯