Un noir dalle tinte oscure impreziosito da una fotografia avvolgente ma indebolito da una narrazione frenetica e spaesante. Thriller, Italia2024. Durata 101 Minuti.
Affascinante attrice con un passato misterioso, Anna è impegnata nella realizzazione di un film in un maestoso palazzo di Reggio Calabria. Al suo fianco sul set l'assistente Daniela, una donna dedita al lavoro e pronta ad aiutarla nei momenti di difficoltà. Nel frattempo Fabio, il fotografo di scena, sembra essere particolarmente interessato all'attrice, mentre il ricco marito Andrea vigila dall'alto sul procedere delle riprese. Un giorno, l'apparente tranquillità di Anna viene bruscamente interrotta: durante un'intervista concordata, una giornalista inizia a porle domande scomode, facendo emergere oscuri segreti. Da questo momento, la protagonista verrà travolta da un torbido vortice di fraintendimenti e inganni, che cambierà per sempre la sua vita. Recensione ❯
Un documentario che non ha il senso della misura e della sintesi, senza ritmo e con uno scarsissimo repertorio. Documentario, Italia2024. Durata 153 Minuti.
Un potente tributo a una delle figure antimafia più importanti d'Italia. Espandi ▽
Sono passati oltre trent’anni dalla strage di Via d’Amelio del 19 luglio del 1992 quando il giudice Paolo Borsellino è stato ucciso e dove hanno perso la vita anche cinque persone della sua scorta. L’eredità della sua figura e il resoconto dettagliato dei tragici momenti del giorno dell’attentato vengono ricordati da Luciano Traina (ispettore di polizia e fratello di Claudio, che faceva parte della sua scorta), Giovanni La Perna (Dirigente Sindacale SIULP Ragusa), Grazia Lizzio (figlia di Giovanni, poliziotto vittima di Cosa Nostra assassinato a Catania il 27 luglio 1992), Pierangela Giuffrida (imprenditrice e chef, titolare del ristorante Cascia a Catania), dalla figlia Fiammetta nel corso di un incontro con i ragazzi delle scuole milanesi presso il Teatro degli Arcimboldi, Roberta Gatani (nipote del giudice, responsabile e vice-presidente di “La casa di Paolo” nata nel 2015 su iniziativa di Salvatore Borsellino), Antonio Vullo (l’unico sopravvissuto della scorta) oltre che da Bruno Torrisi, che qui interpreta proprio il ruolo di Paolo Sorrentino nella ricostruzione fiction. Il documentario ricorda l’importanza della ricerca di giustizia di Paolo Borsellino ma anche delle persone della sua scorta che hanno perso la vita nel giorno dell’attentato, oltre tutte quelle figure che sono state ucciseper combattere la mafia. In più, guarda anche alle giovani generazioni per fare un modo che possano abbracciare i valori di integrità e coraggio. Le indubbie lodevoli intuizioni si scontrano però con un documentario che non ha il senso della misura e della sintesi, verboso nell’eccessiva durata (oltre due ore e mezza), con interviste lunghissime e girate spesso con piani fissi, quasi senza montaggio che gli avrebbe dato quel minimo di ritmo di cui un lavoro del genere avrebbe avuto bisogno. Recensione ❯
Biopic per la televisione su Paolo Villaggio diretto da Luca Manfredi. Espandi ▽
Genova, seconda metà degli anni '50. Paolo Villaggio e la sua "banda" di amici della borghesia genovese, composta da un giovanissimo Fabrizio De Andre', il "Polio", professore di lettere su sedia a rotelle e Piero, gemello diverso di Paolo, compiono le loro goliardiche scorribande notturne. Ma mentre di giorno il Polio e Piero lavorano e studiano, Paolo e Fabrizio dormono e a tempo perso compongono canzoni come "i Fannulloni" e "Carlo Martello". Paolo, studente di legge fuoricorso con libretto in bianco, mette incinta Maura, la sua fidanzata e la sposa in Comune vestito in maglietta, zoccoli e pantaloncini da mare. Recensione ❯
La vita di un ragazzo introverso cambia con il ritrovamento di un libro che, ai suoi occhi, sembra quasi magico. Espandi ▽
Labirinti si affida a quei coming of age e racconti di formazione che prevedono la fuga come movimento inderogabile per poter anche soltanto continuare a vivere, dove basta un libro trovato in una casa abbandonata per far sbocciare l’anima.
