Il vizio della speranza

Film 2018 | Drammatico, +13 90 min.

Regia di Edoardo De Angelis. Un film Da vedere 2018 con Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Odette Gomis. Cast completo Titolo internazionale: The Vice of Hope. Genere Drammatico, - Italia, 2018, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 22 novembre 2018 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,18 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Il vizio della speranza tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento venerdì 30 novembre 2018

A Maria la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 3 Nastri d'Argento, 3 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato a Roma Film Festival, In Italia al Box Office Il vizio della speranza ha incassato 238 mila euro .

Il vizio della speranza è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD Compra subito

Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,89
PUBBLICO 3,65
CONSIGLIATO SÌ
In un mondo con più ombre che luci De Angelis pianta come un fiore la speranza, la prospettiva dell'umanità.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 19 ottobre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 19 ottobre 2018

Maria ha un cane e una vita dannata. Ripescata in mare come un rifiuto, è cresciuta marcata da un abuso sessuale che le ha scalfito il volto e privato il ventre della capacità di generare. Figlia di una madre alienata e braccio destro di una pappona tossicomane, Maria traghetta povere anime sul Volturno, prostitute nigeriane che affittano l'utero per sopravvivere e ingrassare la loro miserabile padrona. Un giorno la fuga di Fatima, che vuole tenere per sé il suo bambino, e la scoperta di una gravidanza inattesa, scuotono Maria dal profondo. Incinta e in fuga, dopo aver ritrovato e liberato Fatima, Maria prende coscienza di un bivio e sceglie il mare, la vita.

A Castel Volturno non ci sono più i nomi delle vie. Le targhe sono state cancellate, le strade dissestate, le case sventrate. In questa stazione balneare fantasma, a nord di Napoli, da troppo tempo nessuno raccoglie più la spazzatura, la posta è chiusa, la scuola, la chiesa e il commissariato pure.

A Castel Volturno non c'è più il diritto, non c'è lo Stato. La metà degli abitanti sono clandestini africani che occupano stabilimenti degradati in cui prospera, col traffico di cocaina e la prostituzione, una nuova schiavitù: la maternità surrogata. Una gestazione per altri che mutua le donne in contenitori, privandole della dignità, della libertà, della maternità.

In questo luogo moribondo, bagnato dal Volturno e infestato da orrore ordinario, Edoardo De Angelis pianta come un fiore la speranza. Al cuore di un décor crudo e dentro giorni che si avvicendano e si assomigliano, c'è Maria, colpevole, complice, vittima. Infinitamente sola, Maria sembra aver preso tutta l'ombra del mondo, è una marginale, sociale ed esistenziale, che non segue nessuno progetto di felicità fino al giorno in cui trova nella fuga di una ragazza più disgraziata di lei e nell'incontro con un giostraio l'occasione e l'opportunità di osservare le cose della vita da un angolo diverso. La prospettiva dell'umanità.

Caronte impassibile di anime gravide e di un crimine mascherato e venduto come atto d'amore, Maria si scopre improvvisamente incinta e sente crescere col ventre il bisogno di essere migliore, di cercare una forma di moralità. Con pudore e discrezione, De Angelis fruga sul volto della sua protagonista, che ha la solidità terrena di Pina Turco, e porta a galla la sua anima. Senza bisogno di ricorrere a colpi di scena, a sentimenti divoranti, a trucchi drammaturgici sfacciati.

Tutto nel film si ripete, come in un giro di giostra, i viaggi, i silenzi, le attese, le angosce, i dialoghi. Non si va mai da nessuna parte nel Vizio della speranza. Si gira a vuoto, scivolando lungo un fiume che sembra essere la cifra stilistica dell'autore e alzare la portata del suo cinema. Un cinema che scorre tra il Volturno (Indivisibili, Il vizio della speranza), rapido, profondo e torbido e il Sebeto (Perez.), nascosto, indisturbato, ingoiato dalle viscere.

Non è un film perfetto Il vizio della speranza, ostinato a sancire come miracolo il mistero della vita. L'epilogo e la chiosa in fondo ai titoli di coda esagerano il concepimento prodigioso di Maria e risultano forzatamente solenni rispetto alle premesse 'apocrife' e narrative sviluppate in precedenza: cercare e scoprire la vocazione umana e terrena di "Maria". Quella che la regia di De Angelis adempie e la sceneggiatura, scritta con Umberto Contarello, disattende, inseguendo un incorreggibile afflato di trascendenza. Come se il soggetto imponesse la ridondanza, come se nello sguardo di Maria non ci fosse già tutto il senso del sacro, l'interrogazione e l'umiltà, l'attesa e la disponibilità. La sua ambiguità accentua da sola il carattere potenzialmente spirituale del personaggio senza bisogno di ridursi a riti esteriori. Perché la fede è qualcosa che va oltre, è una domanda che nasce da dentro e può arrivare a esprimersi anche inseguendo i percorsi più impensati.

