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Ovosodo
Un film di Paolo Virzì.
Con Nicoletta Braschi, Edoardo Gabbriellini, Malcolm Lunghi, Matteo Campus, Claudia Pandolfi, Regina Orioli.
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Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 103 min.
- Italia 1997.
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Intelligente e vero
sabato 21 febbraio 2009
di Claire
Questo è NEOREALISMO!Si certo Monicelli, De sica, Risi, Zavattini e gli altri sono irraggiungibili ma bisogna anche sforzarsi di apprezzare ciò che si ha.Trovo che questo film sia ben strutturato, racconti la vita di un ragazzo come tanti che (proprio come succedeva ai protagonisti degli storici film neorealisti)si ritrova ad essere ciò che la società lo spinge ad essere,inevitabilmente, ma mantiene la sua identità, le sue idee.Ironico,vero e intelligente.Poi,il dialetto toscano rende tutto più continua » |
Prodotto affabile e godibile.
venerdì 1 maggio 2009
di Giuseppe Th. Dreyer
Rimaneggiato il film dopo una visione adolescenziale si capisce qualcosa in più. Se al cinema italiano l'eredità del periodo neorealista pesa tutt'ora e lascia segni vividi nella produzione nazionale questo film, che pur ne fa parte a tutti gli effetti, è una piacevole eccezione. Virzì confeziona un film godibile, non trascendale ma che si presenta come un ora e mezzo di intrattenimento leggero con tutte gli espedienti di una sceneggiatura affabile e costruita per il piacere del pubblico. La parabola continua » |
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| Edoardo Gabbriellini, e la perenne, leggera, insoddisfazione esistenziale | |
| Tutte le mattine, prima di portare Giovanna al nido, e poi andare a lavorare in ospedale, Susy mi accompagna al lavoro in macchina. E tutte le mattine, che piova o ci sia il sole, lei mi dice la stessa identica cosa: “sei sempre più bello”. E io vado a lavorare contento. Chi lo sa, forse sono rincorbellito del tutto, o forse sono felice…a parte quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico… | |
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| All’ esame di maturità. Il professore esaminatore ed Edoardo Gabbriellini | |
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A proposito dell’opera di D’Annunzio, Giacomo De Benedetti parla di una sorta di meccanicismo deduttivo. Ci vuole per cortesia commentare questo giudizio alla luce dell’analisi svolta in classe su decadentismo e superomismo? Alla luce dell’analisi svolta in classe su decadentismo e superomismo si può dire che quando Giacomo De Benedetti parla di quella cosa che ha detto lei…io sono abbastanza d’accordo. |
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| Un congiuntivo in più e venivi bollato per sempre come finocchio. | |
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Altre frasi celebri del film Ovosodo
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DVD | OvosodoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 18 maggio 2004
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Riecco il neorealismo in un quartiere di Storia di un operaio che sogna di fare lo scrittore. Attori di strada e c'è anche Nicoletta Braschi.
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Si sta a vedere i film come se si fosse al cinema. Si segue la vicenda, si sorride, si ride. A una battuta azzeccata, qualcuno batte le mani; e il fatto si ripete, due, tre volte. Quando torna la luce, esaurito l’applauso conclusivo, il pubblico sfolla soddisfatto. Non tutti, però. Qualcuno brontola: ma non siamo alla Mostra di Venezia? E cosa c’entra un film da serata con gli amici o da domenica pomeriggio, insomma un tipico film da cinema-cinema con un festival del cinema? Cosa c’entra Ovosodo a Venezia? Ebbene, se credete che sia facile imbastire un film esteso su un quarto di secolo, che segue un personaggio dalla nascita alle soglie della paternità, che sfiora con allegria (e a intermittenze con mestizia) i temi tipici dei nostri anni, che fa muovere e parlare personaggi in buona parte presi dalla vita con gradevole effetto di verisimiglianza, insomma se credete che diventa Paolo Virzì chi vuole, provateci. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Ovosodo di Paolo Virzì è caruccio, facile, piacerà (è già piaciuto al Lido: applausi e risate non soltanto di claque sin dalla prima proiezione destinata a giornalisti e critici). Girata senza stile né ricerca, raccontata dalla voce fuori campo del protagonista, interpretata perlopiù da non professionisti, è la storia d'un ragazzo livornese popolano dall'infanzia al matrimonio, con le tappe prevedibili: la scuola, l'insegnante cruciale da cui s'impara a amare i libri, la famiglia distratta, il compagno di scuola più ricco disinvolto e intraprendente, le risate e le malinconie, le ragazzine coinquiline innamorate, la ragazza elegante da amare invano, il quartiere, le macchiette, il cortile, i motorini, il senso d'inadeguatezza e le grandi speranze dell'adolescenza. » |
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Voglio abbattere il muro di Beverly Hills
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Il regista che ha vinto il David per "Ferie d’ agosto", racconta il suo prossimo film: "Uovo sodo". Virzì : "Entrerò nel mondo dei nostri ragazzi, sommersi da falsi scenari" - "Da tempo cercavo di entrare nella loro vita. A volte provo dolore osservando, nel gruppo, la solitudine. E ricordo la mia infanzia tra gli anarchici a Livorno". Paolo Virzì, il trentaduenne regista che ha raccontato in "Ferie d’agosto" l’estate del nostro scontento e che, mostrando le ambiguità e i difetti di entrambi gli schieramenti, ha fatto andare a braccetto le opposte fazioni della sinistra in cerca di identità e della destra dalla confusa identità, è al lavoro sul suo prossimo film: "Uovo sodo". » |
Virzì: commedia all’italiana, è la riscossa
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Il dado è tratto: anche una commedia all'italiana può vincere un Festival. E Jane Campion, che fa tutto meno che la commedia, dice di averlo personalmente adorato. Paolo Virzì ha vinto il Gran premio della giuria per il suo "Ovosodo" ed è visibilmente contento, avverte perfino di non prenderlo troppo sul serio perché, dalla gioia, potrebbe dire qualunque cosa. L'importante è comunque che in sala si ride. È prenotato un buon posto nella classifica degli incassi: da qui a fine ottobre, quando uscirà il film, l'autore deciderà, rivedendo il copione, se tagliare o meno quella battuta su Lady Di che una settimana fa sembrava spiritosa e oggi invece infelice, ma che potrebbe compromettere l'andamento narrativo della storia. » |
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