Il mio Capolavoro

Film 2018 | Commedia +13 100 min.

Titolo originaleMi Obra Maestra
Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneSpagna, Argentina
Durata100 minuti
Regia diGastón Duprat
AttoriGuillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo, Andrea Frigerio, María Soldi Mónica Duprat, Santiago Korovsky.
Uscitagiovedì 24 gennaio 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneMovies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,06 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gastón Duprat. Un film Da vedere 2018 con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo, Andrea Frigerio, María Soldi. Cast completo Titolo originale: Mi Obra Maestra. Genere Commedia - Spagna, Argentina, 2018, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 24 gennaio 2019 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,06 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un gallerista riuscirà a fare un accordo con un investitore per rilanciare la carriera di un grande pittore. In Italia al Box Office Il mio Capolavoro ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 67,7 mila euro e 3,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,06/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,12
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Tra thriller e commedia spassosa, il ritratto di un mondo e un Paese in cui l'illusione conta più della realtà.
Recensione di Paola Casella
giovedì 30 agosto 2018
Recensione di Paola Casella
giovedì 30 agosto 2018

"Vendo opere d'arte, e il mio segreto è che sono un assassino". Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d'arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia. L'amico del cuore di Arturo è Renzo Nervi, un pittore che negli anni Ottanta aveva raggiunto un grande successo, ma ora è caduto in disgrazia per via del suo carattere impossibile. Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio - cioè praticamente tutti. Ma come Buenos Aires, sono i suoi difetti a renderlo amabile agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all'amico di toglierlo perpetuamente dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista?

È impossibile riassumere la trama di Il mio capolavoro senza rovinare le tante sorprese di una storia che si segue come una commedia spassosa per situazioni e battute fulminanti, ma si sviluppa come un thriller e raggiunge conclusioni inaspettate.

Forse il modo migliore è quello leggerlo come un buddy movie, ovvero la storia di un'amicizia pluriennale e profonda fra due uomini vicini alla terza età e dediti all'arte, l'uno da un'angolazione commerciale, l'altro da una prospettiva puramente estetica.

È l'arte infatti la femme fatale di Il mio capolavoro, quell'arte che talvolta può creare la realtà invece di limitarsi a rappresentarla, e che lega fra loro i pochi individui che la capiscono davvero, ingannando tutti gli altri. Il mondo che circonda l'arte contemporanea, fatto di appassionati, critici e geni incompresi, è descritto in tutta la sua superficiale volubilità e in tutta la sua inconsistenza. Gaston Duprat, regista e sceneggiatore, ha già firmato L'artista e Il cittadino illustre, due ottime commedie argentine che avevano a che fare con la natura complessa del lavoro creativo, il primo parlando direttamente di pittura contemporanea, il secondo di letteratura. Accanto a Duprat c'è qui il produttore e amico di sempre, Mariano Cohn, anche co-regista de L'artista.

Il mio capolavoro trova inoltre in due grandissimi attori argentini le perfette incarnazioni dei protagonisti: Luis Brandoni nei panni dell'artista egocentrico e asociale, e Guillermo Francella in quelli del gallerista con un buon senso degli affari ma un'ancor più grande capacità di distinguere il talento dalla fuffa - compresa quella che vende. La sceneggiatura sostiene questi due talenti anche se a tratti complica un po' troppo le cose. Ma come L'artista e Il cittadino illustre, Il mio capolavoro dipinge (è il caso di dirlo) il ritratto di un mondo e un Paese in cui l'illusione conta più della realtà, e i rapporti umani possono valere più di un conto in banca.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 28 settembre 2018
gpistoia39

Bellissimo film, ironico e caustico, nel quale vale di più l'amicizia vera fra due persone che tutto il resto. I soldi contano perché danno la possibilità di vivere bene ed avere una bella casa dove si preferisce e una vita che sia ama. "Cosa stai pensando?" " Alla morte" "Io la contesto" Questo è il dialogo finale fra due amici che sicuramente amano la vita.

mercoledì 30 gennaio 2019
Giuseppe

Il cinema sud-americano ci sa donare film gradevoli, ironici e spesso con tematiche coraggiose, che altrove non troviamo.Questo film è godibile, girato con maestria, ma mai banale, come ciò che ci arriva dall'altra america, volgare e violenta.

sabato 2 febbraio 2019
Andrea

Piacevole e positivo. 

lunedì 4 febbraio 2019
no_data

E' un vero peccato, perchè per più di un'ora è un gran bel film, storia sincera di amicizia tra un artista e il suo gallerista, poi però perde totalmente di credibilità andandosi a cacciare in un vortice assurdo di situazioni ridicole e scontate che ne fanno perdere tutto il fascino iniziale. Non lo so perchè il regista abbia voluto virare verso la [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 24 gennaio 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

All'inizio un personaggio si dichiara assassino, invitandoci a scoprire: chi e perché ha ammazzato. Tuttavia Il mio capolavoro non è un giallo, ma un "film di amici" sullo sfondo di una satira del mercato dell'arte (il co-sceneggiatore, non a caso, è il direttore del Museo delle Belle Arti di Buenos Aires). Vecchio pittore misantropo e scorbutico, Renzo Nervi ha un solo amico: il gallerista Arturo, [...] Vai alla recensione »

domenica 10 febbraio 2019
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

È stato un pittore argentino molto famoso, ma da un po' di tempo le sue opere non si vendono più. Colpa delle mode, gli suggerisce il suo gallerista, amico da una vita? e colpa del carattere impossibile dell'artista che delle mode, appunto, se ne infischia altamente. Non solo: è burbero, egocentrico, misantropo (non misogino, però: le belle ragazze gli piacciono ancora, eccome).

