La pazza gioia

Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Bob Messini.
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Commedia drammatica, Ratings: Kids+13, durata 118 min. - Italia 2016. - 01 Distribution uscita martedì 17 maggio 2016. MYMONETRO La pazza gioia * * * 1/2 - valutazione media: 3,57 su 62 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,57/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Le protagoniste del film, scritto da Paolo Virzì con Francesca Archibugi, sono Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti.
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Paolo Virzì fonde ironia, buonumore e dramma in un on the road movie che guarda al mondo femminile con una sensibilità non usuale
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Beatrice Morandini Valdirana ha tutti i tratti della mitomane dalla loquela inarrestabile. Donatella Morelli è una giovane madre tatuata e psicologicamente fragile a cui è stato tolto il figlio per darlo in adozione. Sono entrambe pazienti della Villa Biondi, un istituto terapeutico per donne che sono state oggetto di sentenza da parte di un tribunale e che debbono sottostare a una terapia di recupero. È qui che si incontrano e fanno amicizia nonostante l'estrema diversità die loro caratteri. Fino a quando un giorno, approfittando di una falla nell'organizzazione, decidono di prendersi una vacanza e di darsi alla pazza gioia.
Paolo Virzì, con la collaborazione di Francesca Archibugi alla scrittura, ha lasciato il freddo Nord di Il capitale umano per tornare nell'amata Toscana che gli consente di fondere, come solo lui sa fare, ironia, buonumore e dramma muovendosi tra le diverse temperature emotive con una sensibilità che si fa, film dopo film, sempre più acuta e partecipe delle sorti dei personaggi che porta sullo schermo. Si sono già scritte nel passato pagine e riflessioni su un Virzì erede della commedia italiana degli Anni d'Oro ma quello che si può aggiungere ora è che al suo personale capitale di autore si è aggiunta una capacità di sguardo sul mondo femminile che nel cinema italiano diretto da uomini non è per nulla usuale.
Sarà forse perché sa scegliere le sue interpreti (Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti sono entrambe straordinarie, ognuna a suo modo, nello scavare in personaggi non facili da rendere tenendo la retorica a dovuta distanza). Sarà perché nel film si sente la verità iniettata (questo è il termine giusto visto che di medicinali si tratta spesso) grazie a una lunga ricerca sul campo su un disagio sociale che si traduce in un disagio psichico. Sarà anche perché si avverte l'attenzione partecipata ad ogni singolo dettaglio in un film in cui si capisce che anche l'ultima comparsa si è sentita parte di un progetto condiviso. Un progetto che vuole porre in evidenza la condizione di questo particolare tipo di donne condannate da una vita in cui hanno sbagliato trovandosi poi però dinanzi a terapeuti ed assistenti sociali che ogni giorno gli sono accanto e combattono con le loro patologie ma anche con visioni banalmente punitive che nulla hanno a che vedere con il recupero sociale. Riuscire a dire tutto ciò (e anche molto di più) in un on the road in cui si ride, si sorride e ci si commuove non era impresa facile. A Paolo Virzì è riuscita da maestro.

Incassi La pazza gioia
Primo Weekend Italia: € 1.335.000
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Sorrentino e garrone...... lasciamo perdere

giovedì 19 maggio 2016 di Flaw54

Virzì si rivela ancora una volta l'asse portante del nostro cinema con un film duro, talvolta "insopportabile", ma capace di commuovere e di lasciare un messaggio fondamentalmente  positivo di speranza e di riscatto. Interpretazione  strepitosa delle due attrici Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, la prima logorroica, fuori di testa, ma con un fondo di forte bontà e amicizia e la seconda capace di creare un personaggio tragico che rimarrà nella continua »

