Ha pochi anni e una manciata di film (da protagonista) in attivo Margaret Qualley, figlia d’arte (sua madre è Andie MacDowell), del Montana (il ‘grande cielo’ degli Stati Uniti), della moda e di Tersicore. Una carriera appena avviata e arrivata dopo la danza che pratica fino ai sedici anni per tenersi forse lontana dal ‘dominio’ materno. Destinata a una carriera di ballerina classica, dove il rigore disciplina il corpo, diventa al contrario un’attrice ‘disarticolata’ che naviga con spigliata naturalezza da un ruolo all’altro. Ma la danza e la sua predisposizione alla danza restano al cuore delle sue performance e all’origine della sua carriera, perché è ancora una debuttante quando Spike Jonze la dirige in uno spot del profumo Kenzo World. Margaret compone con l’aiuto del coreografo Ryan Heffington una vera partitura artistica. Dentro un vestito verde smeraldo si abbandona a una trans dance euforizzante, provando che può fare tutto, esprimere tutto, col volto, col corpo. La danza le offrirà più tardi delle belle opportunità come la parte di Ann Reinking nella serie Fosse/Verdono di Ginger Rogers nel biopic Fred & Ginger, tra le braccia di Jamie Bell che interpreta Fred Astaire.
Discreta e sempre altrove, Margaret Qualley comincia a ‘frequentare’ i grandi nomi di Hollywood e nel 2013 ottiene un piccolo ruolo nel film di Gia Coppola, Palo Alto, debuttando tra James Franco e Nat Wolff. L’avventura è cominciata e di lì a poco i film si accumulano con gli incontri. L’anno successivo integra il cast di The Leftovers, serie ‘fantastica’ di HBO che si avventura nell’animo umano catturando con gli occhi brillanti di Margaret l’innegabile malinconia dei nostri tempi. Ma è con Pussycat, sexy hippy dinoccolata, legata alla setta di Charles Manson, che il tornado Margaret travolge la critica ed entra con un finto broncio e un paio di sandali nel nostro immaginario. È sufficiente un frammento di cinema, firmato da Quentin Tarantino, per dispiegare quella malizia naturale e cinguettante intorno alla coolness di Brad Pitt. Infilate le lunghe gambe elastiche in un paio di short jeans, fa l’autostop sulla Hollywood Boulevard, mentre l’attore la guarda agitarsi al semaforo per ottenere quello che vuole, salire sulla sua Cadillac e puntellare il parabrezza coi piedi, luogo segreto e nodoso deformato dall’esercizio ostinato della danza. È subito amore, amore per Margaret che ha il pudore sensuale di Breezy, l’eroina di Clint Eastwood che innamora un William Holden fuori tempo massimo. Potremmo quasi scommetterci che è a Breezy e a quell’amore insolente, un po’ per pressioni sociali, un po’ per paura di non essere all’altezza, che deve aver pensato Tarantino coreografando l’incontro tra Margaret e Brad. Vento di primavera, che prende alla schiena come la sua hippy adolescente (C’era una volta a… Hollywood), Margaret Qualley piroetta scapigliata nei nostri occhi e lì resta come la più bella delle albe.





