Adagio

Film 2023 | Drammatico, V.M. 14 127 min.

Regia di Stefano Sollima. Un film Da vedere 2023 con Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2023, durata 127 minuti. Uscita cinema giovedì 14 dicembre 2023 distribuito da Vision Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,34 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 dicembre 2023

Stefano Sollima conclude la trilogia romana iniziata con A.C.A.B nel 2012 e proseguita con Suburra nel 2015. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 5 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Adagio ha incassato 1,2 milioni di euro .

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,19
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Sollima torna a raccontare una Roma disperata e crepuscolare in una crime story di forte impatto.
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 2 settembre 2023
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 2 settembre 2023

Dopo la morte della mamma, il sedicenne Manuel vive con un padre anziano dal passato criminale, che lo vedeva celebre con il nome di Daytona, ma che ora sembra non starci più con la testa. A sua insaputa, il ragazzo viene ricattato da un gruppo di carabinieri corrotti per una storia di festini dalle ramificazioni politiche ben più grandi di lui. Nel tentativo di divincolarsi dal ricatto, Manuel si rivolge a un ex-compare del padre, Polniuman, che promette di fare da intermediario con il carabiniere Vasco, il quale però non può permettersi di perdere i soldi che gli erano stati promessi.

Dopo essersi affermato anche all'estero come un tecnico dalle mani sicure, capace di dirigere buoni action muscolari, Stefano Sollima torna nella sua Roma. Ne aveva esplorato il sottobosco più oscuro in film come Acab e Suburra, oltre che nella serie che lo ha lanciato, Romanzo criminale.

Ma in questa storia di bassa malavita, tra vecchi gangster malmessi e forze dell'ordine corrotte, sullo sfondo di una città in fiamme a un soffio dal post-apocalittico, Sollima trova una delle sue opere più compiute e mature.

Merito sicuramente dell'esperienza affinata in Soldado e Senza rimorso, da cui riporta in patria un'impeccabile grammatica dell'action che al momento ha pochi eguali tra i nostri registi (numerose le sequenze degne di nota, piccole e grandi, tra cui un ottimo finale tra i binari della stazione Tiburtina).

Ma l'azione senza il cuore e la testa conta poco, e rispetto anche a quanto fatto in passato Adagio beneficia enormemente di un rapporto diverso con il luogo che racconta: è forse la prima volta che si va oltre un certo sensazionalismo sulla Roma in rovina, che sembra sempre sottintendere un facile commento sociale solo perché di moda a livello nazionale.

Non che ci sia molto di ambiguo nella capitale di Adagio, un luogo tentacolare e terminale, azzannato alle frange di ogni inquadratura da incendi tossici, blackout e da un clima asfittico, stretto nella morsa delle vecchie sopraelevate della tangenziale Est come un Kraken di cemento mobile che striscia sotto i palazzi. Eppure la disperazione è così palpabile da far assorbire questa caratterizzazione tra le fibre del dramma, una distopia già compiuta a cui tutti - specialmente il branco di malcapitati che si rincorre sull'asfalto rovente - sembrano essersi rassegnati, aldilà e al di qua dello schermo.

E non solo a questo sono rassegnati i tre curiosi ritratti di vecchie leggende del crimine romano che si contrappongono allo spietato carabiniere di Adriano Giannini: in mano a interpreti d'eccezione come Valerio Mastandrea, Toni Servillo e Pierfrancesco Favino, diventano maschere memorabili di rimpianto e decadimento fisico, fantasmi che infestano i loro stessi appartamenti attendendo l'ennesimo trapasso.

Il cinema di genere più riuscito deve in qualche modo sublimare se stesso, e Sollima non ha paura di "go big or go home"; soprattutto Favino è trasfigurato in una fisicità assieme viscida e ruvida, irriconoscibile sotto una calotta cranica calva che gli riscrive il rapporto tra testa e corpo. Affiancata dal lavoro sulla lingua più vero del vero, risulta in una prova eccellente perfino per la star più luminosa del nostro cinema, che peraltro è riuscito nel giro di un anno a completare una sua personale trilogia di straordinari film sulle città, visto che la Roma di Adagio va a inserirsi tra la Napoli di Nostalgia e la Milano di L'ultima notte di amore.

