Bentornati nell’universo mucciniano concitato e ansiogeno in cui ogni conversazione è un match di pugilato verbale: il che, nel caso della serie A casa tutti bene, è un complimento. Nella serialità da piccolo schermo Muccino sembra infatti aver trovato la sua cifra e la sua dimensione migliore, perché gli è consentito entrare nel dettaglio delle lacerazioni interiori di ognuno dei suoi personaggi e raccontarle con maggiore profondità: questa seconda stagione in particolare sembra una lunga seduta psicanalitica che va alla radice traumatica di rapporti famigliari ulcerati e irrisolvibili, dei quali dipanare tutte le conseguenze. Un po’ feuilleton e un po’ melò, un po’ soap opera e un po’ sceneggiata, e codifica fino in fondo quello stile “mucciniano” che, piaccia o non piaccia, è istantaneamente riconoscibile, e si presta molto bene ad una serialità che ha il tempo di elaborare le conseguenze dei comportamenti (nevrotici) individuali. Muccino alza continuamente la posta e l’asticella, ma non dimentica la coazione a ripetere in cui tutti ci dibattiamo, all’interno di quella “gabbia in cui siamo nati” e per uscire dalla quale ci tocca diventare adulti. Recensione ❯
La quinta e ultima stagione della serie. Espandi ▽
Midge Maisel ottiene a fatica un nuovo incarico: sarà autrice di un illustre comico televisivo, unica donna in un team di soli uomini. Nulla andrà liscio, tutto sarà in perenne trasformazione, anche il suo rapporto con la storica sodale Susie. Per capire chi vuole davvero diventare Midge dovrà fare un salto nel passato, con le amiche del college, e uno nel futuro, immaginandosi la comica famosa che diventerà davvero.
Esaltante e brillante come sempre, la quinta stagione di The Marvellous Mrs Maisel è un racconto solido, maturo e multidimensionale in cui Amy Sherman-Palladino non si limita solo a tirare le redini di ciò che è stato, ma lancia gli ami narrativi verso il futuro e verso il passato, raccontandoci com'era e come sarà la protagonista che il pubblico ha tanto amato nelle scorse stagioni.
Più di tanti slogan e proclami, la serie riesce in questa sua stagione conclusiva proprio nell'intento di incoraggiare chi guarda a non farsi bloccare da ostacoli apparentemente insormontabili e non dar peso a quanti ignorano l'enorme apporto del talento femminile in tutti i mestieri, specie in quelli artistici. Recensione ❯
Bella Ainsworth torna a seguire con cura il suo hotel. Vicino a lei torna, con un accordo particolare, il marito fedifrago Cecil, e ritroviamo anche i figli Lucien e Alice. Bella viene a sapere che l'autrice di una celebre guida turistica visterà in incognito l'Hotel Portofino proprio mentre lei sta cercando di farlo diventare un cinque stelle con solarium, servendosi dell'aiuto di un architetto italiano, Marco Bonacini, che è socialista in un momento storico in cui le camicie nere fanno il bello e il cattivo tempo: ad esempio perseguitando l'inglese di origini indiane Anish e il suo compagno Gianluca.
La seconda stagione della serie Hotel Portofino riprende la narrazione dove l'aveva lasciata, riproponendo quasi tutti gli stessi personaggi e aggiungendone qualcuno di nuovo, intessendo nuovi interessi amorosi e nuove tensioni fra i componenti della famiglia padronale e fra gli ospiti dell'albergo di lusso incastonato sulla costa ligure.
