Alps

Film 2011 | Drammatico +13 93 min.

Titolo originaleAlpis
Anno2011
GenereDrammatico
ProduzioneGrecia
Durata93 minuti
Regia diYorgos Lanthimos
AttoriAngeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris .
Uscitamercoledì 28 dicembre 2016
TagDa vedere 2011
DistribuzionePhoenix International Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,00 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Yorgos Lanthimos. Un film Da vedere 2011 con Angeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris. Titolo originale: Alpis. Genere Drammatico - Grecia, 2011, durata 93 minuti. Uscita cinema mercoledì 28 dicembre 2016 distribuito da Phoenix International Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,00 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ancora più estremo e disturbante di Dogtooth, un film pieno di humor nero e crudeltà. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, In Italia al Box Office Alps ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 56,4 mila euro e 48,8 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un esperimento socio-attoriale per preservare dai dolori del mondo.
Recensione di Edoardo Becattini
domenica 4 settembre 2011
Recensione di Edoardo Becattini
domenica 4 settembre 2011

Ad Atene, una squadra formata da un paramedico, un'infermiera, una ginnasta e il suo allenatore sostituisce sotto compenso persone appena defunte per aiutare amici e parenti a lenire il dolore dell'elaborazione del lutto. Si fanno chiamare Alpeis (Alpi), perché, come quelle montagne, possono rappresentare qualunque altro monte nel mondo ma non possono essere scambiate per altri. Ognuno di loro porta il nome di una delle vette della catena montuosa. Fra questi, Monte Rosa è la donna che si occupa di assistere in ospedale una giovane giocatrice di tennis che ha appena avuto un incidente ed è vicina alla morte. Senza rivelarlo agli altri membri del gruppo, la donna comincia a sostituirsi alla ragazza e ne assume a poco a poco l'identità.
Dai piccoli canini di Dogtooth alle alte vette delle Alpi, si capisce come siano le punte acuminate, gli spigoli e le asperità del comportamento umano a dettare la poetica di Yorgos Lanthimos. Là una famiglia che difendeva morbosamente la propria unità nucleare dalla corruzione del mondo esterno; qua un gruppo di persone adibite a penetrare nei nuclei familiari per tutelarli dall'urto del dolore. C'è una sorta di laboratorio sociale dietro queste trame, un tentativo di raccontare storie di cavie chiamate a sperimentare la possibilità di preservare l'uomo dalla sua natura corrotta. Un progetto tuttavia non tanto "behaviorista", quanto cinematografico. In Alps infatti, la finzione, la recitazione e il cinema divengono in maniera ancora più evidente le chiavi con cui tentare di chiudersi a doppia mandata dal dolore del mondo esterno. "Qual era il suo attore preferito?" chiedono insistentemente i quattro specialisti ai parenti dei defunti, come a intendere che è dalla dimensione attoriale che occorre partire per costruire queste recite familiari dal copione predeterminato. Le quattro "alpi" divengono così quattro attori che lavorano unicamente sul corpo e su una serie di battute da recitare meccanicamente, imitatori in cerca di identità e di una performance perfetta che possa lenire l'angoscia personale e altrui.
Con uno stile fin troppo vicino ai canoni del cinema d'autore europeo (disinquadrature, estetica del pedinamento, fuori fuoco), il regista greco conferma che la sua idea di cinema non è quella di un passatempo che preserva o allontana dai turbamenti del mondo, ma quella di un "metodo (fanta)scientifico" in cui finzione e realtà divengono gli strumenti per studiare le turbe dell'identità e del comportamento sociale. Qualunque situazione e qualunque battuta è infinitamente replicabile. Ma lo stesso non si può dire per le dinamiche degli affetti.

Sei d'accordo con Edoardo Becattini?
Un gruppo di persone prende il posto di quelle scomparse per consolare chi rimane in vita.