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Follia, fantasia e amicizia

mercoledì 18 maggio 2016 di vanessa zarastro

“La pazza gioia” è un bel film. È raro vedere un film italiano che non sia uno neo-neorealista il cui maggiore scopo è disvelare la realtà e denunciare una situazione. Più in linea con la commedia che Scola e Monicelli ci hanno fatto amare, il film di Virzì vuole essere un inno alla vita, alla voglia di esserci nonostante tutto. Una storia di affetto e di amicizia a metà tra la realtà e l’invenzione così come i suoi continua »

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Due donne strampalate ma fortemente fragili

mercoledì 18 maggio 2016 di Flyanto

Presentato al Festival di Cannes di quest'anno, "La Pazza Gioia" è l'ultima opera che Paolo Virzì ha diretto e scritto insieme a Francesca Archibugi. Incentrato tutto su due particolari personaggi femminili, ottimamente interpretati da Valeria Bruni Tedeschi e dalla moglie del regista Micaela Ramazzotti, "la Pazza Gioia" presenta una sorta di road movie delle due donne richiamando, sia pure alla lontana per atmosfera e situazioni,  l'antecedente continua »

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Impeccabile e commovente

mercoledì 18 maggio 2016 di Franky108

Virzì non si smentisce mai e sforna un'altro film bellissimo da aggiungere fortunatamente alla sempre più vasta collezione di film italiani di ottima qualità. La pazza gioria racconta dell'amicizia tra Donatella(una sempre più brava Micaela Ramazzotti) e Beatrice(Valeria Bruni Tedeschi) nata in una casa di  recupero ed evolutasi durante un road trip alla ricerca della pazza gioia. La cosa che colpisce di questo film, oltre che alla cura e alla realizzazione continua »

Beatrice
"ma non puoi trovare un taccuino, per scrivere queste cose; invece di tatuartele addosso?"
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Beatrice
"Chi ha mai trovato la felicità in un tramezzino?"
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Donatella (Micaela Ramazzotti)
"Non è vero che sei basso… e poi noi sviluppiamo tardi"
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FOCUS | Paolo Virzì, un regista che non fa l'intellettuale e ha trovato il suo spazio tra il cinema d'autore e quello popolare. Al cinema.

Women movie del cinema italiano contemporaneo

lunedì 23 maggio 2016 - Roy Menarini

La pazza gioia, women movie del cinema italiano contemporaneo Il nuovo film di Paolo Virzì si candida fin da subito a costituirsi come women movie assoluto del cinema italiano contemporaneo. E forse anche europeo, come non deve essere sfuggito ai selezionatori di Cannes, di solito poco propensi a infilare - anche in sezioni collaterali - commedie (o "dramedy", detta all'americana) come La pazza gioia. Forse, e probabilmente non osiamo troppo nel prevederlo, questo potrà anche diventare un "queer cult" per gli anni a venire, non fosse altro che per la femminilità un po' sventata e la lunga carrellata di cambi d'abito e di make-up di una Valeria Bruni Tedeschi usata con straordinaria dismisura.

   

FOCUS | Tanti apprezzamenti meritati per La pazza gioia, brillante storia tutta al femminile.

Una bella eccezione del cinema italiano

domenica 22 maggio 2016 - Pino Farinotti

Paolo Virzì, una bella eccezione del cinema italiano La pazza gioia, l'ultimo film di Paolo Virzì, sta raccogliendo molti apprezzamenti. Meritati. Su alcune testate ho riscontrato le "cinquestelle", che è il numero del capolavoro. È la storia di due donne, Beatrice e Donatella, ricoverate in una casa di cura. La prima (Bruni Tedeschi) è un'ex ricca mitomane che vuole comandare tutto e tutti, l'altra (Micaela Ramazzotti), una tossicodipendente, e molto altro, alla quale hanno tolto il bambino per darlo in affidamento. Fuggono dalla comunità e ne combinano di tutti i colori.

   

GALLERY | "Merci Quinzaine", commenta il regista Paolo Virzì. Emozioni anche alla prima de Il GGG di Spielberg. Oggi è la volta dei nice guys Ryan Gosling/Russell Crowe.

