Un curioso mix di docufilm, travelogue e visual art ricco di informazioni sulla Città Eterna. Documentario, Italia2022. Durata 83 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Edoardo Leo esplora la sua stessa città con occhi nuovi tra incontri divertenti, fughe, svolte sorprendenti e momenti onirici nei quali si lascerà catturare dai volti e dalle voci degli "Dei di Roma" Espandi ▽
Un attore che deve impersonare Giulio Cesare abbandona il set della produzione americana appena prima di soccombere alla congiura delle idi di marzo e va in giro alla scoperta della sua Roma, città "cinica, beffarda violenta, fondata sul sangue eppure capace di risorgere ogni volta nel nome della bellezza". L'attore, che interpreta se stesso, è Edoardo Leo, nato proprio il 21 aprile, data mitica della fondazione di Roma. Leo diventa la nostra guida attraverso la Capitale mostrandocene i luoghi più o meno noti, e rivelandoci i segreti anche delle attrazioni più conosciute nel mondo. Allo stesso tempo rivisita la Storia romana, lasciando che siano molte figure dell'antichità - da Romolo e Remo ai grandi imperatori, da Agrippina ai gladiatori - a ripercorrere le tappe di un passato ricco e sfaccettato.
Power of Rome è un curioso incrocio di docufilm, travelogue e visual art, costellato di ardite ricostruzioni, materiali d'archivio, brani teatrali e inseguimenti in motorino.
La costruzione narrativa si impegna a stratificare, ispirandosi all'impianto architettonico di una città che ha visto sovrapporsi molti secoli, dati, immagini, artifici, testi e riprese che rivelano, tra l'altro, il background pubblicitario del regista Giovanni Troilo. Il tentativo è un formalismo che rimanda al plastico iniziale della Città Eterna. Recensione ❯
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Una commedia leggera che racconta lo scontro tra due famiglie molto diverse. Espandi ▽
Anche se all'inizio Lucía resta sorpresa dagli eclettici familiari della fidanzata del figlio, non può immaginare il loro impatto sulla sua vita tranquilla e perfetta. Recensione ❯
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Tratto dal romanzo best seller "The Greatest Beer Run Ever" di John "Chick" Donahue e J.T. Malloy. Espandi ▽
Inwood, quartiere di New York, 1967. Mentre l'esercito statunitense sta combattendo in Vietnam, John Donohue, chiamato da tutti Chickie, trascorre spesso le sue giornate al pub gestito dal Colonnello insieme ai suoi amici del quartiere. Ex-marine e ora in attesa di partire su una nave mercantile, crede fermamente nei valori dei soldati del suo paese e se la prende con i movimenti di protesta pacifisti di cui fa parte anche la sorella Christine. Intanto alcuni coetanei stanno morendo in guerra e al funerale di uno di loro Chickie viene a sapere che il suo amico Tommy è disperso. Scosso dalla notizia, in una delle tante sere passate al pub, ha un'idea: partire per il Vietnam con un carico di birre per risollevare il morale dei soldati. Comincia come un viaggio pieno di buone intenzioni ma poi si ritrova catapultato nel conflitto e scopre che la guerra, quella vera, è diversa da come viene raccontata dai media.
Con Una birra al fronte Peter Farrelly cerca di trovare la sintesi tra la strada che ha preso oggi il suo cinema e quell'incontrollata follia dei film girati con il fratello. Il risultato però è contraddittorio.
Il tentativo di dissacrare la guerra in Vietnam è andato a vuoto. Forse a Una birra al fronte non gli manca la storia, ma la voce. Quella che gridava, rideva e soprattutto dava l'illusione di essere lì, sul posto. Recensione ❯
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Sette storie per raccontare una condizione femminile difficile e sofferta, una storia condivisa e universale. Drammatico, Italia2022. Durata 92 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Sette episodi, un film, sette storie che raccontano le donne sotto variegati punti di vista, sfaccettature, colori. Espandi ▽
Sette storie brevi, alcune brevissime, per raccontare una condizione femminile difficile e sofferta, maternità desiderate e combattute, identità sessuali problematiche, violenza domestica, sfruttamento sessuale e ipocrisia sociale. Femminile singolare è un progetto cinematografico che mette insieme episodi uniti a formare i capitoli di una storia condivisa e universale, in onore della data della firma della Convenzione di Istanbul. L’intento è lodevole, ma la confezione filmica è molto disomogenea sia per stile che per chiarezza del messaggio, e il risultato è più interessante che cinematograficamente riuscito. Recensione ❯
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Un action thriller su un'hacker costretta a fuggire dalla polizia. Espandi ▽
Incastrata per omicidio dopo aver svelato uno scandalo legato alla privacy, un'hacker etica deve sfuggire alla polizia mentre cerca di trovare i criminali che la ricattano. Recensione ❯
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Come i giganti dell'industria hanno realizzato delle fortune alla fine del diciannovesimo secolo a New York. Espandi ▽
Marian Brook (Louisa Jacobson) deve fare il suo ingresso nella società aristocratica newyorkese della fine del Diciannovesimo Secolo. L'ingresso è forzato: reduce della perdita di un padre assente e indebitato, si troverà senza alcuna risorsa e così costretta a raggiungere le sue anziane zie (Christine Baranski e Cynthia Nixon), esponenti di una classe sociale in forte cambiamento e nei suoi ultimi anni di "reggenza". Il suo arrivo sarà concomitante all'ascesa dei Russell, una famiglia borghese arricchita che intende farsi valere in un sistema chiuso quale è quello dell'aristocrazia di fine secolo.
