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Ultimo aggiornamento venerdì 18 maggio 2018
Il supereroe più dissacrante dell'universo crea un nuovo team, l'X-Force, con l'obiettivo di proteggere un ragazzino da Cable, mutante venuto dal futuro per ucciderlo. Il film ha ottenuto 3 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Deadpool 2 ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 7,1 milioni di euro e 3,8 milioni di euro nel primo weekend.
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Il mercenario malato di cancro e trasformato in un essere pressoché immortale, capace di rigenerarsi da ogni ferita, si gode finalmente la vita insieme alla compagna Vanessa. Ma ad accettare irresponsabilmente, com'è nel suo stile, missioni da sicario in giro per tutto il mondo si finisce per farsi dei nemici e arriva presto per Deadpool il momento di pagare il conto. Una batosta tale da ritrovarsi a casa degli X-Men, con Colosso che ancora una volta gli dà la possibilità di essere un eroe e lo porta con sé in una missione per calmare un giovanissimo e potente mutante. Prevedibilmente le cose non vanno a finir bene e Deadpool si ritrova nei guai insieme al ragazzino a cui però si sta affezionando tanto che, quando dal futuro giungerà un letale guerriero deciso a ucciderlo, il loquace ex mercenario farà tutto il possibile per proteggere il giovane.
Ancora più folle e irreverente, con una comicità da cartone animato iperviolento, Deadpool 2 è forse meno sessualmente esplicito del precedente, ma più ricco di personaggi e più articolato nella storia che racconta.
Anche se Domino ha le sue scene d'azione, che tra l'altro sono le migliori e le più divertenti del film, e anche se Deadpool si ritrova spesso a reagire all'antagonista Cable, che in fondo è più motivato di lui in questa vicenda, al centro di tutto rimane comunque il mercenario dall'inarrestabile e scurrile parlantina. Una figura ancora una volta goliardica che grazie alla propria rigenerazione finisce per subire una gran quantità di traumi. Che si riprenda in fretta poco importa perché l'effetto non vuole essere drammatico bensì comico, di una comicità tutta fisica da slapstick portato fino all'estremo, con tanto di smembramenti e gore a profusione.
Aiuta che a realizzare le scene d'azione sia stato chiamato questa volta il regista David Leitch, che già con John Wick prima e Atomica Bionda poi ha dimostrato di saper applicare il proprio passato da stunt-man per realizzare coreografie impressionanti e fantasiose, che spingono gli attori oltre lo standard hollywoodiano. Se i precedenti film sono però action più o meno puri, qui l'azione è al servizio dell'ilarità e dunque agli elaborati piani sequenza di Atomica Bionda si preferisce un ritmo di montaggio che segue i tempi comici, seppure non mancano passaggi dai movimenti di macchina da presa virtuosi.
In particolare è esilarante l'entrata in scena di X-Force, team composto da personaggi a fumetti di seconda o terza fascia, già ridicolo di per sé e messo in scena con trovate una più esilarante ed eccessiva dell'altra, concentrate in una sola irresistibile sequenza. Decisamente riuscito per comicità iconoclasta anche il finale del combattimento con uno dei nemici più storici e imponenti degli X-Men, inoltre, più in generale, il potere della fortuna di Domino le permette di tuffarsi in situazioni assurdamente letali con comica incoscienza. Al suo personaggio giova poi la naturale grazia e simpatia dell'attrice Zazie Beets, già ben rodata in raffinate e surreali ironie nella dalla serie Tv Atlanta, rispetto a cui si dimostra preparata anche per le scene d'azione.
Cable, interpretato da Josh Brolin che torna in un film di supereroi poche settimane dopo aver incarnato Thanos in Avengers: Infinity War, è così serioso e cupo che Deadpool, giocando al suo solito con riferimenti metacinematografici, non può non chiedergli se non venga dall'universo DC. E di battute di questo tipo è pieno il film, con Domino chiamata Black Black Widow, o Cable definito come un guerriero con un braccio alla Soldato d'inverno, inoltre Deadpool rompe come nel film precedente la quarta parete e rivolge alcuni commenti direttamente allo spettatore. Per esempio quando Cable spiega le limitazioni del suo viaggiare nel tempo il protagonista dice autoironicamente al pubblico che si tratta di cattiva sceneggiatura.
