L'imbalsamatore

Film 2002 | Drammatico 101 min.

Regia di Matteo Garrone. Un film Da vedere 2002 con Ernesto Mahieux, Valerio Foglia Manzillo, Elisabetta Rocchetti, Lina Bernardi, Pietro Biondi. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2002, durata 101 minuti. - MYmonetro 3,34 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Diego, un giovane, che vive nella provincia di Caserta, diventa l'apprendista di Peppino, un nano che fa l'imbalsamatore. Ha vinto 2 David di Donatello,

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,52
CONSIGLIATO SÌ
Un esordio importante e promettente, in un noir italiano fuori dal comune.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Valerio, un ragazzo alto e bello, conosce allo zoo Peppino Profeta, nano imbalsamatore, e diventa prima suo amico e poi suo assistente. Guadagna bene e con lui si concede notti di lussuria in compagnia di "amiche" disinvolte e disponibili, che Peppino può permettersi grazie a una filiazione alla camorra di non chiara natura. Proprio durante uno dei "servizi" di Peppino alla malavita, in trasferta a Cremona, Valerio conosce Debora, se ne innamora e la porta con sé a vivere per qualche giorno da Peppino dove anche lui si appoggia temporaneamente. Peppino diventa geloso della ragazza che mina il legame tra lui e Valerio, legame che è ormai andato oltre la semplice amicizia.
Dall'area partenopea arrivano in questo inizio di millennio le più promettenti nuove voci del cinema italiano. Garrone è dello stesso bacino culturale di Sorrentino, col quale condivide un approccio mediterraneo alla tradizione noir del cinema di genere. Visione che si traduce in una fotografia densa e contrastata, in musiche vibranti d'atmosfera, in personaggi ammantati di grande fascino eppure possibili. Come è il Peppino Profeta interpretato da uno straordinario Ernesto Mahieux, demonietto di surreale cattiveria e follia. Un esordio non perfetto e pieno di punti oscuri, ma senz'altro importante e meritorio.

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Recensione di Amedeo di Rienzo
martedì 23 settembre 2003

Al solito l'estate ormai agli sgoccioli si dimostra la stagione ideale per il recupero di tutti quei piccoli frammenti di cultura che erroneamente ci siamo lasciati alle spalle: fumetti non letti, cd non ascoltati, film non visti. In quest'ottica si colloca L'imbalsamatore, piccolo film troppo misurato, rigoroso ed in ultima analisi troppo italiano per sperare di farla franca al botteghino. Fortunatamente, complice un casuale quanto prezioso consiglio, ho rimediato a questa mancanza, constatando quanto di buono c'è nel film di Matteo Garrone.
La storia, gloria dei cieli, non è per una volta banale e si avvale di un uso delle ambientazioni (e sopratutto del modo di mostrarle tramite la fotografia) che restituiscono uno spaccato di Italia come ormai raramente si vede al cinema; prodigio ancora più apprezzabile se tenuto conto del contesto napoletano della storia, finalmente svincolato dall'abuso della "napoletanità" come panacea a tutti le deficienze di un film.
Valerio è un ragazzo bello e prestante, sufficientemente in gamba da anelare ad un futuro migliore ma inaspettatamente alla deriva nella sua vita, trascinata lungo un binario morto di quieta mediocrità. La svolta arriva con l'incontro con Peppino Profeta, un tassidermista colluso con la camorra ma dai modi garbati e dalla personalità ipnotica. Tra i due nasce un forte legame che convince Peppino ad assumere come aiutante Valerio. Inizialmente le cose sembrano funzionare ma lentamente il rapporto d'amicizia tra i due comincia a mutare, a disfarsi; Peppino inizia e dimostrare un attaccamento morboso nei confronti del ragazzo, quasi una sorta di distorta gelosia. I successivi viaggi di lavoro che i due intraprendono, per motivi legati alla criminalità, uniti all'intromissione nella vita di Valerio di una ragazza bella ed aggressiva, daranno la definitiva spallata al sodalizio lavorativo e non dei due. Ma Peppino è tutt'altro che intenzionato a perdere il "suo" Valerio ed il tragico epilogo è dietro l'angolo.
Bel film dunque. Una sorta di favola dark ma senza il ricorso ad artifici narrativi o visivi. Qui ci muove all'interno di una quotidianità scolorita e depressa nel quale lo spettatore non vorrebbe identificarsi ma che riproduce, purtroppo, una realtà fin troppo realistica. La vera mostruosità risiede nelle sfumate psicologie dei personaggi, semplici se non banali, eppure sfuggenti, mai perfettamente definibili e sottilmente viscide. La freddezza delle immagini si rispecchia nell'asetticità del contesto urbano e lavorativo, Peppino e Valerio svuotano carcasse di animali per donargli nuova forma ed eterna, statuaria vita; ma a ben vedere sono essi stessi svuotati di quella umanità che gli permetta di capire cosa vogliono veramente da se stessi e dalla vita.
Un ritratto di personalità negative quindi, in cui sebbene nessuno sia realmente malvagio tutti sono troppo intenti a venire a capo delle rispettive vite per non calpestarsi a vicenda. I rapporti umani che si instaurano tra i tre risultano quindi irrimediabilmente artificiosi e "sbagliati", instillando nello spettatore la consapevolezza che per ognuno di loro non è ormai più lecito nemmeno sperare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 aprile 2012
rugvito

"L'imbalsamatore" è un cupo film decadentista sulle miserie di un tassidermista omosessuale. Il personaggio principale, Peppino, è un fosco individuo di piccola statura, ben tratteggiato in tutta la sua natura ambigua e subdola. Peppino è un personaggio che ha un profondo slancio verso la bellezza, di cui è evidentemente privo.