In molti hanno equiparato la "serie del momento" a due importanti produzioni che hanno attirato molta attenzione negli ultimi anni: da un lato Bridgerton, prodotta in casa Shonda Rhymes, che ha rianimato il racconto in costume, dall'altro Downton Abbey, di cui condivide il creatore, Julian Fellowes, ormai esperto del period drama e che forse per questo ha raggiunto una certa saturazione creativa. Della prima ha in realtà ben poco, della seconda invece fin troppo.
The Gilded Age riguarda un periodo storico ma, ancor più, il conflitto di classe. Recensione ❯
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Una commedia sentimentale su una ragazza che si innamora del proprio medico. Espandi ▽
Una giovane pianista in attesa di un trapianto di rene scopre un'inaspettata intesa con il suo medico e il coraggio di realizzare le sue ambizioni musicali. Recensione ❯
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Il coming of age particolare e universale di una studentessa problematica. Un'opera che rimane impressa. Commedia, Francia2022. Durata 110 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Stella alle prese col complesso anno della maturità attraverso una commedia sofisticata piena di vita e di vitalità, a ritmo di musica. Espandi ▽
Parigi, fine anni Ottanta. Stella è una studentessa con una serie di problemi, personali, psicologici e familiari. Vive nel bar di sua madre, fin quando non viene venduto per debiti. Ha una famiglia problematica, una madre disoccupata, un padre assente, una scuola che non la stimola, tutto sembra remare contro la sua felicità. Finché un giorno, insieme alle inseparabili amiche, incontra in discoteca un ragazzo che le piace tantissimo e con cui, per la prima volta, si lascia andare.
Un coming of age che è anche una storia di amicizia raccontata a partire da un contesto di disagio sociale. La regia di Sylvie Verheyde sa raccontare bene, anche da un punto di vista estetico, le altalene emotive dell'adolescenza calandole realisticamente nei loro contesti, tra banchi di scuola, pista da ballo, chiacchierate tra amiche sotto le luci stroboscopiche come al buio di una camera.
Una parabola che sa coinvolgere chi guarda non perché si distacchi da altre opere simili, ma per il suo tentativo di essere universale e transgenerazionale: racconta le difficoltà di individuare un posto nel mondo, di capire chi si è e chi si possa diventare, che tutti almeno una volta nella vita hanno provato. Recensione ❯
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Un flusso ragionato di materiali che offre un'indescrivibile varietà di soluzioni come tutto il lavoro del "riautore". Sperimentale, Italia2022. Durata 196 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Frammenti di personaggi, luoghi e situazioni in un'opera che rappresenta a pieno lo spirito di enrico ghezzi. Espandi ▽
Il panorama delle vicende umane incontra l'uomo con la macchina da presa. Il suo campo da gioco non ha confini, la sua curiosità non ha misura. Personaggi, situazioni e luoghi si accampano nel vissuto di un'umanità che è al contempo colei che vede e la cosa vista. Ma cosa sono gli ultimi giorni di questa umanità? Recensione ❯
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Un racconto corale sobrio e conciso che è anche indagine antropologica. Documentario, Italia2022. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Documentario girato in Polesine, nella memoria dell'alluvione che lo sommerse nel 1951. Espandi ▽
Il 14 novembre 1951 il fiume Po straripò a Occhiobello, un piccolo Comune in provincia di Rovigo, causando l'allagamento del Polesine, regione già poverissima. Una catastrofe ambientale che fece centodue vittime e oltre centomila sfollati e che ebbe come effetti l'immediata evacuazione della zona, l'emigrazione coatta in cerca di lavoro, una ricostruzione e un ritorno difficili. Alcuni anziani, allora bambini, intervistati oggi ricordano quei fatti, rievocando ricordi, choc, lutti ma anche episodi di un'esistenza oltre l'essenziale, in simbiosi con il fiume.
Scritto da Andrea Segre e dal giornalista e scrittore asolano Gian Antonio Stella, Po mette in dialogo, nel montaggio di Luca Manes e Chiara Russo, alcuni testimoni oculari dell'alluvione con i filmati in pellicola e le fotografie di Archivio Luce, Archivio storico Luce Cinecittà e Rai Teche (in una scena si riconosce anche un giovane Corrado Mantoni, nella sua prima veste di annunciatore radiofonico).