L'essenziale non passa per la parola ma per le immagini che De Angelis bagna di una luce sorda e crepuscolare, una penombra fisica e morale che domina il film. Un mondo tra ombra e luce, tra Gaeta e Napoli, indistinto e ritirato in se stesso, inghiottito a metà a smentire la genesi ("E Dio separò la luce dalle tenebre"). Spicchio di America partenopea e utopistica riviera rovesciata in ghetto per gli espulsi della metropoli napoletana, il litorale domizio, già battuto in Indivisibili, diventa uno degli elementi essenziali dell'universo figurativo di De Angelis. Una geografia ideale che coglie i cambiamenti più significativi del paesaggio antropologico italiano, sotto un cielo basso e la partitura africana di Enzo Avitabile, che canta l'integrazione e la solidarietà per gli oppressi.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Recensione di Mauro Gervasini
martedì 20 novembre 2018

Una comunità sulle rive del Volturno, sbandati, prostitute nigeriane gestite da una maman nera che a sua volta deve rispondere a una zia bianca, zia Marì (Marina Confalone). Al suo servizio altre ragazze che raddrizzano torti, come Maria (Pina Turco). Resta incinta, la fanciulla, anche se per una violenza subìta da piccola pareva impossibile, e la pax criminale di quel luogo crolla, perché il desiderio di maternità interseca quello di libertà. Due soli uomini all'orizzonte, il ginecologo dai modi spicci e Carlo Pengue (Massimiliano Rossi), traghettatore, anche letterale, dalla morte alla vita. Cinema dell'irrealtà, sempre che una favola non sia una scrittura del vero con altri mezzi, altre forme. Il vizio della speranza sta nel solco di quel filone italiano audace e raro che preferisce il fantastico, anche (o soprattutto) a tinte forti. Tipo La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo o Sicilian Ghost Story di Grassadonia & Piazza, non a caso malintesi da gran parte della critica alla loro uscita. Non che il nuovo film di Edoardo De Angelis sia privo di difetti: la metafora religiosa è fin troppo didascalica («Chi è il papà del bambino, Maria?». «Nessuno») e alcune simbologie (il cavallo, per di più in ralenti) stucchevoli; ma ci sono l'estremismo dell'affresco e la forza dei dettagli a controbilanciare. Per non parlare delle parti in commedia: che meraviglia zia Marì (la battuta «Ti è venuta questa stronzata della speranza, ti sei fatta contagiare» vale una sceneggiatura), e Pina Turco è viscerale. Anche l'enfasi minimale della musica di Enzo Avitabile si insinua tra le immagini con forza.
da Film TV, n. 47 del 20/11/2018

Sei d'accordo con Mauro Gervasini?

Tutti i film da € 1 al mese

Powered by  

Home Video

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 27 novembre 2018
figliounico

 De Angelis ricostruisce attraverso la storia di Maria, interpretata magnificamente da un’icastica Pina Turco, la protagonista traghettatrice di anime perse sulle opposte sponde del fiume, il Volturno qui come l’Acheronte, una nuova natività cristiana nella desolante pianura di rifiuti affacciata sul mare di Castelvolturno. Nel cast, tra i comprimari, mi piace citare Marina [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
martedì 20 novembre 2018
Ilaria Ravarino

Castelvolturno. Sono 70, forse 80 barche di pescatori che fanno su e giù per il fiume Volturno, nel tratto salato, dove si pescano le spigole destinate al mercato di Napoli ("Ma tante le vendiamo a Genova"), fino al punto in cui le acque si fanno più dolci. Settanta barche e nemmeno un porto, un approdo, una banchina. "Pure che ci provi, fai la domanda al comune, sembra che le cose si mettono in moto, poi nulla. Non succede nulla", spiega uno dei tanti pescatori che muovono i gozzi tra i "calacala" (le gru) e le reti tese nelle acque del fiume che "per ora sono pulite, vabbuò diciamo che vanno ancora bene, che volendo si potrebbero salvare". Volendo. Lui, che fa questo mestiere da sempre, è rassegnato a essere considerato "un pescatore di terza, quarta categoria - dice - perché se vivi qui sei considerato di meno. Meno degli europei". Non potendo insegnare il mestiere al figlio, che ha scelto di dedicarsi all'insegnamento, ha messo le sue competenze al servizio del cinema, insegnando a Pina Turco, protagonista nel film di Edoardo De Angelis Il vizio della speranza (guarda la video recensione) (al cinema dal 22 e in libreria, come romanzo, dal 21), come si porta una barca: "Ho anche recitato in una scena. Ma non sono un attore. Sono e resto un pescatore". Il suo non è l'unico caso di "cine-contaminazione" sulle sponde del Volturno.