giovedì 31 gennaio 2019
Silvana Silvestri
Il Manifesto

A Buenos Aires, capitale di un impero mai esistito come diceva Malraux, Duprat continua la sua indagine caustica nel mondo dell'arte in Argentina. Dopo aver seguito le vicende del premio Nobel della letteratura tornato dall'Europa nel suo paesino sperduto (Il cittadino onorario) in Mi obra maestra (Il mio capolavoro, fuori concorso a Venezia) prende spunto dalle misteriose strade che dominano il mercato [...] Vai alla recensione »

domenica 27 gennaio 2019
Fabiana Sargentini
Close Up

"Mi chiamo Arturo Silva, sono un gallerista e sono un assassino". Declama così la voce fuori campo di uno dei due protagonisti del film Il mio capolavoro, intrigante pellicola dell'argentino Gastón Duprat, già regista de Il cittadino illustre (2016). L'affermazione - chiave di lettura di tutta la storia - risuona come un'eco nell'orecchio dello spettatore, tarlo pungente che tinge di un colore nuovo [...] Vai alla recensione »

sabato 26 gennaio 2019
Rinaldo Vignati
Cineforum

Due anni fa avevano sorpreso con Il cittadino illustre. Oggi ritornano con un nuovo film con una formazione solo leggermente mutata: Andrés Duprat figura sempre come sceneggiatore, mentre la regia è stavolta del solo Gastón Duprat, con Mariano Cohn accreditato invece come produttore. Al di là dei ruoli ufficiali attribuiti nei titoli di testa, il film, non diversamente dai precedenti, è sempre un'opera [...] Vai alla recensione »

sabato 26 gennaio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il cittadino illustre" sfotteva gli scrittori che tornano al villaggio dopo il Nobel e si aspettano onori (invece, siccome nei romanzi il paesello natio era descritto come un incubo, e i compaesani come buzzurri, l'atterraggio non è dolce come pensava). "L'artista" sfotteva pittori e critici d'arte: "Quando dico interessante vuol dire che non mi interessa".

giovedì 24 gennaio 2019
Francesco Grossi
Sentieri Selvaggi

Renzo Nervi (Luis Brandoni) è un pittore che fu di grande successo negli anni '80 ma che adesso non riesce più a vendere. Arturo Silva (Guillermo Francella), il suo gallerista, invano cerca di vendere i suoi dipinti a potenziali clienti che sembrano non riconoscere più il genio dell'artista. Il mio capolavoro è ambientato a Buenos Aires, città dalla duplice natura, estremamente bella ma allo stesso [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2019
Fulvia Caprara
La Stampa

Il corpo a corpo tra due uomini differenti, frequentatori dello stesso universo artistico, è il cuore del Mio capolavoro, la nuova commedia di Gaston Duprat, regista nel 2016 dell'applauditissimo Cittadino illustre. Da una parte c'è Arturo (Guillermo Francella), raffinato e spregiudicato titolare di una galleria d'arte del centro di Buenos Aires, dall' altra Renzo (Luis Brandoni), pittore cupo e scontroso, [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Buenos Aires. Renzo, pittore di una certa fama negli anni Ottanta, ma dal carattere impossibile, è in declino, come sa bene il gallerista, nonché miglior amico, Arturo, che non riesce più a vendere suoi quadri. Quando l'artista viene travolto da un camion, perde la memoria, occasione per fare un bilancio della sua vita. «A questo punto, meglio morire.

giovedì 24 gennaio 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Chi ha frequentato un po' i pittori sa quanta leggenda e insieme quanta occulta verità ci sia nell'icona del disadattato, anarchico o introverso autoescluso dalla vita borghese, per spregio sociale o, soprattutto, per lucido bisogno di fruttuosa libertà di sguardo sul mondo. Pensato, col fratello gallerista, e diretto dal brillante autore del premiato Il cittadino illustre, questo "buddy movie" d'arte [...] Vai alla recensione »

martedì 22 gennaio 2019
Greta Leo
La Rivista del Cinematografo

Capolavori, opere uniche e multiple, copie e copie di copie. Cosa è l'arte contemporanea se non un grande gioco dove a vincere è il più bravo a vendere nonché a mischiare le carte? E di manipolazioni ne sa qualcosa il gallerista Arturo, affascinante quanto astuto nel coltivare vecchi talenti e nello scovarne di nuovi. Operazione che poco gli riesce quando deve trattare con l'affermato Renzo, quintessenza [...] Vai alla recensione »

martedì 22 gennaio 2019
Emanuela Martini
Film TV

Amici e complici da anni, e nello stesso tempo litigiosi antagonisti: Arturo Silva, un ricco gallerista di Buenos Aires, arrivato e arrivista, esperto d'arte ma abbastanza cinico da anteporre il successo al reale valore dell'opera, e Renzo Nervi, un pittore collerico, misogino e malconcio, che vive con i suoi animali in un appartamento zeppo di cianfrusaglie, che ama solo dipingere e non cede di un [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 17 gennaio 2019
 

"Vendo opere d'arte, e il mio segreto è che sono un assassino". Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d'arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia.

NEWS
giovedì 3 gennaio 2019
 

"Vendo opere d'arte, e il mio segreto è che sono un assassino". Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d'arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia.

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