La vendetta di un uomo tranquillo

Film 2016 | Thriller +13 92 min.

Titolo originaleTarde para la ira
Anno2016
GenereThriller
ProduzioneSpagna
Durata92 minuti
Al cinema8 sale cinematografiche
Regia diRaúl Arévalo
AttoriAntonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Díaz, Alicia Rubio, Manolo Solo Raúl Jiménez, Font García.
Uscitagiovedì 30 marzo 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,45 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Raúl Arévalo. Un film Da vedere 2016 con Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Díaz, Alicia Rubio, Manolo Solo. Cast completo Titolo originale: Tarde para la ira. Genere Thriller - Spagna, 2016, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 30 marzo 2017 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi al cinema in 8 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,45 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo trascorre 8 anni in carcere. Una volta uscito vuole rifarsi una vita ma incontra numerosi ostacoli. In Italia al Box Office La vendetta di un uomo tranquillo ha incassato 267 mila euro .

Consigliato sì!
3,45/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,75
PUBBLICO 3,11
CONSIGLIATO SÌ

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Un thriller credibile, teso, che non rinuncia alla sua identità etnica e a un'estetica autoriale pur rispettando alla lettera i canoni del genere.
Recensione di Paola Casella
venerdì 17 marzo 2017
Recensione di Paola Casella
venerdì 17 marzo 2017

Curro guidava l'auto della fuga e faceva il palo davanti alla gioielleria in cui i suoi compari stavano compiendo una rapina, ma qualcosa è andato storto e a pagare si è ritrovato solo lui. Fuori dal carcere lo aspetta la compagna Ana insieme al loro bambino, e non sono i soli ad attenderlo al varco. José è un uomo ricco e pacato che da qualche tempo frequenta i quartieri poveri della città. Un ricordo lo tormenta, e farà il possibile per affrontarlo nel modo che gli pare adeguato.
Sono gli unici elementi narrativi che si possono offrire senza rivelare le sorprese di un thriller che ne ha parecchie (meno attento agli spolier il titolo italiano del film, che in originale si chiamava "Tarde para la ira", cioè "Tardi per la rabbia").

La vendetta di un uomo tranquillo segna l'esordio alla regia del 36enne Raúl Arévalo, attore molto noto in Spagna, che in Italia abbiamo visto in Ballata dell'odio e dell'amore e ne Gli amanti passeggeri, ma soprattutto in quel La isla minima, di cui era coprotagonista, predecessore evidente del suo debutto dietro la cinepresa: stesso rigore, stessa tensione noir, stesso sguardo rivolto al cinema americano ma anche stesso radicamento nel territorio e nella cultura spagnoli.

C'è anche un altro precedente recente, La notte dei girasoli: questi tre film (e un altro pugno di titoli ancora) segnano una rinascita del genere in Spagna che può essere di esempio e ispirazione in tutta Europa, perché si attiene rigorosamente ai codici internazionali del thriller ma imbeve la narrazione di un'identità locale forte e chiara.

Ne La vendetta di un uomo tranquillo è la regia a fare da padrone, impossessandosi di ogni scena senza mai abbandonare un realismo di fondo che ci fa riconoscere, ad esempio, un incidente stradale filmato dall'interno di un'automobile, e che riporta la violenza al suo vero impatto emotivo senza "tarantinizzarla" (nonostante i titoli di testa del film sembrino presi a prestito da Kill Bill). Quella di Arévalo è una regia intima, sensuale, sempre pertinente all'evoluzione della storia e dei personaggi. Una regia che spia attraverso stipiti e spiragli, o "spara" in primissimo piano i volti nudi degli interpreti, modulando la propria scelta stilistica a seconda delle necessità di ciascuna scena.

L'influenza del cinema del Sudamerica (soprattutto il primo Inarritu) appare evidente, ma ricondotta alla matrice della "madrepatria" spagnola, e dunque depurata dei toni carichi e splatter del melodramma latinoamericano. Particolarmente interessante è il lavoro sul sonoro, che nei momenti di tensione ripete ossessivamente i rumori d'ambiente (uno per tutti: il punching ball colpito a ritmo sempre più frenetico in una palestra) mentre in quelli di azione esplosiva diventa ovattato, o addirittura scompare.