Commuove la croisette

domenica 15 maggio 2016 - a cura della redazione

La pazza gioia commuove la Croisette Dieci minuti di applausi a scena aperta per il film La pazza gioia di Paolo Virzì, che ha commentato emozionato con un "Merci Quinzaine" al termine della proiezione. Grande successo e commozione anche per le due attrici per il secondo film italiano (dopo Fai bei sogni di Bellocchio) passato al festival alla Quinzaine des Realizateurs: le due pazze struggenti di Virzì sono Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi), contessa sopra le righe, e la depressa e anoressica Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti), un dolore terribile soffocato dentro.

   

Virzì fa centro con "La pazza gioia": qui la follia è fantasia

di Natalino Bruzzone Il Secolo XIX

La vita è una meravigliosa follia ossessiva, compulsiva, felice e fragile come un bicchiere di puro cristallo. Un'ondata creativa investe la commedia italiana e finalmente la ribalta dalla sua stagnazione di comicità da mercatino delle pulci e di insopportabile piagnisteo generazionale. È davanti a film come "La pazza gioia" (martedì nelle sale dalla vetrina di ieri della "Quinzaine" di Cannes), firmato da Paolo Virzì, che lo spettatore può sperare in un ritorno agli antichi fulgori. Con una diversità fondamentale, rispetto alla tradizione: non più maschere maschili, bensì una coppia di personaggi femminili che non sono lo specchio di comuni "mostri" nazional-popolari, ma piume ribelli sollevate dal vento dello strano tempo che stiamo respirando. »

Virzì firma un vero gioiello

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Beatrice vive in una casa di cura ma ha sempre un'opinione su tutto. Tira avanti a forza di psicofarmaci ma ha la battuta pronta, ottime maniere, un'agenda zeppa di nomi famosi, Armani, George Clooney, Malagò. Infatti sa sempre come cavarsela, o almeno si illude. Ma soprattutto sa rigirare all'istante la frittata trasformando ogni scacco in un successo, ogni fallimento nella prova che aveva ragione lei. E un po' è perfino vero, perché quando scappa da quella casa di cura sulle colline toscane («è un dono della mia famiglia, voi infermiere dovreste essere più gentili!») e scopriamo cosa si è lasciata dietro, capiamo che lei sarà un po' tocca ma anche quelli rimasti fuori, le persone "normali", forse non sono tanto migliori. »

Lo sguardo amoroso di Virzì pedina due anime allo sbando

di Alessandra Levantesi La Stampa

Un'accogliente comunità terapeutica situata nel verde delle colline pistoiesi che ospita malate mentali, magari con pendenze giudiziarie, come le protagoniste di La pazza gioia di Paolo Virzì, presentato alla Quinzaine e dal 17 maggio nelle nostre sale. Diverse per età, temperamento, classe sociale e tipo di disturbi clinici, la snobistica Beatrice e la tatuata Donatella si direbbero fatte per non intendersi: tanto la prima è mitomane, loquace e narcisistica, tanto la seconda è insicura, silenziosa e schiva. »

Un viaggio «folle» in cerca della pazza gioia

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Ha tante anime e diverse letture questo road movie al femminile che parte dalla pazzia (ma esiste ancora una normalità?), incrocia commedia e dramma, per virare sul sentimento materno, in un viaggio che prova a raccontare (anche) le strutture psichiatriche post Basaglia e analizza, indirettamente (non sarebbe il solito Virzì), il ventennio berlusconiano. Non senza qualche punta acida verso l'ex Premier, per schiacciare l'occhio alla sua platea di riferimento di sinistra (tutti tengono famiglia), come quando, all'inizio del film, il personaggio di Beatrice Morandini Valdirana si lamenta con un «basta con la magistratura ad orologeria, con le toghe rosse, ha ragione il Presidente», sentendosi rispondere: «non è più Presidente, per fortuna». »

La pazza gioia | Indice

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martedì 17 maggio 2016
Distribuzione
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