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Film in tv: Le festività anticipate

La programmazione televisiva della settimana esibisce buoni sentimenti ma anche grandi ritratti dalla firma prestigiosa.
di Edoardo Becattini

Natale a novembre

giovedì 22 novembre 2007 - Televisione

Natale a novembre
A giudicare dai primi film del palinsesto della domenica, si direbbe che il Natale arrivi in anticipo quest'anno. Italia1 propone infatti con un bel mese d'anticipo due film in totale sintonia con lo spirito delle feste: al pomeriggio Il principe d'Egitto (Italia1, 14.35), è uno dei film più costosi della storia del cinema d'animazione, con cui la Dreamworks circa dieci anni fa si impose nel mondo dei lungometraggi animati, fino a quel momento monopolio esclusivo della Disney; la storia rielabora l'epica biblica della vita di Mosè e della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù degli egiziani. Una poltrona per due (Italia1, 20.15) è invece la famosa commedia di John Landis sullo scambio di ruoli in società fra Dan Aykroyd ed Eddie Murphy che costituiva un "must" del nostro palinsesto natalizio da ormai diversi anni. Con Fino a prova contraria (Rete4, 21.30) si torna invece ad atmosfere "autunnali" e ci si confronta con un thriller sul tema della pena di morte dove Clint Eastwood (regista e interprete) è un giornalista attempato e malinconico con problemi d'alcolismo ma sempre dedito alla giusta causa. A chiudere la giornata, Marty, vita di un timido (RaiTre, 3.45) è il pluripremiato film del 1955 che rivelò il talento del grande Ernest Borgnine con una commedia agrodolce su un macellaio del Bronx, scapolo e insicuro, e sulla donna che gli cambia la vita.
Il lunedì si apre invece al melodramma hollywoodiano più recente con uno dei più grandi successi di pubblico degli anni Novanta: Ghost (Canale5, 21.10). La lacrimevole storia del fantasma che resta accanto alla donna amata in vita segnò uno dei maggiori apici del successo (ultimamente un po' offuscatosi) di tutti e tre i suoi protagonisti: Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg. In sintonia col sentimentalismo della serata, anche Oliver Stone e il suo World Trade Center (Sky 1, 21.00), storia romanzata di due vigili del fuoco che restano intrappolati all'interno delle Twin Towers in seguito al fatidico attacco datato 11 settembre 2001. Lontano invece dai prototipi narrativi americani è lo strepitoso noir tratto da Graham Greene con cui Orson Welles, pur comparendo per meno della metà del film, dette vita al leggendario personaggio di Harry Lime, ovvero Il terzo uomo (Studio Universal, 21.00).

Successi emigranti
In prima serata martedì viene riproposta una delle (poche) opere più apprezzate in tutto il mondo del nostro cinema contemporaneo. Nuovo cinema paradiso (La7, 21.30), oltre ad essere considerato "il" capolavoro di Tornatore, è un film che si è imposto nell'immaginario di tutto il mondo per la genuina passione per i sogni del cinema che lo attraversa e che è riuscita a irradiare al grande pubblico. Un mistero surreale che sfocia in vero e proprio incubo dell'identità e dell'autoriconoscimento è invece al centro del film francese L'amore sospetto (Sky Mania, 21.00), dove Marc decide di tagliare i propri baffi per poi arrivare a perdere il senno quando nessuno pare accorgersi della differenza sul suo volto.
Mercoledì batte ancora il tricolore francese, ma stavolta con un film più attento all'espressiva multiculturalità di zingari e pieds-noir che ai tormenti esistenziali della borghesia parigina: Exils (Cult, 21.00) dell'algerino Tony Gatlif è una storia di immigrazione al contrario, nel senso che parte dal punto di vista di una coppia di immigrati di seconda generazione che ritornano nella propria patria d'origine per ritrovare e scoprire le radici culturali dimenticate. Da un altro regista migrante, origini armene ma vissuto in Canada, proviene Exotica (Sky Mania, 22.45), suggestivo intreccio di storie raccontato in modo antilineare, che mette assieme il presente e il passato di vari personaggi che lavorano o frequentano un locale di strip-tease alla periferia di Toronto. Grande successo a Cannes 1994, il film rivelò il talento di Atom Egoyan nell'indagare turbe e ossessioni legate allo sguardo.
Tornando nel più ampio panorama statunitense, ma legato ad una poetica e a uno stile più ricercato della media, giovedì riscopriamo piacevolmente Indovina chi viene a cena (Rete4, 21.10), un classico della commedia impegnata anni '60, arricchito dal valore aggiunto di una sceneggiatura brillante ed equilibrata, che riunì assieme la storica coppia di Hollywood Spencer Tracy e Katharine Hepburn per mettere in scena l'imbarazzo di una coppia "liberal" di fronte all'annunciato matrimonio della figlia con un ragazzo di colore. Più recentemente invece, Jim Jarmusch ha dipinto con straordinaria ironia e amarezza il ritratto dell'impenitente Don Johnston (uno strepitoso Bill Murray), uomo di mezza età in viaggio per varie province americane alla ricerca di un figlio adolescente mai conosciuto in Broken Flowers (Sky Mania, 21.00). A chiudere la serata, un altro grande autore del cinema contemporaneo, ovvero David Cronenberg, che con Inseparabili (Raisat Cinema, 1.50) nel 1988 impresse una svolta al suo percorso cinematografico. Non tanto nella poetica, quanto nello stile, passando da un orrore più esplicito ed esibito a uno più indiretto e intimista. La storia di Inseparabili è quella di due gemelli, perfettamente identici nell'aspetto e nella professione (sono entrambi ginecologi), ma opposti nelle abitudini e nello stile, che condividono la stessa partner finché il triangolo sessuale non finisce inevitabilmente col complicarsi.