La sceneggiatura, cofirmata da Arévalo, è ben strutturata, presenta i personaggi come pezzi di un puzzle che è lo spettatore a dover ricomporre, e ci invita a cercare i pezzi mancanti, distinguendo quelli giusti da quelli sbagliati. Perde però l'occasione di esplorare più a fondo il tema della (possibilità di) redenzione, lasciandolo solo sottotraccia. A prevalere è, dichiaratamente, quella rabbia che faceva parte del titolo originale del film, e che penetra il mood della storia. Straordinari gli attori, soprattutto Luís Callejo nei panni di Curro e Ruth Díaz, premio Orizzonti per la miglior attrice alla Mostra del Cinema di Venezia, in quelli di Ana. La vendetta di un uomo tranquillo è un thriller credibile, teso come una corda di violino, che non rinuncia alla sua identità etnica e a un'estetica autoriale, pur rispettando alla lettera i canoni del genere.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 aprile 2017
Zoom e Controzoom

Quando si saltano i preamboli e si entra a piè pari nel contesto, se il contesto è forte, l’emozione deve essere all’altezza; se il contesto è forte, l’emozione deve colpire in modo crudo e nudo, si saltando i preamboli e si toglie ogni minimo fronzolo: è così che comincia questo film. La macchina da presa, il nostro sguardo, noi, siamo lì, [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 aprile 2017
FabioFeli

La concitata scena iniziale è ripresa da una telecamera di sorveglianza di un negozio: i malviventi mascherati che stanno facendo una rapina picchiano selvaggiamente un uomo a terra, mentre martella le orecchie il frastuono dell’allarme dell’antifurto. I banditi scappano, ma la polizia blocca solo l’autista del colpo. Josè (Antonio de la Torre), un giovane sui 30 [...] Vai alla recensione »

martedì 18 aprile 2017
ergo

A me è piaciuto parecchio. Un film asciutto e senza ghirigori, che arriva  dritto dove vuole colpire. La vendetta è un topos millenario, e qui è trattato con l'ennesima variazione sul(le modalità del) tema. Personaggi e rispettivi drammi ritratti con stile, al confine della legalità o dei propri conflitti irrisolti.

mercoledì 5 aprile 2017
loland10

“La vendetta di un uomo tranquillo” (Tarde para la ira, 2016) è il primo lungometraggio del regista attore spagnolo Raùl Arévalo.             Crudo realismo e vendetta senza sconti: luoghi, visi e forme strutturate verso un obiettivo di non farci piacere nessuno.

mercoledì 12 aprile 2017
lollo-brigida

La poesia non si misura col gradimento del pubblico. Questo film è poetico e nessuno (di chi ha scritto sul forum) se ne è accorto. Non è la trama a sentenziare se un film è piacevole o meno. La trama di questo film, difatti, è alquanto classica. Un uomo che si vendica della morte della propria donna: banale, se vogliamo.

martedì 4 aprile 2017
Flyanto

 "La Vendetta di un Uomo Tranquillo" costituisce l'esordio registico dell'attore Raul Arévalo e, sul filone, per esempio, della precedente pellicola sempre di produzione spagnola "La Isla Minima" , si colloca nel genere del thriller realistico. La vicenda inizia con una rapina andata a male presso una gioielleria ed in cui, viene arrestato colui che in [...] Vai alla recensione »

sabato 1 aprile 2017
Alex2044

Il film mi ha un po' deluso ,non che mi abbia annoiato ma l'ho trovato non particolarmente originale e neppure così ben interpretato . Forse, se non se ne fosse parlato tanto e così bene , sarebbe stato meglio . Perchè quando si alza troppo l'asticella delle attese poi se non vengono mantenute la delusione è dietro l'angolo .

sabato 1 aprile 2017
Flaw54

Non condivido l'entusiasmo  per questo film. È tutto già visto e rivisto, nessuna originalità e il tema della vendetta e del vendicatore solitario non è nuovo nè nel cinema americano  nè in quello italiano. L' influenza di Charles Bronson e direi anche del Sordi di Un borghese piccolo piccolo appare evidente.

martedì 11 aprile 2017
francesca50

A me il film è piaciuto molto per come è condotto e girato (specialmente la scena in cui Ana fa l'amore con Josè). Sembra ripetere altri film del genere ma in fondo l'ambientazine e i colpi di scena lo rendono diverso. Da apprezzare è anche l'umanità dell'uomo tranquillo che lascia in vita chi deve.

