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Shame

Un film di Steve McQueen. Con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware.
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Drammatico, durata 99 min. - Gran Bretagna 2011. - Bim uscita venerdì 13 gennaio 2012. - VM 14 - MYMONETRO Shame * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 63 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,50/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * - -
 pubblico * * * - -
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Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze.
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primo piano
Un lavoro singolare sul sonoro per una poetica che accosta bellezza e brutalità
Marianna Cappi     * * * 1/2 -

Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze. Nulla traspare all’esterno: Brandon ha un appartamento elegante, un buon lavoro ed è un uomo affascinante che non ha difficoltà a piacere alle donne. Al suo interno, però, è un inferno di pulsioni compulsive. Va ancora peggio alla sorella Sissy, bella e sexy, ma più giovane e fragile, la quale passa da una dipendenza affettiva ad un’altra ed è sempre più incapace di badare a se stessa o di controllarsi.
Dopo aver colpito indelebilmente gli occhi di chi ha visto il suo primo film, Hunger, colpevolmente non distribuito in Italia, il videoartista britannico Steve McQueen richiama con sé Michael Fassbender come protagonista di Shame, un film che è altrettanto politico, nelle intenzioni, per quanto non lo sia esplicitamente nel soggetto (com’era invece per la vicenda di Bobby Sands).
Alla prigionia del carcere, dove l’uomo è privato di tutto, si sostituisce qui una trappola mentale altrettanto incatenante e umiliante, favorita paradossalmente dalla libertà di potersi comprare tutto e subito: una escort, una stanza d’albergo o un film. È l’altra faccia della società “on demand” quella che McQueen racconta in questo dramma privatissimo solo all’apparenza, venato di una tristezza senza freni. La nudità di Fassbender, che apre il film, è soprattutto una condizione figurata e quando, man mano che il minutaggio avanza, l’interpretazione dell’angoscia si fa più dichiarata e arrivano le lacrime e le contorsioni, si ha quasi l’impressione che non aggiungano molto ma diano solo più senso a quelle prime sequenze, che già contenevano tutto.
Meno straordinario di Hunger, più imploso e grigio (non solo nella pigmentazione), Shame conferma la grande capacità di McQueen nella scelta delle inquadrature, il suo lavoro singolare sul sonoro, la poetica dell’accostamento di bellezza e brutalità, qui meno evidente ma non meno presente. Ma un grande dono viene senza alcun dubbio al film dal contributo di Carey Mulligan, che presta la sua bravura al personaggio tragico di Sissy e al suo sogno senza fondamento di un “brand new start”, di poter ricominciare da capo lì a New York perché, come canta in una sequenza da brivido, “if I can make it there I’ll make it anywhere”. Ma è vero soprattutto il contrario.

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Incassi Shame
Primo Weekend Italia: € 293.000
Incasso Totale* Italia: € 1.082.000
Ultima rilevazione:
Box Office di lunedì 20 febbraio 2012
Incasso Totale* Usa: $ 3.469.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 5 febbraio 2012
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Premi e nomination Shame

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Golden Globes
0
1
BAFTA
0
2
* * * * -

Le prigioni di steve mcqueen

martedì 17 gennaio 2012 di Beatrice Fiorentino

Quanti sguardi tristi in questo film, opera seconda dell’inglese Steve McQueen, classe ’69, videoartista e scultore approdato al cinema nel 2008 con il film rivelazione Hunger. Tanti personaggi smarriti per un film che è molto più angosciante che “erotico” (nonostante l’ingiustificato clamore suscitato dalle scene più esplicite). Shame è la fotografia sobria e minimale della vita solitaria di un uomo che potrebbe avere tutto e che invece non ha niente. Distante dalle abili strategie di conquista continua »

* * * * *

La morte dei sentimenti

sabato 14 gennaio 2012 di renato volpone

Il film e' durissimo e racconta dell'incapacità di oggi di vivere sane relazioni umane. Il mondo del consumismo, anche sessuale, dell'individualismo, dell'era digitale, isola le persone impossibilitandole a costruire relazioni sociali, amicali, affettive di un certo rilievo. Brandon e sissy, fratello e sorella, vivono questo distacco sofferente, amandosi e odiandosi, ricercando uno il contino sfogo sessuale e l'altra surrogati disastrosi di relazioni affettive. Si riabbracceranno dolorosamente nel continua »

