Il debutto alla regia della sceneggiatrice Lindsey Beer. Espandi ▽
Il film narra del giovane Jud Crandall che sogna di lasciarsi alle spalle la sua città natale di Ludlow, nel Maine, ma che ben presto scopre degli inquietanti segreti sepolti al suo interno ed è costretto a confrontarsi con un'oscura storia familiare che lo terrà per sempre legato a Ludlow. Recensione ❯
Il rapporto tra Seneca e Nerone. Uno mentore dell'altro fino al noto epilogo. Espandi ▽
Robert Schwentke costruisce Seneca sulla voce e sul corpo di John Malkovich. Quasi un one-man show, con l’istrionico mattatore che trasforma il filosofo morale della tradizione in un logorroico e contraddittorio solone. Seneca diviene una voce, narcisistica e disillusa, dell’etica in un mondo che della cultura non sa più che farsene: una landa selvaggia e desolata, dove la brutalità e la corruzione sono all’ordine del giorno. Schwentke parla della Roma imperiale per raccontarci il presente e i corsi e i ricorsi di una storia che finisce per indulgere nei medesimi errori. Il film resta un piacere per pochi, inclini a seguire l’andamento altalenante di una narrazione meta-teatrale, ma la forza dissacrante della sceneggiatura e dell’interpretazione di Malkovich mantengono un fascino indubbiamente contagioso. Recensione ❯
Un viaggio attraverso la nazione mentre una giovane donna incontra un gruppo di improbabili personaggi e vendica in ogni episodio un'ingiustizia. Espandi ▽
Charlie Cale non sa esattamente cosa vuole dalla vita, ma sa con certezza assoluta quando qualcuno le sta mentendo. È la sua condizione fondamentale: una precaria esistenziale, in fuga da un passato che non ha scelto, che si ritrova a risolvere omicidi non perché abbia un metodo o un'autorità, ma perché il suo stesso corpo rifiuta di lasciarla stare. Charlie ha infatti un dono unico, un "superpotere": sa riconoscere, per intuito, se una persona sta mentendo. Charlie attraversa così l'America profonda in un'auto scalcagnata, passando da un lavoro all'altro, fino a che una menzogna non la risucchia nella prossima storia di omicidio.
La lettura della contemporaneità americana attraversa la serie in modo sotterraneo ma coerente, e trova una forma stilistica precisa nella regia di Rian Johnson, che firma i primi due episodi.
Poker Face acquisisce la lezione dalle grandi serie (vedi su tutte La signora in giallo) e recupera la struttura del procedural classico, con il caso della settimana, la risoluzione entro l'episodio e il personaggio ricorrente come unico elemento di continuità, senza che questo recupero abbia nulla di reazionario o di nostalgico. Recensione ❯
Agosto 1914. Mentre l'esercito tedesco guadagna terreno nel nord della Francia, quattro ragazzi dai 10 ai 15 anni, LUcien, LUcas, LUigi e LUdwig, vengono lasciati indietro durante l'evacuazione del loro orfanotrofio. Espandi ▽
Agosto 1914. Mentre l'esercito tedesco guadagna terreno nel nord della Francia, quattro ragazzi dai 10 ai 15 anni, LUcien, LUcas, LUigi e LUdwig, vengono lasciati indietro durante l'evacuazione del loro orfanotrofio. Recensione ❯
Una ragazza decide di fare di assistente a un celebre giornalista in difficoltà con il suo nuovo romanzo. Espandi ▽
All'inizio degli anni '90 Aley, giovane aspirante scrittrice che si guadagna da vivere come barista, accetta di assistere Walker Reade, il padre del giornalismo gonzo (quello in cui giocano un ruolo decisivo e innovativo le percezioni personali dell'autore) nella stesura del suo nuovo romanzo, che è in panne. Recensione ❯
Due ragazzi, una storia di amicizia e forse d'amore. Espandi ▽
Due giovani come tanti. Una spiaggia e l’occasione per stare vicini, bere qualcosa, cantare e magari diventare un po’ più intimi. Una storia come tante. O che vorrebbe poterlo essere.