L'impronta degli Autori
Il venerdì ci permette di rileggere il passato attraverso tre film storici realizzati da grandi registi. Con Camera con vista (Sky 3, 21.00) la coppia Ismail Merchant e James Ivory (produttore e regista) realizzarono uno dei più grandi successi della loro carriera dedicata a film "in costume" e adattamenti di opere letterarie del periodo vittoriano. La storia della ragazza inglese di buona famiglia che scopre erotismo e libertà nella Firenze del primo XX secolo, raccontata con la proverbiale raffinatezza e l'accurata ricostruzione di Ivory, ottenne la candidatura agli Oscar 1985 come miglior film e regia e tre premi tecnici. Al contrario, I cancelli del cielo (RaiTre, 1.40) fu il film che segnò l'ostracismo di Michael Cimino da Hollywood e il suo conseguente decesso artistico. La storia delle grandi lotte fra contadini e allevatori nel Wyoming di fine Ottocento è un capolavoro sfortunato non compreso dal grande pubblico i cui ingenti costi e la cui estenuante lunghezza segnarono il definitivo fallimento della United Artists. Altro capolavoro-fiume di un autore che, a dispetto di una recente produzione più glamour e mainstream, non ha mai perso la sua militanza (vedere il bellissimo e altrettanto lungo When the Leeves Broke) è il Malcolm X (Rete4, 23.25) con cui Spike Lee nel 1993 raccontò per intero e senza facili glorificazioni la vita di Malcolm Little dall'infanzia e il bisogno di accettazione all'epoca delle violente battaglie da trascinatore politico contro la padronanza culturale dei bianchi.
Per tornare ai giorni nostri tocca aspettare la notte del sabato dove troviamo due atipiche commedie girate da due famosi registi europei: Agata e la tempesta (RaiUno, 2.50) è il modo leggero e fantasioso con cui Silvio Soldini si è rapportato per una volta alla realtà quotidiana. In questo film, la sua eterogenea umanità vive dei consueti piccoli ordinari problemi con l'aggiunta di un quantomeno insolito potere di scatenare tempeste elettromagnetiche di fronte alle più forti emozioni. In Millions (Canale5, 3.00) è invece l'eclettico e discontinuo regista di Trainspotting e The Beach, Danny Boyle, a descrivere con humour e tocchi surreali il punto di vista di due bambini che trovano per caso una grossa somma di sterline, ammontare di una rapina, e decidono di sperperarlo velocemente, prima che l'Inghilterra passi alla moneta unica europea. Da segnalare infine la cornice episodica dalle connotazioni fortemente autoriali di Ro.Go.Pa.G. (La7, 1.55), la cui intelaiatura narrativa ha permesso di vedere assieme dei piccoli (per durata, ma non per valore) capolavori diretti da Rossellini, Godard, Pasolini e Ugo Gregoretti, oltre alla straordinaria caratterizzazione del regista nell'episodio pasoliniano da parte di Orson Welles.

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