In questa terra dimenticata dalle istituzioni, in cui basta una pioggia a far allagare le strade, i canali di scolo sono un'utopia e l'abusivismo un cancro esteso e fatale, il cinema italiano sembra aver trovato un nuovo terreno d'elezione.

"In tre, quattro anni si sono affinate le professionalità e si è sviluppata ex novo una dinamica professionale - ha detto De Angelis, tra i primi a credere nelle potenzialità espressive di Castel Volturno e nei suoi primi collettivi, come il glorioso Villaggi Globali - Il cinema, e non parlo solo del mio, sta facendo tanto per questo territorio. Quando sono venuto a girare Perez., Castel Volturno era ancora abitata da sinistri personaggi che detenevano illegalmente le chiavi di certe case abbandonate. Quando sono tornato per Indivisibili mi hanno detto: mi dispiace, ora si fa tutto con la legalità. Siamo ovviamente felici che sia successo. Fare cinema non significa saccheggiare una terra, ma ararla".
Certo qualche problema, al tempo di Indivisibili, c'era comunque stato. Piccole minacce, una richiesta di denaro, la polizia che "presta" alla troupe quattro agenti in borghese. Stavolta invece il territorio avrebbe reagito meglio, lasciandosi persino coinvolgere nella lavorazione: "Qualche locale ha fatto da comparsa, altri sono stati coinvolti in produzione o nella sicurezza", commenta un ragazzo che fa da autista ai giornalisti in tour.

CELEBRITIES
lunedì 19 novembre 2018
Emanuele Sacchi

Suona come un gioco di parole per cui vale la pena autocensurarsi, ma è davvero inavitabile parlare di Enzo Avitabile quando si parla di Napoli. Decenni di musica partenopea e di sue contaminazioni passano dalle intuizioni di un musicista come Enzo Avitabile. Classe 1955, a sette anni già con un sassofono su un palcoscenico e a 21 già al seguito di Pino Daniele. L'elenco delle collaborazioni di Avitabile è sterminato e lo si trova in ognuna delle biografie che popolano la rete, ma forse si comprende ancor meglio l'importanza della carriera di Avitabile procedendo per impressioni anziché in rigoroso senso cronologico. Partendo magari dal rapporto stretto con due protagonisti della napoletanità che non ci sono più, come Massimo Troisi e Pino Daniele, o con giganti della black music come James Brown, Tina Turner o Richie Havens.

Tutti hanno scritto e suonato con Enzo, tutti hanno tributato parole di stima per il polistrumentista, l'uomo dalla pelle differente. Proprio così infatti, "Pelle differente", si intitola una delle più famose raccolte antologiche, che si concentra sulle composizioni più vicine alla forma canzone del pop, per sintetizzare come il viaggio nella tradizione di musiche afroamericane e africane abbia reso Avitabile il più black tra gli artisti napoletani.

Così prossimo all'evoluzione di quei suoni da attirare l'attenzione del padre dell'hip hop Afrika Bambaataa, con cui collabora nel 1988 in "Street Happiness", o del musicista guineano Mory Kanté, nell'album "O-issa" (1999), dedicato alla necessità di "risollevarsi" dei Paesi del Terzo mondo. Giusto per citare due dei molti esempi di esplorazione di Avitabile, un processo che si intensifica nel terzo millennio, in quella che l'autore definisce una "disamericanizzazione del linguaggio". Una tendenza caratterizzata da una vicinanza e una sensibilità speciale per chi sta peggio e vive ai margini del progresso mondiale, che aggiunge un quid politico imprescindibile alle ricerche musicali di Avitabile: una dedizione da musicologo applicata tanto al folk africano che alla millenaria tradizione della Magna Grecia.