L’Italia, parafrasando il titolo di un film famoso, “non è un paese per corti”. Il cortometraggio viene da molti considerato come una fase di riscaldamento, una pista di lancio per poi passare al lungo e non farvi più ritorno.
Per molti ma, fortunatamente, non per tutti. Perché chi, come Aldo Iuliano, ha compreso che si tratta di due modalità di narrazione diverse ma non collocabili in un ordine gerarchico, sa gestire l’alternanza con leggerezza e profondità. Recensione ❯
Dom e Yas sono due ventenni entrambi reduci da brutte rotture, che entrano in sintonia. Espandi ▽
Una commedia romantica che vede protagonisti David Jonsson (Industry, Deep State) e Vivian Oparah (Class, The Rebel), nei panni di Dom e Yas, due ventenni entrambi reduci da brutte rotture, che entrano in sintonia nel corso di una giornata movimentata nel sud di Londra, aiutandosi a vicenda ad affrontare i loro ex da incubo e, potenzialmente, a ritrovare la fiducia nel romanticismo. Recensione ❯
Il sequel del film in stop-motion che vede il ritorno di Melisha Tweedy, meglio conosciuta come la signora Tweedy, l'arcinemica di Gaia. Espandi ▽
Essendo riuscita a fuggire per il rotto della cuffia dalla fattoria dei Tweedy, Gaia ha finalmente trovato un posto da sogno: un tranquillo rifugio su un'isola per l'intero pollaio, lontano dai pericoli causati dall'uomo. Quando lei e Rocky danno alla luce una pulcina di nome Molly, il lieto fine sembra vicino. Ma sulla terraferma, l'intera razza dei gallinacei deve affrontare una nuova e terribile minaccia. Per Gaia e la sua gang la tanto agognata libertà potrebbe essere a rischio, ma questa volta non si fermeranno davanti a nulla! Recensione ❯
Una serie spagnola che intreccia le indagini della polizia con gli spostamenti e le azioni di un killer. Espandi ▽
A Valladolid viene trovato il corpo di una giovane donna uccisa con un rituale preciso e segni lasciati come messaggi. L'ispettore Ramiro Sancho, in procinto di trasferirsi, resta sul caso e avvia la caccia a un serial killer che si espone fin da subito, firmando i delitti con citazioni auliche e provocazioni. Con l'aiuto di un criminologo e di una psicolinguista, la squadra ricostruisce il profilo dell'assassino mentre l'indagine si intreccia con la vita privata di Sancho e con una partita sempre più personale tra chi insegue e chi fugge.
Memento Mori ci catapulta subito in un complesso intreccio fatto di citazioni e rimandi, nel quale più che andare alla ricerca di originalità, gli sceneggiatori cercano fortemente l'ipertesto, mettendo in comunicazione cinema americano, letteratura europea e il noir televisivo contemporaneo.
La serie riesce ad essere stratificata e pop insieme, capace di parlare al pubblico di nicchia e a quello più ampio, locale e globale, fino a mettere in scena un bisogno profondamente europeo: quello di leggere la realtà come un palinsesto aperto e di pretendere, grazie a una continua interpretazione, nuovi significati. Recensione ❯
L'adolescenza è una tragedia. Eppure, a pensarci bene, è anche una commedia. E allora, per raccontare l'adolescenza, perché non affidarsi al più grande drammaturgo di tutti i tempi? Espandi ▽
Una serie che prende ispirazione dai protagonisti delle opere del Bardo catapultandoli in un liceo di Roma al giorno d'oggi. Non più re, regine, castelli e guerre ma ragazzi di oggi, alle prese con l'identità che cambia e con la perdita dell'innocenza.
