Una notte di 12 anni

Film 2018 | Drammatico, +13 123 min.

Regia di Álvaro Brechner. Un film Da vedere 2018 con Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort, Soledad Villamil, Sílvia Pérez Cruz. Cast completo Titolo originale: La Noche de 12 Años. Titolo internazionale: A Twelve-Year Night. Genere Drammatico, - Francia, Argentina, Spagna, 2018, durata 123 minuti. Uscita cinema giovedì 10 gennaio 2019 distribuito da Bim Distribuzione, Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,48 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2020

Settembre 1973. L'Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato schiacciato e smantellato da un anno.Tre uomini lottano contro la dittatura. Il film è stato premiato agli European Film Awards, ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Goya, In Italia al Box Office Una notte di 12 anni ha incassato 158 mila euro .

Una notte di 12 anni è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,48/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,53
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Tempi e ritmi giusti per un film di denuncia che fa riflettere sulle recenti derive autoritarie.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 19 dicembre 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 19 dicembre 2018

Settembre 1973. L'Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato schiacciato e smantellato da un anno. I suoi membri sono stati imprigionati e torturati. In una notte di autunno, nove prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell'ambito di un'operazione militare segreta che durerà 12 anni. Da quel momento in poi, verranno spostati, a rotazione, in diverse caserme sparse nel Paese e assoggettati a un macabro esperimento; una nuova forma di tortura mirata ad abbattere le loro capacità di resistenza psicologica.

È interessante che a distanza di pochi giorni arrivino nelle sale cinematografiche italiane due opere che ci ricordano ciò che accadde in due Paesi dell'America Latina nella seconda metà del secolo scorso. Si tratta del documentario Santiago, Italia di Nanni Moretti sul Cile e di questo film.

Entrambi, seppure con modalità narrative diverse, ci ricordano ciò che accade quando una brutale dittatura in nome di un preteso 'diritto' cancella qualsiasi forma di trattamento umano nei confronti dei detenuti. Seguiamo i 4323 giorni di detenzione di tre dei nove guerriglieri catturati ed assistiamo ad una scientifica quanto abietta strategia finalizzata non tanto ad ottenere informazioni (le quali con il trascorrere degli anni divengono sempre meno utili) quanto piuttosto per devastarne la psiche uccidendoli di fatto pur mantenendoli in vita.

Di carcere in carcere siamo testimoni delle privazioni e umiliazioni a cui vengono sottoposti nonché alla falsa assistenza esibita nel momento in cui la Croce Rossa chiede di conoscerne le condizioni di detenzione. In questo inferno costituito da celle fatiscenti possono però essere dettate lettere d'amore per procura o si può arrivare al ridicolo di una defecazione difficile da realizzare per mancanza di un'autorizzazione superiore. Ciò che prevale però è la denuncia di un sistema di oppressione che ha cinematograficamente i tempi e i ritmi dei film che negli anni '70 avevano il coraggio di raccontare quanto accadeva e riuscivano ad attrarre un pubblico anche numericamente considerevole.

Si pensi, a titolo di esempio, al cinema di Costa Gavras a partire da Z - L'orgia del potere. Quanto è accaduto di recente con Sulla mia pelle lascia ben sperare nel fatto che, per quanto lontane nel tempo e nello spazio, queste vicende uruguaiane attirino almeno un po' di attenzione. Scriveva Cesare Beccaria nel 1764: "Una crudeltà consacrata dall'uso nella maggior parte delle nazioni è la tortura del reo mentre si forma il processo, o per costringerlo a confessare un delitto, o per le contradizioni nelle quali incorre, o per la scoperta dei complici, o per non so quale metafisica ed incomprensibile purgazione d'infamia, o finalmente per altri delitti di cui potrebbe esser reo, ma dei quali non è accusato." Film come questo possono forse aiutare a far riflettere anche chi, ancora oggi, vorrebbe che i metodi di tortura tornassero a non essere più considerati come reati.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 16 gennaio 2019
Zarar

Dopo cinque minuti di questo film provi l’impulso fortissimo ad alzarti e andare, perché non ce la fai a reggere la violenza, il sadismo, la sofferenza, la follia che vedi rappresentati sullo schermo con un impatto di immagine, colore e suono che non ti lasciano tregua. Vengono descritti 12 anni di  detenzione carceraria di tre tupamaros, Pepe Mujica, Eleuterio Fernández Huidobro [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 17 gennaio 2019
Alessandra Vitali

Settembre 1973. L'Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato schiacciato e smantellato da un anno. I suoi membri sono stati imprigionati e torturati. In una notte di autunno, nove prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell'ambito di un'operazione militare segreta che durerà 12 anni. Da quel momento in poi, verranno spostati, a rotazione, in diverse caserme sparse nel Paese e assoggettati a un macabro esperimento; una nuova forma di tortura mirata ad abbattere le loro capacità di resistenza psicologica.
Tra di loro c'è anche Pepe Mujica, futuro Presidente dell'Uruguay.

In occasione dell'uscita al cinema di Una notte di 12 anni (guarda la video recensione), il regista Álvaro Brechner racconta la genesi del film.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 10 gennaio 2019
Silvana Silvestri
Il Manifesto

È stato l'anno di Pepe Mujica quest'anno alla mostra di Venezia: sull'ex presidente dell'Uruguay che ha abbassato la povertà del paese al 9% si sono visti due film e la sua stessa presenza ha trasmesso moniti sulla responsabilità di tutto l'occidente nei confronti della povertà nel mondo, sulla necessità di creare un «piano Marshall» per l'Africa. Mentre Kusturica ha realizzato un documentario folgorato [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 7 gennaio 2019
A cura della redazione

1973. L'Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato smantellato da un anno e i suoi membri sono stati imprigionati e torturati. In una notte, nove prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle [...]

TRAILER
mercoledì 12 dicembre 2018
 

1973. L'Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Una notte di autunno, tre prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell'ambito di un'operazione militare segreta. L'ordine è chiaro: "Visto che non possiamo ammazzarli, li [...]

NEWS
lunedì 3 dicembre 2018
 

José Mujica, ex presidente dell'Uruguay, Eleuterio Fernández Huidobro, ex ministro della Difesa e il giornalista e scrittore Mauricio Rosencof sono le tre vittime della tortura, dell'isolamento e degli esperimenti segreti del regime dittatoriale uruguaiano. [...]

[LINK] FESTIVAL
domenica 23 settembre 2018
 

1973. L'Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d'autunno, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell'ambito di un'operazione militare segreta. L'ordine è preciso: "Dato che non li possiamo uccidere, facciamoli [...]

winner
miglior sound designer europeo
European Film Awards
2019
winner
miglior scenegg.ra non origin.
Goya
2019
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