Un'infermiera, un paramedico, una ginnasta e il suo allenatore hanno creato un servizio a pagamento, consistente nel sostituirsi a persone morte su commissione dei parenti, degli amici o dei colleghi del deceduto. La società si chiama Alpis, mentre il loro capo, il paramedico, si fa chiamare Mont Blanc. Anche se i membri di Alpis operano sotto un regime di ferrea disciplina imposto dal capo, l'infermiera si rifiuta di farlo.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 13 gennaio 2017
alvise bittente

NON PIÙ ANCORA POP note a piè di danza sul film di Yorgos Lanthimos, Alps (2011) Posso fare tutto quello che vuoi! -puntini puntini puntini deciso! - Un attimo dopo sono in bagno, lui si toglie la maglietta e si fa tagliare i capelli e regolare le basette, scena centrale e scentrata allo stesso tempo, in questo minimalepocale film di Yorgos Lanthimos, Alps (2011).

martedì 14 agosto 2018
Venceslav Soroczynski

Kynodontas (Yorgos Lanthimos, 2009) - Un incredibile e lineare intreccio di follia ordinatrice e di follia indotta si racconta in questa pellicola storta, magnetica, ineguagliabile. Cominciate a guardarla cercando di venirci a patti, ma capite presto che non potete capire. Che non c'è ragione, né sentimento. C'è un indubitabile coraggio – una delle virtù necessarie a fare arte, soprattutto la settima [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 gennaio 2017
alvise bittente

Posso fare tutto quello che vuoi! -puntini puntini puntini deciso! - Un attimo dopo sono in bagno, lui si toglie la maglietta e si fa tagliare i capelli e regolare le basette, scena centrale e scentrata allo stesso tempo, in questo minimalepocale film di Yorgos Lanthimos, Alps (2011). Film sul taglio, sul fuori inquadratura, sul fuori fase, sfuocato perché mai acceso da emozione, ma dogmatico, [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 aprile 2016
Guidobaldo Maria Riccardelli

Ottima pellicola, che si pone su una linea di congiunzione parecchio prossima al capolavoro Kinetta (2005), andando ad indagare le medesime aree di interesse, le medesime "malattie sociali": la solitudine, l'assenza di comunicazione vera e di contatto fisico (ancorché mediato), l'uso del codice linguistico come arma di sopravvivenza, l'impossibilità di trovare una [...] Vai alla recensione »

sabato 13 giugno 2015
gianleo67

Quattro persone, due uomini e due donne, decidono di fondare una bizzarra agenzia di recitazione in cui gli stessi componenti si prestano ad impersonare i ruoli di persone decedute, sostituendosi ad essi nelle rispettive famiglie per quattro ore settimali, e riproducendone esattamente abitutidi e gestualità con lo scopo di consolare i parenti per la loro perdita e renderne così meno [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 1 gennaio 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nella filmografia di Yorgos Lanthimos, Alps precede The Lobster, attualmente in corsa per i Golden Globe al miglior film straniero, ma ne rispecchia interamente il surreale registro d'autore. In scena quattro pirandelliani personaggi - un paramedico, un'infermiera, una ginnasta e il suo allenatore - che di mestiere assumono i panni di persone morte di fresco per aiutare i familiari a metabolizzare [...] Vai alla recensione »

domenica 1 gennaio 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Quattro personaggi eterogenei si riuniscono in una società segreta dall'insolita finalità: sostituirsi a persone appena decedute, per alleviare i loro congiunti e amici durante il lutto. Prendono il nome da cime alpine; perché queste, dice Monte Bianco, possono sostituirsi a qualsiasi altra montagna ma non possono essere sostituite da alcuna. Il concetto è ostico? Lo è anche Alps di Yorgos Lanthimos, [...] Vai alla recensione »

domenica 1 gennaio 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Una ginnasta artistica che vorrebbe danzare su una canzone pop al posto dei Carmina Burana, il suo coach severo («Non sei ancora pronta per il pop»), un'infermiera paziente e il guidatore di un'ambulanza patito di Bruce Lee. Sono "le Alpi", un gruppo clandestino greco il cui leader vuole essere chiamato "Monte Bianco". Progettano un golpe? Sognano la rivoluzione? Desiderano uccidere qualcuno? No. Vai alla recensione »

winner
osella per la migliore scenegg.ra
Festival di Venezia
2011
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