Si parte da Otello, ma il protagonista non è più il valoroso condottiero dell'esercito veneziano, bensì Thomas, il leader imperturbabile di una crew di parkour. Accanto a lui troviamo il simpatico Michele (Cassio) e l'arguta Gaia (Iago). L'equilibrio tra i tre sembra essere solido fino a quando non fanno la conoscenza di Beatrice (Desdemona), la più bella ragazza del liceo, di cui sia Thomas che Gaia si invaghiscono. Mentre tra Beatrice e Thomas nasce una profonda storia d'amore, Gaia, colpita dall'invidia nei confronti del suo amico, ordirà un meticoloso piano, atto a separare i due innamorati. L'infima opera di persuasione di Gaia avrà i suoi effetti e le insicurezze di Thomas scoppieranno in una gelosia cieca che distruggerà l'amore per Beatrice e l'amicizia con Michele. In un finale senza vincitori, la vera tragedia per i protagonisti sarà la consapevolezza del sopraggiungere dell'età adulta e con essa del disincanto perso, ma avranno modo di indagare le loro fragilità, elaborare i loro errori o, più semplicemente, crescere. Recensione ❯
Una ragazza orfana di 18 anni vuole viaggiare in Europa per rintracciare la sua madre biologica, così quando incontra un giovane di buon cuore, sconvolto dal senso di colpa per un incidente mortale, lo convince ad accompagnarla nel viaggio. Recensione ❯
Un gruppo di poliziotti con metodi speciali rintraccia un pericoloso criminale per salvare Marsiglia da un bagno di sangue. Espandi ▽
Lyès Benamar è un poliziotto affascinante, che usa il proprio carisma per farsi perdonare le infrazioni dal commissario Fabiani e pure per guadagnarsi in fretta le simpatie della nuova arrivata Alice Vidal. Lyès guida una squadra che cerca di mantenere la pace a Marsiglia, senza nessuna illusione di poter fermare il traffico di droga dilagante nella città. Tanto che Lyès è anche un amico d'infanzia del boss Ali Saïdi, che tira i fili delle varie operazioni da Dubai.
Il vendicativo Franck Murillo, affiancato dall'ambizioso "Indiano", inizia però ad ammazzare i nipoti di Saïdi, forzando quest'ultimo a tornare in città. Ne viene una guerra tra bande senza esclusioni di colpi, che la squadra di Lyès affronterà in prima linea. Complica poi le cose che la nuova arrivata da Parigi, Alice, ha motivi personali per eliminare Murillo, dato da tutti per morto anni prima e che lei capisce presto essere invece ancora vivo...
Pax Massillia è a grandi lettere, nel titolo, una serie di Olivier Marchal, ma in realtà il soggetto non è suo, bensì di Kamel Guemra, e sconta infatti una rappresentazione dei poliziotti ormai desueta e troppo solidale alla squadra. A una vera coralità si preferisce l'azione, il che però non è del tutto un male, perché il punto forte della serie non è la scrittura, bensì la messa in scena di Marchal. Recensione ❯
Un padre e un figlio discutono sull'opportunità di uccidere un leopardo delle nevi che è entrato nella loro casa e ha ucciso 9 pecore. Espandi ▽
Tra i volti chiave del cinema tibetano, Pema Tseden fa in tempo a completare Il leopardo delle nevi prima della sua scomparsa nel 2023, conferendo una nota di amarezza a questa parabola innevata di realismo magico e compassione, tutta giocata attorno a un recinto di montoni in cui è intrappolato un leopardo delle nevi. Profondo ma anche animato di una cristallina semplicità, Il leopardo delle nevi mette in mostra viste mozzafiato sulla regione che denotano valori tecnici notevolissimi (e lo stesso vale per l’uso della CGI per il leopardo, un aspetto cruciale considerato quanto l’animale sia sullo schermo e quanta importanza sia data a ogni sua inquadratura), ma non è mai algido. Alterna infatti la perfezione estetica a siparietti umani di grande calore e spontaneità, benché il lavoro di blocking e coreografia sia molto dettagliato. Una piccola, piacevole finestra su un mondo, che fa desiderare anche allo spettatore di poter avere un posto attorno a quel recinto e guardare negli occhi una creatura maestosa. Recensione ❯
Una serie targata Netflix che mescola thriller e dramma. Espandi ▽
Ferry Bouman cerca di farsi un nome all'interno della criminalità di Brabant come produttore di ecstasy alle prime armi. Con John, il cognato Lars, Remco e Dennis, lotta contro l'irremovibile narcoboss Arie Tack e una nota gang di motociclisti per guadagnarsi un posto al vertice. Ma solo quando la sua compagna Danielle scopre il lato oscuro dei suoi affari, si capirà quale prezzo Ferry deve pagare per diventare il più grande di tutti... Recensione ❯
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