Mandibules - Due uomini e una mosca

Film 2020 | Commedia, 77 min.

Regia di Quentin Dupieux. Un film Da vedere 2020 con Adèle Exarchopoulos, Dave Chapman, Anaïs Demoustier, Coralie Russier, India Hair. Cast completo Titolo originale: Mandibules. Genere Commedia, - Francia, 2020, durata 77 minuti. Uscita cinema giovedì 17 giugno 2021 distribuito da I Wonder Pictures. - MYmonetro 3,50 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due amici decidono di lavorare con una mosca addomesticata.

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
un'ode esilarante all'idiozia che celebra l'irrazionale e disegna una Francia senza senso.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 10 settembre 2020
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 10 settembre 2020

Jean-Gab e Manu sono amici per sempre e scemi da sempre. In missione per conto di un misterioso cliente, devono consegnare una valigetta in cambio di una banconota da cinquecento euro. Rubata una vecchia auto per la trasferta, trovano nel cofano una mosca gigante e decidono di addestrarla al furto. Insieme cullano il sogno di diventare ricchi ma la strada è lunga e l'imprevisto dietro l'angolo.

Come essere felici in un mondo infelice? Quentin Dupieux non ha la risposta ma in settantasette minuti riesce a farci dimenticare la pandemia e qualsiasi altro accidente attuale.

Mandibules è una bolla d'aria, un'ode esilarante all'idiozia servita da due imbecilli definitivi (Grégoire Ludig e David Marsais). Due perdenti assoluti che contaminano il mondo con la loro stupidità, fino al caos.

Dopo Doppia pelle, storia di una passione monomaniacale per il 'camoscio', Quentin Dupieux continua il suo bestiario cinematografico, imbarca una mosca enorme e non indietreggia davanti a niente. Nemmeno davanti alle idee più dementi che converte in commedie assurde e deliranti. Il suo cinema gira intorno a un'idea fissa e accompagna i suoi idioti infantili con tenerezza, rammentandoci che forse non sono loro i più folli.

Mandibules si fa più perturbante coi 'normali', che poi tanto normali non sono dietro i loro cancelli e dentro le loro piscine. La salute mentale, fortunatamente, difetta al film come il senso. Sopra, sotto, dietro, davanti, non c'è niente. Inutile cercare un messaggio nascosto o un sottotesto engagé.

Dupieux non impone letture, non ci guida, non ci chiede di comprendere qualcosa. Le porte sono aperte per chi vuole entrare (o uscire) e godersi un Adèle Exarchopoulos finalmente contre-emploie. Decisa a non restare l'attrice (fisica) di un ruolo (La vita di Adele), negozia una tregua e si integra perfettamente nell'universo di Dupieux. La sua Agnès, affetta da un problema vocale in seguito a un incidente sugli sci, non può impedirsi di parlare forte e di smascherare invano una "taureau mensonge" (una bugia), a cui tutti, persino il rapper Roméo Elvis, finiranno per credere.

Esilarante fino all'orrore, l'ultra commedia di Quentin Dupieux celebra l'irrazionale e disegna una Francia senza senso. Se siete fan del principio di realtà lasciate stare, l'autore venera il nonsense. Vedere i suoi film vuol dire muoversi fuori dai territori battuti dalle convenzioni narrative classiche. Mandibules osserva l'anticonformismo e cerca un equilibrio tra nullità e terrore, costruendo un gioco che è sempre una bomba, una bomba inesplosa. Perché nessuno come Dupieux pratica l'arte dell'impassibilità.

Seguendo il movimento di ridimensionamento del suo cinema, già attivo in Doppia pelle, il regista firma un film à l'os. Mandibules è tranchant, secco, diritto. È un viaggio senza ritorno di due amici per la pelle, una linea dritta verso un delirio cronenberghiano.

Più esplicita e meno terrificante dell'aberrante metamorfosi di Jeff Goldblum, la grossa mosca di Dupieux è soprattutto un cadeau provvidenziale, la 'gallina dalle uova d'oro' di due insuperabili teste vuote. Mandibules assomiglia a un racconto di David Cronenberg girato però dai fratelli Farrelly (Scemo & più scemo). Il film è pieno di trovate comiche, come il tormentone "taureau", che la coppia protagonista declina in tutte le salse.