Ritorna anche la cura maniacale che gli scenografi e costumisti, coadiuvati da tecnici e artigiani prevalentemente croati, dedicano alla creazione di questo luogo delizioso dove tutti vorremmo soggiornare. Recensione ❯
L'ultima stagione della serie che chiude la propria storia in maniera compiuta. Espandi ▽
Dorothy è rimasta vittima di una tremenda caduta dalle scale. Nell'attesa del suo ritorno, Leanne è incontrastata regina della casa e custode di Jericho, che deve difendere dalla sempre più invasiva presenza della Chiesa dei Lesser Saints, un culto che di cui fanno parte persone che sono "tornate dalla morte". Leanne è comunque tutt'altro che indifesa: ha una schiera di propri fedeli ad aiutarla e sembra aver sempre maggior controllo sui suoi misteriosi poteri. Quando Dorothy torna nella casa si ritrova infatti in suo potere, quasi fosse un ostaggio nella propria magione. Leanne pretende di essere accettata da lei e la ricatta tenendole lontano il "figlio" Jericho. Julian a sua volta vive ormai nella casa, più o meno come compagno di Leanne, mentre Sean cerca di ristabilire un contatto con la moglie. Recensione ❯
La serie è ambientata circa un decennio dopo l'abbattersi di una tremenda malattia, The Great Crumble, che ha distrutto totalmente le società contemporanee. A seguito di questa apocalissi globale, tutta la popolazione adulta cadde come mosche, infettandosi l'un l'altro e lasciando il mondo nelle mani dei bambini nati in pieno periodo pandemico. Il tremendo virus ebbe però un altro grave risultato: i nuovi nati erano tutti degli ibridi, per metà esseri umani, per metà animali. Recensione ❯
Un finale esaustivo e coerente per una serie che ha fatto dell'inclusività e della completezza i suoi cavalli di battaglia. Commedia, Gran Bretagna2023. Durata 45 Minuti.
La quarta e ultima stagione della serie. Espandi ▽
È l'inizio di un nuovo anno a Moordale ed Eric e Otis si trovano a fare i conti con una scuola molto diversa dalla precedente. Al Cavendish Sixth Form College gli studenti si autogestiscono, le giornate cominciano con una sessione di yoga nel giardino comune, la popolarità va di pari passo con la gentilezza e tutto è all'insegna della sostenibilità e dell'inclusione. Eric non ha nessun problema ad ambientarsi e tuttavia deve fare i conti con un profondo conflitto interiore; mentre Otis si sente minacciato dalla presenza di una misteriosa terapista di successo. Nel frattempo, Maeve sta iniziando gli studi in America ed Aimee è alla ricerca di un'ispirazione artistica. Anche tra i genitori i problemi non mancano, a cominciare da Jean, che dopo la nascita di Joy non si sente più la stessa.
Per la sua ultima stagione Sex Education regala al pubblico un mosaico di storie articolato e ricco di sfumature, capace di abbracciare le tematiche più disparate senza scadere nella superficialità. A tratti didascalica e retorica, la serie riesce comunque a chiudere in modo coerente le sue molteplici linee narrative.
La serie è un manuale di buone pratiche per le relazioni con sé stessi e con gli altri che gode di un comparto tecnico di qualità e di cast sempre all'altezza della situazione. Un plauso speciale va alla performance di Gillian Anderson, che ha donato al personaggio di Jean sfumature inedite e commoventi. Recensione ❯
Continua la serie dedicata all'età delll'oro dei Lakers. Espandi ▽
I Lakers hanno vinto il loro primo importante campionato. La nuova stagione però non si apre sotto una buona stella: Magic Johnson incappa infatti in un grave infortunio al ginocchio e Westhead si convince che solo il suo rigido sistema di gioco può salvare la squadra dalla sconfitta. La sua tattica impiega del tempo a ingranare, inoltre complica il rientro di Magic, che non sopporta di essere così limitato nelle azioni. Nel mentre Jerry Buss è distratto da un ritorno di fiamma per il suo primo amore, con il quale sogna di convogliare a rapide nozze.
Una seconda stagione breve, di soli sette episodi, racconta diversi campionati di basket americano degli anni 80 e conclude Winning Time: L'ascesa della dinastia dei Lakers, senza arrivare però fino al traguardo previsto del 1991.