Il resto è un mix di novità - il volto fresco del protagonista Gianmarco Franchini, all'esordio in mezzo a nomi pesanti senza farsi schiacciare, le belle musiche dei Subsonica - e di conferme di chi un certo genere crime dell'ultimo decennio ha contribuito a crearlo: la fotografia di Paolo Carnera, le scenografie sempre speciali di Paki Meduri, e la solida sceneggiatura di Stefano Bises, che scrive a quattro mani con Sollima. Insieme fanno del cinema sporco, sfacciato e consapevole, tutte cose di cui il genere a cui hanno scelto di dedicarsi ha - alle nostre latitudini - un disperato bisogno.

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Stefano Sollima torna a lavorare in Italia.
Overview di Andrea Fornasiero
lunedì 26 dicembre 2022

Una storia di vendetta e redenzione nella Roma di oggi: sarebbe un descrizione generica e poco entusiasmante se dietro non ci fosse il ritorno nella capitale di Stefano Sollima, dopo i suoi trascorsi americani e internazionali con la serie ZeroZeroZero (guarda la video recensione) e le collaborazioni con Taylor Sheridan: il sequel Soldado (guarda la video recensione) e l'action militare Senza rimorso. Per la conclusione della sua trilogia ideale sulla Roma criminale, iniziata con A.C.A.B. - All Cops Are Bastards e continuata con Suburra, Sollima si affida a un cast italiano all-star: Toni Servillo, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea e Adriano Giannini. Al suo fianco tornano inoltre il fidato sceneggiatore Stefano Bises e il direttore della fotografia Paolo Carnera.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 18 luglio 2024
Felicity

Adagio è un noir metropolitano, un crime movie disperato che riposiziona i codici del genere e procede dilatando l’azione. Calato dentro un continuo gioco di specchi e disvelamenti, mette al centro personaggi già morti, fantasmi che si muovono tra le ombre e le rovine. La Roma di Sollima è inedita, emorragica e tentacolare.

Frasi
sai qual'è la cosa peggiore?
E'quello che ce ascolti,co ste cuffie
Cammello (Pierfrancesco Favino)
dal film Adagio - a cura di marco
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 29 dicembre 2023
Mario Tudisco
Gli Spietati

Roma è sull'orlo dell'abisso. È un corpo morente, in decomposizione. Una terra di confine dove l'ineluttabile aleggia con sinistra matericità. In lontananza si moltiplicano i roghi. La corrente elettrica salta di continuo. È estate, la gente suda, ansima, si trascina sfinita. Lo scenario è apocalittico. Stefano Sollima con Adagio chiude la sua ideale trilogia sul crimine, sulla corruzione e la decadenza [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
martedì 23 aprile 2024
 

Dopo ACAB e Suburra, il regista è tornato a parlare di una Roma disperata e crepuscolare. Con Pierfrancesco Favino e Toni Servillo. Vai all'articolo »

NEWS
lunedì 4 dicembre 2023
 

Stefano Sollima racconta il declino inesorabile e struggente di tre vecchie leggende della Roma criminale, alla ricerca di una redenzione impossibile. Vai all'articolo »

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lunedì 13 novembre 2023
 

Dopo ACAB e Suburra, il regista torna nella Capitale per raccontare il declino inesorabile e struggente di tre vecchie leggende della Roma criminale. Dal 14 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

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domenica 3 settembre 2023
 

Convince il film di Stefano Sollima. Emozionante la consegna del Leone d’oro a Tony Leung Chiu-Wai da parte di Ang Lee. Vai alla Gallery »

TRAILER
sabato 2 settembre 2023
 

Regia di Stefano Sollima. Un film con Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Adriano Giannini, Valerio Mastandrea, Emilio Franchini. Da giovedì 14 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 2 settembre 2023
Tommaso Tocci

Stefano Sollima conclude la trilogia romana dopo ACAB e Suburra. In Concorso a Venezia 80 e dal 14 dicembre al cinema. Vai all'articolo »

winner
miglior fotografia
Nastri d'Argento
2024
winner
miglior colonna sonora
David di Donatello
2024
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