Il film insomma mantiene le proprie promesse e rimane un divertente action non-sense che è meglio vedere in stato di leggera ebbrezza. Se inevitabilmente perde l'originalità e la freschezza del primo capitolo, si rigenera però nelle dinamiche con i nuovi personaggi. L'unica scelta narrativa davvero pigra è il colpo di scena iniziale, troppo abusato per un film che si vorrebbe originale e sfacciatamente anticonvenzionale. Ma a una partenza debole segue un lento crescendo e, con l'arrivo di Cable e Domino il film cambia marcia per poi chiudere in bellezza sui titoli di coda, dove si fa letteralmente a pezzi la carriera di Ryan Reynolds tra i supereroi.
Con 780 milioni di dollari accumulati a fronte dei soli 58 spesi per realizzarlo, "Deadpool" vanta un primato non da poco tra i cinefumetti ma è ancora più clamorosa la maniera in cui ha raggiunto simili cifre: andando contro ogni regola condivisa nel mondo della produzione hollywoodiana. Fare un film tratto da un fumetto che fosse vietato ai minori di 17 anni, che avesse molta violenza, riferimenti sessuali espliciti e un protagonista pansessuale. Di fatto Ryan Reynolds, che il personaggio non lo ha solo interpretato ma inseguito per più di 10 anni, assieme il regista Tim Miller ha cambiato la maniera in cui si ragiona e si progetta un film tratto dai fumetti.
Per questo la curiosità è diventata ancora più alta per il seguito quando è arrivata notizia che Tim Miller non ci sarebbe stato.
Le voci di una rottura pesante e non pacifica sono arrivate prontamente, come sempre, ma con ferma risolutezza sono state smentite da entrambi i coinvolti. Tim Miller aveva idee molto diverse rispetto a Ryan Reynolds per questo sequel e quindi non è stato possibile farlo insieme, ma i due non serbano rancore. A sostituirlo è allora arrivato David Leitch, già regista di John Wick e esperto di cinema d'azione e combattimento.
Di certo al momento si sa che il film di nuovo non rispetterà le regole non scritte del cinema americano. Non sarà infatti il classico sequel "più grande e più grosso" né proporrà "more of the same", per quanto il budget sarà certamente più alto. Deadpool 2 dovrebbe essere così collegato e così simile al primo da somigliare più ad un altro episodio di una serie tv piuttosto che ad un sequel.
È già noto che, visti i legami che nei fumetti Deadpool ha con il gruppo X-Force, farà qui la sua prima apparizione il personaggio di Cable (in attesa di un film vero e proprio su X-Force), interpretato da Josh Brolin. Siamo nel mondo dei mutanti che al cinema è di proprietà della 20th Century Fox, è importante notarlo perché Brolin in realtà interpreta già un personaggio nell'universo cinematografico condiviso gestito dai Marvel Studios, ovvero Thanos. Ma produzioni diverse, regole diverse, personaggi diversi.
Oltre a Cable poi vedremo anche un altro personaggio del mondo X-Force, ovvero Domino, la spia combattente con poteri che hanno a che vedere con le probabilità. Ad interpretarla sarà Zazie Beetz.
Il cast per il resto non dovrebbe essere troppo diverso da quello del primo film ed è noto che tornerà anche Leslie Uggams nei panni della coinquilina cieca del protagonista. Una volta tanto però vale la pena sottolineare che il protagonista del film sarà davvero il proprio tono, più adulto, scemo, demenziale e metacinematografico di tutti gli altri. Nonostante gli stessi autori tendano a sottovalutarne l'impatto, il divieto ai minori di 17 anni per un blockbuster così grosso, è una pratica in disuso, quasi non accade più. Questo ha creato un appetito molto forte per un certo tipo di contenuti relativi a certi personaggi. Insomma un elemento di novità così forte che ha sospinto a vele spiegate il successo del film anche se non chiaro se possa fare lo stesso anche ripetendosi nel sequel.
Messo prontamente in cantiere a seguito del portentoso successo del primo film, ad “appena” due anni di distanza arriva nelle sale Deadpool 2. E non convince appieno, facendo anzi risaltare gran parte dei difetti che erano già presenti nell’originale. Se, difatti, il primo Deadpool esso stesso fingeva solo superficialmente di essere completamente fuori dai canoni, [...] Vai alla recensione »
Una volta c'erano il mostro di Frankenstein, il vampiro Dracula, il sacerdote egizio detto "mummia", il licantropo e l'uomo-pesce. Senza individualità, ma temibili come collettivi, c'erano poi marziani e zombi. Costoro avevano di solito un'esistenza regolata: i vampiri, per esempio, si coricavano prima dell'alba e uscivano dopo il tramonto. Ben diversi sono i supereroi dell'ultimo ventennio.