Le scene sul campo da basket sono l'elemento più dirompente di Winning Time, dove è davvero incredibile quanto la macchina da presa si muova agile nel riprendere le ricostruzione delle azioni in partita, arrivando al fianco dei giocatori. Qui non solo la serie non ha nulla da invidiare al cinema, ma lo stacca spesso di più punti, in uno sforzo tecnico davvero prodigioso, che avrebbe meritato di continuare per qualche altra stagione. Recensione ❯
La terza stagione vede Charles, Oliver e Mabel (interpretati da Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez) indagare su un omicidio dietro le quinte di uno spettacolo di Broadway. Ben Glenroy (Paul Rudd) è una star di film d'azione di Hollywood il cui debutto a Broadway viene interrotto da una morte prematura. Aiutato dalla co-protagonista Loretta Durkin (Meryl Streep), il trio si imbarca nel caso più difficile che abbia mai affrontato, mentre il regista Oliver tenta disperatamente di rimettere insieme il suo spettacolo. Su il sipario! Recensione ❯
Blanca Ferrando, promossa come consulente della Polizia di Genova, torna al Commissariato San Teodoro con dei nuovi casi da risolvere. Sebastiano Russo, in carcere, sta per essere processato per il tentato omicidio della protagonista, che, contro il parere di tutti, è decisa ad aiutarlo per farlo rilasciare. Sarà proprio lui a cercare di proteggerla quando una serie di attentati alle auto della polizia getteranno la città nel caos e l'attentatore, "PoliBomber", sceglierà Blanca come pedina di un'inquietante vendetta. Intanto, una figura del passato torna nella vita della ragazza facendosi assumere come colf.
Blanca, prodotta da Rai Ficion e Lux Vide, si conferma come una serie innovativa che giovedì 9 novembre, con la sesta puntata finale, ha fatto il record di ascolti. Una stagione ricca di colpi di scena con la regia sapiente di Jan Maria Michelini che ha reso Blanca un personaggio ormai amato e atteso, per cui sembra confermata anche la terza stagione.
Una seconda stagione scoppiettante non solo perché ha fatto dell'attentatore "PoliBomber" il filo conduttore delle diverse puntate ma anche perché ha inserito nuove figure e tanti punti di svolta che hanno reso l'intreccio narrativo molto denso. Recensione ❯
La redazione diventa ancora più complessa: le dinamiche sono ardite e si formano nuove alleanze. Espandi ▽
Terminata la pandemia, la fittizia UBA non se la passa benissimo: il tentativo di rilancio con una piattaforma streaming ha infatti incontrato delle difficoltà e c'è bisogno di un influsso di nuovo denaro. Per questo Cory Ellison cerca di vendere la compagnia a Paul Marks, un magnate dell'industria aerospaziale. Il miliardario però ha le sue ritrosie e servirà tutto lo charme di Alex per convincerlo, inoltre Paul non ha problemi a giocare sporco e questo solleva crescenti complicazioni, soprattutto per Bradley. La reporter infatti ha ora un compromettente segreto, del quale è a conoscenza solo Cory che l'ha aiutata a nasconderlo. Inoltre Mia è in una relazione con un fotografo di guerra, che è partito per l'Ucraina, e la nuova arrivata Chris combatte contro il razzismo strisciante dei vertici della UBA.
Cambiata la showrunner, The Morning Show abbandona il tema del MeToo e della cancel culture per abbracciare più questioni, ma diventa anche più vicino a una soap opera da prima serata.
La premessa della serie è di fatto già stata esaurita e la nuova showrunner cerca disperatamente di rinnovare le cose, arrivandoci però solo nel finale: per valutare le novità si dovrà attendere la già annunciata quarta stagione. Nonostante i molti temi buttati nel calderone, non cambia rispetto al passato lo scarso approfondimento dato al giornalismo. Recensione ❯
La quarta e ultima stagione di Jack Ryan di Tom Clancy vede il protagonista affrontare la sua missione più pericolosa fino ad ora, alle prese con un nemico sia esterno che interno. Espandi ▽
Nel nuovo ruolo di Acting Deputy Director della CIA, Jack Ryan deve portare alla luce la corruzione interna; nella sua indagine scopre una serie di operazioni clandestine che potrebbero esporre la vulnerabilità del Paese. Nell'investigare fino a che punto si è infiltrata la corruzione, Jack e il suo team scoprono una realtà molto peggiore - la convergenza di un cartello della droga con un'organizzazione terroristica - che rivela quanto la cospirazione sia molto più vicina a loro di quanto pensassero, mettendo alla prova la fiducia del nostro eroe nel sistema che ha protetto e per cui ha sempre combattuto. Recensione ❯
Rosa Ricci deve capire se scegliere l'amore per la famiglia o quello per Carmine, e cosa farne di sentimenti come odio, rancore, rabbia. Edoardo si sveglia dal coma ed è scisso tra l'amore tra due donne. Pino è sempre più pazzo di Kubra. Cardiotrap conoscerà meglio la vera natura di Clara e avrà modo di scoprire una new entry misteriosa, la "muta" Alina. Cucciolo sogna un posto importante nel clan Ricci. Micciarella affronta il suo passato e un nuovo evento che lo cambierà per sempre. E ancora, il Comandante avrà tanti problemi da risolvere, soprattutto quelli familiari.