domenica 2 aprile 2017
Ferraraarte

Film ben strutturato, bravi gli interpreti, forse troppo crudo in alcune scene. Tuttavia crea una certa suspense che accompagna lo spettatore per tutta la durata. 

domenica 2 aprile 2017
LBavassano

 Trama lineare, completamente priva di scatti e sorprese, la cui asciuttezza sa più che altro di povertà di idee. Personaggi dall'encefalogramma piatto. Se questo è il miglior film spagnolo del 2016 figuriamoci il resto.

FOCUS
FOCUS
mercoledì 29 marzo 2017
Emanuele Sacchi

Consumata calda, in un impeto d'ira, o lasciata raffreddare per gustarne meglio il sapore, come suggerisce il detto popolare, la vendetta è di certo tema cinematografico come pochi altri. Su di essa sono state costruite innumerevoli pellicole, dalle trasposizioni di Amleto fino a Bruce Lee che sconfigge un intero dojo in Dalla Cina con furore. Passando per faide mafiose che scatenano infinite reazioni domino di vendetta e contro-vendetta. D'altronde il percorso di violenza ascendente, giustificato da quanto subito in passato dal protagonista, che caratterizza questi film rappresenta un'occasione troppo ghiotta.

Una "licenza di uccidere" che i registi hanno sfruttato soprattutto nel noir e nei gangster movies, o nel sottogenere rape and revenge, in cui è uno stupro a scatenare angeli della vendetta, come quello che dà inizio alla carriera di Abel Ferrara con l'omonimo film.

L'uscita in sala de La vendetta di un uomo tranquillo di Raúl Arévalo, omaggio iberico ad atmosfere e volti della New Hollywood attraverso un percorso di torti politici e familiari, è l'occasione per un viaggio cinematografico attraverso storie indimenticabili di riscatto violento e giustizia sommaria.

Frasi
- Sei sola da un bel po'?
- Sono sola da 8 anni, da quando lui è andato in carcere...
Dialogo tra José (Antonio de la Torre) - Ana (Ruth Díaz)
dal film La vendetta di un uomo tranquillo - a cura di MYmovies.it
- Ti ho chiesto se mi ami!
- Sì, certo che ti amo... Curro!
- E perchè piangi allora?
Dialogo tra Ana (Ruth Díaz) - Curro (Luis Callejo)
dal film La vendetta di un uomo tranquillo - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 31 marzo 2017
Carlos Boyero
El Paìs

Raùl Arévalo è un attore giovane ma ha già una filmografia notevole e qui riesce a realizzare un sogno: dirigere un suo lungometraggio. E gli è riuscito bene. La vendetta di un uomo tranquillo è un film duro, realista, ha atmosfera e toni cupi e inquietanti. I personaggi e le situazioni sono realistici: si parla della lenta vendetta di un rapinatore che ha pagato anche per i suoi compagni che l'hanno [...] Vai alla recensione »

domenica 9 aprile 2017
Vito Attolini
La Gazzetta del Mezzogiorno

Alcuni recenti successi di stima hanno riproposto all'attenzione la cinematografia spagnola, oggetto di un crescente interesse, fino a ieri riservato principalmente a Pedro Almodovar. Raul Arévalo, dopo un tirocinio di attore - lo abbiamo visto fra gli «amanti passeggeri» dell'omonimo film almodovariano e poi come poliziotto che indaga sulla scomparsa di due ragazze nella Spagna più spoglia e desolata [...] Vai alla recensione »

domenica 9 aprile 2017
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Schivo, gentile, inoffensivo. All'apparenza. Perché José cova da anni una rabbia esplosiva. Deve vendicarsi, mettere le mani sul gruppo di banditi che, diversi anni prima, gli hanno ucciso la giovane fidanzata e mandato il padre in coma perenne. Una rapina andata a male, un pestaggio di inaudita violenza, ripreso dalle telecamere di sicurezza. Quanto può durare il desiderio di vendetta? Finirà per [...] Vai alla recensione »