FOCUS
lunedì 19 novembre 2018
Ilaria Ravarino

Little Africa. Beirut. "La polveriera". Ma forse la definizione più calzante di Castel Volturno, il comune in provincia di Caserta stretto tra camorra e mafia nigeriana, l'ha coniata Sergio Nazzaro nel suo Castel Volturno (Einaudi): "una Gotham City del Sud, ma senza Batman". Background d'elezione criminale per Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis - premio del pubblico alla scorsa Festa del Cinema di Roma - , Castel Volturno e il suo litorale sono stati il setting di Fortapasc di Marco Risi, di Gomorra e L'imbalsamatore di Matteo Garrone, della serie La squadra, de L'uomo in più di Paolo Sorrentino, di Là-bas di Guido Lombardi e ancora Indivisibili, dello stesso De Angelis.

Una babele di 25.000 abitanti registrati, altrettanti invisibili, 15.000 immigrati africani senza permesso, e "solo il 20% dei cittadini regolari che paga le tasse", come denunciava al magazine Internazionale nel febbraio 2017 il sindaco Dimitri Russo.

Un paese allo sbando in cui le fogne saltano, le strade sprofondano, mancano i soldi per abbattere le case abusive sul demanio pubblico e la criminalità internazionale e nazionale dilaga. Soffocando soprattutto i più deboli.

FOCUS
venerdì 16 novembre 2018
Claudia Catalli

Credere nella vita oggi più che mai è un atto di fede. Ce lo ricorda Il vizio della speranza che, dopo aver ritirato premi ai festival di Tokyo e Roma, esce finalmente in sala. È interpretabile come una fiaba sulla vita e sulla natività, questo quarto film firmato da Edoardo De Angelis, che pare voler tracciare un filo di continuità con la sua cinematografia precedente, continuando a raccontare gli ultimi senza distacco nè sguardo giudicante, ma stando fedelmente  dalla loro parte, inchiodato ai loro volti colmi di tormento e colorati di umanità.

Pina Turco ha la grazia di Luisa Ranieri di Mozzarella Stories, il carattere tumultuoso di Simona Tabasco di Perez., la fame di riscatto e libertà delle gemelle Marianna e Angela Fontana di Indivisibili.

Maria è insieme sintesi di un femminile contemporaneo e simbolo del femminile universale, colei che agisce, lotta, fugge e protegge, e ancora crede e spera malgrado tutto. Si ammala di speranza e prova a contagiare con essa un mondo che le si rivela di colpo ben più malato di lei. 

Del resto il nome della protagonista, interpretata con rara convinzione dalla brava Pina Turco, pare tutt'altro che casuale. Maria, colei che è chiamata a dare la vita e farsi madre delle madri. Non lo sa, e inizialmente la vediamo intenta a traghettare ogni giorno anime in difficoltà verso un destino infame prestabilito. Accompagna ragazze gravide che partoriranno bambini da vendere ai più abbienti, fin quando non scoprirà di essere lei stessa portatrice di vita.

Allora come un'altra Maria, divenuta leggendaria, anche lei dovrà compiere un viaggio - dentro se stessa, innanzi tutto - per far venire alla luce il suo bambino. Dovrà ribellarsi, superare paure e pregiudizi, allontanarsi dalla città natale, girovagare, smarrirsi, chiedere l'aiuto di un "uomo buono", per poi approdare finalmente ad un alloggio di fortuna. E lì, al freddo, scoprirà di voler cedere con tutta se stessa al vizio che, scriveva Sciascia, l'umanità non riesce mai a togliersi: la speranza.

Frasi
e tu perché non chiudi il cesso che io non tengo nessuna intenzione di abortire...
Una frase di Maria (Pina Turco)
dal film Il vizio della speranza - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 20 ottobre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Un altro personaggio femminile, dopo le gemelle di Indivisibili, al centro del nuovo film di De Angelis. Ma i rischi del lavoro precedente (anche nello sguardo posto su questi personaggi) si complicano, a fronte di ambizioni comunque molto alte. Maria (Pina Turco, con una sua innegabile presenza scenica) si occupa di gestire le prostitute immigrate a Castel Volturno, e soprattutto il traffico dei loro [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
venerdì 15 marzo 2019
 

Maria ha un cane e una vita dannata. Ripescata in mare come un rifiuto, è cresciuta marcata da un abuso sessuale che le ha scalfito il volto e privato il ventre della capacità di generare. Figlia di una madre alienata e braccio destro di una pappona tossicoman [...]