In questo racconto corale sobrio e conciso c'è chi confessa di non aver mai visto una forchetta prima che gli venisse offerta della carne; chi ha ancora i brividi a ripensare alla solitudine dello sfollamento, lontano dai familiari, o al bagno "collettivo" effettuato nella stessa acqua. Ma anche la compostezza di chi visita le tombe dei fuggiaschi su un camion travolto dall'acqua a Frassinelle Polesine e la dignità di chi non si vergogna di aver patito la fame, ricordando una madre pronta a bollire la testa di un animale infetto, pur di mettere qualcosa a tavola. Recensione ❯
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La principessa Amelia è la prima in linea di successione al trono di Bundbury, accetta le sue responsabilità come futura regina ma prima vorrebbe avere alcune esperienze di vita "normale", senza i rigidi protocolli reali. Preferirebbe un matrimonio basato sull'amore piuttosto che un accordo reale ed è intenzionata a capire se il legame che ha stretto con l'artista di Chicago Wes Riverton potrebbe essere amore. Con il pretesto di festeggiare il compleanno dello zio materno Andreas a Beverly Hills, Amelia progetta di raggiungere di nascosto Chicago per incontrarsi con Wes. Ma la continua presenza della sua guardia del corpo Grady cambierà le cose. Recensione ❯
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Una serie Netflix che racconta una crudele storia vera: una famiglia messa sotto scacco da un misterioso 'osservatore'. Espandi ▽
Dean e Nora Brannock, insieme ai figli Ellie e Carter, trovano finalmente la casa dei propri sogni nell'idilliaca zona residenziale di Westfield, New Jersey, lontano dal degrado di New York. Investono nella casa tutti i loro risparmi ma la vita procede tranquilla per poco tempo, e i due coniugi si rendono conto che il nuovo quartiere è tutt'altro che accogliente: non tarda ad arrivare la prima lettera de L'Osservatore, qualcuno che nel dargli il benvenuto nel nuovo quartiere sottolinea che non smetterà di osservarli. È l'inizio di un incubo, della ricerca spasmodica a smascherare l'identità dell'anonimo scrittore, e nel frattempo anche l'inquietante vicinato si rivela tutt'altro che affabile con i nuovi arrivati.
Più che un thriller o la storia di una casa infestata, The Watcher è il racconto delle ossessioni dell'essere umano e della sua condanna a esser sempre "visto" dall'altro.
La cosa più interessante è un'altra: nella serie di Ryan Murphy solo i primi due episodi si attengono ai fatti di cronaca. Dal terzo ecco aprirsi diverse piste e narrazioni, che non fanno che rendere i protagonisti della storia sempre più preda delle loro ossessioni. Recensione ❯
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La serie tv ispirata al romanzo "Fire & Blood" di George R. R. Martin. Espandi ▽
Viserys della casata Targaryen è divenuto il Re dei Sette Regni quando suo nonno Jaehaerys ha imposto ai suoi sottoposti di scegliere tra lui e la sorella maggiore Rhaenys. Sogna di avere un figlio maschio ma la sua regina muore nel parto e suo fratello Daemon insulta la breve vita del neonato. Per questo oltraggio, Viserys decreta che il suo erede sarà sua figlia Rhaenyra. Anche quando successivamente si sposa con Alicent Hightower e ha finalmente figli maschi non cambia la propria decisione, che però sarà prevedibilmente poco apprezzata dagli altro nobili dei Sette Regni, che vorrebbero un uomo sul Trono. Crescono così i semi della futura guerra civile...
Il prequel de Il trono di spade fa tutto il possibile per dimostrarsi femminista ma la serie originale resta di ben altro livello, nonostante i draghi siano più presenti e spettacolari che mai. Vediamo draghi dalle dimensioni enormemente diverse tra loro, al punto che nell'ultimo episodio la sola testa Vhagar appare grossa quanto l'intero corpo di un altro drago, quasi fosse una sorta di Godzilla volante. Il finale regala draghi in volo come ancora non ne avevamo mai visti. Recensione ❯
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Un camorrista e una bambina vedranno stravolte le loro viste per sempre. Espandi ▽
Totò, quarant'anni, è un boss emergente della criminalità organizzata del napoletano. Rosetta è una bambina di dieci anni che frequenta la quinta elementare. Una mattina Totò viene colpito al petto da un proiettile. In quello stesso istante Rosetta cade da un'altalena e batte la testa. La bambina e il boss vengono operati, ma quando si riprendono dal coma entrambi sono cambiati. Totò, il camorrista, si risveglia nel corpo di Rosetta, Rosetta in quello di Totò. Recensione ❯
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