C’è l’universale contrasto tra città e provincia, Nord e Sud, prosa e poesia. Sceneggiatore e regista, Donato usa questa impalcatura narrativa ed estetica per cercare di raccontare la sua, di storia. Storia che modella sul profilo morfologico, quasi etnografico, della realtà calabrese, in questo caso presa nel suo momento più alto e allo stesso tempo più angosciante, quel 25 agosto quando il paese festeggia San Francesco da Paola e tutto sembra così bello e tutto è sempre uguale.
Storia che, poi, Donato spinge verso il magico e il surreale con le fantasticherie del calabrese solitario Francesco, per la prima volta capace di dare viso e corpo alle sue più nascoste e sincere pulsioni. Recensione ❯
Un avvincente thriller politico con un cast eccezionale che include Karin Viard, Evelyne Brochu e Sofian Khammes. Espandi ▽
Un blackout di pochi secondi durante il voto primario basta a incrinare la vittoria risicata di Paul Francoeur, ministro in sedia a rotelle proiettato alla candidatura presidenziale della destra. A fiutare l'odore di bruciato è César Casalonga, consigliere di lungo corso e amico di Paul. Intorno a loro si addensa un clima di sospetto: rivali interni, media onnipresenti, un sindacato di polizia pronto allo scontro e una macchina digitale opaca, capace di trasformare un bug in una crisi di legittimità. Mentre la campagna prende velocità, l'ombra dello scandalo erode la fiducia nel candidato e nel gruppo che lo circonda.
Artisticamente la serie interroga tre assi: il potere come rituale, la fiducia come bene scarso, la tecnologia come campo minato morale.
La coppia Swann Arlaud/Melvil Poupaud regge totalmente l'asse emotivo: il primo costruisce un consigliere che ha mille fili da tirare e una vita privata ridotta all'osso. Poupaud dà invece a Francoeur una fisicità concentrata nella parte alta del corpo, data la disabilità; ne esce un leader che fa della disabilità la sua grammatica scenica e, soprattutto, un racconto del potere attraverso la voce e la postura. Recensione ❯
L'amicizia improbabile tra una ragazza e un gatto fantasma. Espandi ▽
Karin, 11 anni, ha perso la madre. Il padre, sommerso dai debiti, la porta da Tokyo in una piccola città di campagna, affidandola alle cure del nonno, monaco in un tempio. Qui la bambina fa amicizia con Anzu, un bakeneko: un gatto fantasma (yokai) benvoluto da tutti, nonostante la sua passione per l'alcol e il gioco d'azzardo. Anzu prende a cuore il destino di Karin: cerca di proteggerla dalla sfortuna facendola aiutare dagli spiriti locali e quando lei, che non ha mai superato la morte della mamma, gli chiede di accompagnarla nel regno dei morti per rivederla, il gatto fantasma accetta.
Tratto dall'omonimo manga di Takashi Imashiro, Ghost Cat Anzu deve molto a Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, ma ha una sua personalità grazie al personaggio memorabile del gatto Anzu.