VIDEO RECENSIONE
venerdì 30 novembre 2018
 

Maria ha un cane e una vita dannata. Ripescata in mare come un rifiuto, traghetta povere anime sul Volturno: donne trasformate in contenitori, che private della dignità, della libertà e della maternità, affittano l'utero per sopravvivere.

CELEBRITIES
lunedì 19 novembre 2018
Emanuele Sacchi

Suona come un gioco di parole per cui vale la pena autocensurarsi, ma è davvero inavitabile parlare di Enzo Avitabile quando si parla di Napoli. Decenni di musica partenopea e di sue contaminazioni passano dalle intuizioni di un musicista come Enzo Avitabile. [...]

VIDEO RECENSIONE
giovedì 15 novembre 2018
Luca Zingaretti

Il vizio della speranza è uno di quei film che ti restano dentro quando esci dal cinema, un film con cui devi fare i conti perché, pur raccontandoti nei fatti e nei modi, un mondo lontano da noi, ti fa pensare che forse ci siamo tutti un po' allontanati [...]

CELEBRITIES
mercoledì 14 novembre 2018
Fabio Secchi Frau

Il cinema italiano contemporaneo, quello di Virzì, Genovese, Rohrwacher, Garrone, Sorrentino e Sollima, sta parlando al mondo. E il mondo, con le orecchie tese, lo sta ascoltando. Ma in questo coro di voci, alcune addirittura impreziosite da prestigiose [...]

TOKYO FILM FESTIVAL
domenica 4 novembre 2018
Emanuele Sacchi

Si è concluso sabato 3 novembre il Tokyo International Film Festival, sui passi tonitruanti di Godzilla nella sua ultima incarnazione "cosmica", l'anime Godzilla: The Planet Eater. Un'edizione, la 31esima, che ha attirato un pubblico di circa 62.

TOKYO FILM FESTIVAL
venerdì 2 novembre 2018
Claudia Catalli

Ha appena vinto il primo premio come miglior film al Tokyo International Film Festival, che ha riconosciuto come miglior interprete anche la sua protagonista Pina Turco. Una vittoria che consolida il premio del pubblico ricevuto di recente alla tredicesima [...]

[LINK] BIOGRAFIE
venerdì 2 novembre 2018
Fabio Secchi Frau

Stefano Incerti ha visto in lei una colorata festa di comicità partenopea, oltre che una bellissima donna. È per questo motivo che l'ha voluta come protagonista nel suo La parrucchiera. Pina Turco era già approdata sul grande schermo qualche anno prima. [...]

TOKYO FILM FESTIVAL
lunedì 29 ottobre 2018
Emanuele Sacchi

Fresco di un'onorificenza importante come il Premio del pubblico vinto alla Festa del Cinema di Roma, Il vizio della speranza miete consensi anche dall'altra parte del mondo. Yoshi Yatabe, Programming Director per la sezione competitiva del Tokyo Internation [...]

FESTA DI ROMA
sabato 27 ottobre 2018
Emanuele Sacchi

Il pubblico della Festa del Cinema di Roma ha scelto Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis come Miglior Film tra la selezione di quest'anno.Indivisibili, non teme di risultare retorico, pur di gridare il proprio disperato messaggio umanista. [...]

VIDEO
martedì 23 ottobre 2018
Paola Casella

Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un'esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.

TRAILER
sabato 6 ottobre 2018
 

Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un'esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.

POSTER
mercoledì 3 ottobre 2018
 

Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un'esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.

TOKYO FILM FESTIVAL
martedì 25 settembre 2018
Emanuele Sacchi

Se non vi si assiste è difficile immaginare l'austerità con cui in Giappone si affronta anche l'arte cinematografica: in un clima di compita serietà, al Toranomon Hills Forum, è stata annunciata la line-up della nuova edizione del Tokyo International [...]

NEWS
martedì 20 marzo 2018
 

S'intitola Il vizio della speranza il nuovo film di Edoardo De Angelis, le cui riprese sono tuttora in corso a Castelvolturno. Scritto con Umberto Contarello, prodotto da Attilio De Razza e Pierpaolo Verga, il film sarà distribuito in Italia da Medusa. [...]

winner
miglior attrice non protag.
Nastri d'Argento
2019
winner
miglior canzone
Nastri d'Argento
2019
winner
miglior scenogr.
Nastri d'Argento
2019
winner
miglior attrice non protag.
David di Donatello
2019
winner
premio del pubblico bnl | gala
Roma Film Festival
2018
SHOWTIME
Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Cookie Policy