* * - - -

Pretestuoso

lunedì 6 febbraio 2012 di goldy

Se il dramma dell'uomo è di tipo patologico che condanna a una disperazione intollerabile  allora si ricorra  a cure adeguate. Se invece vuole essere   profetico e sostenere la desertificazione totale dei sentimenti  che caratterizzerà le generazioni future allora il film spaventa e mostra inequivocabilmente che senza illusioni non si può vivere. Il film non decolla mai perchè il punto di vista del regista rimane insondato. Non c' nessun continua »

* * * - -

Lo straniero

domenica 29 gennaio 2012 di Writer58

New Iork, 2011. Brandon è un trentenne affermato, bello, che si muove con disinvoltura nei paesaggi urbani della "Grande Mela". E' un uomo affascinante, che sa di piacere alle donne, ma non riesce a stabilire un rapporto stabile con loro, le "consuma" come fossero aperitivi da 25 dollari l'uno ordinati in un locale elegante. In realtà, i problemi di Brandon (un ottimo Fassbender) non sono solo circoscritti alla sfera del sesso, di cui è dipendente, ma attengono alla sfera delle relazioni, al suo continua »

Sissy
"Brandon, sono Sissy. Ho bisogno di parlare con te. Rispondi a quel cazzo di telefono. Brandon, ho bisogno di te. Noi non siamo cattive persone, è solo che veniamo da un brutto posto. Grazie di avermi fatta restare..."
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Michael Fassbender
"Sono le azioni che contano, non le parole."
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APPROFONDIMENTI | Passioni e contraddizioni dello Shame di McQueen.

Il corpo e la metropoli

lunedì 16 gennaio 2012 - Roy Menarini

Il corpo e la metropoli Nel suo film precedente, purtroppo mai distribuito in Italia – Hunger – il videoartista e regista Steve McQueen portava frontalmente sullo schermo la sofferenza corporea di Bobby Sands e altri prigionieri irlandesi nell’atto di sopportare un mortale sciopero della fame. L’intuizione stava nel ribaltare di segno la tradizione del film di denuncia e spostare l’attenzione al dramma del corpo, sempre più consunto, sino a lasciare ischeletrito l’involucro e nuda l’anima del militante. Pareva, in quel film, piuttosto evidente l’influenza di Michel Foucault e del suo Sorvegliare e punire: il filosofo francese già nel 1975 spiegava come l’istituzione carceraria ponga un problema di potere disciplinare che coinvolge il corpo umano e la sua sofferenza, supplizio, punizione.

   

INTERVISTE | In concorso la seconda opera di Steve McQueen.

Film scandalo a venezia

lunedì 5 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Shame, film scandalo a Venezia Da dove viene questo personaggio? Nel mondo di oggi, è facile avere delle ossessioni. Dei comportamenti compulsivi, dipendenze da droga, alcol, gioco. O sesso. Abbiamo la libertà, oggi. Ma è facile che tanta libertà diventi una prigione. Questo personaggio è così: un esempio di come tanta libertà possa diventare una prigione". Si chiama Steve McQueen, e giusto per quelli che possono sobbalzare a questo nome, è un artista visuale, ha quarant’anni, è nato in Inghilterra, è di colore. Insomma, niente a che vedere con l’ "altro" Steve McQueen.

GALLERY | Le foto del film-scandalo con Fassbender e Mulligan.

Fascino, poesia e sessodipendenza

lunedì 9 gennaio 2012 - Luca Volpe

Shame, fascino, poesia e sessodipendenza Girato a New York esattamente un anno fa, Shame è la seconda fortunata collaborazione – dopo Hunger, premiato a Cannes come migliore opera prima – tra Michael Fassbender e il regista inglese Steve McQueen. Qui Fassbender interpreta Brandon, fascinoso trentenne che nasconde sotto la sua pacata vita da dirigente newyorkese una maniacale ricerca di sesso occasionale. Una stravagante routine, stravolta, una mattina, dall'arrivo della sorella minore Sissy (Carey Mulligan), cantante ribelle e problematica.

BIZ

News e anticipazioni dal mondo del cinema.

