| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Belgio, Francia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Beppe Tufarulo |
| Attori | Luigi Lo Cascio, Giovanni Napolitano, Salvatore Pelliccia, Claudia Potenza Massimiliano Rossi. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 9 settembre 2026
Un film su un Sud che non esiste sulle mappe. Un Sud tribale, periferico e senza certezze, una sorta di west senza leggi dove le regole sono saltate.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sauro Cantafame ha un mestiere particolare. Sa come 'aggiustare' i morti. Ai defunti in età avanzata, grazie alla tecnologia elaborata da un cinese che lui conosce, monta dei cuori meccanici che ne simulano l'esistenza in vita consentendo ai familiari di continuare a riscuotere la pensione. Mentre è alla ricerca della famiglia di un 'cliente', incontra il giovane Giocondo Infelice che è al centro del dileggio di alcuni malavitosi. Decide, con il consenso della madre, di farne il proprio assistente. Inizieranno uno strano viaggio.
Sulla base di una sceneggiatura di Massimo De Angelis vincitrice del premio Solinas, Tufarulo ci racconta un Sud in cui ciò che è irreale sa dirci molto sulla realtà.
C'è un nuovo tipo di business nel film di Tufarulo. È quello dei confessionali elettronici in cui, immettendo denaro, si possono ottenere assoluzioni e penitenze da un sacerdote evidentemente pre -registrato. Può sembrare una trovata ad effetto e forse lo è ma, dinanzi alla carenza di vocazioni sacerdotali, come è quella che la Chiesa vive attualmente, potrebbe essere molto verosimilmente futuribile.
È su questo piano che si sviluppa un film che ha fatto propria la lezione del cinema che fonde simile e verosimile ambientando l'azione in un Sud in costante equilibrio tra invenzione e realtà. Perché di invenzione si tratta quando ci si occupa del "mestiere d'o' tecnico" Sauro Cantafame impegnato ad aiutare a frodare l'Inps con l'invenzione cinese che è in grado installare nei corpi dei deceduti che si apprestano, a loro insaputa, a tornare a una simulazione di vita. Ma di realtà si tratta quando, come dolenti comparse mute, compaiono i migranti clandestini schiavizzati nella raccolta dei pomodori. Così come di realtà ci si occupa quando si mostrano le numerose (ed esteticamente offensive dell'ambiente) pale eoliche.
C'è poi Luigi Lo Cascio, un attore che vediamo sullo schermo meno di quanto potrebbe fare piacere, ma che si distingue anche per questo. È difficile, si potrebbe dire che è impossibile, trovare un film (o una serie) in cui sia protagonista e che non presenti motivi di interesse. Lo Cascio è un attore che sceglie ed è proprio per questo che la sua presenza rappresenta una garanzia.
In questo film è "o'tecnico" ma è anche l'uomo che ravviva i propri radi capelli tutte le volte che può. È il padre vicario di un ragazzo che ha in nome e cognome (Giocondo Infelice) la propria condanna ma che nel disegno trova la propria forma di lettura e di anticipazione della realtà così come è colui che deve andare incontro al proprio futuro avendo chiaro cosa lo attende tra il fumo delle innumerevoli sigarette, spesso iniziate e non terminate.
Se poi siete alla ricerca dell'idea geniale (e magari siete anche appassionati di scalate o del manga "The Climber") troverete una location che molto probabilmente non potevate immaginare.
Sauro Cantafame di mestiere "aggiusta" i morti. Nei corpi degli anziani defunti monta dei cuori meccanici così che sembrino vivi. E con questo trucco le famiglie continuano a riscuotere la pensione. Con la sua Apecar attraversa un Sud di frontiera, violento, lunare, tra la realtà e l'inverosimile. Sarà l'incontro con Giocondo Infelice, un ragazzo murato in sé stesso ma con un misterioso dono, a riportarlo alla vita e ai sentimenti, tanto da affrontare il rischio di sfidare la deità criminale di Vito la Scimmia che, in quel territorio alla fine del mondo, tutto comanda e dispone...
Nessun esordio nasce dal nulla. Alcuni però rappresentano il punto d'arrivo di una ricerca visiva e personale condotta per anni. È il caso di Il Mestiere, l'opera prima di Beppe Tufarulo presentato alle Giornate degli Autori. Il regista ha scelto la sceneggiatura di Massimo De Angelis, vincitrice del Premio Solinas - Storie per il Cinema 2009. In precedenza Tufarulo ha costruito una carriera importante [...] Vai alla recensione »
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