sabato 1 aprile 2017
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il padre del regista aveva un bar, grande aiuto per le scene ambientate tra la gente che beve e gioca a carte. Non bisogna avere esperienza diretta dei luoghi, però aiuta. Se non altro a evitare - come invece succede in "Non è un paese per giovani" di Giovanni Veronesi - Cuba e l'Avana così pittoresche che sembrano finte. Il bar è credibile, lo sono i clienti e la cameriera: due personaggi del triangolo [...] Vai alla recensione »

sabato 1 aprile 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Il genere? Gli spagnoli lo fanno meglio, soprattutto quando è thriller. Tre anni fa, La isla minima di Alberto Rodriguez ha tradotto la suspense in j'accuse sociopolitico, puntando il dito contro il passato (presente) franchista: una specie di True Detective alle foci del Guadalquivir, senza vezzi estetici, ma con appigli etici. Nel 2015 Desconocido - Resa de conti, esordio alla regia di Dani de la [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Luca Pellegrini
Avvenire

Un esordio sorprendente, quello di Raùl Arévalo. La vendetta di un uomo tranquillo ha vinto quattro Premi Goya: miglior film, miglior regista esordiente, miglior sceneggiatura originale e quello per l'attore non protagonista, Manolo Solo. Lo scorso anno alla Mostra di Venezia, nella sezione Orizzonti, otto minuti di applausi e premio a Ruth Diaz come miglior attrice.

venerdì 31 marzo 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

È la risposta spagnola a Un borghese piccolo piccolo, film, per molti versi, simile, come struttura e tensione, a questo «La vendetta di un uomo tranquillo». Anche allora, come adesso, viene proposta una prima parte quasi conciliante, di vita comune, quasi a voler spiazzare lo spettatore dal colpo di scena che introduce ad una seconda dove, invece, la vendetta fa cambiare timbro alla pellicola.

giovedì 30 marzo 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

La vendetta privata è amata dal pubblico (soprattutto maschio). Da Il giustiziere della notte con Charles Bronson al nostro durissimo Un borghese piccolo piccolo di Monicelli con Sordi, per passare ad Animali notturni o il recente vincitore dell'oscar Il cliente di Asghar Farhadi. Con La vendetta di un uomo tranquillo andiamo in una Spagna di paesini di campagna, bar scalcinati e fattorie abbandonate. Un [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Scontati otto anni per rapina, Curro torna dalla sua compagna Ana e dal loro bimbo. Non sa però, che lo aspetta anche José, al quale la rapina è costata molto cara. Né che José è diventato un frequentatore del bar di Ana e ha sedotto la donna, risoluto a servirsi di Curro per compiere una vendetta meditata a lungo. Chi pensava che i film di self-justice se li fosse appaltati Liam Neeson potrà ricredersi: [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Fulvia Caprara
La Stampa

Nel noir in salsa spagnola di Raùl Arévalo, Ana (Ruth Diaz) è letteralmente il corpo del reato. La donna che scatena la meccanica del thriller, sofferta, intensa, sbandata. Il futuro di Curro (Luis Callejo), appena uscito dalla galera dove ha scontato la condanna per una rapina in gioielleria , è tutto nelle sue mani. Ma la vita non aspetta, e gli sguardi dicono tutto.

giovedì 30 marzo 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

A un certo punto ci si divide in due: una parte vorrebbe che il giusto José, pianificata la vendetta contro i rapinatori che gli hanno ucciso la fidanzata e massacrato il padre, la smettesse, già al primo sanguinario delitto; l'altra parte, invece, è nelle mani di José (tenebroso, bravo, de la Torre, forse troppo truce), borghese quieto risvegliato al bisogno di morte da un copione tragico che da Shakespear [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Valerio Caprara
Il Mattino

La vendetta di un uomo tranquillo", 4 premi Goya in patria, è un noir migliore del suo titolo italiano (l'originale spagnolo è "Tarde para la ira", tardi per la rabbia). Il regista ex attore Arévalo vi riesce, infatti, a tenere sotto controllo il modello tarantiniano grazie al radicamento nella sordida periferia madrilena e nelle desertiche campagne circostanti, alle vibranti prove degli attori (Callejo/Cur [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 28 febbraio 2017
 

Madrid, agosto 2007. Curro è l'unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi, la sua fidanzata Ana e il loro figlio sono in attesa che lui esca di prigione.

Alicia Rubio nella parte di Carmen
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