mercoledì 19 gennaio 2011
popefucker

Si è dimenticato di dire che il film si ispira ad un fatto vero. Un imbalsamatore nano di Roma fu trovato dentro un sacco della spazzatura. Si trattava di Domenico Semeraro innamoratosi dell'efebico assistente che lo eliminò strangolandolo con uno dei costosi foulard che solitamente portava il cosiddetto "Nano di Termini".

lunedì 12 ottobre 2015
Soter25

Sorrentino e Garrone, regista quest’ ultimo de “L’ Imbalsamatore”, sembrano appartenere alla stessa scuola di Cinema; oppure il primo si ispira fortemente all’ altro con il più recente “L’ amico di famiglia”. Molto simili nella caratterizzazione del personaggio centrale – un uomo piccolo e viscido (qui più viscoso) -, mostrano ancor [...] Vai alla recensione »

martedì 29 settembre 2015
stefano bruzzone

    Capolavoro di Matteo Garrone di grande fascino ed atmosfera a cominciare dalle ambientazioni, sempre così vere da sembrare un documentario, sino alle musiche della Banda Osiris raffinate e assolutamente a fuoco con una fotografia da Oscar. Mahieux sfodera una prestazione di livello altissimo ed insieme al resto del cast danno vita ad un elegante noir italiano imperdibile. Vo [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 giugno 2015
Barolo

L'esordio di Garrone alla regia, si traduce in un film insolito, per certi versi disturbante, il rapporto tra il nano e il bello sembra malato già dall'inizio. In un certo senso l'epilogo è quasi scontato. E' comunque un'interessante incursione e riflessione sulla patologia dei rapporti interpersonali, che quando sono così sbilanciati in un senso, risultano inevitabilmente e tragicamente perversi. [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 febbraio 2014
gianleo67

Giovane e bello, Valerio fa il cameriere ma con scarse prospettive professionali nella desolazione sociale ed economica dell'hinterland partenopeo. Inizia così a frequentare il laboratorio artigiano di Peppino, abile e mellifluo imbalsamatore di animali che intrattiene oscuri legami con la camorra ed i suoi traffici di droga e che mostra per il ragazzo un morboso interesse sentimentale e sessuale. Vai alla recensione »

venerdì 8 aprile 2011
Reservoir Dogs

Ispirato a fatti di cronaca: Caserta, Peppino Profeta (Mahieux), un nano imbalsamatore, conosce ad uno zoo Valerio (Foglia Manzillo), ragazzo alto e bello con la passione per gli animali. Peppino colpito dal ragazzo offre lui un lavoro da collaboratore imbalsamatore molto più remunerativo. Il rapporto tra i due sempre più ambiguo entra in crisi quando durante una trasferta per lavoro a Cremona, Valerio [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 agosto 2012
pamby

Un film con un focus estremamente pessimista ed oscuro. Talmente tagliente e sopraffino nella descrizione delle deviazioni e delle perversioni dei personaggi da risultare geniale. Un capolavoro assoluto.

venerdì 13 aprile 2012
molenga

Un imbalsamatore nano, peppino, avvicina e lega a sé un giovane, diego, allontanandolo dalla sua vita con uno stipendio altissimo; ma il giovane, durante un viaggio a cremona (peppino apre cadaveri pieni di cocaina per conto di un boss della camorra) il ragazzo trova una giovane un po' scapestrata della quale s'innamora. Peppino è evidentemente innamorato del suo giovane collaborato [...] Vai alla recensione »

sabato 3 aprile 2010
ultimoboyscout

Trasposizione cinematografica (o presunto tentativo) alquanto fantasiosa della storia realmente accaduta del nano della stazione Termini di Roma, al secolo Mimmo Semeraro da Ostuni, e del suo rapporto ambiguo con un giovane conosciuto casualmente. Oltre alla storia completamente sconvolta, il film è molto molto fiacco, noioso, senza il minimo motivo d'interesse  e mordente.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Due paesaggi riempiono le inquadrature di L’imbalsamatore (Italia, 2002, 101’). Il primo è uno squallido litorale nei pressi di Caserta, schiacciato da un cielo scuro e carico di pioggia, serrato fra un mare fangoso e lunghe, terribili file di palazzacci abusivi. L’altro, a Cremona, è una pianura senza luce, perduta, anonima. Qui e là, nel Sud e nel Nord di un’Italia plumbea, pare non esserci niente [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Cronache dal deserto. Reportage dal disastro delle anime, specularmente riflesso nel degrado che le circonda. C’era una volta il mare azzurro, chiare fresche dolci acque di un sogno per sempre finito. I tre protagonisti di L’imbalsamatore, di Matteo Garrone, vivono in un mondo brutto, sporco e cattivo, quel litorale campano tante volte presente nelle cronache dell’abusivismo edilizio e della criminalità [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Parte da un fatto di cronaca (l’omicidio di Domenico Semeraro, detto “il nano di Termini”, avvenuto a Roma nel 1990) ma subito prende direzioni iperrealistiche la quarta bellissima prova nel lungometraggio di Matteo Garrone, giustamente assai apprezzata a Cannes 2002 alla “Quinzaine”. Se in Terra di mezzo, Ospiti ed Estate romana le storie erano, innanzitutto, questioni di geografia, di urbanistica [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attore non protag.
David di Donatello
2003
winner
miglior scenegg.ra
David di Donatello
2003
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