Impossibile non voler bene al personaggio di Anzu: nonostante si comporti spesso in modo scorretto, per nulla accettabile dal rigore della società giapponese, che più di altre bada alle apparenze e alle regole sociali. Recensione ❯
Una commedia per famiglie con protagonista una mamma che fa di tutto per il proprio figlio. Espandi ▽
Nel tentativo di salvare la gita in campeggio di fine anno scolastico del figlio, una madre single si offre come autista del pullman e cerca di dimostrargli di essere forte. Recensione ❯
Due adulti si ritrovano dopo anni, grazie alla passione per il golf. Espandi ▽
Due amici di infanzia si sono persi di vista ma il passato ritorna all'improvviso. Tancredi vuole riconquistare la sua famiglia e ritrova la passione per il golf. Si mette così alla ricerca di Stefano e intanto rivede Costantino, con cui aveva un forte legame quando era bambino. L'obiettivo è quello di ritrovarsi a giocare insieme e sfidare Paco, un avversario tanto forte quanto presuntuoso.
Il tempo ritrovato. Il tempo è ancora nostro mostra i due protagonisti adulti, che ora hanno oltre 40 anni, a un bivio della loro esistenza. La loro vita è stata segnata dal successo e dalle scelte sbagliate ma la passione per il golf li unisce di nuovo.
C'è qualche intuizione come le visioni di Stefano dopo che si è addormentato sulla tomba del padre, la sua camminata a piedi nudi sul campo e la prova di Andrea Roncato. Nostalgica e amara, come invece Il tempo è ancora nostro non è riuscito ad essere. Recensione ❯
Una storia ispirata a fatti realmente accaduti su un finto sopravvissuto allo sterminio nazista. Espandi ▽
Enric Marco si racconta da decenni come un ex prigioniero del campo di sterminio nazista di Flossenbürg. Peccato che uno storico lo smaschererà: tutto quello che ha raccontato finora è assolutamente falso. Non c’è nulla di più attuale di un film sulla mitomania e la mistificazione della realtà. Il film in fondo racconta molto della nostra contemporaneità e dell’umanità (o disumanità) che siamo diventati: incapaci di accettare la mediocrità delle nostre vite, costruiamo identità fittizie (sui social, specialmente) a cui finiamo per credere noi stessi. La contraffazione è proprio metafora del tempo in cui viviamo, e i registi di questo film lo mostrano apertamente, disseminando dubbi ad arte fino all’ultimo, confondendo dimensione pubblica e privata, realtà e artefatto, e servendosi di un attore dalla bravura impressionante, che sa tenere il pubblico incollato a uno schermo a interrogarsi. Recensione ❯
Un'occasione speciale per prendere parte alle celebrazioni Pucciniane a 100 anni dalla scomparsa del Maestro. Espandi ▽
Grazie alla sublime partitura di Puccini, questa produzione della Butterfly con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier, che trae ispirazione dalla visione del Giappone nell'Ottocento europeo, è commovente e straziante. Lo spettacolo vede il debutto della soprano Asmik Grigorian nel ruolo della protagonista Cio-Cio-San, dopo le sue acclamate interpretazioni di Rusalka (2023) e Jenufa (2021). Al suo fianco troveremo sul palco il tenore Joshua Guerrero, che riprende il ruolo del tenente Pinkerton, e i partecipanti al Jette Parker Artists Program Hongni Wu (Suzuki), Lauri Vasar (Sharpless) e Ya-Chung Huang (Goro). Il tedesco Kevin John Edusei, direttore d'orchestra principale dei Münchner Symphoniker, dirigerà l'Orchestra della Royal Opera House.
Con una partitura che include alcuni dei brani più toccanti che il compositore abbia mai scritto - dalla famosa aria di Butterfly, "Un bel dì, vedremo", al "Coro a bocca chiusa" - Madama Butterfly rimane ancora oggi una delle opere italiane più popolari al mondo. Recensione ❯
Un'opera per tornare a riflettere sulla vicenda di Mimmo Lucano grazie alla sua stessa comunità. Documentario, Italia, Francia, Belgio2024. Durata 97 Minuti.
