L'artista

Film 2008 | Drammatico 110 min.

Titolo originaleEl artista
Anno2008
GenereDrammatico
ProduzioneArgentina, Italia
Durata110 minuti
Regia diGastón Duprat, Mariano Cohn
AttoriSergio Pangaro, Alberto Laiseca, Ana Laura Lozza, Marcello Prayer .
Uscitavenerdì 2 ottobre 2009
TagDa vedere 2008
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro 3,00 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gastón Duprat, Mariano Cohn. Un film Da vedere 2008 con Sergio Pangaro, Alberto Laiseca, Ana Laura Lozza, Marcello Prayer. Titolo originale: El artista. Genere Drammatico - Argentina, Italia, 2008, durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 2 ottobre 2009 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,00 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'infermiere di un manicomio scopre che uno dei suoi pazienti è un pittore di talento e resta affascinato dai suoi quadri. In Italia al Box Office L'artista ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 47,5 mila euro e 18,5 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO SÌ
Opera prima italo-argentina, il film esplora il paradossale mondo dell'arte contemporanea con un sorriso disincantato.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

Jorge lavora come infermiere in un istituto geriatrico. Tra gli altri, si occupa anche di un vecchio autistico, Romano, dotato di uno spiccato talento pittorico. Quando Jorge recapita ad una galleria i lavori di Romano spacciandoli per propri, la sua vita prende una svolta inattesa e si ritrova catapultato nel mondo dell'arte contemporanea. In breve, diviene un artista di culto, ricercato da curatori, critici, collezionisti e belle donne. Il suo silenzio viene interpretato come un rifiuto di parlare al posto della propria opera, il suo contributo viene prontamente inscritto nella storia dell'arte e dell'art brut in particolare. Jorge attraversa le contraddizioni della scena artistica contemporanea senza riuscire ad illuminare la propria esistenza, trovando continue domande e nessuna risposta.
Primo lungometraggio di finzione degli argentini Mariano Cohn e Gastòn Duprat, reduci da numerose conferme nel campo del cinema sperimentale e documentario, L'artista è una commedia low budget e high concept che approccia uno dei soggetti più discussi - la natura dell'opera d'arte - dal punto di vista di due personaggi diversamente apatici, privi di un vero e proprio punto di vista che rilanciano per questo la palla allo spettatore, omaggiando la teoria duchampiana che vuole l'arte proprio nello spettatore e non nell'opera o nell'artista (ragion per cui non vediamo mai i lavori di Romano).
Il film procede per quadri, allestisce inquadrature pittoriche, lascia che il soggetto occupi una posizione originale all'interno di esse e che sia il pubblico a porsi il problema della loro giustificazione, gioca con il sonoro e con la superficie della tela bianca di cui è ospite il cinema. Una macchia sul muro è arte? O è arte quell'inquadratura della macchia sul muro?
Senza graffiare lo schermo e senza rinunciare ad una buona dose di ironia (basti pensare alle reazioni del vecchio quando Jorge, il non artista, colui che non ha idea dei confini dell'opera e della sua misura necessaria, gli sottrae di mano il foglio prima che l'atto creativo sia stato completato), L'artista ha il pregio di saper mostrare, con pochissimo, un ambiente che evidentemente gli autori conoscono dall'interno e sul quale non mentono o romanzano, e il buon gusto, dopo aver snocciolato citazioni su citazioni (d'altronde di questo si tratta, di un uomo che si serve dell'espressione di un altro) di affidarsi al silenzio, in un finale di rara eloquenza.
Un riuscito divertissement, da non confondere con un'opera d'arte.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Infermiere in un istituto geriatrico di Buenos Aires, Jorge Ramirez scopre che un suo vecchio paziente, spesso in stato di abulia, traccia su carta disegni astratti. Li propone come suoi a una galleria d'arte e diventa famoso, osannato dai critici e corteggiato dai collezionisti. Scritto da Andrés Dubrat, rinomato curatore di mostre, funzionario del dipartimento centrale di Arti Visive e fratello del coregista Gastón, è una realistica, ironica e impassibile satira di un microcosmo chiuso in sé stesso, fondato su affari, snobismo mondano e intellettualismo ermetico da addetti ai lavori. Cinepresa ferma, riprese frontali in cui i campi medi e lunghi si alternano con primissimi piani, dettagli o inquadrature vuote astrattamente geometriche. I due protagonisti s'intonano alla "freddezza" stilistica: fanno sé stessi, talvolta con irresistibili effetti umoristici. Laiseca, il vecchio catatonico, è un noto scrittore; i suoi inebetiti compagni sono autorevoli figure del mondo culturale bonaerense. Tra loro Leon Ferrari, anche coproduttore, artista concettuale che nel 2007 vinse il 1° premio alla Biennale dell'Arte di Venezia. Esposto al Roma Cinema Festival 2008 e in altri 9 festival internazionali 2009. I disegni del vecchio, con prudente intelligenza, rimangono invisibili.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 5 ottobre 2009
sassolino

Nella grigia atmosfera di una qualsiasi provincia argentina svettano palazzi appena sbrecciati, strade semideserte di un vuoto creativo appena palpabile, come la vita in sordina di Jorge Ramirez, infermiere frustrato, che quasi a dare un senso alla sua vita, del tutto priva di una qualsivoglia arte, si prende cura di un anziano ormai vittima dei suoi fantasmi mentali.

