Tra commedia e thriller, un film brillante e divertente direttamente dall’Argentina. GUARDA ORA IL FILM »
"Vendo opere d'arte, e il mio segreto è che sono un assassino". Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d'arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia. L'amico del cuore di Arturo è Renzo Nervi, un pittore che negli anni Ottanta aveva raggiunto un grande successo, ma ora è caduto in disgrazia per via del suo carattere impossibile.
Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio - cioè praticamente tutti. Ma come Buenos Aires, sono i suoi difetti a renderlo amabile agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all'amico di toglierlo perpetuamente dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista?
Il mio capolavoro è un buddy movie sorprendente, ricco di colpi di scena. Arriva dall’Argentina e porta la firma di Gastón Duprat, già acclamato per Il cittadino illustre, diretto insieme a Mariano Cohn.
Tra commedia brillante e thriller imprevedibile, il film gioca con le regole del mondo dell’arte, dove la realtà può essere plasmata a piacimento e tutto sembra sospeso tra genio, talento e anche tanta superficiale volubilità con tutta la sua inconsistenza. Non a caso, il racconto finisce per virare verso un cinismo sempre più tagliente.
Prestano il volto ai protagonisti due straordinari attori argentini: Luis Brandoni nei panni dell’artista egocentrico e fuori controllo, e Guillermo Francella in quelli gallerista scaltro e affascinante. È la loro alchimia a rendere la visione irresistibile.
Il mio capolavoro è stato presentato Fuori Concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
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