| Titolo originale | Poor Things |
| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 141 minuti |
| Regia di | Yorgos Lanthimos |
| Attori | Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Christopher Abbott Suzy Bemba, Jerrod Carmichael, Kathryn Hunter (II), Margaret Qualley, Charlie Hiscock, Damien Bonnard, Jack Barton, Jeremy Wheeler, Jon Locke, Vivienne Soan, Roderick Hill, Wayne Brett, Andrew Hefler, Hanna Schygulla. |
| Uscita | giovedì 25 gennaio 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 4,02 su 44 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 marzo 2024
Argomenti: Povere Creature!
L'incredibile storia e la fantastica evoluzione di Bella Baxter, una giovane donna riportata in vita dal brillante e poco ortodosso scienziato Dr. Godwin Baxter. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 4 Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 6 candidature e vinto 2 Golden Globes, 11 candidature e vinto 5 BAFTA, a National Board, 13 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, ha vinto un premio ai ADG Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, 3 candidature e vinto 2 Critics Choice Super, In Italia al Box Office Povere Creature! ha incassato 9,3 milioni di euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Oltre alle cicatrici che lo sfigurano e alle terribili menomazioni del suo fisico, Godwin Baxter deve a suo padre anche una sincera passione per il metodo scientifico e le pratiche chirurgiche. L'esperimento che più lo inorgoglisce è Bella, che tratta come una figlia. L'ha trovata cadavere, incinta di un feto ancora vivo, e le ha ridato il respiro e trapiantato il cervello del neonato. Ora Bella, già cresciuta e splendida nel corpo, cresce rapidamente anche nelle facoltà mentali, imparando a camminare, parlare e, soprattutto, desiderare. A nulla vale, a questo punto, il tentativo del suo creatore di fermarla: God(win) le ha dato la vita e, con essa, il libero arbitrio.
La donna bambina va alla scoperta del mondo con uno sguardo nuovo, affamato e primigenio, che non ha memoria delle regole e dei pregiudizi che muovono la società, non conosce vergogna ma solo curiosità. Farà esperienza di quanto il suo comportamento sia contrario alla norma, e di quanto la norma sia lontana tanto dalla logica che dalla natura.
Quale miglior occasione, per Lanthimos, per fare sempre meglio ciò che ha sempre fatto? La Bella di Emma Stone è infatti il viatico ideale, la lente distorta che occorre per guardare con lucidità la realtà nelle sue componenti principali (già illuminate ne La favorita): mostruosità e ironia.
Povere creature! ne aggiunge o consacra un'altra: la libertà. Una dimensione rischiosa, sempre sfuggente, perché, nella scienza come nell'esistenza, "è così finché non si trova un altro modo" e ancora e ancora. Una trasformazione antropologica e sociale è dunque possibile? Una reale libertà del femminile? O è solo una favola di fanta-scienza? Per rispondere, il regista greco lancia la sua Eva in un viaggio senza tempo (non è cambiato molto, nei secoli, in materia di relazioni uomo-donna), liberando contemporaneamente un'energia visiva esplosiva, che frulla suggestioni pittoriche e organiche, impressionismo ed espressionismo, esalta il racconto vittoriano dello scozzese Alisdair Grey alla base del film, la fantasia interpretativa della Stone e il lavoro immaginifico di scenografi e costumisti.
Più simile al Candido voltairiano che al mostro di Frankenstein, la creatura di Yorgos Lanthimos fa esperienza dell'abbondanza cromatica del mondo e della scarsità di empatia dei suoi abitanti, passando in rassegna un campionario maschile tragicomico (il buono, il geloso, il padre, il cinico, il crudele) che ha in comune la tendenza a volerla rinchiudere nel proprio universo, con la scusa di offrirle protezione. E si ride, con Povere creature!, della comicità più acuta: quella che non nasconde il suo lato oscuro.
Rilettura intelligente e fantasiosa del mito di Frankenstein e della creatura. Qui il dottore si chiama Godwin Baxter (un terrificante Willem Dafoe, sia per le cicatrici sul volto che lo rendono simile a un mostro sia per la disinvoltura con la quale mette in atto i suoi stravaganti esperimenti, dopo averne subiti a sua volta dal suo folle genitore scienziato), la creatura Bella Baxter e l'operazione [...] Vai alla recensione »
Quando, a Venezia, vedemmo Emma Stone camminare sghemba, sganasciata, come un pupazzo rotto, con gli arti fuori controllo e gli occhi fuori dalle orbite, fu una fucilata al cuore. Una fucilata al cuore lunga come un film. Perché lei, fotogramma dopo fotogramma, imparava a camminare, a guardarsi intorno, a vivere. E noi imparavamo ad amare il film. E, in qualche modo, eravamo grati a quel “mad doctor”, a quel dottore pazzo che l’aveva inventata, che l’aveva strappata al Nulla, che l’aveva fatta tremare, inciampare e vivere, sempre più padrona di sé, sempre più splendente, piccolo mostro di Frankenstein al femminile.
Emozione, entusiasmo, la sensazione di vedere qualcosa di nuovo, di coraggioso, di unico. Di sghembo, di asimmetrico, ma di profondamente vivo, di intimamente travolgente: Povere creature! di Yorgos Lanthimos, creatore di sublimi abissi della visione e dell’esperienza, da The Lobster al Sacrificio del cervo sacro (guarda la video recensione) a La favorita (guarda la video recensione). Era piuttosto chiaro: il film sarebbe andato dritto verso il Leone d’oro. Poi un rosario di premi: i più recenti sono i Golden Globes – quello vinto come miglior film commedia e quello vinto da Emma Stone come miglior attrice in un film commedia.
Povere creature! esce in Italia, giovedì 25. E a presentarlo, a Roma, si affaccia al cinema Barberini il dottor Godwin Baxter. Ovvero Willem Dafoe. Attore di immenso talento, consacrato pochi giorni fa dalla stella sulla Hollywood Walk of Fame: e, ormai da quasi vent’anni, americano “de Roma”, sposato con la regista Giada Colagrande, con una casa nella bohème artistica e cinematografica di piazza Vittorio, e un regolare passaporto italiano.
Con Povere creature! il percorso americano di Lanthimos si dota di una simmetria talmente evidente e perfetta da rendere credibile l'ipotesi (invero, piuttosto improbabile) di una pianificazione a tavolino decennale. Quattro film, due dittici impeccabili che rispecchiano un mutamento del pensiero e dello sguardo sulla materia, due cicli di progressiva apertura verso la luce.