La forza di Mare Fuori sta nell'efficace mescolamento di diversi ingredienti e intenzioni vincenti, e la quarta stagione ne è un esempio lampante.
Ma l'occhio verso i ragazzi è più colmo di empatia che di condanna, la serie in generale punta molto sul sentimentalismo nella messa in scena dei rapporti non solo tra educatori e ragazzi, ma anche tra i ragazzi stessi. Fioccano sempre storie d'amore e scene madri melodrammatiche a Mare Fuori, e questa nuova stagione non fa eccezione. Anzi, spinge ancora di più l'accelerazione narrativo in questo senso. Recensione ❯
Un soggetto tutt'altro che brillante inficia gli sforzi di una regia al di sopra della media televisiva. Azione, Drammatico, Thriller - USA2023. Durata 60 Minuti.
Mason Kane e Nadia Sinh sono due abilissime spie dell'organizzazione detta Citadel, ma l'identità di tutti gli agenti come loro è stata scoperta dal consorzio terroristico-malavitoso Manticore, che in un trappola su un treno in Italia riesce quasi a ucciderli. Entrambi perdono la memoria e Mason si ricostruisce una vita con il nome di Kyle Conroy, ma anni dopo viene raggiunto da Bernard Orlick, che gli svela la sua vera identità e lo indirizza verso l'unico altro agente di Citadel ancora in incognito: Nadia. Lei riacquista pienamente le proprie memorie, mentre lui rimane senza i ricordi di Mason anche se istintivamente ne sa replicare le capacità. All'oscuro del proprio passato Kyle è conscio di essere facilmente manipolabile e non può fidarsi di nessuno, nonostante senta per Nadia un'attrazione dalle radici profonde…
La super-costosa serie Amazon prodotta dai fratelli Russo è solo il primo capitolo dell'ambizioso Spyverse, ma è tutt'altro che una buona partenza, vessata da una sceneggiatura che scivola nell’auto-parodia.
Il problema di Citadel non è certo la regia, che seppur abusa di CGI e color correction produce comunque scene d'azione ben sopra la media televisiva. Ad azzoppare il tutto è la scrittura a partire da un soggetto tutt'altro che brillante.
La serie non parla di agenzie di spionaggio nazionali, invischiate in complesse reti di contrastanti interessi geopolitici, bensì torna alle semplificazioni di titoli vintage come Mission: Impossible, o persino dei G.I. Joe che combattono i Cobra in giro per il mondo mentre le nazioni a stento si accorgono della guerra segreta in atto tra buoni e cattivi. Recensione ❯
Nella seconda stagione vediamo le Yellowjackets che sono riuscite a superare con grande difficoltà l'estate, ma ora è arrivato l'inverno. Espandi ▽
Le giovani calciatrici sopravvissute a un incidente aereo del 1996 sono oggi donne con parecchi problemi. Una di loro, Natalie, sul punto del suicidio è stata "salvata" da un culto che l'ha rapita. Ora si ritrova nella loro comunità, dove incontra Lottie, che era stata una sorta di capo culto già durante i loro mesi passati fra i boschi del Canada. Sulle tracce di Sophie si mette la petulante e micidiale Misty. Shauna a sua volta deve gestire la propria crisi familiare e tenere a bada la polizia.
La seconda stagione di un fenomeno pop è come il secondo album di un artista per Caparezza, e purtroppo anche Yellowjackets non sfugge agli incidenti di percorso, che la rendono farraginosa e meno convincente.
A salvare la stagione dalla debacle ci sono comunque le interpreti e pure la sempre ottima colonna sonora con punk, rock e pop al femminile - dove la sigla, il brano "No Return" di Craig Wedren e Anna Waronker, composto specificamente per la serie nel 2022, ottiene anche una seconda versione: una cover a firma di Alanis Morrisette. Recensione ❯