Il successo di Povere creature! – al momento Leone d’oro a Venezia e Golden Globe al film e a Emma Stone nella categoria produzioni comiche o musical – ha confermato una volta di più il talento del suo regista, il greco Yorgos Lanthimos, e l’irresistibile fascino del suo cinema al tempo stesso sinistro e grottesco, intelligente e provocatorio.
Il nuovo cinema greco
Un cinema che nasce lontano da Hollywood, nella Grecia d’inizio millennio, dove il giovane Lanthimos è il nome di punta di una vera e propria “nuova onda”. Kinetta (2005), Alps (2011) e soprattutto il titolo più famoso, Dogtooth, che nel 2009 sconvolge Cannes con la storia grottesca di una famiglia disfunzionale, in cui padre e madre tengono reclusi i figli ventenni facendo credere loro che oltre il muro c’è una giungla di orrori. Lo stile è perfettamente in tono con la crudeltà della vicenda: macchina fissa, punto di vista frontale, luce piatta, recitazione monocorde, scenografie opprimenti, violenza e sesso espliciti, comicità, o disperazione, sempre sul punto d’esplodere. Tra lo shock e il divertimento (per chi sta al gioco un po’ compiaciuto, va detto), si può dire che con Yorgos Lanthimos sia nato un autore vero.