Dopo vent'anni di armonia, l'arresto del sindaco Lucano costringe Riace, modello per l'accoglienza dei migranti, a un doloroso dilemma: resistere o scomparire. Espandi ▽
Mimmo Lucano, accogliendo i primi 200 migranti giunti sulle vicine coste della Calabria ha fato il via ad un modello di integrazione che ha rivitalizzato strutture del paese ormai improduttive. Qualcuno però non apprezzava il modello e, denunciandolo con l’accusa di diversi reati, ha interrotto l’attività costringendo di fatto molti dei nuovi arrivati e ormai integrati ad andarsene. Il documentario segue tutta la vicenda illustrando motivazioni ed accuse.
Siamo di fronte a un reportage di una lunga, troppo lunga, vicenda di diffamazione (così è di fatto visto che in definitiva tutte le accuse tranne una minore sono state alla fine ritenute prive di fondamento) che si schiera nettamente dalla parte di Lucano.
Ci sono documentari che consentono di ripercorrere in sintesi ciò che la cronaca ci aveva proposto un po’ alla volta. Permettono così di tornare a riflettere sull’accaduto e assumere una nuova e più circostanziata lettura perché offerta, in questo caso, dall’interno di una comunità attiva e, come suggerisce il titolo, resistente. Un paese di resistenza appartiene alla categoria. Recensione ❯
Tre ragazzi autistici, camerieri in una pizzeria innovativa, incontrano una classe di liceo per insegnare il loro lavoro e condividere esperienze di vita. Espandi ▽
Presentato come progetto a Visioni Incontra 2023, "Ugualmente Diversi" racconta la storia di Lorenzo, Andrea e Gabriele, tre camerieri che lavorano in una nota pizzeria in Italia gestita da ragazzi autistici.
Le vite dei tre protagonisti si intrecciano con quelle dei ragazzi dell'ultimo anno del liceo scientifico Sacro Cuore che imparano proprio da loro il lavoro del cameriere, come ultimo capitolo di un percorso scolastico su diversità, equità e uguaglianza.
Il film conduce a un inaspettato ribaltamento di ruoli e ci lascia con una domanda: 'Cosa significa oggi diversità?' Recensione ❯
Darren Barrenman è un incrollabile ottimista originario di Angeleno che trascorre le sue giornate occupandosi della piscina del condominio tahitiano Tiki e lottando per rendere la sua città natale un posto migliore in cui vivere. Recensione ❯
Una bellissima storia d'amore in un luogo affascinante, speciale, romantico. Espandi ▽
Il film storia di Ian, giovane scrittore inglese interpretato da Alex Pettyfer, e della sua avventura pugliese vissuta insieme alla zia Audrey, che ha le fattezze di Toni Collette, alla ricerca dell'ispirazione per poter completare il suo romanzo. E poi l'incontro con Giacomo, proprietario della Masseria in cui soggiorneranno, e la figlia Arianna, interpretati rispettivamente da Andy Garcia ed Eva De Dominici, e la travolgente storia d'amore e il viaggio verso la riscoperta di sé stessi in cui si troveranno coinvolti i protagonisti. Recensione ❯
Elisa Fuksas racconta la sua crisi spirituale e lavorativa. Espandi ▽
Elisa Fuksas racconta in prima persona la sua frustrazione per il fallimento del progetto di un film di finzione ispirato alla sua conversione al cattolicesimo. Mentre cerca di rimettere insieme i cocci della sua vita professionale, sente per la prima volta nella sua testa la voce di qualcuno, forse la Madonna, che la rimprovera di non aver fatto abbastanza. Per il suo film e per la sua conversione religiosa. Decide allora di partire per un viaggio in nave verso Medjugorie.
Il racconto impudico e coraggioso di un fallimento: questo è Marko Polo, film ibrido che fin dal titolo "sbagliato" (è il nome della nave che dovrebbe portare i protagonisti del film in Bosnia, anche se l'imbarcazione sarà poi un'altra...) abbraccia l'imperfezione, l'errore, la prospettiva laterale e scentrata.
Da regista, figlia e nuova credente, Elisa Fuksas cerca sé stessa il più lontano possibile dal proprio mondo, nel tentativo di trovare il cinema proprio laddove è difficile trovarlo. Recensione ❯
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