Il red band trailer di Shame

mercoledì 30 novembre 2011 - Robert Bernocchi

È indiscutibile che Shame sia riuscito ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori. Dopo il passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia (dove ha permesso al protagonista Michael Fassbender di aggiudicarsi la coppa Volpi), sta suscitando molta curiosità in America, anche per la decisione di farlo uscire senza tagli, affrontando così il temibile divieto Nc-17, che non permette ai minori di questa età di assistere alla pellicola in nessun modo. La Fox Searchlight, che distribuisce il film, ha presentato un trailer esplicito (anche se non tanto, considerando le sequenze presenti in Shame), magari anche per far capire al pubblico che non si tratta di una pellicola facile. continua »

   

Ecco gli otto film a cui prestare particolare attenzione.

Shame di Steve McQueen (Concorso)

lunedì 29 agosto 2011 - Robert Bernocchi

Hunger rappresenta uno dei maggiori pugni sullo stomaco inflitti allo spettatore da una pellicola negli ultimi tempi. All’inizio e alla fine, scene insostenibili di violenza inflitta dai poliziotti o provocata direttamente a se stessi da chi digiuna, con dialoghi pressoché ridotti a zero. In mezzo, un’infinita discussione tra due personaggi da cui è impossibile staccare gli occhi, ammirati per la loro prova. Shame replica l’accoppiata Steve McQueen – Michael Fassbender, ormai diventato uno dei maggiori attori viventi, che peraltro viene affiancato da Carey Mulligan. continua »

   

di Paola Casella Europa

L’opera seconda di McQueen, premio Fipresci all’ultima Mostra di Venezia, spoglia nudo Brandon, il suo protagonista, magistralmente interpretato dal prim’attore del momento, più moralmente che fisicamente: il che è tutto dire, visto che Fassbender è in costume adamitico fin dalla prima scena. Nella presentazione del personaggio è contenuto già tutto il senso del film: contrariamente ad American Gigolo, che Shame ricorda molto da vicino e che mostrava Julian (Richard Gere) come un manichino senz’anima pronto ad indossare il suo guardaroba Armani, ma ce lo faceva vedere a figura intera, nella prima scena McQueen ci presenta Brandon a pezzi, fisicamente ed emotivamente, e sono pezzi di carne, esposti come nella vetrina di un macellaio. »

Chi ci spiegherà perchè quei due fratelli stanno tanto male?

di Roberto Nepoti La Repubblica

Quattro anni fa l’artista londinese Steve Rodney McQueen debuttò col folgorante Hunger. Ha impressionato molti anche il suo secondo film, Shame, presentato a Venezia: nera storia metropolitana del trentenne Brandon, uomo in carriera schiavo di una dipendenza ossessiva. Ammirato dalle donne, Brandon può consumare sesso unicamente associandolo a un senso di vergogna; così frequenta prostitute e siti porno, prima di finire la giornata masturbandosi davanti allo specchio. L’arrivo della sorellina Sissy, disturbata quanto lui, lo scaraventa in un abisso d’angoscia. »

Fassbender schiavo del sesso

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Tra tanti film che spiegano troppo, o si perdono in troppe piste narrative, eccone uno che suona una corda sola ma la suona da maestro. Parliamo di Shame, cioè Vergogna, seconda regia del londinese Steve McQueen (non confondere col divo americano). Classe 1969, fotografo e videoartista prima che regista, McQueen è entrato nel cinema dalla porta principale vincendo la caméra d’or a Cannes nel 2008 con Hunger, straziato resoconto del letale sciopero della fame condotto in prigione dal leader repubblicano irlandese Bobby Sands, dominato come Shame da un Michael Fassbender impressionante per resa plastica e profondità di interpretazione. »

di Joe Morgenstern Wall Street Journal

Shame, il ritratto di un uomo in cerca di perdizione, è diretto dall’artista britannico Steve McQueen. Il film ci tiene in stretto contatto con il suo protagonista anche quando lui è disconnesso dalla realtà che lo circonda e da se stesso. Merito della notevole interpretazione di Michael Fassbender. Brandon, il protagonista, è un uomo con problemi di dipendenza dal sesso. Ma ridurre la sua vicenda a questo è una banalizzazione. I suoi problemi sembrano più che altro di chiusura verso il prossimo ed è evidente che hanno a che fare con la sorella Sissy (interpretata da una convincente Carey Mulligan), che a un certo punto irrompe nella sua vita. »

Shame | Indice

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Sito ufficiale
Uscita nelle sale
venerdì 13 gennaio 2012
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 21 sale cinematografiche:
Showtime
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