Grégoire Ludig e David Marsais non hanno lo "style de malade" di Jean Dujardin (Doppia pelle) ma fanno davvero di tutto per farsi ricordare dentro un trip eccentrico spogliato di qualsiasi intenzione. Quentin Dupieux, musicista (Mr. Oizo) prima di rivelarsi regista, fa il meno possibile, radicalizza il suo cinema e avanza inarrestabile come La Linea di Cavandoli. Una 'linea' libera che non devia mai dalla traiettoria orizzontale di cui è parte integrante. Taureau émotion.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 15 settembre 2020
Fiaba Di Martino
Film TV

Ci sono due candidi nullatenenti, una mosca extralarge da ammaestrare, una roulotte scassata, 500 euro da incassare per il trasporto di una dentiera di diamanti e una nevrotica Adèle Exarchopoulos spaccatimpani. La barzelletta folle e con lieto fine di Quentin Dupieux è di fatto il suo primo spensierato divertissement : un'ode demenziale e nonsense all'amicizia (in questo caso virile) come unica e [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 settembre 2020
Lorenzo Rossi
Cineforum

Jean-Gab e Manu, due perfetti idioti sulla quarantina, fannulloni e perdigiorno, vivono di espedienti. Una mattina trovano nel bagagliaio di un'auto rubata una mosca gigantesca, delle dimensioni di un cane di media taglia. Decidono di provare ad ammaestrarla e insegnarle a rubare cibo e altri beni primari per conto loro, così da poter stare al mondo senza faticare e continuare a non fare niente nella [...] Vai alla recensione »

martedì 8 settembre 2020
Alessandro Cinquegrani
Filmcronache

Due balordi trovano una mosca gigante in un bagagliaio e decidono di ammaestrarla in modo che provveda a piccoli furti al posto loro. Ma la storia è un susseguirsi di goffaggini inconcludenti con scambi di persone, gag banali e una strana ragazza costretta a urlare ogni volta che parla. Vorrebbe essere un film demenziale, leggero, privo di pretese, ma si ride davvero poco e la messa in scena è priva [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Infine eccoci all'ultima burla di Quentin Dupieux, che stavolta racconta la storia di due amici per la pelle, infantili e un po' scemi, alle prese con una mosca gigantesca, che tentano di allevare. Non c'è il Dupieux più teorico stavolta, ma "Mandibules" è un cazzeggio intelligente che ha trovate geniali, finale compreso. Certo Cronenberg avrebbe offerto i personaggi in pasto alla supermosca, ma qui [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

A Quentin Dupieux piacciono le ossessioni specie se straordinarie. Nel film precedente, Le Daim - in Italia uscito col titolo Doppia pelle - ruotavano intorno a un giubbotto di pelle di daino omicida stavolta al centro c' è una mosca gigante, ma soprattutto ci sono due amici senza un soldo e non troppo acuti, combinazione che cambia i toni dal surreale nero all' umorismo del «buddy film».

domenica 6 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Messaggero

Infine eccoci all' ultima burla di Quentin Dupieux, che stavolta racconta la storia di due amici per la pelle un po' scemi, alle prese con una mosca gigantesca, che tentano di allevare. Non c' è il Dupieux più teorico stavolta, ma Mandibules è un cazzeggio intelligente che ha trovate geniali, finale compreso. Certo Cronenberg avrebbe offerto i personaggi in pasto alla supermosca, ma qui l' intento [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2020
Luca Barnabé
Duels.it

Le mandibole del titolo sono protesi contenute in una misteriosa valigetta, ma anche le fauci mosse da un insetto gigantesco sempre inquadrato nell'atto di masticare. Questo per dire che la bizzarria e l'eccentricità sono l'anima e il centro pulsante del nuovo film di Quentin Dupieux (Le daim, Wrong Cops). Un film (fuori concorso) in cui ogni dettaglio cresce fino al parossismo del verosimile.

domenica 6 settembre 2020
Daria Pomponio
Quinlan

"Non è niente di speciale, non ha un significato particolare", questa battuta, che all'interno di Mandibules di Quentin Dupieux viene utilizzata per spiegare il non-sense della curiosa forma di saluto tra due amici (fanno il gesto delle corna, intrecciano le dita e dicono "toro!"), rispecchia alla perfezione l'intero film e buona parte della filmografia del regista parigino.

sabato 5 settembre 2020
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

Con Mandibules, presentato a Venezia Fuori Concorso, Quentin Dupiex parla di una svolta nel suo cinema. Fatto finora di humor nero, ossessioni personali, personaggi sconclusionati ed una forte componente mortifera. Principalmente delle commedie della morte, dalle quali vuole definitivamente distanziarsi, parole sue, per passare a quelle della vita. La storia racconta di due amici Jean-Gab e Manu, [...] Vai alla recensione »

sabato 5 settembre 2020
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Si ride, sorride, ridacchia. Come abbiamo fatto altre volte, da Scemo & più scemo a Louise-Michel, e come abbiamo già fatto, ma con un retrogusto più mortifero, nel corpus dello stesso Quentin Dupieux, il regista, musicista e discografico francese, di cui poco tempo fa abbiamo visto anche nel nostro Paese Doppia pelle, black comedy sulla liaison tra Jean Dujardin e un giubbetto di daino.

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 10 settembre 2020
Marzia Gandolfi

Quentin Dupieux firma un'ultra commedia tranchant, che celebra l'irrazionale e disegna una Francia senza senso. Fuori Concorso a Venezia 77 e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
giovedì 10 settembre 2020
 

Due amici decidono di lavorare con una mosca addomesticata. Vai all'articolo »

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