venerdì 2 ottobre 2009
Alessio Trerotoli

Che cos’è l’arte? Per Andy Warhol l’arte è ciò che puoi riuscire ad ottenere da essa, per Pablo Picasso invece l’arte è una bugia che aiuta a realizzare la verità. Marcel Duchamp riteneva invece che l’arte non fosse nell’opera, ma nello spettatore, mentre per Cechov ciò che piace è arte, ciò che non piace non è arte. L’arte è questione di dibattito da secoli; diverse scuole di pensiero, artisti e filosofi [...] Vai alla recensione »

domenica 4 ottobre 2009
coral

Il film mi è veramente piaciuto. Al di là delle riflessini sull'arte che inevitabilmente provoca, su che cosa può essere cnsiderata arte oppure no, in questo caso il film stesso è l'opera d'arte: l'immagini che si soffermano nei personaggi sembrano quadri da essere appesi, l'uso del suono accuratamene pianificato. Un film divereo e sorprendente.

domenica 4 ottobre 2009
gabriel fun

jorge luis borges e bioy casares: Cronache di busto domecq. ricordano pure scritti sull'arte di caspar david friedric...e molte cose dei primi del novecento. come se lo sceneggiatore avesse ritracciato in contemporaneo le situazioni. il film è sincero, buono. vorrebbe riferirsi ad un contesto contemporaneo ma in realtà è un film "romantico", "antico", il contemporaneo è più sottile e crudele oggi. del [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 novembre 2009
paapla

In un paese dove tutto è targettizzato il bellissimo lavoro di Gastón Duprat non trova spazio perché non soddisfa i cinefili abituali e quelli non abituali (i più numerosi). La novità (di oggi) sta nel pubblico che è costretto ad adattarsi al gusto dell'artista. Almodòvar fa il contrario, anche se nell’intervista rilasciata a Fazio a “chetempochefa” ha detto il contrario, spiegando il finale del film [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 novembre 2009
NancyB

l'ho visto durante il chieti film festival..è in gara!Ma temo che non lo vvoterà nessuno. Pessimo davvero.Una storia che poteva funzionare ma fatto male con attori pessimi..tranne l'anziano ovviamente

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 23 settembre 2009
Edoardo Becattini

Lo stato dell'arte L'arte si è da sempre distinta come espressione del genio, forma inedita e pulsante della sensibilità, parto naturale di creazione e creatività. Da meno tempo si mostra invece nel suo universo sociale e mondano fatto di quei lussuosi vernissage dove trionfa l'eccentricità ricercata e l'esibizionismo critico e intellettuale, più o meno da quando tutto il dominio dell'esperienza estetica si è convertito al sistema dell'industria culturale.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

L'artista» è un racconto per illustrare il mondo dell'arte contemporanea, i personaggi che lo popolano e quanto sia difficile definire il concetto stesso di arte: un esercizio inconsueto e magari dislocato in Paesi come l'Argentina e l'Italia, realizzatori della coproduzione, ma non troppo mal riuscito. Un infermiere che lavora in una clinica geriatrica scopre che uno dei pazienti, spesso immerso nella [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Beffarda commedia argentina che avanza a ritmo di tango. A Buenos Aires il giovane infermiere di una casa di riposo Jorge Ramirez presenta all'Istituto d'arte contemporanea, spacciandoli per suoi, gli schizzi del paziente Romano, in irrecuperabile stato catatonico. Il successo è clamoroso: l' artista è osannato come il fenomeno della pittura moderna.

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Duprat e Cohn sono conosciuti in Argentina per essere autori di programmi televisivi fuori formato, inventivi, come Telesivion Abierta o El Amante, programma di cinema dal nome di una famosa rivista. Con lo stesso tono anticonvenzionale prendono di mira il mondo dell'arte nel loro film d'esordio, con un protagonista un po' fuori dal mondo, sprovveduto e infinitamente triste, che riesce a diventare [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

L'infermiere di un centro geriatrico scopre che un suo anziano paziente autistico ha un vero talento pittorico. Così porta in una galleria le sue opere (che hanno l'aria di essere puro art brut alla Dubuffet, ma non vedremo mai), lasciando credere di esserne l'autore. Segue carriera folgorante con mostre, interviste, groupies disponibili, contratti milionari, critici e critichese.

Paola Casella
Europa

Il film della settimana, secondo alcuni parametri, dovrebbe essere Bastardi senza gloria: è firmato Quentin Tarantino, l'attore principale ha vinto la Palma d'oro a Cannes, esce in 400 copie. Ma è proprio quest'ultimo dato a farci scegliere invece di dedicare a Bastardi senza gloria una piccola recensione qui in basso (a Tarantino abbiamo già dedicato un articolo quando è venuto a presentare il suo [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Sarà anche un "film da festival" (ne ha frequentati molti, da Roma a Karlovy Vary, ad Haifa), però L' artista non è affatto noioso: intrattiene su cose serie con un tocco di leggerezza senza trascurare una pennellata di angoscia, quando ci vuole. Infermiere in un istituto geriatrico, Jorge si scopre improvvisamente artista d' avanguardia; in realtà l' autore delle opere, che lo rendono rapidamente [...] Vai alla recensione »

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